Il diradamento dei capelli che contraddistingue la calvizie comune il più delle volte è un processo lento e graduale che può essere rallentato e a volte fermato da un insieme di strategie anticalvizie e da uno stile di vita che vi elencherò
La lotta contro la calvizie, così si potrebbe definire, è un percorso a tappe e solamente la nostra perseveranza potrà permettere di raggiungere grandi risultati. Bloccare l’ormone DHT uno dei maggiori responsabili della calvizie è fondamentale ma in alcuni casi non è sufficiente per avere il massimo del risultato possibile.
Esistono numerosi fattori che contribuiscono a peggiorare la calvizie e che disattivano in parte le nostre strategie anticalvizie. La dermatite seborroica, il telogen effluvium, lo stress e una alimentazione inadeguata contribuiscono infatti a cambiare il decorso della alopecia androgenetica accelerando il processo di diradamento.
Ricordiamo bene una cosa, se grazie ai farmaci riusciremo a bloccare la caduta dei capelli, non vuol dire comunque che il nostro aspetto sarà esteticamente soddisfacente. Solamente curando lo stress con l’attività fisica e il rilassamento, seguendo una alimentazione ricca dei nutrienti principali ed evitando alcool, fumo e eccessi di caffeina, riusciremo a mantenere in salute la nostra pelle e quindi il nostro aspetto sarà in ogni caso sano e piacevole con o senza i capelli in testa.
Nel sesso femminile le ragioni della perdita di capelli sono differenti: Clicca qui
I sei pilastri per combattere la calvizie
1 Fermare la caduta dei capelli e riattivare la fase di crescita
2 Contrastare dermatite seborroica , infiammazione e fibrosi
3 Individuare e risolvere eventuale alopecia temporanea
4 Controllo dell’equilibrio ormonale con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita
5 Riduzione dello stress mediante attività fisica e meditazione
6 *Autotrapianto e risoluzione chirurgica (se le strategie anticalvizie non hanno ottenuto il risultato sperato esiste l’opzione chirurgica, in questo caso sarà fondamentale scegliere la scelta di un chirurgo esperto nella chirurgia della calvizie e conosciuto dalla comunità scientifica, chiedi consiglio al prof. Marco Toscani)
In questi giorni vedremo come contrastare l’effettore dell messaggio genetico per la calvizie, il Killer dei Capelli, L’ormone DHT, uno dei maggiori responsabili della Alopecia Androgenetica nel sesso maschile
Il polypodium leucotomos è una felce originaria delle zone tropicali del sud america. I suoi principi attivi hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e fotoprotettive nei soggetti fotosensibili, sia per quanto riguarda la vitiligine che l’iperpigmentazione.
I suoi componenti principali sono acido cumarico, ferulico, caffeico, vanillico, 3,4-diidrossibenzoico, Acidi 4-idrossibenzoici, 4-idrossicinnamici, 4-idrossicinnamoil-chinici e clorogenici.
Uno studio pilota randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha valutato l’efficacia combinata di PUVA più P. leucotomos rispetto a PUVA più placebo su linfociti T da pazienti con vitiligine generalizzata (N = 19) e controlli sani (N = 19).
La percentuale di pazienti con> 50% di ripigmentazione della pelle era significativamente più alta tra i pazienti trattati con PUVA / P. leucotomos rispetto ai pazienti trattati con PUVA / placebo ( p <0,01).
La risposta globale di ripigmentazione è stata inversamente correlata con la diminuzione delle cellule T CD3 + CD25 +.
Altri studi recenti hanno dimostrato l’efficacia antinfiammatoria dei principi attivi del Polypodium Leucotomos
Studi in vitro hanno dimostrato che P. leucotomos è un efficace scavenger di diverse specie reattive dell’ossigeno, in particolare:
l’anione superossido (O 2 )
i radicali idrossilici (OH),
l’ossigeno singoletto ( O 2 )
il perossido di idrogeno (H 2 O 2 ).
P. leucotomos ha anche dimostrato di diminuire il rilascio di citochine nei topi e da colture di cellule mononucleate di sangue periferico umano. Simile ai farmaci antinfiammatori non steroidei, la somministrazione orale di P. leucotomos impedisce il rilascio di prostaglandine inibendo la cicloossigenasi-2 nei topi. Alcuni studi hanno anche dimostrato che l’estratto di P. Leucotomos sono in grado di attivare il sopressore tumorale P53 per quanto riguarda i melanomi, purtroppo una delle neoplasie più frequenti degli ultimi anni
In sintesi i suoi principi attivi sono in grado di contrastare gli effetti dannosi della luce solare e delle lampade abbronzanti. E’ potenzialmente utile per ritardare e prevenire il fotoinvecchiamento cutaneo.
E’ anche utilizzato per migliorare la vitiligine e l’iperpigmentazione, il melasma e l’iperpigmentazionepost infiammatoria.
Il P.Leucotomos sotto controllo medico può essere assunto per via orale ed è presente nella composizioni di alcuni nutraceutici formulati per contrastare la vitiligine.
“Trattamento della vitiligine vulgaris con UVB a banda stretta ed estratto orale di Polypodium Leucotomos: uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo” Middelkamp-Hup MA, Bos JD, Rius-Diaz F, Gonzalez S, Westerhof W.J Eur Acad Dermatol Venereol. Agosto 2007;
“Vantaggi dell’estratto orale di Polypodium Leucotomos in pazienti con melanoma ad alto rischio“ Paula Aguilera , MD, Cristina Carrera , Joan Anton Puig-Butille , Celia Badenas , 2Mario Lecha , MD, Salvador González , MD, PhD,Josep Malvehy , MD, e Susana Puig Eur Acad Dermatol Venereol. 2013 Set; 27 (9): 1095-1100.
“Studio in doppio cieco, controllato con placebo, per valutare l’efficacia dell’estratto di Polypodium Leucotomos nel trattamento del melasma nella pelle asiatica!: uno studio pilota.Goh CL, Chuah SY, Tien S, Thng G, Vitale MA, Delgado-Rubin A.J Clin Aesthet Dermatol. 2018 marzo; 11 (3): 14-19. Epub 2018
“Estratto di Polypodium Leucotomos nella dermatite atopica: uno studio multicentrico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo”. Ramírez-Bosca A, Zapater P, Betlloch I, Albero F, Martínez A, Díaz-Alperi J, Horga JF; Grupo de Anapsos en Dermatitis Atópica y centros de realización del estudio.Actas Dermosifiliogr. Set 2012; 103 (7)
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Per poter depurare l’organismo bisogna innanzitutto cominciare dallo stile di vita e dalla ALIMENTAZIONE
Prurito al cuoio capelluto, capelli grassi, seborrea, forfora, sono i primi segnali che il nostro sistema di smaltimento è in difficoltà, stiamo consumando troppi zuccheri raffinati? grassi saturi? alcool e superalcolici?
Prima regola: Alimentazione sana
Limitare cibi fritti, inscatolati e conservati, in quanto contengono composti chimici che depauperano il patrimonio vitaminico e minerale dell’organismo. Un’alimentazione prevalentemente di questo tipo affatica il nostro sistema di smaltimento delle scorie e i capelli e la pelle sono tra i primi bersagli.
Limitare i formaggi stagionati, le frattaglie, i cibi speziati o troppo conditi. Evitare i grassi idrogenati (trans) che si trovano in alcuni prodotti confezionati: crackers, patatine fritte, margarina, grissini.
Come carboidrati bisogna preferire quelli della frutta e verdura, fondamentali nutrienti in grado di fornirci gliantiossidanti “anticalvizie”, ridurre pane bianco, zucchero e cereali raffinati, merendine che innalzano i livelli di insulina e di glucosio troppo velocemente. La pasta di grano duro va limitata, ma non eliminata.
Consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione
Le proteine ideali sono quelle della carne magra, evitare i grassi animali della carne rossa, salumi, insaccati. Preferire i tagli magri della carne, pesce, pollame, latte, proteine della soia.
I grassi introdotti devono derivare dal pesce azzurro, da olio extravergine di oliva, frutta secca, e eventualmente con supplementi di omega 3.
Bere almeno due litri di acqua al giorno, consumare orzo ethe verde, limitare il caffè
Non bere più di uno/due bicchieri di vino al giorno, possibilmente vino rosso. Evitare il consumo di alcolici e moderare la birra, tutte bevande con alto indice glicemico, vale a dire innalzano troppo velocemente il glucosio nel sangue.
A parte la notte, non bisogna mai stare a digiuno per più di 5 ore
Ridurre la quantità di sale (non più di 6 gr/die) e ricordiamoci che molti alimenti sono già salati.
Una moderata attività fisica quotidiana riduce i livelli di glicemia nel sangue.
Meditazione e attività fisica sono utili per combattere lo stress, uno dei fattori più dannosi per l’organismo e per i nostri capelli.
Seconda regola: depurare il fegato
Il fegato è uno degli organi più importanti per mantenerci in salute, metabolizzare le sostanze nutritive per poi poterle utilizzare o eliminare al meglio tramite l’apparato digerente. Un buon funzionamento del fegato si ripercuote sulla salute della pelle, del cuoio capelluto e dei capelli che rimangono forti e resistenti
Per poter disintossicare il fegato in maniera naturale bisogna mangiare “amaro“, vale a dire consumare e bere rimedi fitoterapici e tisane a base di erbe come Tarassaco, il cardo mariano, l’ortica, la bardana, il carciofo.
Bisogna bere al mattino un bicchiere di acqua tiepida con un po di limone. Il limone è in grado di regolare la funzionalità digestiva, eliminare le scorie con le feci, fornire vitamina C e antiossidanti
Tarassaco: il tarassaco è in grado di stimolare la produzione di bile, migliorando l’attività epatica e lo smaltimento delle scorie
Cardo Mariano: Il cardo mariano, oltre che stimolare la produzione di bile ha tra i suoi componenti principali la silimarina, sostanza con attività epatoprotettrici e rigenerative
Carciofo: grazie al suo componente principale, la Cinarina, è in grado di stimolare la produzione di bile e renderla più fluida. E’ efficace per curare il fegato grasso (steatosi epatica) e il colesterolo alto.
Verdure da consumare a tavola:
Cicoria
Broccoli
cavoli
Radicchio amaro
Cardo
Bevande:
The verde
Orzo
Amaro svedese
Tisana al tarassaco
In alcuni casi, in presenza di patologie epatiche o renali alcune di queste erbe potrebbero essere controindicate, è importante farsi consigliare da uno specialista per valutare controindicazioni e dosaggi
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Caratteristiche generali degli Oli Essenziali Di seguito sono elencati gli Oli Essenziali di più frequente uso in Tricologia:
In generale la quantità di principio attivo (olio essenziale) varia dallo 0,1% al 3%, ma le quantità e le qualità della pianta variano a seconda del terreno, del clima, della latitudine, della altezza, del processo di distillazione e della conservazione.
Il “momento balsamico” è uno dei fattori più importanti che caratterizza le proprietà organolettiche della singola pianta. E’ il periodo del ciclo vitale della pianta in cui i principi attivi raggiungono il punto di massima concentrazione.
Salvia:
Momento balsamico:Maggio–Giugno Parti distillate:FOGLIE Rendimento:1,5–3%
Lavanda:
Momento balsamico:Giugno–Luglio Parti distillate:FIORI Rendimento:0,3–1,2%
Eucalipto:
Momento balsamico:Settembre–Ottobre Parti distillate:RAMI FIORITI Rendimento:0,3–1%
Rosmarino:
Momento balsamico:Primavera Parti distillate:FOGLIE Rendimento:1,5–3%
Limone:
Momento balsamico:Primavera Parti distillate:SCORZA(per spremitura a freddo) Rendimento:1,5–3%
Andrea Cardini Medico-Tricologo esperto in Fitoterapia ed Aromaterapia(Oli Essenziali) applicati in Tricologia.
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
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L’esposizione ai raggi solari in maniera indiscriminata danneggia la pelle e può anche far peggiorare la calvizie comune.
Durante il periodo estivo spesso non proteggiamo abbastanza i nostri capelli dai raggi solari delle ore più calde. Il calore e i raggi ultravioletti sottraggono la naturale umidità del capello e si possono anche rischiare delle scottature.
Al ritorno dalle vacanze non bisogna preoccuparsi se si perdono più capelli rispetto al periodo precedente. Da settembre-ottobre aumenterà in maniera fisiologica la percentuale dei capelli in Telogen e anche i capelli sani potrebbero subire un leggero e impercettibile diradamento.
Alcuni autori teorizzano che un aumento del telogen in concomitanza del cambio di stagione sia una “pseudo muta”.
L’evoluzione dell’Homo sapiens sapiens ha risolto il problema rendendo i periodi di Catagen Telogen e Anagen dei follicoli piliferi del cuoio capelluto non sincronizzati tra loro come quelli degli altri mammiferi.
Altro rischio è quello di perdere in parte il film idro-lipidico di protezione. Chi ha i capelli particolarmente secchi dovrà fare molta attenzione, usando il balsamo e una protezione adeguata.
La cuticola, la parte più esterna che protegge il capello, diventa più vulnerabile e porosa. Il danno ossidativo provoca la formazione di radicali liberi, rottura dei ponti di cistina e danno nella struttura proteica del capello.
L’esposizione eccessiva ai raggi solari o alle lampade abbronzanti può alterare il ciclo del capello ed influenzare negativamente il corso della calvizie comune. Il Dipartimento di Dermatopatologia della Università di Liegi ha condotto uno studio interessante su come le radiazioni ultraviolette aggravino la calvizie e accelerino l’invecchiamento cutaneo. Questo studio dimostra come nei soggetti con alopecia androgenetica (calvizie comune) il sole provochi un’elastosi cutanea con danni ossidativi e microinfiammazioni a livello follicolare.
“Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.
Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo
Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Quindi la strategia più semplice sarà quella di proteggere il cuoio capelluto da lampade abbronzanti e dai raggi solari con un copricapo, cercando di difendere soprattutto le zone meno folte più soggette ad infiammazione.
Lampade abbronzanti, sole e capelli
Evitare di esporsi ai raggi solari nelle ore più calde (dalle 12 alle 15 circa) Proteggere il cuoio capelluto con un copricapo Utilizzare creme e balsami protettivi Coprire i capelli con un fular di raso durante la lampada abbronzante
Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”
Troverai gli altri consigli su come proteggere i capelli durante il periodo estivo da pag.185 a pag. 195 di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Uno shampoo non può arrestare la caduta o far ricrescere i capelli e quindi bisogna diffidare sempre di chi promette risultati miracolosi e dare invece priorità alle proprietà lavanti e cosmetiche. Lo shampoo anticaduta è solo una strategia del Marketing anche se la qualità di uno shampoo è importantissima per i capelli
Lo shampoo, anche se ha nella sua composizione presenta delle sostanze benefiche per il cuoio capelluto e i capelli, rimane troppo poco tempo in contatto con la testa per poter agire sulla ricrescita. Come vedremo più avanti forse l’unica eccezione riguarda gli shampoo medicati per la dermatite e la seborrea: principi attivi come il Ketoconazolo e il clotrimazolo sono in grado di contrastare il Dht e aiutare la fase anagen
Quindi bisogna dare priorità alla scelta oculata del prodotto in modo tale che deterga delicatamente, non irriti la pelle, lasci sul cuoio capelluto un profumo accettabile, dia dei chiari risultati a livello cosmetico, cioè lasci i capelli più lucenti, morbidi, pettinabili con un aspetto cosmetico finale migliore.
Bisogna affidarsi ai consigli di uno specialista che potrà decidere di impiegare shampoo medicati più adatti alla situazione e magari farci provare qualche campione. Spesso lo shampoo non da i risultati dovuti, è normale, quindi si dovrànno fare altri tentativi per ottenere un risultato soddisfacente…non disperate
Sono stati effettuati alcuni studi con Ketoconazolo, Zinco Piritione e Piroctone Olamina per vedere se shampoo contenenti questi principi attivi potevano ridurre sebo e forfora nella dermatite seborroica.
I risultati dimostrano una riduzione della produzione di sebo e dell’untuosità dei capelli. Addirittura la percentuale dei capelli in crescita (anagen) era aumentata leggermente, migliorando quindi la situazione generale e impedendo un ulteriore peggioramento che sarebbe stato causato dalla dermatite. Il ketoconazolo ha anche una parziale azione antinfiammatoria e antiandrogena ed è l’antimicotico più utilizzato. Sarà comunque il dermatologo a scegliere la concentrazione più adatta.
Utilizzo del ketoconazolo
Lo shampoo va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi successivamente 1 volta ogni quindici giorni Lasciare in posa circa 3 minuti ( una sola applicazione) e risciacquare abbondantemente Alternare con shampoo per lavaggi frequenti
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
La perdita di capelli o peli corporei è una situazione dermatologica che può avere ripercussioni anche sull’aspetto psicologico pei pazienti e minare la loro relazione con la società. Si creano delle situazioni di stress che influenzano la percezione di se avendo a volte una ripercussione deleteria sull’autostima.
Quando un trauma porta allo sviluppo di aree cicatriziali glabre evidenti del cuoio capelluto o di altre aree corporee (sopracciglia, ciglia, barba/baffi), il disagio può essere superiore a quello della calvizie normale in quanto sottintende spesso un manifesto aspetto di tipo patologico.
L’alopecia cicatrizialeè dovuta alla distruzione del follicolo pilifero e alla sua sostituzione con tessuto cicatriziale, con conseguente perdita permanente dei peli. Sono normalmente processi infiammatori con esiti irreversibili poiché le cellule staminali presenti nel bulge del follicolo vengono distrutte.
Si distinguono in:
Primarie, in cui il processo infiammatorio è rivolto in modo specifico contro il follicolo pilifero (Lichen Plano Pilare, Fibrosante Frontale, Lupus Eritematoso discoide, Alopecia Cicatriziale centrifuga ecc..)
Secondarie, o non follicolari in cui la causa è esogena, ovvero coinvolge indirettamente il follicolo. In questo gruppo rientrano le alopecie da trauma
L’insulto traumatico nelle alopecie cicatriziali secondarie può essere di natura meccanica, termica, radiante, chimica, batterica e virale. Le strutture pilari lese a seguito dell’insulto traumatico sono sostituite da tessuto fibroso, derivante dal processo di cicatrizzazione.
L’autotrapianto di capelli o di peli corporei nelle alopecie cicatriziali da trauma offre ad oggi importanti possibilità ricostruttive in grado di risolvere il problema o attenuare significativamente la percezione di disagio.
La ricrescita dei capelli su aree cicatriziali è certamente più difficile rispetto al tessuto sano ma i risultati dimostrano che le percentuali di successo sono buone. Gli innesti infatti non possiedono una vascolarizzazione propria e necessitano di un’area ricevente ben vascolarizzata, che possa fornire all’innesto stesso il nutrimento adeguato a garantirne l’attecchimento. Quando il trapianto viene effettuato su aree cicatriziali ci troviamo un’area ricevente poco vascolarizzata e di qualità inferiore rispetto al tessuto normale e questo rappresenta la difficoltà maggiore per un buon esito dell’intervento.
Per questo, la chirurgia, può essere abbinata con la medicina rigenerativa per il pre-trattamento delle aree cicatriziali per migliorare il tessuto ricevente.
Tra i trattamenti che si possono utilizzare per aumentare la sopravvivenza dei follicoli trapiantati troviamo:
la biostimolazione del tessuto cicatriziale,
il PRP (plasma ricco in piastrine)
i trattamenti rivitalizzanti finalizzati ad un miglioramento del trofismo cutaneo (acido ialuronico vitamine, coenzimi e aminoacidi)
la lipostruttura con l’obiettivo di aumentare lo spessore e migliorarne il trofismo della cute.
La laser terapia per il trattamento di irregolarità delle cicatrici
Prima
Dopo Intervento del prof. Piero Tesauro Mascheramento esito cicatriziale post intervento chirurgico attraverso autotrapianto di capelli. Tecnica chirurgica STRIP, Numero unità follicolari 900
Il trattamento chirurgico delle alopecie da trauma del cuoio capelluto
Quando il tessuto danneggiato è il cuoio capelluto, l’intervento di autotrapianto di capelli è uno dei principali trattamenti che si può proporre.
Gli aspetti da valutare per confermare la fattibilità chirurgica e per scegliere in modo razionale la modalità chirurgica più indicata per il caso specifico sono:
estensione della cicatrice: il trattamento di superfici molto estese (˃40-50% del cuoio capelluto totale) prevede in prima istanza l’escissione, in genere parziale, diretta o dopo espansione cutanea per ridurre l’estensione dell’area cicatriziale. L’autotrapianto di capelli verrà eseguito sulla porzione residua. Per aree medio piccole invece si può trattare la superficie alopecica post trauma come se fosse una calvizie comune impiantando il maggior numero di capelli possibili in maniera da avvicinarsi alla densità circostante.
qualità dell’area ricevente: lo spessore, la consistenza e il tofismo di questa dovrà essere adeguato al ricevimento delle unità follicolari.
densità in area donatrice: requisito fondamentale per sottoporsi ad un infoltimento chirurgico è la presenza di una buona densità dell’area occipitale dello scalpo
caratteristiche dei capelli: lo spessore, il colore e la piega dei capelli possono influenzare molto il risultato. Capelli ondulati o ricci così come i capelli più chiari e con diametro superiore a 80 micrometri daranno una copertura maggiore.
Il trattamento chirurgico delle alopecie da trauma delle altre parti del corpo
Esistono varie forme di alopecia, che possono interessare altre aree con peli terminali al di fuori del cuoio capelluto come le sopracciglia, le ciglia, i baffi, la barba, le basette, i peli ascellari, del torace e del pube. Anche queste aree possono essere soggette a traumi e a conseguente perdita della copertura pilifera che in alcuni casi, come ad esempio le ciglia, porta anche alla perdita di funzionalità importanti, risultando quindi invalidanti.
Queste situazioni sono spesso molto delicate poiché l’impatto del problema a livello psicologico può essere anche più forte rispetto alle alopecie del cuoio capelluto.
Dal punto di vista chirurgico alcune valutazioni variano rispetto al classico trapianto capelli pro capelli.
In particolare è fondamentale valutare accuratamente la scelta dell’area donatrice. È logico che, se la densità della zona donatrice lo consente, il risultato migliore in termini di naturalezza si ha utilizzando peli provenienti dalla stessa area del corpo: ad esempio scalpo pro scapo, barba pro barba e/o baffi.
Se invece i peli rimanenti nell’area donatrice scarseggiano si possono valutare altre opportunità cercando di ottenere il miglior “matching” possibile, considerando: il calibro, il ritmo di crescita (i capelli crescono più velocemente dei peli di altre regioni corporee: 0.35mm/die vs 0.1mm/die delle sopracciglia) e le caratteristiche dei peli (lisci, ricci, biondi, canuti ecc..).
Sono quindi possibili molteplici combinazioni. Le più frequenti sono: Scalpo pro barba, baffi, pube, sopracciglia ; barba pro scalpo; Torace pro scapo e peli degli arti pro ciglia.
Con la scelta di una sede omologa oppure selezionando accuratamente l’area donatrice si possono ottenere peli con un ciclo ed un calibro il più simile a quelli dell’area ricevente.
Alcuni autori hanno riportato un’influenza dell’area ricevente sullo sviluppo, sull’accrescimento e sulle caratteristiche degli innesti trapiantati (Lee 1999 e Farjo 2009): ad esempio i capelli impiantati a livello delle sopracciglia crescono con velocità più simile ai peli dell’area ricevente. Questo fenomeno chiamato metaplasia è ancora da indagare e ad oggi non è considerato totale ed assoluto: i capelli trapiantati in altre sedi corporee mantengono comunque una velocità di crescita maggiore dei peli originari, e viceversa, perciò devono essere accorciati con frequenza maggiore. Recenti lavori hanno dimostrato che i peli corporei e i capelli ovunque trapiantati mantengono le loro caratteristiche di lunghezza, colore, diametro e calibro.
Come migliorare i risultati
In ambito chirurgico per incrementare la percentuale di successo di un intervento di autotrapianto applicato ad aree cicatriziali, si possono adottare diversi accorgimenti:
Test chirurgico preliminare su una piccola porzione di area ricevente per verificare la percentuale di attecchimento degli innesti prima dell’effettuazione dell’intervento completo;
Precisa proporzione “lama-innesto” in fase di creazione delle incisioni in area ricevente;
Maggiore inclinazione delle incisioni in area ricevente in rapporto al minor spessore dello scalpo;
Minore densità di innesto per centimetro quadrato per via della scarsa vascolarizzazione del tessuto ricevente;
Utilizzo di una percentuale inferiore di adrenalina per la minor necessità di vasocostrizione.
L’utilizzo di mezzi di conservazione innovativi sono aspetti di fondamentale importanza per un buon esito dell’intervento soprattutto quando la qualità del tessuto ricevente non è ottimale.
Conclusioni
Le innovazioni in materia di cura e chirurgia della calvizie hanno incrementato le possibilità di trattamento nel campo della chirurgia ricostruttiva tricologica.
Alla luce dei nostri risultati, è possibile affermare che la percentuale di successo dell’intervento di autotrapianto di capelli con finalità ricostruttive per il trattamento di aree cicatriziali, sia elevata
L’intervento di autotrapianto a scopo ricostruttivo quindi ha l’importante funzione di migliorare la situazione estetica che crea disagio, aumentando l’autostima del paziente e di ripristinare la naturale funzionalità delle aree carenti di peli (ciglia per proteggere gli occhi, sopracciglia per bloccare il sudore della fronte ecc..).
L’intervento deve essere la conclusione di un percorso che può coinvolgere più figure professionali. Nell’interesse del paziente l’ideale è una collaborazione e continua comunicazione tra diversi ambiti medici per fornire l’assistenza il più completa e competente possibile.Ringrazio ancora il prof. Tesauro per la professionalità e diponibilità. Entra nel sito del prof. Tesauro per maggiori informazioni, clicca qui
Il primo “farmaco” che introduciamo nel nostro corpo costantemente tutti i giorni è il cibo. La quantità e la qualità dell’alimentazione influiscono più di ogni altra cosa sulla nostra salute generale e anche sull’integrità dei nostri capelli. Uno dei modi in cui il cibo agisce sulla nostra salute è il controllo che ha sui livelli ormonali del nostro organismo.
Alcuni studi hanno dimostrato come l’assunzione di grassi moduli la produzione di testosterone da parte dei testicoli. Una alimentazione con troppi grassi saturi e povera di acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) aumenta i tassi ematici di testosterone e diminuisce i livelli di SHBG, la proteina che trasporta il testosterone nel sangue.
Al contrario la presenza di acidi grassi polinsaturi nella dieta può influire sui livelli di testosterone convertibile in DHT.
Altri studi hanno suggerito come i livelli di insulina possano regolare in parte l’SHBG, anche se il ruolo della SHBG è messa in discussione per quanto riguarda l’effettivo aumento di testosterone libero convertibile in DHT.
Troppa insulina provoca un aumento considerevole di radicali liberi nel nostro corpo e anche a livello del follicolo pilifero sono stati riscontrati alti livelli del radicale super ossido, un radicale libero dannoso per l’organismo e per il ciclo del capello.
Troppa insulina riduce i livelli di AMP ciclico, molecola fondamentale perché manda il messaggio all’interno delle cellule della matrice del follicolo per attivare il metabolismo energetico del capello.
Una dieta ricca di grassi di origine animale e di cibi con alto indice glicemico aumenta l’insulina e provoca un aumento di testosterone libero maggiormente convertibile in DHT. Nel sesso femminile questo aumento comporta una fattore di rischio per il cancro alla mammella.
Si è visto ormai con prove scientifiche indiscutibili come l’assunzione eccessiva e costante di grassi animali e di zuccheri scateni nel nostro organismo due dannose conseguenze. L’eccesso di calorie, tipico delle abitudini alimentari dei paesi occidentali provoca come abbiamo visto un eccesso d’insulina nel sangue, innescando danni ad altri meccanismi di regolazione ormonale e alla salute in generale. Una alimentazione ricca di grassi saturi tipici della carne rossa e degli insaccati aumenta in maniera preoccupante il rischio cardiovascolare ed è una dei responsabili della formazione della placca ateromasica.
Perché questo? Innanzitutto la prima considerazione da fare è che nelle abitudini alimentari dei paesi così detti sviluppati si ha un eccesso di calorie, si mangia più cibo del necessario e il risultato evidente è che sono aumentati notevolmente negli USA e anche in Europa gli obesi e le persone in sovrappeso…continua
NOTA IMPORTANTE DELL’AUTORE
Oltre l’ereditarietà, abbiamo visto che nella calvizie comune sono coinvolti altri fattori difficili da quantificare, come lo stress, l’alimentazione e lo stile di vita. Lo Stress e una alimentazione scorretta alterano la produzione normale e ciclica del cortisolo, dell’adrenalina, del testosterone, dell’insulina ecc. sfasando il ritmo biologico giornaliero del nostro organismo e accelerando l’invecchiamento del nostro corpo, compresi la pelle e i capelli. Non è ancora possibile sapere esattamente in che percentuale queste variabili possono influire sulla perdita dei capelli anche perché ognuno di noi ha un profilo metabolico e genetico personale. Una cosa è certa però, l’attività fisica regolare e le tecniche di rilassamento contribuiscono a mantenere efficiente il ritmo biologico del nostro organismo modulando la produzione ritmica degli ormoni e contrastando la formazione dei radicali liberi e l’invecchiamento.
Se volete approfondire alimentazione e stress e capire quali sono i meccanismi biologici coinvolti che già argomentai nel 2005, vi rimando alla nuova edizione di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nei capitoli:
3.2 La modulazione dei livelli ormonali dell’organismo con la dieta e la salute dei capelli (pag.105-120)
4.1 Perchè lo stress fa perdere i capelli (pag. 200-206)
Sappiamo bene che la carenza di ferro è una delle cause più frequenti di perdita di capelli soprattutto nel sesso femminile. La carenza di ferro provoca telogen effluvium e se la dieta risulta carente anche degli aminoacidi essenziali presenti nelle proteine, delle vitamine principali come lavitamina C e degliOmega 3, oltre che la perdita copiosa potrebbe attivarsi un processo di riduzione del diametro del fusto del capello e della fase anagen di crescita.
Non bisogna assolutamente preoccuparsi, ma affrontare la problematica agendo subito. Il medico, se lo riterrà opportuno, potrà prescrivervi un dettagliato elenco di esami da effettuare, tra i quali la sideremia (ferro nel sangue) e la Ferritina (depositi). quindi è importante verificare i parametri ematici per verificare il profilo ormonale, così come individuare le eventuali carenze di vitamine e oligoelementi (soprattutto la Ferritina e la vitamina D)
Diete dimagranti inadeguate Infezioni Post emorragie Abuso di caffeina Mestruazioni irregolari e abbondanti
Lattoferrina
Esistono tanti prodotti in grado di fornire supplementazioni di ferro per chi ne è carente, il problema più frequente sono l’acidità di stomaco e i disturbi gastrici. Oggi vi segnalo la Lattoferrina, non solo per le sue indubbie proprietà, ma anche per la sua buona tollerabilità
La lattoferrina è una glicoproteina deputata al trasporto del ferro. Si trova ad ampi dosaggi nel latte materno e ad alte concentrazioni nel colostro, la secrezione di latte materno nelle prime 24-48 ore dal parto. La lattoferrina può essere considerata un valido supporto non solo per contrastare la carenza di ferro e riequilibrare l’omeostasi del ferro, ma è stato dimostrato che presenta un’azione antiossidante, antibatterica e antimicotica, chelando lo ione ferrico e impedendo lo sviluppo di microrganismi dannosi per la salute come la candida albicans e lo Staphilococcus aureus
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Questo è un piatto dietetico veloce e sano, ricco di fibre, vitamina C, acido oleico, vitamina D e capsaicina, ringrazio Orsini Romana per avermi consigliato questa ricetta
Ingredienti:
− 3 etti di code di gambero di dimensioni medie
− 4 arance
− 150 g di finocchi
− olive taggiasche
− olio extravergine d’oliva
− sale e pepe
Preparazione:
Cuocere le code di gambero per circa 3-4 minuti in acqua bollente. Scolarle e, dopo averle poste in una ciotola, versarvi sopra il succo di tre arance spremute, l’olio e il pepe. Lasciar marinare in frigorifero per qualche ora.
Qualche tempo prima di servire l’insalata, togliere i gamberi dal fri- gorifero, affettare i finocchi a julienne e condirli con poco olio e sale. Aggiungere i gamberi dopo averli scolati dalla marinatura (che va conservata) e le olive nere. Mescolare delicatamente il tutto. Tagliare l’arancia rimasta a fettine sottili e adagiarla su un piatto da portata. Sistemare l’insalata di gamberi e finocchi sul piatto e, a filo, aggiungere il succo della marinatura a discrezione. Volendo si può servire con crostini di pane.
Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tutti i diritti Riservati, clicca qui per informazioni sulla pubblicazione
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.