La melatonina non solo ci fa dormire ma fa bene ai capelli

La melatonina non solo ci fa dormire ma fa bene ai capelli

La melatonina è un ormone prodotto dall’epifisi o ghiandola pineale, in grado di agire sull’ipotalamo regolando il ciclo stagionale, il ritmo sonnoveglia, le risposte immunitarie.

A tutto ciò si aggiunge una spiccata capacità antiossidante e di contrasto dei radicali liberi e quindi di modulazione del processo di invecchiamento cellulare. Anche il follicolo pilifero sintetizza autonomamente melatonina per regolare il ciclo del capello e probabilmente la risposta dei recettori agli ormoni androgeni.

Leggi anche:

Vitamine B6, B3 e capelli

Mela Annurca e capelli

Serenoa repens e capelli

Cheratina e capelli

Vitamina B5 e capelli

Melatonina e capelli

La melatonina agisce come antiossidante a livello delle cellule del follicolo pilifero e modula il ciclo del capello agendo anche come antagonista recettoriale, vale a dire può ridurre o aumentare a seconda della luce la sensibilità agli ormoni androgeni occupandone il loro recettore.

Si è anche visto come la concentrazione di melatonina possa aumentare in concomitanza con il rilascio di noradrenalina dovuto allo stress e si ipotizza che in alcuni casi il follicolo non riesca a produrne sufficienti quantità per contrastare gli effetti poco graditi degli stressor sistemici (Marliani 2012).

Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

Scarica l’indice del libro Download

Acquista direttamente con lo sconto

La struttura chimica della melatonina, altamente lipofila, le permette di penetrare facilmente all’interno del citoplasma cellulare e già esistono lozioni che la annoverano tra i suoi componenti.

Uno studio comparativo pubblicato nel 2012 dal Dipartimento di dermatologia di Lubecca (Germania) conferma che l’applicazione topica allo 0,0033% può essere utile per contrastare l’alopecia androgenetica, con una diminuzione della seborrea e della dermatite seborroica. Per l’assunzione orale sarebbe meglio farsi consigliare da uno specialista

Sostanze utili per la salute dei capelli clicca qui

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Vitamina D e alopecia areata

Vitamina D e alopecia areata

La vitamina D è una delle vitamine più importanti del nostro organismo per le sue capacità antinfiammatorie e immunomodulanti.

In questi ultimi decenni è stata oggetto di ampi studi sulla popolazione anche perchè spesso si è riscontrato una carenza generale a livello ematico delle sue concentrazioni, soprattutto nei periodi invernali o alle latitudini Nord dove l’irradiazione solare è minore.

Leggi anche:

Lattoferrina e carenza di ferro

La melatonina non solo ci fa dormire ma fa bene ai capelli

La vitamina D svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo regolando i livelli sierici di calcio e fosforo.

La vitamina D inattiva assunta con la dieta o grazie alla sintesi dei cheratinociti della epidermide con l’esposizione dei raggi ultravioletti del sole, viene successivamente convertita nel fegato e nei reni nella forma attiva. I passaggi principali della sua produzione sono questi

  1. La provitamina D (7- deidrocolesterolo) viene convertita in Vitamina D3 dalle cellule cheratiniche della pelle a seguito dell’esposizione dei raggi ultravioletti (lunghezze d’onda tra 290 e 315 nm)
  2. La vitamina D3 arriva al fegato tramite il circolo ematico e viene convertita in Vitamina D2
  3. La vitamina D2 viene idrossilata nei reni in calcitriolo (1,25(OH)2 D3)

7-deidrocolesterolo: provitamina D

Colecalciferolo: Vitamina D3

ErgoCalciferolo: Vitamina D2

Calcitriolo: Vitamina D3 attiva

Il calcitriolo aumenta l’assorbimento del calcio nell’intestino favorendone i depositi nelle ossa, per quanto riguarda l’alimentazione la vitamina D è contenuta in discrete quantità negli oli e soprattutto nel pesce grasso (pesce azzurro).

Il metabolismo osseo viene controllato anche dal Paratormone che promuove l’escrezione renale di fosfato e attiva l’assorbimento di calcio in condizioni di ipocalcemia

In caso di ipercalcemia la calcitonina stimola l’escrezione di calcio e fosfato nelle urine e il deposito di calcio nelle ossa

Numerosi studi in questi ultimi decenni hanno correlato basse concentrazioni nel sangue di vitamina D al diabete di tipo I, all’obesità, alle malattie cardiovascolari , al Parkinson, alla depressione e alla distimia, alla sclerosi multipla e alle malattie autoimmuni

Leggi anche Zinco e Alopecia areata

Zinco e rame alleati per capelli sempre sani

Alopecia areata e Prednisone

Alopecia da carente attività dell’estrone follicolare

A livello muscolare la vitamina D è in grado di favorire la contrazione muscolare, attivando meccanismi di trasporto del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico e stimolando la sintesi di proteine muscolari.

In effetti la Vitamina D è capace di esplicare svariate funzioni e tramite i VDR recettori ubiquitari e specifici nelle cellule del nostro organismo è in grado di entrare nel nucleo e promuovere la produzione di proteine, oppure si lega a un recettore della membrana cellulare e attiva l’AMP ciclico, l’inositolo o il disailglicerolo, secondi messaggeri cellulari in grado di attivare le risposte della cellula a determinati stimoli.

I recettori VDR per la vitamina D sono presenti nei macrofagi, nel tessuto renale, negli osteoblasti, nei cheratinociti, a livello del Colon, della Mammella e della prostata. La presenza dell’enzima 1 alfa-idrossilasi in questi altri distretti corporei implica una produzione paracrina (locale) di vitamina D attiva la cui funzione esula dalla omeostasi del tessuto osseo.

In questi casi la funzione della vitamina D attiva è quella di contribuire a modulare la crescita cellulare e antiproliferativa (antitumorale)

la presenza dei recettori VDR nel tessuto renale e la correlazione tra il deficit di vitamina D e i bassi livelli di renina, indicano che potrebbe essere coinvolta nella regolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone e quindi della pressione arteriosa.

Il recettore VDR è presente anche nelle isole del Pancreas, la vitamina D è in grado di promuovere la sintesi dell’insulina.

La Vitamina D è importante anche per il sistema immunitario in quanto agisce sui linfociti T e B e sulle cellule della linea monocita-macrofagica

La fonte principale di vitamina D è il sole, quindi occorre esporsi ai raggi solari almeno 15-30 minuti al giorno, lasciando liberi viso, mani e braccia senza creme protettive.

I cibi che contengono vitamina D non sono tanti: per quanto riguarda le fonti animali (vitamina D3) il pesce azzurro (tonno,salmone, sardine, sgombro) tuorlo d’uovo e latticini ne hanno quantità apprezzabili, mentre le fonti vegetali sono poche(vitamina D2) soprattutto gli oli vegetali.

La vitamina D2 di origine vegetale è meno biodisponibile rispetto alla D3 di origine animale, in quanto la proteina che trasporta il gruppo delle pro-vitamine D nel sangue per raggiungere il fegato, la DPB (Vitamin D binding protein) è più affine alla D3, e quindi la vitamina D attiva deriva maggiormente da quest’ultima.

Vitamina D e Alopecia Areata

Individuare una carenza di vitamina D in una alopecia areata può essere un fattore in più da non trascurare per poter cercare di risolvere questa patologia, non dannosa per la salute, ma spesso problematica perchè può far perdere autostima a livello psicologico e sociale.

La vitamina D modula la crescita e la differenziazione dei cheratinociti attraverso il legame con il recettore nucleare della vitamina D (VDR). I cheratinociti del follicolo pilifero negli studi sulle cavie sono immunoreattivi per VDR, mostrando la loro più alta attività nella fase anagen

S. Lee et al. ha condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di studi osservazionali sulla prevalenza della carenza di vitamina D e / o dei livelli sierici di vitamina D e AA . Questi autori hanno analizzato un totale di 14 studi che hanno coinvolto 1255 pazienti con AA e 784 pazienti di controllo senza AA. (J Eur Acad Dermatol Venereol. 2018)

Il livello medio di 25-idrossivitamina D [25 (OH) D] nel siero nei pazienti con AA era significativamente inferiore rispetto a quello nel gruppo di controllo non-AA, di 8,52 ng / dL (intervallo di confidenza al 95% da 11,53 a – 5,50 ng / dL ). La carenza di vitamina D era anche molto diffusa nei pazienti con AA, portando gli autori a suggerire che il livello di vitamina D deve essere misurato in pazienti con AA.

Daroach M_e altri hanno pubblicato uno studio di confronto tra 30 pazienti con alopecia areata e altrettanti senza questa patologia, valutando le carenze di vitamina D. Entrambi i gruppi erano carenti della vitamina: il gruppo con AA il 96,7% aveva una carenza di vitamina D e la concentrazione di questa non era correlata con la gravità e la durata della alopecia. Anche nel gruppo di controllo la carenza era nel 73,3% dei casi. (Int J Dermatol. 2018)

In uno studio recente pubblicato su Dermatology and Therapy dall’Unità di Dermatologia del Dipartimento di Scienze cliniche e molecolari di Ancona (giugno del 2020) in 35 pazienti con Alopecia areata lieve e moderata, il calcipotriolo in cerotto allo 0,005% (un analogo della vitamina D) ha dimostrato di essere analogo rispetto al cortisosteroide clobetasolo allo 0,05% ma con dei vantaggi importanti come le minori recidive e la migliore tollerabilità

Argomenti in evidenza
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione

L’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare

L’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare

Esiste davvero l’alopecia androgenetica femminile, cioè l’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare? Due sono gli ormoni intra-follicolari essenziali alla regolazione del ciclo del capello: diidrotestosterone ed estrone.  Il diidrotestosterone riduce l’attività dell’adenilciclasi fino portare il follicolo in catagen il capello in telogen.

L’estrone incrementa l’attività dell’adenilciclasi, mantenendo così le mitosi della matrice, la durata dell’anagen ed attivando le cellule staminali all’inizio dell’anagen stesso.

È ormai comunemente accettato che l’alopecia androgenetica maschile sia associata a un incremento dell’attività della 5 alfa riduttasi che porta, su base genetica, a un incremento locale della produzione di diidrotestosterone. 

Questo però è stato dimostrato principalmente, se non esclusivamente, nei maschi e poi, a mio parere impropriamente, esteso alle donne, parlando di alopecia androgenetica femminile. Ma per poter parlare di androgenetica occorre che vi siano due condizioni sine qua non:

1.   una situazione di familiarità, se non di ereditarietà;

2.   la presenza di androgeni in quantità significativa.

Di fatto, perché una donna sia ereditariamente calva occorre che la madre sia calva e lo sia non per alopecia areata o telogen effluvio. Inoltre, i livelli ormonali degli androgeni nella donna sana sono sem- pre molto più bassi di quelli presenti nel maschio.

Anche il maschio in terapia con finasteride o dutasteride ha livelli di DHT circa dieci volte superiori a quelli di una donna sana con alopecia, il che difficilmente permette di definire l’alopecia femminile come “androgenetica”.

Così, per spiegare l’insorgenza di una alopecia (androgenetica?) in donne peraltro sane e con bassi livelli di ormoni androgeni circolanti si è teorizzato, fra gli anni Settanta e Ottanta, “un incremento di utilizzo metabolico del testosterone (T) e della sua conversione a livello cutaneo in diidrotestosterone (DHT)” (Walter P. Ungher).

Si è poi teorizzato che queste donne avessero “una più spiccata  sensibilità  follicolare (?)  all’azione degli  androgeni  circolanti” (Thomsen 1979; Mahoudeau; Bardin; Kirschner 1971 – 79).

Infine, si è pensato che queste donne avessero bassi livelli di Sex Hormone Binding Globulin (Anderson 1974).

Se si considera il processo di calvizie come androgeno-dipendente, l’alopecia androgenetica dovrebbe essere limitata alle sole aree recettrici degli androgeni. Nel cuoio capelluto, questi recettori sono stati individuati solo nell’area frontale e nel vertice, non nell’area temporale e occipitale; in effetti, negli uomini l’alopecia androgenetica si presenta solo in queste zone caratteristiche.

L’alopecia femminile appare diversa da quella maschile anche clinicamente:

1.   il pattern è centrifugo, di solito a tipo Ludwig;

2.   nelle donne l’alopecia è generalmente diffusa anche alle zone non androgeno-dipendenti e il diradamento colpisce anche zone, come la nuca, che nel maschio vengono risparmiate;

3.   la miniaturizzazione follicolare è diversa; non vi è, almeno all’inizio, una grande perdita di profondità, ma piuttosto di spessore, e i capelli diventano sottili ma rimangono lunghi;

4.   non si arriva quasi mai a una vera calvizie: spesso si tratta di condizioni di ipotrichia;

5.   gli inibitori della 5 alfa riduttasi appaiono pressoché inefficaci o poco efficaci nelle donne.

Dal punto di vista terapeutico, dosi farmacologiche di estrogeni (gravidanza, contraccezione) hanno spesso un effetto benefico su molti casi di alopecia femminile. Essi, di solito associati ad antiandrogeni simili al progesterone, sono stati usati estensivamente e con buoni risultati, tuttavia mai dimostrati in sede di trial clinici.

Fatta eccezione per qualche raro caso di anomala produzione ormonale surrenalica o ovarica per difetto enzimatico o per tumore secernente, nelle donne l’alopecia appare molto diversa da quella maschile e presumibilmente dovuta a situazioni endocrino-metaboliche diverse.

L’alopecia femminile tipo Ludwig è, a mio parere, quasi sempre la conseguenza di un telogen effluvium oppure è una alopecia da carente attività dell’estrone follicolare!

Alcune ragazze presentano capelli fini e diradati su tutto il cuoio capelluto (ma più sul vertice e nella zona frontale). La madre è (spesso) nelle stesse condizioni. Queste ragazze hanno tuttavia mestruo e fertilità normale, senza ec- cesso di androgeni circolanti, per cui non è possibile reperire chiari elementi che ci facciano deporre per un telogen effluvium. Questo ci fa pensare a casi di resistenza periferica familiare o di deficit di produzione intrafollicolare di estrone (deficit di 17 steroido ossidori- duttasi,  aromatasi, 3 alfa riduttasi).  Sono cioè ipotrichie o alopecie carenziali.

Il tutto non è solo accademia, ma ha risvolti terapeutici fondamentali. Gli inibitori della 5alfa riduttasi sono inefficaci nelle donne perché sbagliano il bersaglio, cercando di inibire il metabolismo di un ormone che quasi non c’è. Invece, una terapia topica con estrone o con 17 alfa estradiolo può dimostrarsi efficace in molti casi e i risultati a un anno sono documentabili se il medico o la paziente hanno fatto una fotografia.

Quando invece l’alopecia della donna interessa realmente e solo il vertice con la “chierica” ed ancor più la zona frontoparietale con la “stempiatura”, si parla di alopecia a pattern maschile e si dovrà sospettare una fonte di androgeni.

Non basta la presenza di un comune “ovaio micropolicistico” (che non è una malattia!) a provocare un’androgenetica femminile a tipo AGA, ma occorre qualcosa di più importante, come un ovaio polici- stico vero, un tumore ovarico o surrenalico secernente androgeni, un deficit enzimatico surrenalico come il deficit di 21 idrossilasi.

Si può così teorizzare un’alopecia androgenetica vera, frequente nel maschio e rara nella donna, da conversione del testosterone in diidrotestosterone e un’alopecia carenziale da deficit di azione dell’estrone, frequente nella donna e più rara ma possibile anche nel maschio

Autore dell’articolo

Prof. Andrea Marliani
Fondatore della Società italiana di tricologia
Dermatologo ed endocrinologo

Argomenti in evidenza
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Secondo pilastro: Combattere dermatite seborroica e forfora se presenti

Secondo pilastro: Combattere dermatite seborroica e forfora se presenti

Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:

2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi

In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.

IACODERM SHAMPOO PER LA DERMATITE SEBORROICA CLICCA QUI

L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli

Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni  locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Forfora e capelli grassi

La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.

La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.

Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)

•  Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.

•  Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.

•  Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Consigli per contrastare forfora e seborrea: continua…troverete l’intero capitolo su Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” (pag.18.-28) Tecniche nuove edizioni

Quali sono le sostanze naturali utili per la salute dei capelli?

Quali sono le sostanze naturali utili per la salute dei capelli?

La  calvizie comune ha la particolarità di essere spesso un processo lungo e graduale, peggiorando a causa di infiammazione, telogen effluvium, dermatite seborroica, alimentazione e stile di vita inadeguati.  Numerosi studi hanno dimostrato che alcuni estratti di piante medicinali sono in grado di avere una azione antinfiammatoria, antimicrobica e anche di contrastare la 5 alfa reduttasi enzima responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ormone che come sappiamo è il maggior responsabile della calvizie comune e del conseguente diradamento dei capelli. 

Urtica Dioica

Il Tè verde, i fitosteroli derivati da alcune piante come la serenoa repens (palma nana seghettata), il pygeum africanum, l’ortica e la soia contrastano l’azione del DHT. Altre sostanze come la vitamina B6, lo zinco e l’acido azelaico bloccano la 5 alfa reduttasi a livello topico. Gli estratti del seme dell’uva, gli estratti dell’orzo, hanno la capacità di agire sulla riepitelizzazione e sull’induzione della fase di crescita del capello. Il germe di grano e il lievito di birra possono costituire una valida integrazione di aminoacidi, vitamine, oligoelementi e sostanze antiossidanti. La carnitina è in grado di contrastare lo stress ossidativo e riequilibrare il ciclo del capello.  Il Ginseng invece ci può aiutare nei momenti di forte stress fisico e mentale. Alcuni autori ipotizzano che i fitosteroli estratti da alcuni vegetali, di cui si è dimostrata l’efficacia nel trattare l’ipertrofia prostatica, potrebbero essere utili anche per la calvizie comune anche se sarebbe fondamentale prima di tutto avere certezze sulle modalità di estrazione dei principi attivi 

Carnitina 

La carnitina è fondamentale per la produzione di energia, regolando il metabolismo delle cellule viventi non solo trasportando acidi grassi nel mitocondrio ma svolgendo una infinità di compiti nell’ambito dei processi fisiologici degli organismi viventi. Nell’ambito tricologico i primi studi effettuati sul metabolismo del follicolo pilifero confermano che la carnitina è in grado di diminuire l’infiammazione e i radicali liberi, che come sappiamo, accelerano il decorso della alopecia androgenetica. Modulando l’apoptosi delle cellule cheratiniche del follicolo pilifero, è in grado di mantenere efficiente la così delicata fase catagen del ciclo del capello. Avere a disposizione un nutriente privo di effetti collaterali e sovradosaggi in grado di essere benefico per l’equilibrio metabolico dell’organismo e del ciclo del capello potrà diventare in futuro un nuovo strumento per prevenire le affezioni del cuoio capelluto.

Gli studi specifici sulla Carnitina e la calvizie sono stati effettuati dal dipartimento di dermatologia dell’Università di Amburgo (Foitzik K. 2007)e dall’ Advanced Restoration Technologies di Phoenix (USA, 2009). 

 Serenoa Repens  La Serenoa Repens è un fitocomplesso presente in commercio, sia come specialità medicinale, che come preparato erboristico con differenze  nella percentuale dei principi attivi. Gli studi clinici sull’ipertrofia prostatica che confermano anche la buona tollerabilità sono stati effettuati con dosaggi che variavano da 160 a 320 mg (estratto secco titolato con acidi grassi e fitosteroli superiori all’85%) •Ha dimostrato di inibire la 5 alfa reduttasi di tipo 1 e 2 e quindi può essere utile per contrastare la calvizie comune. Sottoforma di capsule la Serenoa va utilizzata a dosaggi che variano tra i 90 e i 320 mg al giorno. Urtica Dioica •L’ortica svolge un’azione rivitalizzante sul cuoio capelluto ed è usata spesso in shampo e lozioni tonificanti per i capelli. Le radici hanno proprietà antiforfora e antiseborroica. Se ne utilizzano anche le capsule o le compresse con dosaggi dai 50 ai 100 mg solitamente in associazione con il Pygeum. Non ci sono studi specifici sui capelli anche se la betasitosterina ha dimostrato di ridurre l’attività del DHT.  L’ortica, fin dai tempi più antichi, è stata la pianta più utilizzata per preparare decotti, infusi, impacchi per la cura dei capelli. 

Mela annurca

The verde

Il tè verde inibisce selettivamente l’isoenzima di tipo 1 della 5 alfa reduttasi con un meccanismo di tipo non steroideo e quindi contrasta l’azione del DHT a livello della ghiandola sebacea. È una bevanda ricca di sostanze e vitamine antiossidanti  che dovrebbe essere sempre presente in una dieta ideale anche per il suo minor contenuto di caffeina (8-36 mg) sia rispetto al tè normale (12-50 mg), che al caffè (100-150 mg). Studi di laboratorio hanno dimostrato che il tè verde è un inibitore della  crescita delle cellule tumorali. Altri studi fanno ipotizzare un’azione antinfiammatoria, antimicrobica, e di riduzione del colesterolo e degli eventi cardiovascolari.

Acidi Grassi Polinsaturi Omega 3 

Gli effetti biologici benefici degli omega 3 sono stati scoperti studiando il rischio cardiovascolare di popolazioni eschimesi della Groenlandia che mangiavano ingenti quantità di pesce “grasso” come il pesce azzurro, salmoni e merluzzi. Le stesse popolazioni, emigrate nei paesi industrializzati come la Danimarca che avevano abbandonato le abitudini alimentari abituali presentavano un maggior rischio cardiovascolare e una incidenza più elevata di dermatite atopica e psoriasi, malattie cutanee rare nella popolazione esquimese.

Abbiamo visto nel capitolo sull’alimentazione come gli acidi grassi omega 3 siano fondamentali per ottimizzare i messaggi ormonali del nostro corpo, in quanto precursori degli eicosanoidi “buoni” meno infiammatori e vasodilatatori.

Gli acidi grassi polinsaturi sono sostanze così dette “essenziali”, perché l’organismo non è in grado di produrle e occorre introdurle con l’alimentazione.

Mela Annurca

L’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2.   In uno studio recente effettuato al dipeartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha diostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che sull’uomo tramite una lozione topica. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale di questo articolo senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati

Tricopigmentazione artistica

Tricopigmentazione artistica

La tricopigmentazione del cuoio capelluto è una metodica che permette di “tatuare” le aree più rade della testa. La percezione è quella di avere più capelli in testa, le zone rade non si vedono più! L’operatore deve essere altamente esperto in questa procedura, altrimenti il risultato finale potrebbe essere insoddisfacente. Gli aghi sono diversi da quelli del tatuaggio classico e sono progettati appositamente per garantire un risultato naturale e soddisfacente. Il trattamento è riassorbibile entro due anni. È possibile che in alcuni soggetti l’effetto tenda a scemare leggermente dopo 6-8 mesi e l’operatore deve essere pronto a fare un richiamo della procedura.

Per gentile concessione di Elisabetta Belfiore

Questo tipo di metodica sta avendo un grande successo, perché può considerarsi la più valida alternativa alle altre metodiche di camouflage ed è anche molto apprezzata dopo un autotrapianto di capelli, sempre se effettuata da operatori qualificati e non improvvisati. E’ molto utile per coprire sia le cicatrici sia le zone più rade dopo un intervento di autotrapianto.

Elisabetta Belfiore è una delle maggiori esperte di tricopigmentazione medicale ed estetica a livello internazionale e abbiamo la fortuna che svolge la sua attività anche in Italia. Puoi farti un’idea vedendo in diretta i lavori della Belfiore durante la trasmissione Detto Fatto su Rai 2 Clicca qui video Rai oppure consulta il sito web

Si ringrazia Elisabetta Belfiore per le foto




E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Autotrapianto di capelli: Esperienza diretta in sala operatoria

Autotrapianto di capelli: Esperienza diretta in sala operatoria

Mi presento nell’ambulatorio del dott. Balsamo alle ore 12,30, a intervento già iniziato (inizio operazione 11,40). Dopo avermi fornito di camice bianco, mascherina e dotato anche di guanti di lattice, il professore mi spiega che ha appena terminato la fase di suturazione della ferita nella zona del prelievo (una losanga di cute circa 12-14 cm per 1 cm).

Il paziente ha un bendaggio nella zona nucale per proteggere i punti di sutura. Sono passati pochi minuti dal prelievo e la prima cosa che attira la mia attenzione è che il paziente non è per niente agitato né dolorante, anzi mi saluta cordialmente seduto sulla poltrona chirurgica dove continuerà l’intervento.

Prima dell’intervento

Dopo un anno dall’ Intervento

Per gentile concessione del prof. Balsamo

In seguito il dottore e le infermiere cominciano a dividere la losanga di pelle appena prelevata, fino a frazionarla in micro e minigraft.

Il lavoro richiede tempo e molta precisione, oltre che una perfetta conoscenza della tecnica di divisione della losanga. Verso le 13,10 il chirurgo prepara la zona ricevente iniettando un anestetico, la xilocaina, lungo la linea frontale. L’anestesia dura circa un minuto e mezzo; le iniezioni vengono effettuate distanziate di circa 5 cm, in modo da effettuare meno fori possibili (circa 7-8). Questa è forse la fase più fastidiosa e dolorosa per il paziente, che però dopo pochi secondi dalla fine delle iniezioni torna completamente tranquillo e rilassato.

Per non far sanguinare eccessivamente la cute, il dottore inietta la xilocaina in associazione con adrenalina, che determina una vasocostrizione della zona ricevente. Poi il chirurgo prosegue praticando microincisioni nella cute, che serviranno per accogliere i follicoli prelevati precedentemente.

Il dottore mi spiega come sia importante l’angolo d’incisione del bisturi, per rispettare il più possibile l’inclinazione naturale dei capelli e avere così il miglior risultato estetico possibile. Le incisioni vengono effettuate a distanza di pochi mm l’una dall’altra, partendo dall’attaccatura fino alla parte sopra la testa. Il paziente non sente dolore e per gran parte dell’operazione dorme un sonno tranquillo!

La fase d’incisione dura circa un’ora ed è fondamentale per la buona riuscita finale. Si intuisce quanto il prof. Balsamo ci tenga al paziente nel realizzare un buon intervento.

Comincio a capire come questo tipo di operazione richieda una miscela di competenza, concentrazione, precisione certosina ed esperienza. Ogni “foro” viene effettuato singolarmente e a distanze regolari; la maggior attenzione viene riservata all’attaccatura della fronte.

Nella fase successiva i follicoli, disposti all’interno di quattro vaschette, vengono introdotti uno per uno nelle incisioni appena preparate. L’infermiera regge la vaschetta con i follicoli tenendola circa all’altezza del capo del paziente, mentre il chirurgo con fare deciso e sicuro, “pesca” il follicolo e lo spinge con un movimento veloce dentro l’incisione. Ogni incisione viene suggerita dall’infermiera, in modo tale che il chirurgo non debba preoccuparsi troppo di scegliere il punto giusto.

Ore 18 fine dell’intervento

Senza queste capacità e competenze, l’intervento tecnicamente potrebbe comunque riuscire, senza però raggiungere il risultato estetico desiderato dal medico e dal paziente

Considerazioni

L’autotrapianto è un lavoro di equipe ed è fondamentale la perfetta sincronizzazione degli automatismi tra anestesista, chirurgo, infermieri. Probabilmente è per questo che è così difficile effettuare un trapianto perfetto. Ad esempio l’ultima fase, che dura ben due ore ed apparente- mente così semplice da vedere, richiede invece capacità tecniche notevoli e doti di determinazione e pazienza nel mantenere la concentrazione costante fino alla fine dell’operazione.

Prima, per gent.le concessione del prof. Marco Toscani

Uno dei fattori che fa veramente la differenza e permette al chirurgo di ottenere il risultato tanto agognato è la passione. Parlando e avendo spesso contatti diretti con i prof. Toscani, Tesauro, Gambino e altri specialisti della Società italiana di Tricologia, si percepisce nei loro occhi quanto il loro lavoro sia mosso da una grande passione oltre che professionalità e disponibilità. L’obiettivo primario è soddisfare il paziente con realismo e franchezza. Qui sotto potete anche vedere la situazione il giorno dopo grazie alle foto del Pro. M.Toscani per farvi un’idea precisa di uno degli aspetti più richiesti dai miei lettori e che tratterò negli articoli futuri : Il giorno dopo il trapianto

Dopo un giorno, per gent.le concessione prof. Marco Toscani
Dopo sei mesi vietata la riproduzione (Marco Toscani)

In sintesi

1 Dopo la rasatura si effettua un’iniezione di anestetico nella zona posteriore    ore 11.40
2 Asportazione della losanga di pelle e suturazione della zona donatrice  
3 Gli infermieri sezionano al microscopio la losanga di pelle in micro e minigraft  
4 Il chirurgo effettua varie anestesie nella zona calva aggiungendo adrenalina per impedire l’eccessivo sanguinamento  
5 Dopo pochi minuti il chirurgo effettua centinaia di incisioni sulla zona calva dove saranno impiantati i follicoli  
6 Il chirurgo innesta uno per uno i follicoli all’interno delle incisioni Ore 18 fine intervento

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelliScarica l’indice del libroDownload

Leggi di più sul libro Prevenire e contrastare la caduta dei capelli

Un ringraziamento per le foto al prof. Marco Toscani e al prof. Catello Balsamo. Il prof. Balsamo ha terminato la sua attività da pochi anni

Argomenti in evidenza
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Alopecia Androgenetica

Alopecia Androgenetica

la calvizie più frequente e che colpisce quasi il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni  è definita più correttamente alopecia androgenetica; i termini andro e genetica stanno a significare che occorrono due condizioni perché la calvizie possa insorgere, gli ormoni maschili (androgeni) e la predisposizione ereditaria.

Il testosterone è fondamentale per la maturazione sessuale, responsabile dell’aumento della massa muscolare, del desiderio  sessuale e dello sviluppo dei caratteri secondari maschili.

il Diidrotestosterone è un ormone fino a 20 anni fa meno famoso del testosterone e che in questi ultimi tempi tutti cercano di bloccare! Durante lo sviluppo sessuale il DHT va di pari passo con il testosterone agendo sulla crescita di vari organi androgeno dipendenti, come ad esempio la prostata e facendo crescere i peli della barba, del pube, delle orecchie e delle narici.

TestosteroneDiidrotestosterone (DHT)  
Sviluppo organi sessuali maschiliComparsa peli della barba, delle orecchie e delle narici.
SpermatogenesiIpertrofia prostatica benigna
Aumento massa muscolare e modificazione della voceAcne
Sviluppo peli ascellari e pubiciCalvizie comune  (nei soggetti predisposti geneticamente)  
Desiderio e attività sessualeIngrossamento della prostata dopo i cinquant’anni (Ipertrofia prostatica benigna) nei soggetti predisposti geneticamente

Tabella 1.1 (tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli“)

Il DHT deriva dal testosterone grazie a un enzima, la 5-alfa-reduttasi che con le sue due forme (isoenzima II e isoenzima I) catalizza la trasformazione del testosterone in vari organi del corpo.

La 5-alfa-reduttasi  di tipo I “promuove” la reazione a livello della ghiandola sebacea, mentre quella di tipo II agisce a livello della prostata e del follicolo pilifero trasformando Dottor Jekill, il testosterone, in DHT, il nostro Mister Hide!

Il DHT ha una affinità per questi recettori 5 volte superiore a quella del testosterone e il complesso DHT-recettore è molto più stabile. Quindi il DHT, grazie a questo recettore entra nel nucleo delle cellule della matrice del follicolo pilifero e interagendo con il Dna manda il messaggio di produrre meno proteine per la formazione del capello.

In poche parole nei soggetti predisposti geneticamente, l’ormone DHT permette di attivare il messaggio genetico per la calvizie (A. Marliani).

La calvizie comune è una malattia multifattoriale in cui entrano in gioco un gruppo di geni differenti e con espressività diversa in ogni individuo.

Un complesso e delicato insieme di messaggi ormonali e reazioni   metaboliche permette al follicolo pilifero di compiere il suo ciclo correttamente. Le cellule della matrice, deputate alla produzione del capello, utilizzano il glucosio come fonte di energia.

Per poter produrre questa energia a partire dal glucosio occorre l’AMP ciclico, una specie di “sergente maggiore” molecolare che all’interno della cellula riceve gli ordini dai propri superiori (il messaggio ormonale) e li trasmette costantemente (L’AMP ciclico è un secondo messaggero).

Qualsiasi fattore che disturbi il messaggio ormonale in prossimità delle cellule o la produzione di AMP ciclico porterà a una alterazione nella produzione di cheratina. Nel trascorrere degli anni lo stress e una alimentazione inadeguata possono influire in maniera  negativa sul equilibrio ormonale dell’organismo e  anche sulla vita  e la salute del capello.

Una alimentazione e uno di stile di vita corretti possono mantenere in perfetto equilibrio anche la produzione di prostaglandine, tra cui la PGD2, la prostaglandina coinvolta nei processi infiammatori del follicolo pilifero in grado di peggiorare la Calvizie comune.

Non è possibile sapere in che misura questi fattori incidano sul peggioramento della calvizie e sul processo di diradamento, in quanto ognuno di noi possiede un profilo metabolico e ormonale personale, ma una cosa è certa uno stile di vita e una alimentazione corretta sono le basi per poter rendere efficaci le strategie anticalvizie che prenderemo in considerazione in questa pubblicazione.

Tratto da “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

Scarica l’indice del libro Download

Acquista direttamente con lo sconto

“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” si può ordinare anche nelle librerie Feltrinelli e Mondadori

Argomenti in evidenza
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

Perchè il laser è benefico per la salute dei capelli

Perchè il laser è benefico per la salute dei capelli

l’utilizzo del laser può diventare un prezioso supporto alle strategie anticalvizie per garantirsi una buona salute del cuoio capelluto in maniera non invasiva e naturale. L’efficacia del laser si basa sull’emissione di una luce fredda laser a bassa frequenza in grado di favorire la vascolarizzazione del microcircolo intorno al follicolo pilifero, incrementare l’attività del’ATP, molecola portatrice di energia e di conseguenza in grado di aumentare il metabolismo cellulare.

Gli studi effettuati negli Usa hanno dimostrato un aumento della fase anagen e dello spessore dei capelli in un considerevole numero di soggetti. La maggior parte dei pazienti aveva ottenuto un miglioramento nello stato di salute dei capelli dopo sei mesi di trattamento 10 minuti 2-3  volte alla settimana. Tutto ciò ha permesso a questa tecnologia di essere approvata dal FDA americano e dalla Enea europea.

http://fabriziofantini.com/libri/
“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” disponibile in tutte le librerie 305 pagine a colori

I risultati indicano che un fascio di luce fredda a questa frequenza è in grado di ottimizzare il metabolismo delle cellule del follicolo pilifero, eliminando in maniera più efficiente le scorie dannose del suo metabolismo.

I vantaggi dell’utilizzo del Laser e della luce Led è che non presentano effetti collaterali, non esistono casi di dolore o aumento di calore in quanto la luce emessa è a bassa frequenza, anche la semplicità e la metodica non invasiva sono altri due fattori positivi da non trascurare. Esistono in commercio varie fonti laser di diverse dimensioni e numero di Led presenti.

Il pettine laser si applica su tutto il cuoio capelluto 2-3 volte alla settimana dai 5 ai 15 minuti a seconda del numero dei led, lasciando agire il laser sulla zona interessata per circa quattro secondi. Non applicare il fascio laser su capelli umidi o dopo aver dato gel o lozioni. Non direzionare il fascio di luce verso gli occhi. Il pettine laser si può usare anche a casa e la durata dei diodi è circa di 10 anni.

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli
Scarica l’indice di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Download
E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Argomenti in evidenza

Oli essenziali e capelli
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- Prevenire e contrastare la caduta dei capelli nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

Rosmarino e capelli

Rosmarino e capelli

Rosmarinus officinalis

Il rosmarino è un arbusto originario della macchia mediterranea e da sempre conosciuto per le sue proprietà come tonico e antisettico. L’olio essenziale ha dimostrato di essere utile per la salute dei capelli sia perchè aumenta la perfusione del microcircolo intorno al follicolo pilifero sia perché l’estratto delle sue foglie è in grado di inibire la 5 alfa reduttasi. Uno studio di confronto con il minoxidil al 2% effettuato nel 2015 (Panahi e altri, 2015) ha verificato se entrambi le preparazioni erano in grado di aumentare la conta dei capelli dopo 3 e 6 mesi in soggetti con alopecia androgenetica.

Dopo 6 mesi l’aumento della conta dei capelli in aree precedentemente determinate era presente in entrambi i gruppi in trattamento con minor presenza di forfora e prurito nel gruppo che aveva applicato l’olio essenziale di rosmarino. Lo studio è stato effettuato al dipartimento di scienze mediche di Tehran in Iran. L’olio essenziale di rosmarino è sconsigliato in gravidanza, durante l’alattamento e in chi soffre di epilessia.

Disponibile online e in tutte le librerie

Leggi anche:

Vitamine B6, B3 e capelli

Cheratina naturale per coprire diradamento

Melatonina e capelli

Mela Annurca e capelli

Serenoa repens e capelli

Cheratina e capelli

Vitamina B5 e capelli

Anche l’olio essenziale di cipresso giapponese ha dimostrato di essere attivo sui alcuni fattori di crescita fondamentali per il metabolismo del follicolo pilifero clicca qui per approfondire

Diluite 5 gocce di olio essenziale di Rosmarino officinalis in oli vegetali di Argan (10 ml) e di mandorla (10 ml). Applicare massaggiando sul cuoio capelluto per 10 minuti prima dello shampoo, per minimo sei mesi/un anno

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- Clicca qui per maggiori informazioni: “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©