Benvenuti

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Mi chiamo Fabrizio Fantini e mi occupo di divulgazione scientifica e calvizie comune da circa 20 anni

Chi sono:

Fabrizio Fantini, laureato in Biologia e divulgatore scientifico, membro della Società italiana di Tricologia, è docente al Corso di Alta Formazione in Tricologia del Sitri a Firenze 

Fermare la caduta dei capelli e invertire il processo di diradamento:

In questi anni la medicina e la chirurgia della calvizie hanno compiuto notevoli progressi e questo ci permette di fruire di nuove armi per contrastare la calvizie comune e cercare di invertire il processo di diradamento tipico di questa affezione. In questo blog saranno prese in considerazione le reali novità nel campo delle patologie dei capelli, mantenendo la stessa filosofia, con l’impegno costante di tenervi sempre aggiornati

La convinzione comune che una persona con la calvizie potesse fare ben poco per poter salvare i propri capelli ora è cambiata, e quello che avevo previsto una decina di anni fa è in parte avvenuto, lo stile di vita, l’alimentazione e la lotta contro lo stress sono diventati dei fattori fondamentali per poter rendere sempre più efficaci le nuove strategie anticalvizie che si sono sviluppate in questi ultimi anni

10 milioni di persone hanno questo problema

In Italia sono almeno otto milioni di uomini e due milioni di donne che hanno problemi di capelli. La calvizie femminile ha poco a che fare con l’alopecia androgenetica. Le cause possono essere tante e diverse, vedremo cosa fare e quali strategie adottare in una sezione a parte. Saranno prese in considerazione le novità più interessanti e le prospettive future per poter favorire la ricrescita e la salute dei capelli

Argomenti in evidenza

Oli essenziali e capelli
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- Prevenire e contrastare la caduta dei capelli nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

Pubblicazioni disponibili in libreria e online

Resveratrolo e capelli

Resveratrolo e capelli

Il resveratrolo è un polifenolo molto studiato in questi ultimi decenni grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antivirali e antinvecchiamento.

Nella nostra lotta contro il diradamento dei capelli non può mancare una sostanza così ricca di proprietà benefiche per l’organismo, in grado di garantire il meraviglioso e complesso equilibrio metabolico del nostro corpo. Sappiamo bene che la prima regola per garantire la salute della pelle e dei capelli è quella di mantenere in perfetto equilibrio l’omeostasi del nostro organismo

Il resveratrolo è in grado di contrastare le dislipidemie, riducendo il colesterolo LDL e i triglicerdidi. Grazie alla sua azione “epigenetica” riduce la glicemia e in vitro ha dimostrato di contrastare la proliferazione delle cellule tumorali modulando l’apoptosi cellulare (morte programmata)

Il resveratrolo è in grado di ottimizzare il metabolismo energetico del mitocondrio, la centralina energetica delle nostre cellule di cui parleremo ampiamente più avanti.

Il Resveratrolo si trova nel vino rosso, nel cacao, nelle arachidi, nel mirtillo nelle radici del Poligonum cuspidatum. A parte quest’ultimo le quantità presenti in queste fonti alimentari sono minime (e in alcuni vini rossi non superano 2 mg/l) e sembrano non essere sufficienti per un effetto biologico, il vero problema è che il Resveratrolo è poco solubile in acqua, quindi scarsamente biodisponibile. la maggior parte degli studi sono stati effettuati in vitro, mentre le cose cambiano in vivo con dati contrastanti da soggetto a soggetto.

Eppure anni fa il così detto “paradosso francese” dimostrò che nelle popolazioni della valle dove veniva coltivato il Bordeaux la popolazione aveva un rischio minore di eventi cardiovascolari anche se consumava cibi ad alto contenuto di grassi saturi.

Sembrava che il beneficio ottenuto fosse dovuto al resveratrolo e agli altri componenti naturali che riuscivano a ad agire in sinergia tra loro. Ulteriori studi non hanno mai fatto chiarezza sulla reale efficacia del vino rosso, in ogni caso essendo una bevanda alcolica non bisogna berne più di due bicchieri al giorno.

Molti centri di ricerca hanno cercato di formulare delle preparazioni nutraceutiche a partire dal Poligonum Cuspidatum. La dispersione solida di resveratrolo supportata da particelle di idrossido di Magnesio ha dimostrato di aumentare la concentrazione totale di resveratrolo nel sangue rispetto a quei soggetti che avevano assunto la stessa quantità di resveratrolo puro. Gli studi sono stati effettuati da una equipe dell’Università di Perugia e pubblicati nel 2019 sul Journal Botechnology 2019, in Press. Il gruppo di ricerca ha dimostrato che con questa formulazione innovativa finalmente il resveratrolo estratto dal poligonum cuspidatum è attivo e riesce a espletare anche in vivo la sua azione benefica.

Il Resveratrolo ha dimostrato di inibire le prostaglandine PGD2, tra le maggior responsabili della calvizie insieme al Dht in quanto in grado di aumentare l’infiammazione a livello delle cellule staminali del Bulge, non sono comunque ancora stati effettuati studi specifici sul cuoio capelluto e sulla alopecia androgenetica

La prostaglandina PGD2 inibisce la neogenesi dei follicoli piliferi indotta da ferita tramite il recettore Gpr44. Journal of Investigative  Dermatology. Aprile 2013. Autori: Nelson AM, Loy DE, Lawson JA, Katseff AS, Fitzgerald GA, LA Garza. Dipartimento di Dermatologia, Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD, USA.

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“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” lo trovi in tutte le librerie oppure on line clicca qui per maggiori informazioni

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Miti da sfatare: Vero o falso

Miti da sfatare: Vero o falso

Spesso abbiamo delle convinzioni errate, vediamo se riuscite ad indovinare il Vero o Falso dei Miti da sfatare

Non va bene lavare spesso i capelli

Falso.

I capelli cadono maggiormente durante il lavaggio per un motivo meccanico e sono quelli che erano già destinati a cadere, perché ormai alla fine del loro ciclo di vita (telogen). Anzi in alcuni casi lavare spesso i capelli può essere utile per prevenire o contrastare la dermatite seborroica, in quanto in presenza di seborrea o forfora il lavaggio frequente può contrastare la proliferazione di microrganismi (Malassezia) che provocano infiammazione e prurito..

Tagliare i capelli li rinforza

Falso

I capelli non sono delle piante per cui un operazione di potatura li rinforzerebbe!! Tagliare i capelli potrebbe essere solo utile per una maggior comodità nell’applicazione delle lozioni. Con i capelli corti attenzione a non esporre troppo il cuoio capelluto ai raggi ultravioletti che potrebbero causare un telogen effluvium.

È corretto spazzolare spesso i capelli

Falso

Spazzolare troppo spesso i capelli può sollevare la cuticola e danneggiare i capelli. Le così dette cento spazzolate al giorno in certi casi non vanno bene

La tintura e la permanente fanno cadere i capelli

Falso

Una tintura o una permanente effettuate correttamente non danneggiano i nostri capelli. Attenzione però a eseguire correttamente l’operazione, in quanto la tintura se non risciacquata bene potrebbe danneggiare il capello. Attenzione però le tinture troppo frequenti possono provocare secchezza, fragilità e doppie punte e in una capigliatura già sofferente acuire il problema

Gel e lacche fanno perdere i capelli

Falso

Gel e lacche non possono far perdere i capelli, perchè vengono applicati solo sul fusto e prodotti di buona qualità non dovrebbero creare reazioni allergiche. Ma se il prodotto viene applicato su capelli con predisposizione alla caduta o con forfora, seborrea o dermatite seborroica potrebbe peggiorare la situazione rendendoli più “pesanti” e grassi. 

L’utilizzo del casco fa cadere i capelli

Falso

Indossare il casco non fa perdere i capelli. L’uso prolungato e frequente durante l’arco della giornata potrebbe causare una parziale vaso-costrizione e creare problemi a chi già tende a perderli.

L’utilizzo dell’asciugacapelli con aria troppo calda è dannoso per i capelli

Vero

L’aria molto calda di un phon a distanza troppo ravvicinata può danneggiare sia il cuoio capelluto che la struttura esterna del capello. Quindi è meglio tenere più  lontano l’asciugacapelli  e asciugarsi anche con un asciugamano.

La calvizie comune ha una frequenza diversa a seconda dei gruppi razziali

Vero

Le popolazioni orientali e africane, cinesi e giapponesi di razza “gialla”(mongoloidi) e africani di razza nera perdono meno i capelli rispetto alle popolazioni di origine europea come gli americani e gli europei di razza bianca (europoidi) con un rapporto di circa 1 a 4.

L’alimentazione può far variare la concentrazione degli ormoni prodotti dal nostro organismo, compreso il DHT

Vero

Regimi dietetici equilibrati e una corretta alimentazione contribuiscono a mantenere un perfetto equilibrio ormonale. Una dieta ricca di frutta, verdura, fibre e con poca carne rossa associati a una moderata attività fisica riducono gli eccessi di insulina e di testosterone libero.

Lo stress può far perdere i capelli

Vero

A volte lo stress può causare una perdita temporanea e diffusa su tutta la capigliatura che prende il nome di Telogen effluvium. Uno stress cronico può causare negli anni un rilascio eccessivo di cortisolo che nel tempo provoca la produzione di un gran numero di radicali liberi dannosi per la nostra salute e i nostri capelli.

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Vitamina D e alopecia areata

Vitamina D e alopecia areata

La vitamina D è una delle vitamine più importanti del nostro organismo per le sue capacità antinfiammatorie e immunomodulanti.

In questi ultimi decenni è stata oggetto di ampi studi sulla popolazione anche perchè spesso si è riscontrato una carenza generale a livello ematico delle sue concentrazioni, soprattutto nei periodi invernali o alle latitudini Nord dove l’irradiazione solare è minore.

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La vitamina D svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo regolando i livelli sierici di calcio e fosforo.

La vitamina D inattiva assunta con la dieta o grazie alla sintesi dei cheratinociti della epidermide con l’esposizione dei raggi ultravioletti del sole, viene successivamente convertita nel fegato e nei reni nella forma attiva. I passaggi principali della sua produzione sono questi

  1. La provitamina D (7- deidrocolesterolo) viene convertita in Vitamina D3 dalle cellule cheratiniche della pelle a seguito dell’esposizione dei raggi ultravioletti (lunghezze d’onda tra 290 e 315 nm)
  2. La vitamina D3 arriva al fegato tramite il circolo ematico e viene convertita in Vitamina D2
  3. La vitamina D2 viene idrossilata nei reni in calcitriolo (1,25(OH)2 D3)

7-deidrocolesterolo: provitamina D

Colecalciferolo: Vitamina D3

ErgoCalciferolo: Vitamina D2

Calcitriolo: Vitamina D3 attiva

Il calcitriolo aumenta l’assorbimento del calcio nell’intestino favorendone i depositi nelle ossa, per quanto riguarda l’alimentazione la vitamina D è contenuta in discrete quantità negli oli e soprattutto nel pesce grasso (pesce azzurro).

Il metabolismo osseo viene controllato anche dal Paratormone che promuove l’escrezione renale di fosfato e attiva l’assorbimento di calcio in condizioni di ipocalcemia

In caso di ipercalcemia la calcitonina stimola l’escrezione di calcio e fosfato nelle urine e il deposito di calcio nelle ossa

Numerosi studi in questi ultimi decenni hanno correlato basse concentrazioni nel sangue di vitamina D al diabete di tipo I, all’obesità, alle malattie cardiovascolari , al Parkinson, alla depressione e alla distimia, alla sclerosi multipla e alle malattie autoimmuni

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A livello muscolare la vitamina D è in grado di favorire la contrazione muscolare, attivando meccanismi di trasporto del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico e stimolando la sintesi di proteine muscolari.

In effetti la Vitamina D è capace di esplicare svariate funzioni e tramite i VDR recettori ubiquitari e specifici nelle cellule del nostro organismo è in grado di entrare nel nucleo e promuovere la produzione di proteine, oppure si lega a un recettore della membrana cellulare e attiva l’AMP ciclico, l’inositolo o il disailglicerolo, secondi messaggeri cellulari in grado di attivare le risposte della cellula a determinati stimoli.

I recettori VDR per la vitamina D sono presenti nei macrofagi, nel tessuto renale, negli osteoblasti, nei cheratinociti, a livello del Colon, della Mammella e della prostata. La presenza dell’enzima 1 alfa-idrossilasi in questi altri distretti corporei implica una produzione paracrina (locale) di vitamina D attiva la cui funzione esula dalla omeostasi del tessuto osseo.

In questi casi la funzione della vitamina D attiva è quella di contribuire a modulare la crescita cellulare e antiproliferativa (antitumorale)

la presenza dei recettori VDR nel tessuto renale e la correlazione tra il deficit di vitamina D e i bassi livelli di renina, indicano che potrebbe essere coinvolta nella regolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone e quindi della pressione arteriosa.

Il recettore VDR è presente anche nelle isole del Pancreas, la vitamina D è in grado di promuovere la sintesi dell’insulina.

La Vitamina D è importante anche per il sistema immunitario in quanto agisce sui linfociti T e B e sulle cellule della linea monocita-macrofagica

La fonte principale di vitamina D è il sole, quindi occorre esporsi ai raggi solari almeno 15-30 minuti al giorno, lasciando liberi viso, mani e braccia senza creme protettive.

I cibi che contengono vitamina D non sono tanti: per quanto riguarda le fonti animali (vitamina D3) il pesce azzurro (tonno,salmone, sardine, sgombro) tuorlo d’uovo e latticini ne hanno quantità apprezzabili, mentre le fonti vegetali sono poche(vitamina D2) soprattutto gli oli vegetali.

La vitamina D2 di origine vegetale è meno biodisponibile rispetto alla D3 di origine animale, in quanto la proteina che trasporta il gruppo delle pro-vitamine D nel sangue per raggiungere il fegato, la DPB (Vitamin D binding protein) è più affine alla D3, e quindi la vitamina D attiva deriva maggiormente da quest’ultima.

Vitamina D e Alopecia Areata

Individuare una carenza di vitamina D in una alopecia areata può essere un fattore in più da non trascurare per poter cercare di risolvere questa patologia, non dannosa per la salute, ma spesso problematica perchè può far perdere autostima a livello psicologico e sociale.

La vitamina D modula la crescita e la differenziazione dei cheratinociti attraverso il legame con il recettore nucleare della vitamina D (VDR). I cheratinociti del follicolo pilifero negli studi sulle cavie sono immunoreattivi per VDR, mostrando la loro più alta attività nella fase anagen

S. Lee et al. ha condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di studi osservazionali sulla prevalenza della carenza di vitamina D e / o dei livelli sierici di vitamina D e AA . Questi autori hanno analizzato un totale di 14 studi che hanno coinvolto 1255 pazienti con AA e 784 pazienti di controllo senza AA. (J Eur Acad Dermatol Venereol. 2018)

Il livello medio di 25-idrossivitamina D [25 (OH) D] nel siero nei pazienti con AA era significativamente inferiore rispetto a quello nel gruppo di controllo non-AA, di 8,52 ng / dL (intervallo di confidenza al 95% da 11,53 a – 5,50 ng / dL ). La carenza di vitamina D era anche molto diffusa nei pazienti con AA, portando gli autori a suggerire che il livello di vitamina D deve essere misurato in pazienti con AA.

Daroach M_e altri hanno pubblicato uno studio di confronto tra 30 pazienti con alopecia areata e altrettanti senza questa patologia, valutando le carenze di vitamina D. Entrambi i gruppi erano carenti della vitamina: il gruppo con AA il 96,7% aveva una carenza di vitamina D e la concentrazione di questa non era correlata con la gravità e la durata della alopecia. Anche nel gruppo di controllo la carenza era nel 73,3% dei casi. (Int J Dermatol. 2018)

In uno studio recente pubblicato su Dermatology and Therapy dall’Unità di Dermatologia del Dipartimento di Scienze cliniche e molecolari di Ancona (giugno del 2020) in 35 pazienti con Alopecia areata lieve e moderata, il calcipotriolo in cerotto allo 0,005% (un analogo della vitamina D) ha dimostrato di essere analogo rispetto al cortisosteroide clobetasolo allo 0,05% ma con dei vantaggi importanti come le minori recidive e la migliore tollerabilità

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Capsaicina e Curcuma longa, ricette “anticalvizie”

Capsaicina e Curcuma longa, ricette “anticalvizie”

La capsaicina (peperoncino) e la Curcuma longa hanno dimostrato di essere potenzialmente utili per contrastare la calvizie comune e l’infiammazione spesso a essa associata. Il follicolo pilifero è una struttura molto complessa in cui il controllo metabolico, endocrino e ormonale a livello cellulare deve funzionare perfettamente.  Il follicolo presenta anche una complessa innervazione.

In condizioni di stress e infiammazione queste terminazioni nervose producono sostanze mediatrici dell’infiammazione come la sostanza P, la neurochinina A, l’NGF, il CGRP. Una condizione di squilibrio provoca una desensibilizzazione di queste fibre nervose e di conseguenza un non perfetto equilibrio della fisiologia del follicolo pilifero e della fase catagen. Alcuni autori affermano che la capsaicina, il componente attivo del peperoncino, è in grado di riattivare i neuroni sensoriali della pelle e agire sul riequilibrio del ciclo del capello, mentre la curcumina associata al resveratrolo svolge un’azione antinfiammatoria, antiossidante e di inibizione dell’aggregazione piastrinica.

Le ricette “anticalvizie”, Puoi trovare le sostanze naturali utili per la salute dei capelli da pagina 162 a pagina 190 del libro “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”, Tecniche nuove edizioni e da “Capelli sani” Punto d’Incontro Edizioni

Bavette piccanti con moscardini e sugo al pomodoro

Piatto semplice e gustoso, ricco di capsaicina, licopene, antiossidanti e vitamina C, Indice glicemico medio

Ingredienti:

400 gr di bavette,

320 di moscardini, un peperoncino,

150 gr di salsa di pomodoro,

100 gr di olive nere snocciolate,

olio extra vergine di oliva, aglio, sale e pepe

Rosolare due spicchi d’aglio insieme al peperoncino in una teglia capiente. Tagliare a metà i moscardini e cuocerli insieme al peperoncino e all’aglio. Aggiungere la salsa di pomodoro e le olive snocciolate e continuare la cottura per qualche minuto. Nel mentre cuocere le bavette, scolare e mescolare per un minuto a fiamma bassa con la salsa di moscardini e pomodoro.

Se desideri che il piatto abbia un indice glicemico più basso, sostituisci le bavette con spaghetti integrali cotti al dente

                                                                                                           

Merluzzo al forno con Curry, patate al selenio e germogli di soia

Piatto magro e gustoso, con pochissimi grassi saturi, ricco di ami- noacidi essenziali, carnitina, omega 3 (EPA, DHA e acido linolenico), vitamine B3 e D, selenio e indice glicemico medio-basso

Ingredienti:

−   600 grammi di filetti di merluzzo

−   mezza tazza di pane grattugiato

−   6 mandorle tritate

−   patate al selenio

−   200 g di germogli di soia

−   3 cucchiai di pasta al curry

−   olio extravergine d’oliva

−   sale e pepe.

Preparazione:

Preparare le fette di merluzzo in una larga pirofila dopo averle spen- nellate con olio extravergine. Nel mentre, scaldare a 200°C il forno e preparare la miscela di mandorle, pane, curry, sale e pepe. Dopo aver ricoperto le fette  di merluzzo con questi ingredienti,  aggiungere le patate  a tocchetti  e cuocere per 30-40 minuti, fino a doratura. Ad avvenuta cottura, aggiungere i germogli di soia.

Tratto da“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni-tutti i diritti riservati

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I sei Pilastri per combattere la calvizie

I sei Pilastri per combattere la calvizie

Il diradamento dei capelli che contraddistingue la calvizie comune il più delle volte è un processo lento e graduale che può essere rallentato e a volte fermato da un insieme di strategie anticalvizie e da uno stile di vita che vi elencherò

La lotta contro la calvizie, così si potrebbe definire, è un percorso a tappe e solamente la nostra perseveranza potrà permettere di raggiungere grandi risultati. Bloccare l’ormone DHT uno dei maggiori responsabili della calvizie è fondamentale ma in alcuni casi non è sufficiente per avere il massimo del risultato possibile.

Nel sesso femminile non si perdono i capelli a causa del DHT, ma per altri fattori come la carenza di ferro, disordini anche sub-clinici alla tiroide, telogen effluvium, carenza di estrone a livello follicolare, sospensione della terapia contraccettiva, insomma anche se a volte il diradamento è simile sarà solo uno specialista a individuare la causa principale del nostro problema.

Ho scritto ” Capelli sani per sempre Donna” proprio per affrontare il problema della calvizie nel sesso femminile in tutti i suoi aspetti.

Intanto cerchiamo di individuare quei fattori che possono essere in parte modificati dal nostro stile di vita:

Esistono numerosi fattori che contribuiscono a peggiorare la calvizie e che disattivano in parte le nostre strategie anticalvizie. La dermatite seborroica, il telogen effluvium, lo stress e una alimentazione inadeguata contribuiscono infatti a cambiare il decorso della alopecia androgenetica  accelerando il processo di diradamento. clicca qui per il Sesso femminile

Ricordiamo bene una cosa,  se grazie ai farmaci riusciremo a bloccare la caduta dei capelli, non vuol dire comunque che il nostro aspetto sarà esteticamente soddisfacente.

Solamente curando lo stress con l’attività fisica e il rilassamento, seguendo una alimentazione ricca dei nutrienti principali ed evitando alcool, fumo e eccessi di caffeina, riusciremo a mantenere in salute la nostra pelle e quindi il nostro aspetto sarà in ogni caso sano e piacevole con o senza i capelli in testa.

I sei pilastri per combattere la calvizie

1 Fermare la caduta dei capelli e riattivare la fase di crescita: clicca qui Sesso maschile, clicca qui per il Sesso femminile

2 Contrastare dermatite seborroica , infiammazione e fibrosi

3 Individuare e risolvere eventuale alopecia temporanea (telogen effluvium)

Controllo dell’equilibrio ormonale  con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Riduzione dello stress mediante attività fisica e meditazione

6 *Autotrapianto e risoluzione chirurgica (se le strategie anticalvizie non hanno ottenuto il risultato sperato esiste l’opzione chirurgica, in questo caso sarà fondamentale scegliere un chirurgo esperto nella chirurgia della calvizie e conosciuto dalla comunità scientifica, chiedi consiglio al prof. Marco Toscani)

Mentre se volete approfondire e chiedervi quali sono i meccanismi biologici correlati con i problemi ai capelli e perchè una terapia potrà fare al caso vostro oppure no “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” in tutte le librerie con la nuova versione aggiornata potrà soddisfare le vostre esigenze di conoscenza fornendo anche un’ampia bibliografia alla fine del testo (volume di 300 pagine a colori)

Troverete in libreria “Capelli sani” un rapido e dettagliato vademecum di 170 pagine per affrontare direttamente il problema della Calvizie

Proprietà letteraria riservata© Fabrizio Fantini

Tratto “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche Nuove edizioni, tutti i diritti riservati

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Test genetico per l’alopecia androgenetica

Test genetico per l’alopecia androgenetica

Da qualche anno è disponibile in commercio un test per individuare la predisposizione alla calvizie ereditaria sia nel sesso maschile che femminile.

Sappiamo bene che l’alopecia androgenetica (Clicca qui per saperne di più) ha bisogno di due fattori perché possa manifestarsi: gli ormoni androgeni e la predisposizione ereditaria. Alcuni studi hanno individuato il gene AR per i recettori degli androgeni sul cromosoma X come uno dei maggiori responsabili della calvizie precoce nel sesso maschile e coinvolto anche nella calvizie

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Nella calvizie comune sono coinvolti numerosi fattori esogeni ed endogeni. La componente ereditaria è poligenica e questo giustifica la diversa espressività e le diverse forme di alopecia che si manifestano nella popolazione.

Le varianti del recettore degli androgeni possiedono una diversa capacità nella risposta degli androgeni e del DHT a livello del follicolo pilifero. Una maggior sensibilità alla recezione del DHT provoca una maggior miniaturizzazione del follicolo e una riduzione della durata di crescita del capello, con conseguente diradamento. Il test genetico individua le varianti del gene AR nel sesso maschile

Nel sesso maschile il test può essere utile per individuare un’alopecia androgenetica precoce e differenziarla da un telogen effluvium.

Nel sesso femminile il test individua il numero delle ripetizioni della sequenza CAG (citosina, adenina, guanina) nel gene per il recettore degli androgeni.

Nel sesso femminile questo test può essere utile per capire se la perdita dei capelli è dovuta a un’alopecia androgenetica o ad altri fattori come la carenza di ferro o di estrogeni.

Puoi trovare l’intero capitolo SUL TEST GENETICO nella Nuova Pubblicazione di Fabrizio Fantini:

PREVENIRE E CONTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI-TECNICHE NUOVE EDIZIONI. 300 PAGINE A COLORI CLICCA QUI

Perchè la Mela Annurca è benefica per la salute dei capelli

Perchè la Mela Annurca è benefica per la salute dei capelli

Mela Annurca e procianidine B2

La mela Annurca è presente nel suolo e nelle coltivazioni campane da almeno duemila anni. Il suo estratto riduce i tassi di colesterolo nel sangue. Ha anche un buon  contenuto in vitamine B1, B2, PP e C, oltre che di minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici

Anche l’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2.   In uno studio recente effettuato al dipartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha dimostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che in vivo nell’uomo tramite una formulazione orale. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo. Per introdurre una quantità sufficiente di procianidine B2 bisogna mangiare circa 5-6 mele annurca al giorno. Anche l’uva rossa e l’orzo contengono buone quantità di procianidine. E’ importante che il concentrato di procianidine B2 sia estratto da Mele annurca campane Iacoderm complex (clicca qui)

Iacoderm Complex Mela annurca

Trovalo subito le farmacie di riferimento:

Farmacia San Domenico Bologna www.farmaciasandomenico.eu tel 051/330363

Farmacia dott. Marzari Faenza tel. 0546/21102

Farmacia Appia Imola tel: 054223462 appiafarm@libero.it

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” clicca qui per ulteriori informazioni Fabrizio Fantini

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Massaggio e ginnastica al cuoio capelluto

Massaggio e ginnastica al cuoio capelluto

Il massaggio al cuoio capelluto è importante sia per rilassare e decontrarre i muscoli facciali, sia per mantenere attiva ed efficiente la circolazione a livello delle aree androgeno- dipendenti, le più deboli e soggette alla perdita dei capelli. Il massaggio effettuato anche solo cinque minuti al giorno magari prima dello shampoo, permetterà di mantenere la cute elastica, impedire al cuoio capelluto di diventare “duro” e quasi incollato per così dire all’osso della testa soprattutto a livello del vertice.

Alcuni studi confermano che il massaggio di per se, con o senza una lozione, per alcune settimane aumenta la fase di crescita del capello (anagen) e quindi può essere benefico per difendere e migliorare la salute dei nostri capelli. La calvizie comune è causata da vari fattori concomitanti ed è multi genica, oltre che dovuta all’azione più o meno diradante dell’ormone DHT o dalla carenza di Aromatasi nel sesso femminile

Il decorso e la progressione della calvizie possono quindi essere differenti. Spesso anche in soggetti che non hanno mai avuto la calvizie, il diradamento si fa strada a livello dell’area sopra la testa, proprio la zona  che più frequentemente diventa meno elastica e poco irrorata dopo i 45 anni.

Agire sui vari fattori che molto probabilmente contribuiranno all’accelerazione della calvizie è uno degli scopi principali del mio testo: “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”, non si può trascurare il massaggio del cuoio capelluto.

Il massaggio va eseguito almeno 3-4 volte la settimana alternato all’utilizzo del lasercomb, per 3-5 minuti, avendo cura di effettuare degli esercizi di allungamento e leggera ginnastica che descriverò più avanti. I movimenti del massaggio devono essere delicati, le dita vanno fatte scorrere tra i capelli, le pressioni sono ferme ma delicate a un tempo. Per fare le cose in maniera semplice e naturale senza essere schiavi del tempo basta contare fino a venti per ogni pressione.

La stessa procedura si effettuerà per gli esercizi di allungamento e ginnastica dolce adatti a favorire l’afflusso di sangue nella testa. State tranquilli, è più difficile da spiegare che da fare, vedrete che dopo la prima volta il tempo da dedicare è veramente poco e varierà tra i 3 e i 5 minuti.

Vi sorprenderà come solo 5 minuti di massaggio potranno preservare la salute dei capelli. In molti casi avvertirete anche un piacevole senso di distensione e particolare benessere del cuoio capelluto. Naturalmente durante il periodo festivo si cercherà di effettuare il massaggio con ancora più costanza ed è importante essere sempre delicati con i movimenti e non esagerare per non ottenere l’effetto opposto.

In alcuni casi il massaggio del cuoio capelluto non è consigliato...PUOI TROVARE L’INTERO CAPITOLO SU PREVENIRE E CONTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI” TECNICHE NUOVE EDIZIONI, CLICCA QUI PER ULTERIORI INFORMAZIONI

Alga Spirulina e salute dei capelli

Alopecia Androgenetica

Alopecia Androgenetica

la calvizie più frequente e che colpisce quasi il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni  è definita più correttamente alopecia androgenetica; i termini andro e genetica stanno a significare che occorrono due condizioni perché la calvizie possa insorgere, gli ormoni maschili (androgeni) e la predisposizione ereditaria.

Il testosterone è fondamentale per la maturazione sessuale, responsabile dell’aumento della massa muscolare, del desiderio  sessuale e dello sviluppo dei caratteri secondari maschili.

il Diidrotestosterone è un ormone fino a 20 anni fa meno famoso del testosterone e che in questi ultimi tempi tutti cercano di bloccare! Durante lo sviluppo sessuale il DHT va di pari passo con il testosterone agendo sulla crescita di vari organi androgeno dipendenti, come ad esempio la prostata e facendo crescere i peli della barba, del pube, delle orecchie e delle narici.

TestosteroneDiidrotestosterone (DHT)  
Sviluppo organi sessuali maschiliComparsa peli della barba, delle orecchie e delle narici.
SpermatogenesiIpertrofia prostatica benigna
Aumento massa muscolare e modificazione della voceAcne
Sviluppo peli ascellari e pubiciCalvizie comune  (nei soggetti predisposti geneticamente)  
Desiderio e attività sessualeIngrossamento della prostata dopo i cinquant’anni (Ipertrofia prostatica benigna) nei soggetti predisposti geneticamente

Tabella 1.1 (tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli“)

Il DHT deriva dal testosterone grazie a un enzima, la 5-alfa-reduttasi che con le sue due forme (isoenzima II e isoenzima I) catalizza la trasformazione del testosterone in vari organi del corpo.

La 5-alfa-reduttasi  di tipo I “promuove” la reazione a livello della ghiandola sebacea, mentre quella di tipo II agisce a livello della prostata e del follicolo pilifero trasformando Dottor Jekill, il testosterone, in DHT, il nostro Mister Hide!

Il DHT ha una affinità per questi recettori 5 volte superiore a quella del testosterone e il complesso DHT-recettore è molto più stabile. Quindi il DHT, grazie a questo recettore entra nel nucleo delle cellule della matrice del follicolo pilifero e interagendo con il Dna manda il messaggio di produrre meno proteine per la formazione del capello.

In poche parole nei soggetti predisposti geneticamente, l’ormone DHT permette di attivare il messaggio genetico per la calvizie (A. Marliani).

La calvizie comune è una malattia multifattoriale in cui entrano in gioco un gruppo di geni differenti e con espressività diversa in ogni individuo.

Un complesso e delicato insieme di messaggi ormonali e reazioni   metaboliche permette al follicolo pilifero di compiere il suo ciclo correttamente. Le cellule della matrice, deputate alla produzione del capello, utilizzano il glucosio come fonte di energia.

Per poter produrre questa energia a partire dal glucosio occorre l’AMP ciclico, una specie di “sergente maggiore” molecolare che all’interno della cellula riceve gli ordini dai propri superiori (il messaggio ormonale) e li trasmette costantemente (L’AMP ciclico è un secondo messaggero).

Qualsiasi fattore che disturbi il messaggio ormonale in prossimità delle cellule o la produzione di AMP ciclico porterà a una alterazione nella produzione di cheratina. Nel trascorrere degli anni lo stress e una alimentazione inadeguata possono influire in maniera  negativa sul equilibrio ormonale dell’organismo e  anche sulla vita  e la salute del capello.

Una alimentazione e uno di stile di vita corretti possono mantenere in perfetto equilibrio anche la produzione di prostaglandine, tra cui la PGD2, la prostaglandina coinvolta nei processi infiammatori del follicolo pilifero in grado di peggiorare la Calvizie comune.

Non è possibile sapere in che misura questi fattori incidano sul peggioramento della calvizie e sul processo di diradamento, in quanto ognuno di noi possiede un profilo metabolico e ormonale personale, ma una cosa è certa uno stile di vita e una alimentazione corretta sono le basi per poter rendere efficaci le strategie anticalvizie che prenderemo in considerazione in questa pubblicazione.

Tratto da “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

I sei Pilastri per combattere la calvizie, punto 2: dermatite seborroica, forfora e capelli grassi ♀♂

Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:

2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi

In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.

L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli

Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni  locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Forfora e capelli grassi

La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.

La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.

Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)

•  Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.

•  Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.

•  Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Fattori che aggravano, dermatite seborroica, forfora e seborrea

•  Alcolismo

•  Clima freddo e umido

•  Alterata secrezione sebacea

•  stress

•  Agenti chimici dannosi e trattamenti  cosmetici inadeguati

Consigli per contrastare forfora e seborrea

  • Lavare spesso i capelli con shampoo per lavaggi frequenti alternati eventualmente a shampoo medicati antiseborroici (una sola applicazione).
  • Per la forfora secca può essere anche utile utilizzare shampoo con sostanze idratanti ed emollienti.
  • Evitare l’utilizzo di shampoo troppo aggressivi, cosmetici inadeguati, sostanze inquinanti ed esposizioni eccessive ai raggi ultravioletti.
  • Non asciugare i capelli con aria troppo calda.
  • Non abusare di alcol.
  • Evitare un’alimentazione troppo ricca di grassi e fritti, cioccolato e nocciole.
  • Consumare maggiori quantità di pesce “grasso” (sgombro, tonno, merluzzo ecc.) ricco di omega 3.
  • Bere tè verde.
  • Consumare molta frutta e verdura di stagione.
  • Controllare lo stress con meditazione e attività fisica.
  • Evitare l’uso eccessivo di gel e gommine

Clicca qui per consigli utili sul lavaggio dei capelli

Clicca qui per la scelta dello shampoo

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 sei pilastri per combattere la calvizie

1 Fermare la caduta dei capelli e riattivare la fase di crescita: clicca qui Sesso maschile, clicca qui per il Sesso femminile

2 Contrastare dermatite seborroica , infiammazione e fibrosi

3Individuare e risolvere eventuale alopecia temporanea (telogen effluvium)

Controllo dell’equilibrio ormonale  con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Riduzione dello stress mediante attività fisica e meditazione

6 *Autotrapianto e risoluzione chirurgica (se le strategie anticalvizie non hanno ottenuto il risultato sperato esiste l’opzione chirurgica, in questo caso sarà fondamentale scegliere un chirurgo esperto nella chirurgia della calvizie e conosciuto dalla comunità scientifica, chiedi consiglio al prof. Marco Toscani)

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”” tutti i diritti riservati-Fabrizio Fantini© Tecniche Nuove Edizioni

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