Benvenuti

Benvenuti

Mi chiamo Fabrizio Fantini e mi occupo di divulgazione scientifica e calvizie comune da circa 20 anni

Fabrizio Fantini, laureato in Biologia e divulgatore scientifico, membro della Società italiana di Tricologia, è docente al Corso di Alta Formazione in Tricologia del Sitri a Firenze 

In questi anni la medicina e la chirurgia della calvizie hanno compiuto notevoli progressi e questo ci permette di fruire di nuove armi per contrastare la calvizie comune e cercare di invertire il processo di diradamento tipico di questa affezione. In questo blog saranno prese in considerazione le reali novità nel campo delle patologie dei capelli, mantenendo la stessa filosofia, con l’impegno costante di tenervi sempre aggiornati

La convinzione comune che una persona con la calvizie potesse fare ben poco per poter salvare i propri capelli ora è cambiata, e quello che avevo previsto una decina di anni fa è in parte avvenuto, lo stile di vita, l’alimentazione e la lotta contro lo stress sono diventati dei fattori fondamentali per poter rendere sempre più efficaci le nuove strategie anticalvizie che si sono sviluppate in questi ultimi anni

In Italia sono almeno otto milioni di uomini e due milioni di donne che hanno problemi di capelli. La calvizie femminile ha poco a che fare con l’alopecia androgenetica. Le cause possono essere tante e diverse, vedremo cosa fare e quali strategie adottare in una sezione a parte. Saranno prese in considerazione le novità più interessanti e le prospettive future per poter favorire la ricrescita e la salute dei capelli

Argomenti in evidenza

Oli essenziali e capelli
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- Prevenire e contrastare la caduta dei capelli nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

Come riconoscere la qualità di uno shampoo

Come riconoscere la qualità di uno shampoo

Apprendere bene le regole principali per lavare i capelli è fondamentale per poterli preservare e mantenerli lucidi e in salute. Una volta si diceva che non era utile lavare spesso i capelli, perché il lavaggio avrebbe provocato una maggior caduta. Oggi giorno con gli shampoo poco aggressivi e dolci si è risolto bene il problema e potremo lavare i capelli quando ce ne sarà bisogno, senza esagerare e senza lavarli quando non è il caso. In effetti, lavare spesso i capelli sarà molto utile soprattutto per chi soffre di seborrea e di dermatite seborroica, perché permette di rimuovere il sebo e la Malassezia, il microrganismo che contribuisce a far peggiorare la dermatite e l’infiammazione. Per chi soffre di questo disturbo, sarà importante alternare shampoo per lavaggi frequenti a shampoo contenenti antifungini come il ketoconazolo e il crotimazolo. Chi ha i capelli secchi userà uno shampoo con sostanze emollienti, per poi utilizzare un balsamo di qualità.

Il lavaggio

Le regole principali per lavare bene i capelli sono poche ma molto importanti. Una volta sceltolo shampoo adatto al caso e bagnati i

capelli con acqua tiepida, si prende un poco di prodotto sul palmo della mano e si lavano i capelli con delicatezza e senza sfregare la cute, lasciando poi agire per 2-3 minuti. Si risciacqua quindi abbondantemente con acqua fredda. Va effettuata una sola applicazione. Chi ha i capelli secchi applicherà un balsamo di qualità, con sostanze emollienti e nutrienti.

Bisogna asciugare i capelli con un phon ad aria non troppo calda e a una distanza di 30 cm. In estate i capelli si possono asciugare con un asciugamano morbido, sempre pulito, e senza sfregare con forza. Si può pettinare delicatamente con un pettine personale non utilizzato da altri e pulito con acqua e sapone. L’applicazione della lozione va effettuata la sera prima.

Lavaggio dei capelli

•    Bagnare i capelli con acqua tiepida o fredda

•        Dopo aver ben inumidito i capelli, diluire un po’ di shampoo nel palmo della mano e distribuire delicatamente

•        Pulire i capelli delicatamente, evitando di graffiare o strofinare troppo energicamente

•        Risciacquare abbondantemente con acqua tiepida, assicurandosi di eliminare i residui di schiuma

•    Asciugare con phon a una distanza di almeno 30 cm

•    Non strofinare troppo energicamente con l’asciugamano

•    Non mescolare due shampoo diversi

•    L’ultimo risciacquo va fatto con acqua fredda

tensioattivi

I due fattori più importanti per scegliere lo shampoo adatto alle nostre esigenze sono la qualità dei tensioattivi presenti nella sua composizione, cioè la base lavante, e il conseguente buon risultato cosmetico che ci dovremmo aspettare dopo il lavaggio.

Vai anche a come combattere dermatite seborroica e forfora

Le basi lavanti usate più frequentemente dai produttori di shampoo sono i discussi Sodium Lauryl Sulfate(SLS) e Sodium Laureth Sulfate (SLES). L’utilizzo di questi due tensioattivi è dovuto alla loro capacità di fare molta schiuma e di costare poco. SLS e SLES sono due schiumogeni che a dosaggi elevati possono essere aggressivi e irritanti. Se usati in maniera eccessiva, infatti, sgrassano troppo il cuoio capelluto, indebolendone le difese na- turali e in alcuni casi provocando dermatite da contatto e irrita- zione. I produttori non sono tenuti a specificare la percentuale del tensioattivo presente nella composizione, ma occorre sapere che la prima base lavante indicata nell’etichetta è quella con la maggior concentrazione. Scegliere lo shampoo migliore ci farà spendere forse qualche euro in più, ma ci garantirà la salute di pelle e capelli. Purtroppo, bisogna anche sottolineare che il prezzo elevato di uno shampoo non ne garantisce la qualità e basta leggere l’etichetta per farsi un’idea.

Una volta scelto lo shampoo, dopo i primi lavaggi i capelli dovrebbero diventare più morbidi e lucenti, con un aspetto cosmetico finale migliore. Bisogna diffidare di chi promette risulta- ti miracolosi sulla ricrescita dei capelli solo con l’utilizzo di uno shampoo. Comunque, se lo shampoo è di buona qualità di solito sono aggiunte sostanze che possono aiutare la salute del capello e mantenerlo in salute.

Se dopo i primi lavaggi i risultati non saranno soddisfacenti, l’unica strategia è quella di provare altri prodotti finché non troveremo quello più adatto. Alcuni produttori, per non indicare nella composizione i due tensioattivi scadenti, usano dei sinonimi o cambiano la struttura della molecola del tensioattivo, mante- nendo però il radicale solfato, quindi le proprietà irritanti dello shampoo non diminuiscono. Bisognerebbe preferire quei produt- tori che indicano ben visibile sull’etichetta che il prodotto è privo di achilsolfati (SLS, SLES ecc.), parabeni e PEG, anche perché di solito per leggere la composizione bisogna fornirsi di una lente d’ingrandimento!

Trova l’articolo completo su Prevenire e contrastare la caduta dei capelli Tecniche nuove edizioni

Argomenti in evidenza

Oli essenziali e capelli
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

IL Trattamento chirurgico delle alopecie cicatriziali da trauma

IL Trattamento chirurgico delle alopecie cicatriziali da trauma

La perdita di capelli o peli corporei è una situazione dermatologica che può avere ripercussioni anche sull’aspetto psicologico pei pazienti e minare la loro relazione con la società.  Si creano delle situazioni di stress che influenzano la percezione di se avendo a volte una ripercussione deleteria sull’autostima.

Quando un trauma porta allo sviluppo di aree cicatriziali glabre evidenti del cuoio capelluto o di altre aree corporee (sopracciglia, ciglia, barba/baffi), il disagio può essere superiore a quello della calvizie normale in quanto sottintende spesso un manifesto aspetto di tipo patologico.

L’alopecia cicatriziale è dovuta alla distruzione del follicolo pilifero e alla sua sostituzione con tessuto cicatriziale, con conseguente perdita permanente dei peli. Sono normalmente processi infiammatori con esiti irreversibili poiché le cellule staminali presenti nel bulge del follicolo vengono distrutte.

Si distinguono in:

  • Primarie, in cui il processo infiammatorio è rivolto in modo specifico contro il follicolo pilifero (Lichen Plano Pilare, Fibrosante Frontale, Lupus Eritematoso discoide, Alopecia Cicatriziale centrifuga ecc..)
  • Secondarie, o non follicolari  in cui la causa è esogena, ovvero coinvolge indirettamente il follicolo. In questo gruppo rientrano le alopecie da trauma

L’insulto traumatico nelle alopecie cicatriziali secondarie può essere di natura meccanica, termica, radiante, chimica, batterica e virale. Le strutture pilari lese a seguito dell’insulto traumatico sono sostituite da tessuto fibroso, derivante dal processo di cicatrizzazione.

L’autotrapianto di capelli o di peli corporei nelle alopecie cicatriziali da trauma offre ad oggi importanti possibilità ricostruttive in grado di risolvere il problema o attenuare significativamente la percezione di disagio.

La ricrescita dei capelli su aree cicatriziali è certamente più difficile rispetto al tessuto sano ma i risultati dimostrano che le percentuali di successo sono buone.  Gli innesti infatti non possiedono una vascolarizzazione propria e necessitano di un’area ricevente ben vascolarizzata, che possa fornire all’innesto stesso il nutrimento adeguato a garantirne l’attecchimento. Quando il trapianto viene effettuato su aree cicatriziali ci troviamo un’area ricevente poco vascolarizzata e di qualità inferiore rispetto al tessuto normale e questo rappresenta la difficoltà maggiore per un buon esito dell’intervento.

Per questo, la chirurgia, può essere abbinata con la medicina rigenerativa per il pre-trattamento delle aree cicatriziali per migliorare il tessuto ricevente.

Tra i trattamenti che si possono utilizzare per aumentare la sopravvivenza dei follicoli trapiantati troviamo:

  • la biostimolazione del tessuto cicatriziale,
  • il PRP (plasma ricco in piastrine)
  • i trattamenti rivitalizzanti finalizzati ad un miglioramento del trofismo cutaneo (acido ialuronico vitamine, coenzimi e aminoacidi)
  • la lipostruttura con l’obiettivo di aumentare lo spessore e migliorarne il trofismo della cute.
  • La laser terapia per il trattamento di irregolarità delle cicatrici

Il trattamento chirurgico delle alopecie da trauma del cuoio capelluto

Quando il tessuto danneggiato è il cuoio capelluto, l’intervento di autotrapianto di capelli è uno dei principali trattamenti che si può proporre.

Gli aspetti da valutare per confermare la fattibilità chirurgica e per scegliere in modo razionale la modalità chirurgica più indicata per il caso specifico sono:

  • estensione della cicatrice: il trattamento di superfici molto estese (˃40-50% del cuoio capelluto totale) prevede in prima istanza l’escissione, in genere parziale, diretta o dopo espansione cutanea per ridurre l’estensione dell’area cicatriziale. L’autotrapianto di capelli verrà eseguito sulla porzione residua. Per aree medio piccole invece si può trattare la superficie alopecica post trauma come se fosse una calvizie comune impiantando il maggior numero di capelli possibili in maniera da avvicinarsi alla densità circostante.
  • qualità dell’area ricevente: lo spessore, la consistenza e il tofismo di questa dovrà essere adeguato al ricevimento delle unità follicolari.
  • densità in area donatrice: requisito fondamentale per sottoporsi ad un infoltimento chirurgico è la presenza di una buona densità dell’area occipitale dello scalpo
  • caratteristiche dei capelli: lo spessore, il colore e la piega dei capelli possono influenzare molto il risultato. Capelli ondulati o ricci così come i capelli più chiari e con diametro superiore a 80 micrometri daranno una copertura maggiore.

Il trattamento chirurgico delle alopecie da trauma delle altre parti del corpo

Esistono varie forme di alopecia, che possono interessare altre aree con peli terminali al di fuori del cuoio capelluto come le sopracciglia, le ciglia, i baffi, la barba, le basette, i peli ascellari, del torace e del pube. Anche queste aree possono essere soggette a traumi e a conseguente perdita della copertura pilifera che in alcuni casi, come ad esempio le ciglia, porta anche alla perdita di funzionalità importanti, risultando quindi invalidanti.

Queste situazioni sono spesso molto delicate poiché l’impatto del problema a livello psicologico può essere anche più forte rispetto alle alopecie del cuoio capelluto.

Dal punto di vista chirurgico alcune valutazioni variano rispetto al classico trapianto capelli pro capelli.

In particolare è fondamentale valutare accuratamente la scelta dell’area donatrice. È logico che, se la densità della zona donatrice lo consente, il risultato migliore in termini di naturalezza si ha utilizzando peli provenienti dalla stessa area del corpo: ad esempio scalpo pro scapo, barba pro barba e/o baffi.

Se invece i peli rimanenti nell’area donatrice scarseggiano si possono valutare altre opportunità cercando di ottenere il miglior “matching” possibile, considerando: il calibro, il ritmo di crescita (i capelli crescono più velocemente dei peli di altre regioni corporee: 0.35mm/die vs 0.1mm/die delle sopracciglia) e le caratteristiche dei peli (lisci, ricci, biondi, canuti ecc..).

Sono quindi possibili molteplici combinazioni. Le più frequenti sono: Scalpo pro barba, baffi, pube, sopracciglia ; barba pro scalpo; Torace pro scapo e peli degli arti pro ciglia.

Con la scelta di una sede omologa oppure selezionando accuratamente l’area donatrice si possono ottenere peli con un ciclo ed un calibro il più simile a quelli dell’area ricevente.

Alcuni autori hanno riportato un’influenza dell’area ricevente sullo sviluppo, sull’accrescimento e sulle caratteristiche degli innesti trapiantati (Lee 1999 e Farjo 2009): ad esempio i capelli impiantati a livello delle sopracciglia crescono con velocità più simile ai peli dell’area ricevente. Questo fenomeno chiamato metaplasia è ancora da indagare e ad oggi non è considerato totale ed assoluto: i capelli trapiantati in altre sedi corporee mantengono comunque una velocità di crescita maggiore dei peli originari, e viceversa, perciò devono essere accorciati con frequenza maggiore. Recenti lavori hanno dimostrato che i peli corporei e i capelli ovunque trapiantati mantengono le loro caratteristiche di lunghezza, colore, diametro e calibro.

Come migliorare i risultati

In ambito chirurgico per incrementare la percentuale di successo di un intervento di autotrapianto applicato ad aree cicatriziali, si possono adottare diversi accorgimenti:

  • Test chirurgico preliminare su una piccola porzione di area ricevente per verificare la percentuale di attecchimento degli innesti prima dell’effettuazione dell’intervento completo;
  • Precisa proporzione “lama-innesto” in fase di creazione delle incisioni in area ricevente;
  • Maggiore inclinazione delle incisioni in area ricevente in rapporto al minor spessore dello scalpo;
  • Minore densità di innesto per centimetro quadrato per via della scarsa vascolarizzazione del tessuto ricevente;
  • Utilizzo di una percentuale inferiore di adrenalina per la minor necessità di vasocostrizione.
  • L’utilizzo di mezzi di conservazione innovativi sono aspetti di fondamentale importanza per un buon esito dell’intervento soprattutto quando la qualità del tessuto ricevente non è ottimale.

Conclusioni

Le innovazioni in materia di cura e chirurgia della calvizie hanno incrementato le possibilità di trattamento nel campo della chirurgia ricostruttiva tricologica.

Alla luce dei nostri risultati, è possibile affermare che la percentuale di successo dell’intervento di autotrapianto di capelli con finalità ricostruttive per il trattamento di aree cicatriziali, sia elevata

Intervento del prof. Piero Tesauro
Mascheramento esito cicatriziale post intervento chirurgico attraverso autotrapianto di capelli.
Tecnica chirurgica STRIP, Numero unità follicolari 900

L’intervento di autotrapianto a scopo ricostruttivo quindi ha l’importante funzione di migliorare la situazione estetica che crea disagio, aumentando l’autostima del paziente e di ripristinare la naturale funzionalità delle aree carenti di peli (ciglia per proteggere gli occhi, sopracciglia per bloccare il sudore della fronte ecc..).

L’intervento deve essere la conclusione di un percorso che può coinvolgere più figure professionali. Nell’interesse del paziente l’ideale è una collaborazione e continua comunicazione tra diversi ambiti medici per fornire l’assistenza il più completa e competente possibile. Entra nel sito del prof. Tesauro per maggiori informazioni, clicca qui

Autore dell’articolo

Prof. Piero Tesauro

Chirurgo Plastico

Presidente della Società Italiana di Tricologia.

Quinto pilastro: contrastare lo stress con attività fisica e meditazione

Quinto pilastro: contrastare lo stress con attività fisica e meditazione

  • Lo stress è nemico dei capelli in quanto provoca rilascio in eccesso di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo che sono in grado di provocare telogen effluvium e stress ossidativi (formazione di radicali liberi).
  • Per combattere lo stress bisogna cercare di pianificare e organizzare il proprio tempo.
  • Partecipare a un gruppo o a una attività sociale minimo una volta al mese
  • Fare una attività fisica moderata almeno mezz’ora al giorno insieme a degli esercizi con pesi leggeri e 15 minuti di allungamenti.
  • L’alimentazione e lo stile di vita possono modificare in parte i ritmi biologici del nostro organismo. Curare quindi alimentazione e stile di vita
  • Avere un hobby o una attività gratificanti
  • Praticare una forma di rilassamento profondo almeno tre volte alla settimana
  • Non abusare di fumo, alcool, caffeina e psicofarmaci.

Su consiglio dello specialista usa sostanze adattogene per brevi periodi (Ginseng, Eleuterococco, Rhodiola)

Perché lo stress fa perdere i capelli

Nella nostra “battaglia” per contrastare la calvizie comune bisogna affrontare e cercare di risolvere lo stress fisico e psichico. Nei capitoli precedenti si è visto come il più delle volte è possibile fermare la caduta dei capelli con l’utilizzo di finasteride, lozioni agli estrogeni per il sesso femminile e di alcune sostanze naturali per entrambi. Ma bloccare il DHT non è sufficiente, bisogna occuparsi anche di eventuali dermatite seborroica ed infiammazione, utilizzando farmaci antifungini e antinfiammatori (ad esempio ketoconazolo).

Con una dieta adeguata abbiamo controllato il delicato e complesso equilibrio ormonale del nostro corpo, evitando anche alcune condizioni fisiologiche che possono favorire la perdita dei capelli. Lo stress può provocare telogen effluvium sia acuto, sia cronico, fattori che mandano all’aria l’efficacia delle nostre strategie anticalvizie e compromettono tutti i nostri sforzi. Di solito lo stress è un fattore  positivo che ci permette di affrontare le avversità in maniera efficiente e ci consente di reagire agli eventi quotidiani con equilibrio.

Mantiene vitali le nostre capacità d’apprendimento, di memoria, d’attenzione, permettendoci di risolvere i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana. Quando però gli stimoli stressori prendono il sopravvento e l’organismo non è più in grado di reagire in maniera positiva cominciano i problemi. Lo stress diventa una condizione fisica e psicologica di malessere, di stanchezza, che ci tiene spesso in tensione e che non ci permette di vivere in maniera serena e tranquilla. Hans Seyle uno dei pionieri dello studio sullo stress, definì la risposta dell’organismo ad una condizione avversa “sindrome da stress biologico”…continua

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli“ troverete il capitolo completo sullo stress, meditazione, attività fisica, sostanze adattogene e massaggio del cuoio capelluto da pagina 200 a 217

Scarica l’indice di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Download

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Quarto pilastro:♀♂ , Controllo dell’equilibrio ormonale  con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Quarto pilastro:♀♂ , Controllo dell’equilibrio ormonale con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Il primo “farmaco” che introduciamo nel nostro corpo costantemente tutti i giorni è il cibo. La quantità e la qualità dell’alimentazione influiscono più di ogni altra cosa sulla nostra salute generale e anche sull’integrità dei nostri capelli. Uno dei modi in cui il cibo agisce sulla nostra salute è il controllo che ha sui livelli ormonali del nostro organismo.

  • Alcuni studi hanno dimostrato come l’assunzione di grassi moduli la produzione di testosterone da parte dei testicoli. Una alimentazione con troppi grassi saturi e povera di acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) aumenta i tassi ematici di testosterone e diminuisce i livelli di SHBG, la proteina che trasporta il testosterone nel sangue.
  • Al contrario la presenza di acidi grassi polinsaturi nella dieta può influire sui livelli di testosterone convertibile in DHT.
  • Altri studi hanno suggerito come i livelli di insulina possano regolare in parte l’SHBG, anche se il ruolo della SHBG è messa in discussione per quanto riguarda l’effettivo aumento di testosterone libero convertibile in DHT.
  • Troppa insulina provoca un aumento considerevole di radicali liberi nel nostro corpo e anche a livello del follicolo pilifero sono stati riscontrati alti livelli del radicale super ossido, un radicale libero dannoso per l’organismo e per il ciclo del capello.
  • Troppa insulina riduce i livelli di AMP ciclico, molecola fondamentale perché manda il messaggio all’interno delle cellule della matrice del follicolo per attivare il metabolismo energetico del capello.
  • Una dieta ricca di grassi di origine animale e di cibi con alto indice glicemico aumenta l’insulina e provoca un aumento di testosterone libero maggiormente convertibile in DHT. Nel sesso femminile questo aumento comporta una fattore di rischio per il cancro alla mammella.

Si è visto ormai con prove scientifiche indiscutibili come l’assunzione eccessiva e costante di grassi animali e di zuccheri scateni nel nostro organismo due dannose conseguenzeL’eccesso di calorie, tipico delle abitudini alimentari dei paesi occidentali provoca come abbiamo visto un eccesso d’insulina nel sangue, innescando danni ad altri meccanismi di regolazione ormonale e alla salute in generale. Una alimentazione ricca di grassi saturi tipici della carne rossa e degli insaccati aumenta in maniera preoccupante il rischio cardiovascolare ed è una dei responsabili della formazione della placca ateromasica. 

Perché questo? Innanzitutto la prima considerazione da fare è che nelle abitudini alimentari dei paesi così detti sviluppati si ha un eccesso di calorie, si mangia più cibo del necessario e il risultato evidente  è che sono aumentati notevolmente negli USA e anche in Europa gli obesi e le persone in sovrappeso…continua

NOTA IMPORTANTE DELL’AUTORE

Oltre l’ereditarietà, abbiamo visto che nella calvizie comune sono coinvolti altri fattori difficili da quantificare, come lo stress, l’alimentazione e lo stile di vita. Lo Stress e una alimentazione scorretta alterano la produzione normale e ciclica del cortisolo, dell’adrenalina, del testosterone, dell’insulina ecc. sfasando il ritmo biologico giornaliero del nostro organismo e accelerando l’invecchiamento del nostro corpo, compresi la pelle e i capelli. Non è ancora possibile sapere esattamente in che percentuale queste variabili possono influire sulla perdita dei capelli anche perché ognuno di noi ha un profilo metabolico e genetico personale. Una cosa è certa però, l’attività fisica regolare e le tecniche di rilassamento contribuiscono a mantenere efficiente il ritmo biologico del nostro organismo modulando la produzione ritmica degli ormoni e contrastando la formazione dei radicali liberi e l’invecchiamento.

Se volete approfondire alimentazione e stress e capire quali sono i meccanismi biologici coinvolti che già argomentai nel 2005, vi rimando alla nuova edizione di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nei capitoli:

3.2 La modulazione dei livelli ormonali dell’organismo con la dieta e la salute dei capelli (pag.105-120)

4.1 Perchè lo stress fa perdere i capelli (pag. 200-206)

Scarica l’indice del libro Download

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Terzo pilastro: Individuare e risolvere il Telogen effluvium ♀♂

Terzo pilastro: Individuare e risolvere il Telogen effluvium ♀♂

La calvizie comune e il telogen effluvium: due scomodi alleati

Abbiamo visto come il DHT sia “l’esecutore materiale” del messaggio genetico per la calvizie. Molti geni sono coinvolti nel determinare l’insorgere della alopecia androgenetica. Ogni individuo eredita dai genitori e dai nonni più o meno  geni predisponenti che influenzeranno l’età di esordio e la gravità della calvizie comune.

Alla nascita sarà già scritto che nella sgradita “lotteria” chi avrà più numeri estratti (geni per la calvizie) sarà in questo caso meno fortunato (maggior gravità e precoce esordio). Il sesso maschile naturalmente è in questo caso svantaggiato in quanto il messaggio genetico è legato alla presenza di androgeni e quindi il numero di geni necessari per la calvizie è minore rispetto alla donna. E’ stato dimostrato che il  tasso di testosterone nel sangue di uomini con o senza calvizie sono pressoché identici e comunque non sono necessari livelli extrafisiologici di ormoni maschili per determinare la calvizie comune.:

Purtroppo è ormai risaputo che l’uomo calvo non è più virile dell’uomo con i capelli e quindi in questo caso non vale neanche il proverbio “sfortunati al gioco, fortunati in amore”!!

Oltre che contrastare la dermatite seborroica, forfora e infiammazione è fondamentale individuare e risolvere un eventuale telogen effluvium perdita temporanea di capelli che contribuisce a peggiorare la calvizie. 

Spesso alla calvizie comune si associa il telogen effluvium. Ma che cos’è il telogen effluvium? Il telogen effluvium consiste in una caduta diffusa e copiosa di capelli nella fase di riposo (telogen). Un’anemia, l’azione di alcuni farmaci, lo stress, uno stato febbrile e alcune malattie interferiscono con l’attività mitotica delle cellule germinative della matrice. A causa di questi fattori dannosi, numerosi follicoli su tutto l’area del cuoio capelluto si “rifugiano” prematuramente nella fase di riposo (telogen) per poi cadere insieme dopo tre mesi. Il follicolo entra forzatamente nella fase di riposo superando l’insulto senza ulteriori danni…

Troverai il capitolo completo sul telogen effluvium da pagina 6 a pagina 14 di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”tecniche nuove edizioni:

in questo capitolo troverai anche lo screening per individuare la predisposizione genetica alla calvizie comune

Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.

Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo

Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia

Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

Scarica l’indice del libro Download

Acquista direttamente con il 15% di sconto Edit

Hair loss, no more

Hair loss, no more

This book is the final result of accurate research on the most recent scientific studies about pattern baldness. It explains how to stop hair loss in mild and more serious cases through the use of simple and clear language. It also includes various tables and illustrations. This book offers a unique overview on the most effective anti-hair loss strategies from present available drugs to natural vitamin supplements and surgical treatments.

Treating pattern baldness and stopping hair loss in more and mild serious cases.
Treating dandruff, seborrhoea, Seborrhoeic Dermatitis and inflammation.
Adopting a correct lifestyle and an adequate diet in order to keep your organism and your hair healthy.
Coping with stress, a possible cause of hair loss.
Understanding hair auto grafts.


Fabrizio Fantini was born in Italy. He is a biologist and a member of the SITRI (Società Italiana di Tricologia), the Italian Association of Trichology.

What causes hair loss

What causes hair loss

1.1 DHT, Primary Hair Loss Cause

In the public eye, testosterone has been seen as the main cause of balding for years. Testosterone is considered the principal male hormone and it is a symbol of male strength and virility. Male Pattern Baldness (also known as Hereditary Hair Loss) becomes evident during male sexual development when testosterone levels rise in order to allow for the transition that takes place during puberty. As a matter of fact testosterone plays a crucial role in sexual development and is responsible for increased muscle mass, sex drive and many secondary male sexual characteristics. (Table 1.1).

Table 1.1- The main functions of testosterone and dihydrotestosterone

TestosteroneDiidrotestosterone (DHT)
Development of the penis and testesGrowth of facial hair: beard, nose and ear hair
Development of the penis and testesDevelopment of fetus prostate and external genitalia
Increased muscle mass and deepening of the voiceAcne
Growth of axillary and pubic hairPattern baldness (if a genetic predisposition is present)
Sex drive and sexual activityProstate gland enlargement, Benign Prostatic Hyperplasia (BPH), in men over the age of 50 subject to this hereditary condition

In 1942 James Hamilton, a pathologist at Yale University, proved that sexual immaturity and the absence of Pattern baldness were related. Young men with inadequate testes development showed no signs of baldness, but when given testosterone the majority of them developed hair loss. Normal androgen levels and the onset of hair loss turned out to be directly related.

According to recent studies men who suffer from pattern baldness as well as men who are not affected by this condition show almost the same level of testosterone in their blood.

Still, an increased androgen level is not needed to cause pattern baldness (Campo: 2003). If we were to imagine that Testosterone was on trial, such a discovery would work as evidence that he is “innocent”. If this is the case, then must be caused by other factors.

Something is still missing. What, then, causes millions of people to be affected by baldness, especially in European countries? In fact, original European ethnic groups (Caucasian) are four times more likely to develop pattern baldness than males of African and Asian origin. Moreover, recent studies have shown that in males, baldness and overproduction of male hormones are not related while hair sensitivity to androgens and hair loss are.

At this point DHT comes into play. The acronym DHT stands for the term dihydrotestosterone, which is also an androgen. Until a few years ago, this androgen was not as well known as testosterone, but a great deal of interest has arisen about it recently. During sexual maturity, DHT along with testosterone, contributes to the development of different androgen dependent organs, such as the prostate gland. DHT determines the growth of facial, pubic, ear and nose hair.

Testosterone is converted into DHT by the enzyme 5-alpha reductase, which functions in different organs and exists as two isozymes: type I and type II. 5-alpha reductase type I “promotes” this reaction in sebaceous glands, while type II catalyzes it in hair follicles and in the prostate gland, converting Doctor Jekill (testosterone) into Mr Hyde (DHT)! Getting back to our strange, imaginary trial, Testosterone would be finally released due to lack of evidence. The defense could argue that despite the fact that his client, Testosterone, is essential to the existence of DHT, this does not imply that he is an accomplice to the crime and if he is, he is unaware of it. DHT is the principal offender! It is curious, however, that DHT, which is fundamental during male puberty, later only performs two “unpleasant” activities, provoking prostate enlargement and hair loss.

In 1979, Dr. Julianne Imperato was investigating a group of Dominican families with a deficiency of the enzyme 5-alpha reductase, when she demonstrated that DHT and the onset of hair loss were directly related. One of the main points of her research was the absence of beard and pattern baldness in men…continue

Hair loss no more! Buy here e-book

Hair Loss no more!

Foreword

Chapter 1
What causes hair loss? 1
1.1 DHT, Primary hair loss cause 2
1.2 Pattern baldness and Telogen Effluvium: two awkward allies 7
1.3 Dundruff, Seborrhoeic Dermatitis and inflammation 16

Chapter 2
Stop hair loss: let’s begin now 25
2.1 The six pillars of treating baldness 26
2.2 Finasteride, the pill which treats hair loss 31
2.3 Minoxidil, a lotion for your hair 36
2.4 Receptor antagonists, estrogens and progesterone 38
2.5 Women and thinning hair 41
2.6 Forty ways to treat hair loss 51

Chapter 3
Diet and natural remedies 57
3.1 Diet and hair 58
3.2 Regulating your hormonal levels through a correct diet: hair’s health 85
3.3 Natural remedies for your hair’s health 100
3.4 Hygiene and practical advice for your hair’s health 116

Chapter 4
Hair and stress 129
4.1 Why stress provokes hair loss 130
4.2 Meditation and fitness: the best allies for your health 136

Chapter 5
Surgical treatments for hair loss: “Never bald again” 143
5.1 Hair autograft 144
5.2 Hair clonation: interesting perspectives for the future

Glossary
Bibliography
Index

Copyright Fabrizio Fantini Washington office 2016

Secondo pilastro: Combattere dermatite seborroica e forfora se presenti

Secondo pilastro: Combattere dermatite seborroica e forfora se presenti

Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:

2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi

In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.

L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli

Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni  locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Forfora e capelli grassi

La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.

La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.

Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)

•  Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.

•  Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.

•  Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Consigli per contrastare forfora e seborrea: continua…troverete l’intero capitolo su Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” (pag.18.-28) Tecniche nuove edizioni

I sei Pilastri per combattere la calvizie

I sei Pilastri per combattere la calvizie

E’ giunto il momento di attuare in pieno tutte le strategie anticalvizie a nostra disposizione ed è per questo che ho deciso di condividere con voi un programma dettagliato cercando di riassumere i principali pilastri per combattere la calvizie sia nel sesso maschile, sia nel sesso femminile.

Cominciamo subito:

Il diradamento dei capelli che contraddistingue la calvizie comune il più delle volte è un processo lento e graduale che può essere rallentato e a volte fermato da un insieme di strategie anticalvizie e da uno stile di vita che vi elencherò

Perchè perdo i capelli?

La lotta contro la calvizie, così si potrebbe definire, è un percorso a tappe e solamente la nostra perseveranza potrà permettere di raggiungere grandi risultati. Bloccare l’ormone DHT uno dei maggiori responsabili della calvizie è fondamentale ma in alcuni casi non è sufficiente per avere il massimo del risultato possibile.

Nel sesso femminile non si perdono i capelli a causa del DHT, ma per altri fattori come la carenza di ferro, disordini anche sub-clinici alla tiroide, telogen effluvium, carenza di estrone a livello follicolare, sospensione della terapia contraccettiva, insomma anche se a volte il diradamento è simile sarà solo uno specialista a individuare la causa principale del nostro problema.

Ho scritto ” Capelli sani per sempre Donna” proprio per affrontare il problema della calvizie nel sesso femminile in tutti i suoi aspetti.

Intanto cerchiamo di individuare quei fattori che possono essere in parte modificati dal nostro stile di vita:

Esistono numerosi fattori che contribuiscono a peggiorare la calvizie e che disattivano in parte le nostre strategie anticalvizie. La dermatite seborroica, il telogen effluvium, lo stress e una alimentazione inadeguata contribuiscono infatti a cambiare il decorso della alopecia androgenetica  accelerando il processo di diradamento.

Ricordiamo bene una cosa,  se grazie ai farmaci riusciremo a bloccare la caduta dei capelli, non vuol dire comunque che il nostro aspetto sarà esteticamente soddisfacente.

Solamente curando lo stress con l’attività fisica e il rilassamento, seguendo una alimentazione ricca dei nutrienti principali ed evitando alcool, fumo e eccessi di caffeina, riusciremo a mantenere in salute la nostra pelle e quindi il nostro aspetto sarà in ogni caso sano e piacevole con o senza i capelli in testa.

Troverete in libreria “Capelli sani” un rapido e dettagliato vademecum di 170 pagine per affrontare direttamente il problema della Calvizie

Mentre se volete approfondire e chiedervi quali sono i meccanismi biologici correlati con i problemi ai capelli e perchè una terapia potrà fare al caso vostro oppure no “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” in tutte le librerie da 15 anni con la nuova versione aggiornata potrà soddisfare le vostre esigenze di conoscenza fornendo anche un’ampia bibliografia alla fine del testo (volume di 300 pagine a colori)

I sei pilastri per combattere la calvizie

Fermare la caduta dei capelli e riattivare la fase di crescita: clicca qui Sesso maschile, clicca qui per il Sesso femminile

Contrastare dermatite seborroica , infiammazione e fibrosi

Individuare e risolvere eventuale alopecia temporanea (telogen effluvium)

Controllo dell’equilibrio ormonale  con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Riduzione dello stress mediante attività fisica e meditazione

*Autotrapianto e risoluzione chirurgica

Proprietà letteraria riservata© Fabrizio Fantini

Tratto “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche Nuove edizioni, tutti i diritti riservati

Scarica l’indice del libro Download

Acquista direttamente con il 15% di sconto Edit

Lattoferrina e carenza di ferro

Lattoferrina e carenza di ferro

Sappiamo bene che la carenza di ferro è una delle cause più frequenti di perdita di capelli soprattutto nel sesso femminile. La carenza di ferro provoca telogen effluvium e se la dieta risulta carente anche degli aminoacidi essenziali presenti nelle proteine, delle vitamine principali come la vitamina C e degli Omega 3, oltre che la perdita copiosa potrebbe attivarsi un processo di riduzione del diametro del fusto del capello e della fase anagen di crescita.

Non bisogna assolutamente preoccuparsi, ma affrontare la problematica agendo subito. Il medico, se lo riterrà opportuno, potrà prescrivervi un dettagliato elenco di esami da effettuare, tra i quali la sideremia (ferro nel sangue) e la Ferritina (depositi). quindi è importante verificare i parametri ematici per verificare il profilo ormonale, così come individuare le eventuali carenze di vitamine e oligoelementi (soprattutto la Ferritina e la vitamina D)

Cause frequenti di carenza di ferro
Diete dimagranti inadeguate
Infezioni
Post emorragie
Abuso di caffeina
Mestruazioni irregolari e abbondanti  

Lattoferrina

Esistono tanti prodotti in grado di fornire supplementazioni di ferro per chi ne è carente, il problema più frequente sono l’acidità di stomaco e i disturbi gastrici. Oggi vi segnalo la Lattoferrina, non solo per le sue indubbie proprietà, ma anche per la sua buona tollerabilità

La lattoferrina è una glicoproteina deputata al trasporto del ferro.  Si trova ad ampi dosaggi nel latte materno e ad alte concentrazioni nel colostro, la secrezione di latte materno nelle prime 24-48 ore dal parto. La lattoferrina può essere considerata un valido supporto non solo per contrastare la carenza di ferro e riequilibrare l’omeostasi del ferro, ma è stato dimostrato che presenta un’azione antiossidante, antibatterica e antimicotica, chelando lo ione ferrico e impedendo lo sviluppo di microrganismi dannosi per la salute come la candida albicans e lo Staphilococcus aureus

Argomenti in evidenza
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©

Il Microbioma del follicolo pilifero nei pazienti con Alopecia androgenetica, PloS One 2019

Il Microbioma del follicolo pilifero nei pazienti con Alopecia androgenetica, PloS One 2019

La pelle e i capelli umani ospitano una vasta gamma di microrganismi e l’equilibrio tra le forme commensali e quelle potenzialmente dannose  è cruciale per la salute di pelle e capelli.

Il microbioma sulla superficie della pelle umana è stato ampiamente studiato, mentre esistono meno studi riguardo  quello del derma e del follicolo pilifero. E’ stato scoperto che i follicoli piliferi ospitano il 25% della popolazione microbica cutanea.

Gli studi di sequenziamento del DNA hanno rivelato l’esistenza di microrganismi all’interno del derma, mentre i follicoli piliferi e le ghiandole eccrine ospitano comunità microbiche distinte. Pertanto, esiste un grande potenziale nello studio del microbioma del follicolo pilifero.

Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista scientifica Plos One ha dimostrato una maggior concentrazione di alcuni ceppi batterici (microbiota)  nei soggetti con Alopecia androgenetica rispetto al gruppo di controllo che non perdeva i capelli.

L’obiettivo principale era quello di capire almeno in parte il ruolo della microflora batterica nella alopecia androgenetica. Infatti, oltre che la Malassezia e le sue sottospecie, il cuoio capelluto umano presenta numerose specie batteriche differenti in concentrazione nelle varie zone del follicolo pilifero (papilla dermica, zona mediana con bulge e inserzione muscolo erettore del pelo e zona superiore dell’infundibolo). I pazienti arruolati con alopecia androgenetica erano 20, il gruppo di controllo 10.

L’Istituto di Microbiologia medica e di dermatologia sperimentale dell’Università di Singapore ha anche analizzato il microbioma e le differenze geniche tra i vari ceppi. Nella zona intermedia dell’istmo era predominante il  Burkholderia spp, mentre nelle altre zone non c’erano differenze significative. Solo nella zona del vertice dei capelli miniaturizzati con alopecia androgenetica è stata riscontrata una maggior concentrazione di Propionibacterium acnes rispetto alle aree del vertice dei  soggetti sani senza perdita di capelli.

Ipotesi sul ruolo del Propionabacterium acnes

È stato a lungo ipotizzato che P. acnes sia coinvolto nella patogenesi dell’AGA: in questo studio segnaliamo per la prima volta un notevole aumento di P.acnes nei capelli miniaturizzati.

P. acnes è un comune patogeno opportunistico della superficie della pelle, ed è presente nel follicolo pilifero e nella ghiandola sebacea

Maggiori concentrazioni di  P. acnes sono state individuate nel cuoio capelluto normale senza lesioni di pazienti con dermatite seborroica.

L’iperplasia delle ghiandole sebacee nell’AGA può aumentare  la proliferazione di P. acnes in quanto il batterio si nutre di lipidi e acidi grassi. Come nell’acnes vulgaris, un’alterata composizione di sebo con un aumento dello squalene perossidato provoca la proliferazione di P. acnes e tali cambiamenti possono verificarsi anche nel caso di alopecia androgenetica

Il P. acnes induce  risposte infiammatorie ed è noto come uno dei fattori causali per l’acnes vulgaris. È dimostrato che la sua  virulenza nel follicolo pilifero causa la caduta dei capelli. Inoltre,come è stato sottolineato precedentemente,  è interessante notare l’aumento dell’abbondanza di P. acnes nei campioni occipitali, suggerendo la possibilità che un aumento del sebo nel cuoio capelluto possa causare cambiamenti nel microbioma.

Inoltre, l’analisi filogenetica ha rivelato che P. acnes comprende quattro ceppi distinti, ciascuno con delle differenze nell’indurre risposte infiammatorie e con diversi gradi di  virulenza. Saranno necessari ulteriori studi per capire il ruolo effettivo del P.acnes nella Alopecia androgenetica

Il microbiota cutaneo è l’insieme dei microrganismi simbiontici che occupa la pelle. Il microbioma è l’insieme dei geni del microbiota

Questo è un estratto dello studio pubblicato su PLoS One. 2019; 14(5): e0216330, dal titolo “Microbiome in the hair follicle of androgenetic alopecia patients

Argomenti in evidenza
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Tricopigmentazione e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©