Tutte le novità sulla Vitiligine,  sul Melasma e sui disturbi della Pigmentazione.

Tutte le novità sulla Vitiligine, sul Melasma e sui disturbi della Pigmentazione.

È uscito da poco il volume Springer Nature TODAY’S CATCH – OUR NEW BOOK ON VITILIGO, MELASMA AND PIGMENTARY DISORDERS PUBLISHED BY SPRINGER NATURE Co.

Autori: Torello lotti, Michael Tirant, Davinder Parsad

Mentre in passato la Vitiligine e il Melasma venivano considerati ” disturbi estetici ” incurabili, oggi stanno diventando sempre più chiari gli aspetti sistemici dei disturbi della pigmentazione e i successi ottenuti con le nuove terapie a disposizione.

In questo volume di Springer Nature abbiamo voluto individuare le più significative esperienze cliniche dei maggiori esperti dei cinque continenti. Speriamo che questo contributo serva ad aiutare, attraverso una valutazione critica della casistica che si incontra ogni giorno, a risolvere al meglio delle nostre possibilità i molti problemi legati ai disturbi della pigmentazione della pelle. Prof. Torello Lotti

L'immagine può contenere: il seguente testo "Springer Clinical Casesin Dermatology Series Editor: Robert Norman Torello Lotti Michael Tirant Davinder Parsad Editors Clinical Cases in Pigmentary Disorders Springer 1st ed. 2020, VIII, 213 p. 97 illus., 94 illus. in color. Printed book"
Prof. Torello Lotti

Fermare la caduta dei capelli  nel sesso maschile e femminile-Minoxidil ♀

Fermare la caduta dei capelli nel sesso maschile e femminile-Minoxidil ♀

Minoxidil

Il minoxidil lozione topica è uno dei pochi preparati farmaceutici in grado di far ricrescere i capelli in una buona percentuale di pazienti, ma attenzione la lozione è un farmaco, avrebbe bisogno di un parere del medico e la sua azione comporta anche degli eventuali effetti collaterali che ho elencato in fondo alla pagina.

  • Il minoxidil è un farmaco vasodilatatore e antipertensivo e quindi va utilizzato sotto attento controllo medico, è usato da anni anche per l’alopecia androgenetica
  • Il farmaco ferma e talvolta inverte il processo di miniaturizzazione del capello, agisce sulla infiammazione
  • La sua azione sulla ricrescita non dipende solo dall’effetto vasodilatatore  e non ha alcuna azione antiandrogena
  • La sua azione è limitata al solo periodo di trattamento; dopo sei mesi dalla sospensione la situazione ritorna più o meno quella iniziale
  • Va utilizzato al 2% in soluzione alcolica al 70% per almeno 9-12 mesi; si comincia a vedere un miglioramento dopo 4 mesi
  • E’ soprattutto efficace nella zona del vertice, poco a livello della attaccatura frontale
  • Alcuni studi confermano la maggior efficacia del minoxidil al 2% in associazione con l’acido retinoico
  • Il minoxidil al 5% è più efficace di quello al 2%, ma il rischio di effetti collaterali come l’ipertricosi è maggiore
  • Gli effetti collaterali più frequenti sono la dermatite allergica da contatto. Quando questa si verifica bisogna sospendere il trattamento
  • L’ipertricosi del volto, a volte presente nel sesso femminile, regredisce con la sospensione della terapia, essa è causata da un utilizzo improprio della lozione.
  • Il minoxidil è controindicato in gravidanza, in chi ha problemi cardiovascolari: coronaropatie, aritmie, scompenso cardiaco e valvulopatie

  • Esistono delle nuove formulazioni galeniche meno untuose e con maggior compliance preparate da alcune farmacie in Italia

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini-Tecniche Nuove Edizioni©

Minoxidil scheda tecnica

Come fermare la caduta e riattivare la fase di crescita

Come fermare la caduta e riattivare la fase di crescita

Fermare la caduta dei capelli, sia nel sesso femminile che nel sesso maschile, non è una cosa semplice, ma se seguirete le mie indicazioni di massima e le strategie anticalvizie che vi descriverò sinteticamente, i risultati e le soddisfazioni non tarderanno a venire. L’obiettivo principale è quello di risolvere il problema prendendo in considerazioni tutte le alternative possibili.

  1. Se la calvizie non è già arrivata agli ultimi stadi bisogna affidarsi a un medico esperto della patologia dei capelli che vi potrà consigliare l’assunzione di finasteride a 1 mg (clicca qui per approfondire) al giorno per contrastare la calvizie comune (nel sesso maschile). Con questo farmaco si ha un arresto della caduta in più del 90% dei casi di calvizie lieve e media. Il dermatologo dovrà consigliarvi anche il tipo di shampoo ed eventualmente anche il balsamo.
  2. In Italia sono pochi gli specialisti che si occupano prevalentemente di patologie dei capelli, ma per fortuna grazie alla Società italiana di Tricologia(clicca qui) e al Prof. Marliani Andrea in questi ultimi decenni si è creato un gruppo di dermatologi e medici chirurghi in grado di affrontare i problemi dei capelli in tutti suoi aspetti con disponibilità e professionalità. per scegliere il tricologo del Sitri presente nella tua regione puoi cliccare qui.
Foto by Skeeze

La Finasteride topica è un po meno efficace rispetto alla formulazione in compresse, ma in alcuni casi in associazione con la serenoa repens è risultata una alternativa vincente, con il vantaggio di avere meno effetti collaterali (con ricetta medica). Non sono tante le farmacie che si occupano di preparare questo tipo di galeniche, puoi chiedere informazioni e ordinare con ricetta alla Farmacia Sant’Antonio di TorinoFarmacia di via Appia a ImolaFarmacia Cruciani a Porto RecanatiFarmacia Legnani a Milano

Per la calvizie femminile clicca qui

  • Esistono delle sostanze naturali in grado di contrastare l’azione dannosa del DHT con un meccanismo simile a quello della finasteride. L’utilizzo delle sostanze naturali a volte non può sostituire completamente la terapia medica ma può costituire una valida integrazione per la salute dei nostri capelli. La Serenoa Repens, la Mela annurca, il the verde, la Soia, gli omega 3 (acido linolenico), il Ginseng rosso, lo zinco e la vitamina B6 , l’olio essenziale di Rosmarino sono tra le sostanze naturali più conosciute e sicure.
  • Per quanto riguarda la Serenoa repens controlla sulla scatola che l’estratto di acidi grassi sia superiore all’85%
  • Anche la Melannurca è un nutraceutico molto interessante per gli studi effettuati all’università Federico II sulla riduzione del colesterolo e sulla fase di crescita del capelli
  • Per gli olii Essenziali e la fitoterapia clicca sul sito del dottor Andrea Cardini, esperto di Fitoterapia e patologie dei capelli
  • Per riattivare la fase di crescita il dermatologo potrà decidere di consigliarvi l’utilizzo del minoxidil. La finasteride ha dimostrato di prolungare la fase di crescita dei capelli (anagen).
  • Ricordatevi che la calvizie procede in maniera diversa in ogni individuo e i risultati dei trattamenti dipendono anche dalla presenza di dermatite seborroica, infiammazione, telogen effluvium (stress). Anche lo stile di vita, l’alimentazione inadeguata e il fumo possono vanificare le strategie anticalvizie.

Tratto da “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” Tecniche Nuove Edizioni Scarica l’indice del libro Download

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Vitamine, oligoelementi, ormoni: esami da effettuare per individuare carenze o disfunzioni ormonali

Vitamine, oligoelementi, ormoni: esami da effettuare per individuare carenze o disfunzioni ormonali

Per la valutazione delle eventuali carenze di vitamine e oligoelementi è molto importante valutare i parametri ematici (soprattutto il ferro e la Ferritina), in quanto i range di normalità in Tricologia sono un po più restrittivi

Valori normali in Medicina                         Valori normali in Tricologia 
Albumina      3,5-5 gr/dl                                                                      ›4,5 gr/dl  
Calcemia       8,5-10 mg                                                                       9-10 mg   
Ferritina        12-200 ng/ml                                                                ›40 ng/ml                                                                            
Sideremia        40-16 mcg/dl                                                            ›60 mcg/dl   
Acido folico    1,8-12 ng/ml                                                                 ›3 ng/ml  
Magnesio        1,3-2,1 mEq/L                                                           ›1,8 mEq/L   
Proteine totali   6-8 g/dl                                                                    ›6,5 g/dl  
Rame      70-160 mcg/dl                                                             80-120 mcg/dl  
Vit. A   30-65 mcg/dl                                                                      40-65 mcg/dl  
Vit. B 6    3,6-18 ng/ml                                                                              ›5 ng/ml  
Vit. B 12 220-940 pg/ml                                                                   › 300 pg/ml  
Vit. C   0,6-2,0 mg/dl                                                                             ›8 mg/dl  
Vit. D 1,5-3,5 ng/ml                                                                          2-3 ng/ml  
Zinco  70-150 mcg/dl                                                                         ›80 mcg/dl  

Fonte:  “lezioni di Tricologia” 2003, A. Marliani

Nel sesso maschile, il tasso di androgeni circolanti nel sangue è più o meno uguale nel calvo e nel non calvo. 

Nel sesso femminile è invece importante andare ad indagare se la calvizie non sia dovuta ad un eccesso di androgeni dovuto ad alcune affezioni riguardanti le ghiandole endocrine.

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Soprattutto le ovaie, le surrenali e la tiroide influenzano in maniera determinante la produzione degli ormoni sessuali nel sesso femminile. Alcuni parametri potranno essere utili affinché l’endocrinologo e il dermatologo possano individuare un’eventuale disfunzione endocrina.

Individuare iperandrogenismo e alterazioni ormonali nel sesso femminile
Esami clinicivalori ematici nella norma
Δ4 androstenedione1,33-5,27 nanomoli/L
DHEA-s (deidroepiandrosterone)2,1-8,8 micromoli/L
FsH (ormone follicolo-stimolante)5-25* 30-60** 5-15 U/L***
Prolattina1,5-12* 5-20** 15-30 U/L***
TsH9-20 ng/ml
T45-12 mg/dl
T3115-190 ng/dl
* fase follicolare / **picco ovarico / ***fase luteinica
Modificato da “Manuale di Tricologia 2011
Autore foto StockSnap

Δ4 androstenedione

Il Δ4 androstenedione è è un ormone steroideo prodotto dalla corteccia surrenale. Nel sesso femminile il suo eccesso può provocare seborrea e e acne, aumento dei peli e virilismo. L’ovaio produce più androstenedione nella fase ovulatoria e premestruale, ma può aumentare anche nel periodo premenopausale. L’androstenedione è un pro ormone del testosterone e degli estrogeni. L’androstenedione viene catalizzato dall’enzima 17beta-ossido riduttasi formando testosterone, da questo substrato avviene poi la sintesi degli estrogeni. Valori normali nel sangue variano tra i 1,33-5,27 nanomoli/L

Valori elevati di LH (ormone luteinizzante) insieme a livelli di androstenedione tra 10 e 20 nanomoli/litro, potrebbero essere un segnale per la diagnosi di ovaio policistico.

DHEA-s (deidroepiandrosterone)

Il Deidroepiandrosterone è un ormone secreto prevalentemente dalle ghiandole surrenali e viene veicolato nel sangue dalla albumina.

I valori normali nel sesso femminile variano tra 2,1 a 8,8 micromoli/L. Se i valori sono maggiori e variano tra i 15 e 30 micromoli/litro l’endocrinologo può orientarsi verso un iperandrogenismo normosurrenalico, mentre se questi valori sono associati a alti valori di cortisolo, si può sospettare una sindrome di Cushing

FSH (ormone follicolo stimolante)

I valori di ormone follicolo stimolante nel sesso femminile variano tra 5-25* nella fase follicolare, 30-60**durante il picco ovarico, 5-15 U/L***nella fase luteinica. Valori bassi o normali di FSH insieme ad alti valori di androstenedione e di gonadotropina luteinizzante (LH) suggeriscono un probabile ovaio policistico ed è consigliabile effettuare una ecografia pelvica

Prolattina (PRL)

Numerosi fattori sono in grado di aumentare i valori di prolattina nel sangue: estrogeni, farmaci psicolettici, allattamento, stress, adenoma ipofisario. I valori normali nella donna variano tra i 9-20 ng/ml. Sarà come sempre l’endocrinologo a valutare valori superiori a questi range per ulteriori esami diagnostici.

Il prof. Marliani Andrea, dermatologo ed endocrinologo, fondatore della Società Italiana di Tricologia è uno dei primi autori che si è occupato in maniera approfondita di questo settore sia a livello divulgativo che medico-scientifico. Nel testo medico “Tricologia“, a cura della SItri potete trovare un capitolo dedicato solo a questi argomenti: dallo screenning generale in tricologia ai dosaggi degli ormoni nelle urine e nel sangue.

Tricologia” SItri, seconda edizione A.Marliani e al. 2018

    “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” Seconda edizione Tecniche Nuove Edizioni 2018

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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Tutto sulla carnitina: seconda parte

Tutto sulla carnitina: seconda parte

Il ruolo della carnitina è stato ormai evidenziato in più di cent’anni di studi di biologia molecolare, di genetica e clinica. Ogni anno vengono pubblicati circa 400-500 studi sulla carnitina e sono presenti in letteratura più di 15000 articoli sul duplice ruolo di questa molecola dalla struttura molecolare così semplice. Nutriente e farmaco allo stesso tempo, i suoi deficit primari sono incompatibili con la vita mentre quelli secondari possono compromettere seriamente la fisiologia e il metabolismo del nostro organismo. Tutto ciò ha potuto mettere in luce le qualità della carnitina come strumento terapeutico a volte indispensabile in numerose patologie metaboliche.

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Mi fa piacere ricordare un grande protagonista di questi ultimi 50 anni di ricerca in Italia, il dottor Claudio Cavazza. Purtroppo scomparso poco più di un anno fa, è stato uno dei grandi artefici nello sviluppo della ricerca sul sistema delle carnitine.

Silvio Cavazza presidente dell’industria farmaceutica Sigma-tau fin dagli anni 60 credette fortemente alla ricerca e alle sue applicazioni terapeutiche, le sue parole non hanno bisogno di commenti e ci confermano il suo impegno nel campo delle malattie rare e metaboliche:

“Mi commosse un volume dell’Associazione dei malati di deficienza di Carnitina statunitense: tutti i bambini che sembravano condannati a morte e che, dieci anni dopo, mi hanno dedicato un libro con le loro fotografie. Un ragazzo canadese era diventato anche campione olimpionico. Sono riconoscimenti che non si dimenticano, che ci appagano e ci riempiono il cuore più di un punto aggiuntivo di profitto.” Claudio Cavazza

Numerosi studi sulle carenze primarie di carnitina e sulla sindrome dell’X fragile hanno aperto nuovi orizzonti nell’ambito della cura delle malattie rare. La sindrome dell’X fragile è dovuta a una mutazione sul cromosoma X del gene FMR1. L’amplificazione di un tratto del gene composto dalla tripletta CGG viene ulteriormente modificata con una metilazione epigenetica. La disabilità cognitiva dovuta alla mancanza della trascrizione della FMRP, proteina coinvolta nella rete sinaptica neuronale, provoca gravi disturbi nel comportamento e nell’apprendimento. L’assunzione di acetil-carnitina donando gruppi acetile ha permesso di correggere in parte questa disfunzione epigenetica, migliorando la capacità di attenzione e diminuendo l’iperattività in bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni.

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Le applicazioni terapeutiche più importanti della carnitina nel campo cardiovascolare riguardano il post infartoe la angina pectoris. In questa tipologia di pazienti la supplementazione di 2 grammi al giorno di l-carnitina ha ridotto la necrosi delle cellule cardiache, diminuendo anche l’incidenza di angina e di insufficienza cardiaca. In effetti, l’ischemia provoca una diminuzione dei livelli endogeni di carnitina libera e un’alterazione metabolica della cellula miocardica che come sappiamo ha come substrato energetico principale gli acidi grassi. Nei pazienti dializzati spesso si ha una carenza secondaria, dovuta alla perdita del 70% della carnitina presente nel sangue. La maggior parte della carnitina viene riassorbita nel sangue da parte dei reni e un loro mal funzionamento ne provoca una ulteriore perdita. Le dialisi ripetute provocano una carenza di carnitina che provoca un depauperamento delle riserve muscolari. La somministrazione di 20mg/kg endovena di l-carnitina ha permesso di far ritornare i parametri biochimici dello stress ossidativo nella norma.

Deficit di carnitina si hanno anche nella sindrome di Fanconi, una malattia metabolica che provoca ritardo della crescita, rachitismo e osteomalacia. Tutto questo è dovuto a un mal funzionamento del trasporto di proteine, acido urico, elettroliti a livello del tubulo renale Una carenza ematica di carnitina si ha anche in pazienti trattati con valproato e pivampicillina.

 La carnitina sotto forma di propionil-carnitina è utile anche nella claudicatio intermittens. La claudicatio intermittens è una vasculopatia dovuta ad arteriosclerosi dei vasi periferici. In questi pazienti la carnitina riduce l’insorgenza di crampi e aumenta la distanza percorsa a piedi senza sforzo e dolore. Nei pazienti trattati con gli antitumorali antraciclina e doxorubicina, la somministrazione di carnitina ha contrastato il danno epatico causato da questi farmaci, mantenendo nel range sia i parametri biochimici importanti come la bilirubina, la fosfatasi alcalina e il rapporto nitrati/nitriti sia contrastando lo stress ossidativo aumentando la superossidodismutasi, la glutadione dismutasi e altri antiradicali liberi importanti.

 L’acetil carnitina ha anche l’indicazione nelle neuropatie periferiche, nelle sciatalgie e nel tunnel carpale in quanto ha una azione neurotrofica, antinfiammatoria e antidolorifica. La acetil-carnitina induce l’espressione dei recettori mGlu2 del sistema nervoso centrale che causano l’analgesia. È per questo motivo che ultimamente gli studi si sono concentrati sulla fibromialgia, sulla distimiae sugli effetti neurogenici, grazie alla sua azione epigenetica. La carnitina mantenendo efficiente la beta ossidazione degli acidi grassi è in grado di ridurre il metabolismo glucidico, aumentando l’energia disponibile per l’incremento della quota di acetili che entrano nel ciclo di Krebs, e impedendo l’accumulo di sostanze tossiche derivate dai prodotti di degradazione. Negli sport di resistenza l’incremento di carnitina con la dieta ha permesso il minor utilizzo di glicogeno muscolare del 55% riducendo del 44% la produzione di acido lattico e aumentando la performance fisica dell’11%, migliorando di fatto la tolleranza allo sforzo fisico.

Apoptosi delle cellule cheratiniche nella fase catagen e carnitina Negli ultimi decenni gli studi sull’apoptosi hanno portato nuove e importanti acquisizioni sia nel campo delle malattie degenerative che nello studio delle neoplasie. L’apoptosi o morte cellulare programmata permette la rigenerazione e il mantenimento delle cellule di un sistema. L’apoptosi si differenzia nettamente dalla Necrosi in quanto quest’ultima è un fenomeno patologico, in cui la cellula si distrugge in tutti i suoi componenti, provocando infiammazione delle cellule circostanti e una risposta infiammatoria di difesa da parte dell’organismo. Un aumento non fisiologico dell’apoptosi provoca degenerazione cellulare e perdita di cellule, come ad esempio nel morbo di Parkinsons mentre un calo dell’attività apoptotica innesca un aumento incontrollato della riproduzione cellulare, processo base dell’innesco delle neoplasie. L’apoptosi è fondamentale anche nella regolazione del sistema immunitario e dei linfociti B e T. La maggior parte dei linfociti immaturi e pronti a sensibilizzarsi presentano pericolose affinità a molecole dell’organismo e vengono eliminati grazie al processo apoptotico.

Le cellule sottoposte a apoptosi subiscono un processo di degradazione progressiva che permette all’organismo di minimizzare la produzione di sostanze nocive e di scatenare processi infiammatori. Specifiche peptidasi, denominate caspasi, vengono attivate all’interno del citoplasma per digerire le proteine del citoscheletro, viene degradata la cromatina e le molecole di DNA sono frammentate e si riuniscono nei corpi cromatinici, la cellula viene poi fagocitata. L’apoptosi è quindi fondamentale per mantenere l’omeostasi cellulare. Il nostro organismo ha bisogno di rinnovare circa 50-70 miliardi di cellule al giorno. In un anno si ha un rinnovo completo delle cellule del nostro corpo, le cellule epiteliali e del sangue vengono costantemente rinnovate a partire dai loro progenitori staminali. Per quanto riguarda il follicolo pilifero, grazie all’analisi ottica con luce polarizzata sappiamo bene come sia importante la fase catagen, in questa fase delicata del ciclo del capello le cellule cheratiniche della matrice vanno in apoptosi, cessano l’attività mitotica ma non completamente quella metabolica. Anzi la fase Catagen prepara la successiva fase Anagen con una specifica attività endocrinometabolica. La stessa istologia del sacco formato dalla guaina epiteliale esterna conferma queste ipotesi. Nella fase catagen la risalita del capello permette di innescare l’attivazione delle cellule staminali del bulge che hanno anche la possibilità di utilizzare il glicogeno depositato nel sacco per iniziare le fasi iniziali dell’Anagen. Un perfetto funzionamento dei processi apoptotici permette alla struttura del follicolo pilifero in Catagen di preparare in maniera efficace la corretta crescita del capello in fase anagen. Grazie agli studi di Foitzki si vedrà in seguito come la carnitina sia in grado modulare l’apoptosi cellulare mantenendo integro il delicato ricambio delle nostre cellule, rendendo efficiente il metabolismo energetico, impedendo l’infiammazione e aumentando la crescita del capello in anagen.

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Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.

Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo

Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia

Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

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Acetil-carnitina e azione epigenetica, una nuova frontiera da esplorare Ormai da una decina di anni i biologi stanno studiando una serie di meccanismi mediante i quali l’ambiente altera l’espressione dei geni senza modificare l’informazione di base. Viene modificato il grado di attività dei geni e queste modifiche vengono definite epigenetiche. Eric J.Nestler, professore di neuroscienze e direttore della Friedman Brain Institute al Mount Sinai Center di New York studia questi meccanismi a livello del sistema nervoso centrale. Il DNA è avvolto come un filo di un gomitolo attorno a un grappolo di proteine, gli istoni, che a loro volta sono organizzati insieme al DNA nella cromatina. L’impacchettamento intorno agli istoni conserva l’ordine e le sequenze dei geni e modula il grado di espressione del messaggio genetico. Il DNA avvolto sul gomitolo formato dalle proteine istoniche si rilascia nel momento in cui il messaggio genetico viene trascritto dall’RNA mentre si condensa maggiormente quando viene ridotta l’attività genica. Si è visto come una cromatina più acetilata rimane in uno stato più aperto e quindi il messaggio genetico può essere trascritto più facilmente, mentre una maggiore metilazione frena l’attività genica. Modifiche esterne come lo stress, l’uso di sostanze stupefacenti, e molti altri agenti esterni possono modificare l’espressione genica che si avvale dei marcatori metilici e acetile per disattivare o indurre la trascrizione genica. “I farmaci che preservano la copertura degli istoni con i gruppi acetile esercitano un potente effetto antidepressivo”. Qui entra in gioco la carnitina che come Acetil-Carnitina è in grado di donare i gruppi acetile nel cellule nervose del cervello e anche nel follicolo pilifero. Sappiamo bene che uno dei compiti principali della carnitina è quella di donatore di gruppi acetile. Anche l’acetilazione istonica è controllata dall’azione di acetiltransferasi.

L’Acetil Carnitina passa da citosol al nucleo, dove si converte in Acetil-CoA dall’enzima carnitina acetiltransferasi nucleare. Questa acetilazione permette un rimodellamento della cromatina a livello dei geni regolatori dello stress. In alcune zone dell’ippocampo lo stress può ridurre la neurogenesi di alcune aree del cervello (ippocampo) che sono in grado di differenziare le cellule staminali adulte in nuovi neuroni granulari ippocampali. Studi preliminari hanno dimostrato per la prima volta come l’Acetil-Carnitina donando gruppi acetile, possa potenziare il differenziamento delle cellule staminali dell’ippocampo in neuroni adulti.

Carnitina e calvizie

 Il problema della calvizie e degli effluvi è considerata da molti medici e ricercatori un aspetto secondario della salute e sottovalutano le potenzialità in questo campo. Le scarse conoscenze in questo settore non giustificano una banalizzazione. In realtà la minuscola struttura pilo-sebacea è un laboratorio endocrino molto complesso in cui i controlli steroideo, metabolico e autocrino-paracrino devono funzionare perfettamente all’unisono. È per questo motivo che le patogenesi delle alopecie sono ancora in gran parte sconosciute, studi approfonditi sulla fisiologia del follicolo pilifero potrebbero portare a importanti acquisizioni nel campo della medicina e della ricerca scientifica. La carnitina, come ho accennato precedentemente, è fondamentale per la produzione di energia, regolando il metabolismo delle cellule viventi non solo trasportando acidi grassi nel mitocondrio ma svolgendo una infinità di compiti nell’ambito dei processi fisiologici degli organismi viventi. Nell’ambito tricologico i primi studi effettuati sul metabolismo del follicolo pilifero confermano che la carnitina è in grado di diminuire l’infiammazione e i radicali liberi, che come sappiamo, accelerano il decorso della alopecia androgenetica.

Modulando l’apoptosi delle cellule cheratiniche del follicolo pilifero, è in grado di mantenere efficiente la così delicata fase catagen del ciclo del capello. Avere a disposizione un nutriente privo di effetti collaterali e sovradosaggi, in grado di essere benefico per l’equilibrio metabolico dell’organismo e del ciclo del capello potrà diventare in futuro un nuovo strumento per prevenire le affezioni del cuoio capelluto.

Gli studi specifici sulla Carnitina e la calvizie sono stati effettuati dal dipartimento di dermatologia dell’Università di Amburgo (Foitzik K. 2007) e dall’ Advanced Restoration Technologies di Phoenix (USA, 2009).

La carnitina non partecipa solo al metabolismo del mitocondrio, ma anche nei processi antiossidanti e nello stress ossidativo. È in grado di ridurre il tasso di crescita della apoptosi nelle colture cellulari, è coinvolta nella regolazione dei fattori neurotrofici e neuroormonali.

In vitro la carnitina ma anche la acetil-carnitina hanno dimostrato di ridurre il TNF Alfa e le caspasi 3 e 7, modulando di fatto la apoptosi delle cellule cheratiniche a livello del follicolo pilifero già dopo solo 2 giorni dal trattamento. Nel sistema nervoso centrale l’azione della carnitina non perde la sua importanza, anche se la cellula nervosa utilizza prevalentemente glucosio come fonte energetica. In questo caso la carnitina agisce come antiossidante, antinfiammatorio, modulatore del metabolismo e della apoptosi.

 La L-Carnitina-tartrato costituisce una novità importante nella cura della alopecia androgenetica. La L-carnitina è un trasportatore di acidi grassi a livello del mitocondrio e indispensabile componente per il metabolismo energetico. Grazie all’utilizzo della microscopia ottica a luce polarizzata i gruppi di ricerca internazionali più avanzati hanno dato sempre più importanza al ciclo intermediodel capelli detto catagen (che non può essere individuato in maniera ottimale con il microscopio ottico). In questo stadio le cellule della matrice entrano nella loro morte programmata (apoptosi) e si preparano dopo il telogen a un nuovo anagen I.

La fase anagen VI che precede il catagen I e il catagen I si possono considerare le più delicate e le fasi chiave per il corretto ciclo del capello. Il catagen I infatti prepara il follicolo pilifero ad un nuovo ciclo; la fase anagen VI richiede una costante produzione di energia per il lungo periodo della crescita del capello. Si è visto come la carnitina in associazione al tartrato e alla serenoa repens promuove la crescita del capello in vivo e in vitro.

L-carnitina-Tartrato Ottimizza la fase catagen e l’apoptosi delle cellule del follicolo impedendo una prematura morte cellulare dei cheratinociti e della struttura follicolare. Stimola la crescita dei capelli in quanto aumenta la disponibilità di energia nella fase più importante anagen VI, proprio nel momento in cui la struttura del follicolo pilifero e i cheratinociti hanno bisogno di energia.

Agisce come antiinfiammatorio e antiossidante a livello del follicolo pilifero. La carnitina reprime l’espressione genica di LPS, lipopolisaccaride marcatore della via metabolica nello sviluppo dell’infiammazione a livello follicolare delle chimochine pro infiammatorie.

Questo articolo era stato scritto in ricordo del dottor Claudio Cavazza, fondatore della Sigma-tau farmaceutici. Tratto da il Giornale italiano di Tricologia, n.30 Aprile 2013 Fabrizio Fantini

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Idroterapia e salute dei capelli

Idroterapia e salute dei capelli

L’idroterapia, ha lo scopo di stimolare la vitalità dell’individuo mediante
l’azione sui sistemi nervoso, circolatorio e immunitario.

L’utilizzo di getti d’acqua calda e freddi alternati permette all’organismo di rafforzare le difese immunitarie e fortificare l’organismo. Sebastian Kneipp (1821-1897), uno dei padri fondatori della idroterapia iniziò a studiare i principi della idroterapia mediante immersioni in acqua fredda alternati a bagni di acqua calda.

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La vasocostrizione e la vasodilatazione dovute a questa alternanza, stimolano la circolazione sanguinea e il benessere psicofisico, temprando l’organismo e rendendolo più forte.


L’acqua stimola le funzioni base del nostro organismo
:
Respirazione
Circolazione
Regolazione termica
Digestione e metabolismo

L’idroterapia Produce effetti diversi su vari sistemi dell’organismo a
seconda della temperatura dell’acqua. Questi effetti sono scientificamente
basati sull’evidenza, mancano però evidenze per il meccanismo su come
l’idroterapia migliora queste malattie, e sono necessari ulteriori studi per
trovare i meccanismi biologici.

La modulazione della produzione di ormoni è stata scientificamente
dimostrata per il cortisolo e l’adrenalina.
Immunologicamente, l’idroterapia aumenta le concentrazioni sieriche di
macroglobulina alfa-2, anticorpi IgM e fattore C3 del complemento
Inoltre, usando l’alternanza di raffreddamenti e calore di ritorno, sono stati
riscontrati effetti positivi sull’immunoregolazione, nel senso di un aumento
della resistenza e attivazione facilitata delle reazioni immunitarie cellmediate (Th1), misurate dalle citochine di mediazione IFN-gamma e IL 2

L’idroterapia con stimolazione di acqua calda e fredda per l’osteoartrosi
dell’articolazione dell’anca o del ginocchio ha mostrato un miglioramento
della mobilità articolare limitata, insieme a una significativa riduzione del
dolore e aumento della qualità della vita per un periodo fino a tre mesi
In conclusione
La letteratura disponibile suggerisce che l’idroterapia è stata
ampiamente utilizzata per migliorare le difese dell’organismo e per gestire
al meglio il dolore, CHF, MI, malattie polmonari ostruttive croniche, asma,
PD, AS, RA, OAK, FMS, affaticamento, ansia , obesità, ipercolesterolemia,
ipertermia, travaglio, ecc.


Pelle e cuoio capelluto
Per quanto riguarda la pelle e il cuoio le affezioni cutanee, l’idroterapia può essere utile aumentando l’irrorazione sanguinea e il microcircolo,
mantenendo sani la cute e il cuoio capelluto.
In particolare per prevenire la caduta dei capelli nella zona del vertice
sarebbe importante usare un’erogazione di acqua tiepido-calda e fredda proprio in questa zona. Sopra la testa, nella zona del vertice (Galea capitis), siamo privi di muscolatura e quindi più soggetti a un irrigidimento della cute, con accumulo di scorie e del famigerato diidrotestosterone (il Killer dei capelli). La perdita di elasticità provoca una riduzione della irrorazione sanguinea con conseguente regressione della struttura pilosebacea e del microcircolo provocando una progressiva calvizie al vertice (chierica)

Bibliografia


Martin Schencking,1,2 Adriane Otto,2 Tobias Deutsch,and Hagen
Sandholzer2 2009 Aug 19. “A comparison of Kneipp hydrotherapy with conventional physiotherapy in the treatment of osteoarthritis of the hip or knee: protocol of a prospective randomised controlled clinical trial”


A Mooventhan and L Nivethitha1 “Scientific Evidence-Based Effects of
Hydrotherapy on Various Systems of the Bod” N Am J Med Sci. 2014 May; 6


Li LC, Wang M, Ning XC. Study on preventing alopecia caused by
chemotherapy with cold pillow compresses. Chin J Nurs. 1995;

Il polline è una fonte preziosa di aminoacidi essenziali e flavonoidi utili per la salute dei capelli

Il polline è una fonte preziosa di aminoacidi essenziali e flavonoidi utili per la salute dei capelli

Il polline è la parte germinativa maschile del fiore e si presenta come una polvere finissima spesso gialla o di colore più bruno. Le api, durante la loro attività di bottinatrici, si caricano di queste minuscole palline appiccicose, portandole da fiore in fiore favorendo l’impollinazione. Anche le api si nutrono di questa preziosa fonte di vitamine e aminoacidi essenziali ad alta concentrazione.

il polline è una fonte preziosa di aminoacidi essenziali e flavonoidi utili per la salute dei capelli

I pollini si classificano in anemofili e entomofili: la differenza consiste che gli entomofili vengono trasportati dalle api grazie alla loro maggior viscosità, mentre gli anemofili meno viscosi e più leggeri vengono veicolati dal vento per poter raggiungere il fiore da impollinare

La composizione del polline varia a seconda della provenienza, inoltre è fondamentale che sia elaborato dalle api proveniente dall’alveare.

Il polline si caratterizza dalla alta percentuale di aminoacidi essenziali, vitamine e dalla bassa percentuale di grassi. Presenti in buona quantità anche i flavonoidi tra i quali la quercitina, potente antiossidante e antinfiamamtorio e la rutina, la sostanza più attiva in grado di aumentare la microcircolazione dei vasi sanguigni.

L’alto contenuto dell’aminoacido leucina aiuta l’organismo a disintossicarsi, mentre aminoacidi e vitamine lo rendono un nutriente energizzante, antidepressivo e riequilibrante

La ricca presenza di vitamine e flavonoidi è in grado di potenziare le azioni benefiche della vitamina C sui capelli e sull’organismo in generale

Il Polline vanta nella sua composizione pressochè tutte le vitamine più importanti per la salute dei capelli: Vitamina C, Niacina, acido pantotenico, acido folico. tiamina, riboflavina, piridossina

**La principale difficoltà nell’applicazione del polline d’api nella moderna fitomedicina è legata all’ampia variazione specie-specifica nella sua composizione. Pertanto, le variazioni possono contribuire in modo diverso alle proprietà del polline d’api e all’attività biologica e quindi agli effetti terapeutici

**J Sci Food Agric . 2016 ottobre; 2016 19 aprile. “Proprietà biologiche e terapeutiche del polline d’api” Bożena Denisow ,  Marta Denisow-Pietrzyk 

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Numerosi oligoelementi essenziali, fondamentali per le funzioni biologiche dell’organismo: potassio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, manganese, ferro, zolfo e zinco.

Come consumarlo: basta la quantità di un cucchiaino da caffè, circa 10 gr al mattino durante la colazione

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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Gravidanza, allattamento e post partum

Gravidanza, allattamento e post partum

Durante la gravidanza e soprattutto dopo il parto è possibile subire una maggior caduta di capelli, soprattutto se non ci si nutre adeguatamente e non si attuano alcune strategie di difesa. La donna in gravidanza ha bisogno di una maggior introduzione di energia e di vitamine per contribuire alla crescita del feto.

L’aumento degli ormoni femminili permette ai capelli di essere ancor più sani e forti. In realtà, il fabbisogno calorico aumenta in media di circa 300 Kcal/die e bisogna prestare particolare attenzione alla qualità delle proteine, dei grassi e delle vitamine.

Leggi anche vitamine e capelli

Esami del sangue nel sesso femminile

Per quanto riguarda le proteine, la gestante dovrà dare priorità a quelle della carne magra, povera di grassi saturi, del pesce, delle uova, del latte e dei formaggi magri. La gravidanza richiede anche supplementazioni maggiori di alcune vitamine e minerali. È richiesta una maggior quantità di vita- mine del gruppo B, specialmente di vitamina B1, B2, B12 e soprattutto acido folico (fabbisogno raddoppiato). Anche il bisogno di ferro raddoppia e bisognerà aumentare l’assunzione di latte e latticini magri, poiché il feto durante la crescita ha bisogno di notevoli quantità di calcio.

leggi anche: la calvizie femminile

Alimentazione, ormoni e capelli

Una parziale carenza di queste sostanze potrà sicuramente incidere anche sulla salute dei capelli. Infatti, se di solito durante la gravidanza la maggior quantità di ormoni femminili protegge dalla perdita dei capelli e spesso li rende più belli e sani, una dieta non adeguata e scarsa di questi nutrienti può provocare un telogen effluvium.

Si deve quindi consumare verdura e frutta di stagione, con priorità alle verdure con foglia larga, ed evitare i cibi grassi e l’alcool, cercando anche di bere un po’ più d’acqua

Segui i consigli della tabella qui sotto:

Consigli alimentari in gravidanza

•  Mangiare proteine povere di grassi saturi come quelle presenti nel pesce, pollo, latte,  uova e i latticini magri. Evitare i salumi e gli insaccati.

•  Mangiare frutta e verdura almeno 6 porzioni al giorno. Cercare di aumentare l’introito di acido folico con verdure a foglia larga, spinaci, lievito di birra ecc.

•  Non consumare alcolici e cibi di origine animale poco cotti o crudi.

•  Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno

•  Evitare eccessi di peso

Dopo il parto avviene un fatto naturale: il calo repentino degli ormoni femminili prodotti in maggior quantità per sostenere la gravidanza. Questa diminuzione improvvisa di estrogeni e progesterone, ormoni che difendono i capelli, potrebbe in alcuni casi provocare telogen effluvium dopo 3-4 mesi. Il fabbisogno di nutrienti aumenta maggiormente rispetto alla maternità a causa dell’allattamento e il dispendio di energie e di stress potrebbe ricadere sulla salute e la bellezza della capigliatura. Occorrerà una maggiore quantità di proteine, calcio, iodio, zinco e rame…continua

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche Nuove Edizioni

Caffeina e ricrescita dei capelli

Caffeina e ricrescita dei capelli

La caffeina è la più conosciuta di un gruppo di molecole chiamate xantine e definite in chimica come basi puriniche, le altre due xantine assunte con l’alimentazione sono la teofillina estratta dalle foglie di Camelia sinensis e la teobromina presente nei semi del cacao

Uno studio in vitro su follicoli piliferi di pazienti con alopecia androgenetica pubblicato nel 2007 da W. Fischer e altri, ha dimostrato che la caffeina è in grado di contrastare l’azione del testosterone sul processo di miniaturizzazione.

I follicoli piliferi provenivano da 14 biopsie, prelevati dalle aree dei vertici di pazienti maschi con AGA, coltivati ​​per 120-192 ore in vitro cont diverse concentrazioni di testosterone e / o caffeina.

E’ stata poi calcolata la crescita del fusto del capello misurata quotidianamente alla fine della coltivazione, le criosezioni dei follicoli sono state colorate per valutare il grado e la localizzazione della proliferazione dei cheratinociti.

Risultati: è stata riscontrata una significativa inibizione della crescita dei follicoli piliferi trattati con 5 microg / ml di testosterone. 

Il processo è stato contrastato dalla caffeina in concentrazioni dello 0,001% e dello 0,005%. Inoltre, la caffeina da sola ha portato a una stimolazione significativa della crescita del follicolo pilifero. Questi risultati sono stati confermati immuno-istochimicamente dalla colorazione Ki-67.

Le conclusioni dello studio hanno identificato la caffeina come stimolatore della crescita dei capelli umani in vitro; un fatto che può avere un impatto clinico importante nella gestione dell’AGA

Estratto dello studio: “Effetto della caffeina e del testosterone sulla proliferazione dei follicoli piliferi umani in vitro“. TW Fischer ,  UC Hipler , P Elsner. Int J Dermatol 2007 gennaio; 46 (1): 27-35

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Anche il prof. Marliani Andrea, direttore scientifico e fondatore della Società italiana di tricologia commenta: “La caffeina e la teofillina potrebbero essere utilizzate come farmaci topici nel trattamento precoce della calvizie comune”

In un altro studio pubblicato nel 2014 sul British Journal Dermatology la caffeina ha dimostrato di aumentare la crescita del fusto del capello, la durata dell’anagen prolungata e la proliferazione dei cheratinociti della matrice dei capelli stimolata. Nei follicoli piliferi maschili e femminili, la caffeina ha migliorato l’espressione della proteina IGF-1. La caffeina ha anche stimolato la proliferazione cellulare, modulando l’apoptosi e inibendo la necrosi

Conclusioni: questo studio rivela nuovi effetti di promozione della crescita della caffeina sui follicoli piliferi umani in soggetti di entrambi i sessi a diversi livelli (biologico, cellulare e metabolico).

“Effetti della caffeina sulla crescita del fusto del capello, sulla proliferazione dei cheratinociti della matrice e della guaina esterna della radice e sulla trasformazione mediata dal fattore di crescita β2 / fattore di crescita insulino-1 del ciclo del capello nei follicoli piliferi umani maschili e femminili in vitro” 2014 British J Dermatol TW Fischer 1,  E Herczeg-Lisztes ,  W Funk ,  RE Zillikens ,  T Bíró ,  R Paus

© 2014 British Association of Dermatologists

Le xantine rappresentano il prototipo del farmaco che agisce attivando il sistema delle proteine chinasi, modulando la disponibilità energetica per le sintesi proteiche del capello” (Andrea Marliani)

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Capelli secchi e  sfibrati

Capelli secchi e sfibrati

I capelli secchi sono spesso fragili, opachi e difficilmente pettinabili. Questa condizione può essere dovuta sia a una predisposizione ereditaria, sia a condizioni ambientali sfavorevoli come l’esposizione eccessiva ai raggi solari, l’asciugatura con aria troppo calda, l’utilizzo di permanenti e tinture inadeguate.

Cause capelli secchi

Acqua clorata delle piscine

Acqua salata di mare

Esposizione al sole nelle ore più calde

Lampade abbronzanti senza protezione adeguata

Alimentazione squilibrata

alcool e superalcolici

Trattamenti inadeguati (tinture, piastra, bigodini, ecc ecc)

Utilizzo del phon troppo caldo

Lavaggio eccessivo e troppo spesso dei capelli con due applicazioni di shampoo scadenti

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Esistono gli shampoo anticaduta?

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In questi casi si riduce il naturale film idrolipidico prodotto dalla ghiandola sebacea, barriera protettiva e lubrificante in grado di mantenere idratato ed elastico il fusto del capello: i capelli diventano opachi, sfibrati, tendenti alle doppie punte

In alcuni casi i capelli secchi possono essere sintomo di una disfunzione tiroidea a volte subclinica e con parametri ematici quasi nella norma (ipotiroidismo e tiroidite di Yashimoto).

In effetti le disfunzioni tiroidee sono causa di perdita di capelli, in quanto gli ormoni tiroidei influiscono sul ciclo e l’attività del follicolo pilifero. Si ha una alterazione della funzionalità della ghiandola sebacea, con capelli secchi e opachi e con caduta diffusa (telogen effluvium).

Occorre lavare i capelli con shampoo di qualità con basi lavanti non aggressive   I capelli secchi o normali vanno abitualmente lavati massimo 1-2 volte alla settimana  

Cercare di sciacquare bene senza usare acqua troppo calda e alternando acqua calda e fredda. Per chi ha i capelli secchi o sfibrati, usare un balsamo a base di olio di macadamia.

Asciugare con asciugamano pulito e con un phon ad aria tiepida e lontana dalla capigliatura di circa 25 cm. Pettinare con un pettine personale e precedentemente pulito con acqua e sapone.

Consiglio numero 1: variare leggermente tempo di posa delle tinture e aspettare un po la applicazione successiva:

Se vi sottoponete a tinture o alla piastra calda ed è un periodo particolarmente critico per i vostri capelli, ritardate il più possibile l’applicazione, a volte basta anche una settimana o quindici giorni in più di attesa per non stressare troppo la nostra capigliatura, ridurre di un po il tempo di posa.

Attenzione al gel, lacche, e brillantine, meglio tenere a riposo i capelli da sostanze potenzialmente irritanti

Consiglio numero 2, cercare un negozio specializzato che possa fornire un’ampia scelta:

Esistono dei negozi specializzati per capelli “ulotrichi” molto frequentati dalle etnie africane, che spesso hanno questo problema: per voi che avete i capelli molto secchi troverete delle vere e proprie maschere emollienti e nutrienti da tenere in testa anche delle ore in grado di aiutare il capello a riacquistare lucidità e morbidezza. (burro di Karitè, olio di macadamia, olio di argan, burro di cocco, olio di mandorla, aloe vera.