Procianidine B2, Mela Annurca e capelli

Procianidine B2, Mela Annurca e capelli

La mela Annurca è presente nel suolo e nelle coltivazioni campane da almeno duemila anni. Il suo estratto riduce i tassi di colesterolo nel sangue. Ha anche un buon  contenuto in vitamine B1, B2, PP e C, oltre che di minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici

Anche l’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2.   In uno studio recente effettuato al dipeartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha dimostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che sull’uomo tramite una lozione topica. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo. Per introdurre una quantità sufficiente di procianidine B2 bisogna mangiare circa 5-6 mele annurca al giorno. Anche l’uva rossa e l’orzo contengono buone quantità di procianidine

Estratto di Mela Annurca Apple Extract Hair Complex

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” clicca qui Fabrizio Fantini

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Olio essenziale di Lavanda officinalis

Olio essenziale di Lavanda officinalis

La lavanda officinalis e una delle piante più conosciute e apprezzate sia come olio essenziale che per le sue infiorescenze dal piacevole profumo floreale, intenso e delicato allo stesso tempo. E’ per questo motivo che la lavanda riporta armonia e vigore nei momenti di stress e disagio psicofisico.

Le proprietà della Lavanda sono numerose, ha una buona azione come sedativo e antidepressivo sul sistema neurovegetativo, antisettico, antimicotico e antiparassitario, ma anche contro i dolori reumatici, nevralgici (alcolato di lavanda) e i disturbi digestivi

Componenti principali:

Linalolo (26-38%)

Acetato di Linalile (25-45%)

tannini (12%)

Altri componenti: Limonene, cineolo, alfa terpineolo, acido ursolico, flavonoidi, canfora

Momento balsamico:Giugno–Luglio
Parti distillate:FIORI
Rendimento:0,3–1,2%

Come si usa:

Una goccia sul cuscino o una frizione dietro la nuca favoriscono il sonno, mentre un leggero massaggio sul plesso solare calma e rasserena il cuore.

Disinfetta le ferite e promuove la cicatrizzazione. Tiene lontani i parassiti e gli insetti, infatti proprio per questo motivo i nostri nonni coltivavano la lavanda proprio davanti alla porta di casa e ne mettevano un poco nei cassetti come antiparassitario naturale.

Un bagno caldo con poche gocce di lavanda aiuta il benessere fisico e mentale ridonando energia positiva, tono e anche buon umore

Olio essenziale di Lavanda e capelli

Per quanto riguarda la salute dei capelli l’olio essenziale di lavanda è utile per contrastare la seborrea e migliorare la qualità dei capelli grazie alle sue proprietà antibatteriche e antimicotiche. Si consiglia di fare delle leggere frizioni sul cuoio capelluto e si può aggiungere anche una goccia nella composizione del proprio shampoo preferito, come abbiamo fatto per l’olio essenziale di rosmarino

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Prevenire e contrastare la caduta dei capelli-in tutte le librerie

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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La Calvizie femminile

La Calvizie femminile

A cura della dott.ssa Claudia Rossi

L’essere nata femmina è un dono: alla donna viene conferita la capacità di dare la vita e statisticamente ha una salute migliore e una vita più lunga. Un tempo, inoltre, le donne raramente subivano il “calvario”  di affrontare appunto il problema delle calvizie.

Nella società moderna, dove la donna si sostituisce spesso volente o nolente al ruolo maschile, si è diffusa la calvizie femminile: come se le donne si volessero far carico anche di uno dei pochi problemi specifici del genere maschile: la perdita dei capelli.

L’aspetto psicologico del problema, è un argomento molto delicato, in quanto per una donna la salute dei capelli assume una maggior rilevanza che nell’uomo, essendo indice di bellezza e femminilità.

Di conseguenza l’alopecia da lieve a moderata getta, giustamente, la donna in uno stato di profonda preoccupazione e disagio che ingenera per stress un aggravio del problema, all’interno di un circolo vizioso che si autoalimenta e da cui pare difficile uscirne.

Innanzitutto, affrontare con consapevolezza il problema e il relativo disagio psicologico è il primo atto di coraggio che la donna deve intraprendere per risolverlo.

Inoltre sapere che si può guarire e che il corpo è capace di fare piccoli miracoli, se solo gli diamo fiducia e attenzione, è già garantirsi la vittoria.

Per fare questo però non si può prescindere dall’aspetto inconscio collegato al problema. La psiche e il corpo viaggiano all’unisono, soprattutto in questo contesto: quindi oltre alle cure, all’alimentazione, ai farmaci naturali e non, per prima norma cominciamo ad accudire con amore la femmina che è in noi…

Non si può risolvere una calvizie femminile e il relativo indotto psicologico se non si va a ricercarne le cause psichiche che l’hanno generata. La correlazione psiche-salute ormai da anni è riconosciuta come base su cui partire per ottenere guarigioni complete.

Le cause psichiche che possono aver dato il via alla perdita dei capelli sono fondamentalmente di 5 tipi:

  1. TRAUMI
  2. SEPARAZIONI AFFETTIVE
  3. LUTTI
  4. FALLIMENTI
  5. STRESS di VARIA NATURA

Omeopatia, fiori di Bach, olii essenziali, fitoterapia, meditazione, rilassamento e massaggio al cuoio capelluto, attività sportiva e allungamenti, gestione del tempo libero queste sono le principali strategie per aiutare l’organismo a riequilibrare l’equilibrio corpo-mente

Nel sesso femminile è importante andare a indagare delle eventuali carenze vitaminiche o squilibri ormonali

La calvizie comune è una tipica situazione maschile, ma anche il sesso femminile è colpito dall’alopecia e più frequentemente di quanto si pensi.

Mentre nel sesso “forte” la calvizie si fa strada più frequentemente tra i 20 e 30 anni, nel “gentil” sesso comincia le sue apparizioni dopo i 30-35 anni, anche se in maniera meno frequente e meno grave. Nella donna la perdita di capelli è più omogenea e il diradamento coinvolge tutta l’area androgeno dipendente risparmiando però l’attaccatura dei capelli. Nel sesso femminile non avviene nella maggior parte dei casi l’arretramento della linea dei capelli tipico della situazione maschile (recessione frontotemporale). Per la donna è stata codificata la scala di Ludwig che permette di valutare tre gradi di diradamento.

Il Capitolo completo sulla Calvizie Femminile lo puoi trovare su “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” tecniche nuove edizioni, in tutte le librerie oppure online (fino a Natale con il 20%di sconto)

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Anche in questo caso entrano in gioco gli ormoni androgeni e spesso l’amplificazione della loro azione è dovuta a dei cambiamenti ormonali in cui gli ormoni estrogeni e il progesterone vengono prodotti in minor quantità e non possono esplicare la loro azione di difesa.

L’alopecia “androgenetica” femminile può iniziare quindi, proprio quando ci sono questi cambiamenti, ad esempio dopo la fine di una terapia contraccettiva o dopo un parto, cioè quando i tassi di estrogeni calano repentinamente. Nella donna in post menopausa si ha una diminuzione delle secrezioni ovariche con un aumento degli ormoni androgeni e una diminuzione di un enzima importante come l’aromatasi, capace di convertire testosterone in estrogeni.In menopausa si ha una probabile perdita di calcio, magnesio e silicio, minerali importanti anche per i capelli.

E’ molto importante valutare i parametri ematici (soprattutto il ferro e la Ferritina), in quanto i range di normalità in Tricologia sono un po più restrittivi

Valori normali in Medicina                         Valori normali in Tricologia  
Albumina      3,5-5 gr/dl                                                                      ›4,5 gr/dl  
Calcemia       8,5-10 mg                                                                       9-10 mg   
Ferritina        12-200 ng/ml                                                                ›40 ng/ml                                                                            
Sideremia        40-16 mcg/dl                                                            ›60 mcg/dl   
Acido folico    1,8-12 ng/ml                                                                 ›3 ng/ml  
Magnesio        1,3-2,1 mEq/L                                                           ›1,8 mEq/L   
Proteine totali   6-8 g/dl                                                                    ›6,5 g/dl  
Rame      70-160 mcg/dl                                                             80-120 mcg/dl  
Vit. A   30-65 mcg/dl                                                                      40-65 mcg/dl  
Vit. B 6    3,6-18 ng/ml                                                                              ›5 ng/ml  
Vit. B 12 220-940 pg/ml                                                                   › 300 pg/ml  
Vit. C   0,6-2,0 mg/dl                                                                             ›8 mg/dl  
Vit. D 1,5-3,5 ng/ml                                                                          2-3 ng/ml  
Zinco  70-150 mcg/dl                                                                         ›80 mcg/dl  

Tab. 10.1 Fonte:  “lezioni di Tricologia” 2003, A. Marliani

Nel sesso maschile, il tasso di androgeni circolanti nel sangue è più o meno uguale nel calvo e nel non calvo. Nel sesso femminile è invece importante andare ad indagare se la calvizie non sia dovuta ad un eccesso di androgeni dovuto ad alcune affezioni riguardanti le ghiandole endocrine. Soprattutto le ovaie, le surrenali e la tiroide influenzano in maniera determinante la produzione degli ormoni sessuali nel sesso femminile. Alcuni parametri potranno essere utili affinché l’endocrinologo e il dermatologo possano individuare un’eventuale disfunzione endocrina.

Esami per individuare iperandrogenismo e alterazioni ormonali nel sesso femminile
  Δ4 ANDROSTENEDIONE DHEA-S (deidroepiandrosterone) 3α-DIOL-G SHBG (proteina che trasporta gli ormoni sessuali) LH (ormone luteinizzante) FSH (follicolo stimolante) PROLATTINA TSH  T4, T3  

tratto da “Psicosomatica e alopecia femminile”

Capelli sani per sempre” Claudia Rossi, Fabrizio Fantini 

Scala di Ludwig

Vitamina C e capelli

Vitamina C e capelli

Vitamina C

La vitamina C merita un discorso a parte in quanto è una delle vitamine più importanti per il nostro organismo.

L’uomo, la cavia e anche gli altri primati non sono in grado di sintetizzarla e quindi occorre introdurla con la alimentazione tutti i giorni, in quanto il suo apporto costante contribuisce a mantenerci in salute.

La vitamina C interviene in numerosi processi metabolici e enzimatici del nostro organismo, stimola il sistema immunitario permettendoci di reagire meglio agli agenti batterici e virali.

Leggi anche:

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Contribuisce alla formazione del collagene, costituente fondamentale del tessuto connettivo della pelle, delle ossa e dei denti.

E’ coinvolta nella produzione degli ormoni surrenalici (adrenalina), della carnitina, degli acidi biliari, nella liberazione delle prostaglandine, sostanze mediatrici dell’infiammazione e nel metabolismo dell’istamina, molecola responsabile di numerose reazioni allergiche. 

  La vitamina C ha anche una forte azione antiossidante per cui protegge l’organismo e anche i nostri capelli dai danni dei radicali liberi.  È in grado di contrastare la formazione di nitrosammine  sostanze responsabili di alcuni tumori. Infine permette l’assorbimento del ferro, la cui carenza è una delle cause più frequenti di telogen effluvium.

  • Blocca l’azione dei radicali liberi ossigenati quali il superossido, l’idrossile e il radicale ossigeno
  • Potenzia il sistema immunitario; si può, infatti, considerare una vitamina “antistress”
  • Ha una azione di prevenzione di alcuni tumori, in quanto blocca le nitrosammine
  • Modula la sintesi delle prostaglandine, sostanze mediatrici dell’infiammazione
  • Favorisce l’assorbimento del ferro

La vitamina C va introdotta con l’alimentazione tutti i giorni e abbondantemente, perchè si distrugge facilmente con il calore, la luce e l’ossigeno. Le fonti principali sono la frutta e la verdura e in particolare gli agrumi come le arance e i limoni.

I casi di leggere carenze di vitamina C sono più frequenti di quello che pensiamo, in quanto esistono altri fattori che contrastano la sua azione, primo fra tutti il fumo che è in grado di raddoppiare o triplicare il fabbisogno.

Anche lo stress, gli antibiotici e gli estrogeni sono nemici della vitamina C. L’aspirina invece ne provoca una maggior eliminazione. Il consiglio è quello di mangiare frutta e verdura di stagione appena comprata o di conservarla in frigo al massimo per qualche giorno. Per la cottura sarebbe meglio utilizzare il forno micronde o cuocere a vapore.

Il fabbisogno giornaliero varia tra i 50-60 ai 100 mg e supplementazioni di vitamina C anche superiori possono essere solo utili. Naturalmente non bisogna esagerare!

Fabbisogno vitamina C
  60-100 mg al giorno  

La vitamina C in eccesso (oltre i 3 gr/die) viene eliminata con le urine e se si fanno cicli di cure prolungate (sotto controllo medico) con alti dosaggi è importante calare la dose in maniera graduale se no si potrebbe incorrere a sintomi simili a quelli carenziali.

Dosi troppo elevate potrebbero causare disturbi gastrici e formazione di calcoli renali di acido urico e ossalico (non superare 10 gr/die), non esiste comunque in pratica una ipervitaminosi da vitamina C.

Sostanze favorevoli   Vitamine del gruppo B  Sostanze dannose   Fumo, estrogeni, aspirina, calore, luce, aria, antibiotici e aspirina Sintomi da carenza   Astenia, affaticamento, minor resistenza alle infezioni, emorragie nasali e gengivali, dolori ossei e muscolari

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Gravidanza e Coronavirus

Gravidanza e Coronavirus

Consigli Aogoi

SONO UNA DONNA IN GRAVIDANZA COME POSSO PROTEGGERMI DAL CORONAVIRUS?

DEVO FARE TUTTI GLI ESAMI E LE VISITE PREVISTE?

SONO SOTTOPOSTA A UN MAGGIOR RISCHIO DI CONTRARRE IL VIRUS?

SONO PIU’ A RISCHIO DI INFEZIONI RESPIRATORIE?

IL MIO PARTNER È POSITIVO, DEVO FARE IL TAMPONE NASO-FARINGEO PER IL VIRUS SARS-COV 2?

Sono una donna in gravidanza CORONAVIRUS POSITIVA (oppure manifesto sintomi influenzali con febbre e tosse ma non ho eseguito il tampone per la ricerca del virus SARS-CoV2) POSSO TRASMETTERE IL VIRUS AL MIO BAMBINO?

IL MEDICO MI HA DETTO CHE DEVO FARE LA TAC (TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA) MA IO HO PAURA PER IL MIO BAMBINO.

È MEGLIO CHE ESEGUA IL PARTO CESAREO? POSSO PARTORIRE IN ACQUA?

DURANTE IL TRAVAGLIO POSSO ESSERE FONTE DI CONTAGIO PER I SANITARI CHE MI ASSISTONO?

SONO AL III TRIMESTRE DI GRAVIDANZA, DOVRÒ PARTORIRE PRIMA? POTRÒ FARE LA PERIDURALE?

QUANDO ENTRERÒ IN TRAVAGLIO DOVRÒ SCEGLIERE UN PUNTO NASCITA SPECIFICO?

DOPO IL PARTO

Ho sintomi influenzali o sono positiva al Coronavirus

POSSO ALLATTARE AL SENO? L’allattamento al seno è possibile e va sostenuto. Tutto il personale sanitario coinvolto, neonatologi, ostetriche, infermiere, ginecologi, valuteranno la tua specifica situazione e ti aiuteranno a mettere in atto le misure adeguate per la prevenzione ed il controllo dell’infezione durante l’allattamento.

MENTRE ALLATTO POSSO EVITARE DI USARE LA MASCHERINA? No, dovrai sempre adottare tutte le precauzioni igieniche come l’uso della mascherina, accurato lavaggio delle mani, pulizia delle superfici.

Sono diventata mamma, non sono positiva al virus

HO PAURA CHE IL MIO BAMBINO POSSA ESSERE CONTAGIATO: È opportuno seguire tutte le indicazioni fornite alla popolazione generale, quindi mettere in atto le norme igieniche (lavarsi le mani, usare fazzoletti monouso ecc) ed evitare le visite, anche dei nonni e parenti.

GRAVIDANZA E PERDITA DI CAPELLI CLICCA QUI

Microscopia a luce polarizzata

Microscopia a luce polarizzata

La microscopia tricologica a luce polarizzata è una metodica in grado di fornire informazioni diagnostiche sulla salute del capello. Si utilizza un microscopio con filtri a luce polarizzata. La luce polarizzata attraversando ad esempio la cheratina (componente strutturale dei capelli) devia il suo piano ottico: le immagini di un capello al microscopio a luce polarizzata appaiono di diversi colori (a causa del ritardo dell’onda luminosa) e sono in grado di mettere in risalto e differenziare le diverse strutture del follicolo pilifero dando anche importanti informazioni sulla sua reale salute e integrità.

Cheratina naturale per nascondere il diradamento

Prevenire e contrastare la caduta dei capelli

La tricoanalisi microscopica permette di individuare con maggior precisione le tre fasi del ciclo del capello (anagen, catagen, telogen). Grazie a questa metodica è possibile differenziare bene il catagen dal telogen, dando maggior risalto e importanza al ciclo intermedio del capelli ( il catagen non può essere individuato in maniera ottimale con il microscopio ottico).

In questo stadio le cellule della matrice entrano nella loro morte programmata (apoptosi) e si preparano, dopo il telogen, a un nuovo anagen. La fase anagen VI e il catagen I si possono considerare le fasi chiave per il corretto ciclo del capello. Il catagen I perché prepara il follicolo pilifero a un nuovo ciclo, la fase anagen VI perché richiede una costante produzione di energia per il lungo periodo della crescita del capello

Anagen (per gentile concessione del dottor Agostinacchio)

Dottor Gian Luigi Antognini

Calvizie femminile, Prospettiva  analitica in Microscopica in luce polarizzata

“Caso clinico”

La “tricoanalisi microscopica” permette di valutare la qualità dei nostri capelli  (sia della radice che dello stelo) sfruttando il principio della “birifrangenza” della cheratina alfa (in quanto anisotropa); i bellissimi colori di polarizzazione sono dovuti alle differenze di spessore o di qualità della cheratina.

Analisi del capello in Microscopia in L.P. effettuato in prima visita (fig.1_A) donna 55 anni :

PRIMA DELLA TERAPIA
(per gentile concessione del dottor G.Agostinacchio)

  • Il tricogramma risulta nella norma:

Anagen 80%, catagen 15%, telogen 5%

Ciò conferma la regolarità del ciclo follicolare e l’assenza di una caduta di capelli (t.e.)

  • la valutazione qualitativa del tricogramma mostra un 28% di capelli preminiaturizzati (capelli che stanno accorciando il proprio ciclo vitale)
  • la misurazione dei calibri del capello effettuata con micrometro, rileva un diametro medio di 69.8µ contro un diametro ideale di 131µ e relativa perdita di massa del 46%
  • la misurazione della profondità follicolare effettuata con micrometro, risulta di 4,3mm
  • % rilevanti di squalene ed acido lattico

dalle rilevazioni effettuate si evince che la calvizie della Signora in oggetto non è legato ad un “defluvio” ma ad una riduzione dei calibri – in virtù di ciò il dott. consiglia terapia da effettuare per 6 mesi fino alla visita di controllo;

rilevazioni analisi del capello in Microscopia L.P.  effettute in visita di controllo (fig.1_B):

DOPO SEI MESI DI TERAPIA
(per gentile concessione del dottor G. Agostinacchio)

Esame con microscopio a luce polarizzata dopo sei mesi:

  • tricogramma nella norma Anagen 80%, catagen 15%, telogen 5% – non c’è caduta di capelli
  • la valutazione qualitativa del tricogramma mostra un 25% di capelli preminiaturizzati  
  • la misurazione dei calibri del capello effettuata con micrometro, rileva il miglioramento del diametro medio 91µ contro un diametro ideale di 131µ e  relativa perdita di massa scesa dal 46% al 30%
  • la misurazione della profondità follicolare effettuata con micrometro, risulta di 4,3mm
  • % nella norma di squalene ed acido lattico
differenti diametri del fusto del capello (per gentile concessione del dottor G. Agostinacchio)

Studio dermatologico

Dott. Gaetano Agostinacchio

Gianluigi Antognini

Test genetico per l’alopecia androgenetica

Test genetico per l’alopecia androgenetica

Da qualche anno è disponibile in commercio un test per individuare la predisposizione alla calvizie ereditaria sia nel sesso maschile che femminile.

Sappiamo bene che l’alopecia androgenetica (Clicca qui per saperne di più) ha bisogno di due fattori perché possa manifestarsi: gli ormoni androgeni e la predisposizione ereditaria. Alcuni studi hanno individuato il gene AR per i recettori degli androgeni sul cromosoma X come uno dei maggiori responsabili della calvizie precoce nel sesso maschile e coinvolto anche nella calvizie

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Nella calvizie comune sono coinvolti numerosi fattori esogeni ed endogeni. La componente ereditaria è poligenica e questo giustifica la diversa espressività e le diverse forme di alopecia che si manifestano nella popolazione.

Le varianti del recettore degli androgeni possiedono una diversa capacità nella risposta degli androgeni e del DHT a livello del follicolo pilifero. Una maggior sensibilità alla recezione del DHT provoca una maggior miniaturizzazione del follicolo e una riduzione della durata di crescita del capello, con conseguente diradamento. Il test genetico individua le varianti del gene AR nel sesso maschile

Nel sesso maschile il test può essere utile per individuare un’alopecia androgenetica precoce e differenziarla da un telogen effluvium.

Nel sesso femminile il test individua il numero delle ripetizioni della sequenza CAG (citosina, adenina, guanina) nel gene per il recettore degli androgeni.

Nel sesso femminile questo test può essere utile per capire se la perdita dei capelli è dovuta a un’alopecia androgenetica o ad altri fattori come la carenza di ferro o di estrogeni.

Il test, semplice e non invasivo, consiste nel prelevare con un tampone sterile il DNA dalla saliva a livello della mucosa del cavo orale.

Il test HairDx puà essere utile in quanto è in pratica uno screening per individuare i soggetti ad alto rischio per alopecia androgenetica e non è un test diagnostico vero e proprio in quanto esistono altre zone del DNA correlate alla calvizie ereditaria come ad esempio una regione genica specifica situata nel cromosoma 20 ereditata sia dal padre che dalla madre.

Come usare le polverine per nascondere il diradamento

Puoi trovare l’intero capitolo SUL TEST GENETICO nella Nuova Pubblicazione di Fabrizio Fantini:

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Capelli sani per sempre

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Ciao a tutti questo è l’indirizzo della pagina di facebook dedicata al problema della calvizie in tutti i suoi aspetti e insieme ai contenuti di questo sito web costituisce una sintesi delle mie pubblicazioni di questi anni:

“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”, Capelli sani e Capelli sani per sempre Donna

La lotta contro la calvizie richiede fiducia, entusiasmo, e un po’ di pazienza. Se seguirete con costanza e umiltà i consigli di questa pagina facebook insieme ai doverosi approfondimenti delle mie pubblicazioni potrete ottenere degli ottimi risultati.

Per poter sconfiggere la calvizie non basta solo prendere un farmaco o fare un autotrapianto, occorre adottare un nuovo stile di vita che diventerà benefico non solo per i vostri capelli e la vostra pelle, ma anche per la vostra salute in generale. 

Vi auguro con tutto il cuore di combattere e sconfiggere la calvizie, Buona fortuna!

  • Combattere la calvizie comune e fermare il diradamento dei capelli 
  • Contrastare forfora, seborrea, dermatite seborroica e infiammazione
  • Adottare un corretto stile di vita e un’alimentazione adeguata, in modo da mantenere in salute il nostro organismo e i nostri capelli
  • Contrastare lo stress, una delle possibili cause della caduta dei capelli
  • Capire veramente che cos’è l’autotrapianto dei capelli e scegliere un chirurgo esperto in questo campo
  • Evitare i “venditori di false promesse” che propongono cure costose prive di basi scientifiche

“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni-in tutte le librerie

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Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

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Fabrizio Fantini, laureato in Biologia e divulgatore scientifico, membro della Società italiana di Tricologia, è docente al Corso di Alta Formazione in Tricologia del Sitri a Firenze 

Fabrizio Fantini, è autore di articoli  pubblicati sulle riviste scientifiche nazionali del settore, relatore ai congressi della Società Italiana di tricologia, dell’ISHR,  della Società Italiana di Cura e Chirurgia  della Calvizie.

E’ autore del primo testo completo sulla calvizie “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni (Nuova edizione 2018). Fabrizio Fantini ha publicato anche “Capelli sani” Punto d’incontro Edizioni (2014) , e “Capelli sani per sempreDonna” (2020), coautore del testo “Tricologia” (Tricoitalia, 2019)

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Cimicifuga Racemosa, menopausa e capelli

Cimicifuga Racemosa, menopausa e capelli

La Cimicifuga Racemosa è stata usata fin dalla antichità dai nativi americani per regolare il flusso mestruale e rendere il parto meno doloroso

Il suo utilizzo continuò anche nei secoli successivi fino ad essere inserito nel 1926 nella farmacopea ufficiale degli Stati Uniti.

I principi attivi vengono estratti dalle radici, le preparazioni più usate sono le tinture e gli estratti secchi in capsule, granuli o compresse.

Gli studi hanno dimostrato che i preparati a base di Cimicifuga sono efficaci nel trattamento dei sintomi menopausali con scarsi effetti collaterali.

Gli estratti di Cimicifuga possono essere utili sia per contrastare i sintomi neurovegetativi come le vampate di calore, le vertigini e le palpitazioni, sia per i disturbi psichici come i disturbi del sonno, l’ irritabilità, il nervosismo e la distimia.

Per questo motivo agisce in sinergia con la melatonina e la vitamina D per riequilibrare i disturbi del del sonno, mantenere efficiente il sistema immunitario e contribuire a difendere la salute dei capelli in un periodo così delicato della propria vita

Il Periclim Forte è una associazione equilibrata ed efficace di queste componenti

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La Cimicifuga ha anche una azione antinfiammatoria e analgesica, in grado di contrastare almeno in parte i dolori reumatici e muscolari tipici dell’artrosi

La Cimicifuga è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento.

Si sconsiglia di associare gli estratti della pianta a farmaci o prodotti erboristici potenzialmente epatotossici.

La posologia giornaliera consigliata è di 0,6-1,0 mg/kg di peso corporeo, preferibilmente lontano dai pasti.

Fitoestrogeni sì o no? Con la Cimicifuga maggior sicurezza

In uno studio pubblicato nel 2014 da W. Wuttke e altri, gli estratti di Cimicifuga Racemosa hanno dimostrato di non legarsi ai recettori degli estrogeni, mantenendo l’efficacia sulle vampate di calore e i disturbi del climaterio.

In effetti nelle donne in postmenopausa gli estrogeni in combinazione con i progestinici hanno effetti benefici sui disturbi del climaterio e sull’osteoporosi, ma questa terapia ormonale sostitutiva (TOS) porta il rischio di un aumento dei carcinomi mammari e delle malattie cardiovascolari. 

I fitoestrogeni a basse dosi hanno effetti minimi o nulli sui disturbi del climaterio, a dosi elevate imitano gli effetti degli estrogeni. Pertanto altre sostanze di derivazione vegetale sono attualmente studiate intensamente. 

Gli estratti del rizoma di Cimicifuga racemosa non si legano ai recettori degli estrogeni e si sono dimostrati privi di effetti estrogenici sulle cellule tumorali mammarie in vitro e sulla ghiandola mammaria e sull’istologia uterina nei ratti ovariectomizzati

Il meccanismo è probabilmente di natura neurotrasmettitore-mimetica: sono stati dimostrati effetti dopaminergici, noradrenergici, serotoninergici e GABAergici, alcuni dei principi attivi sono stati identificati strutturalmente.

Wolfgang Wuttke ,  Hubertus Jarry ,  Jutta Haunschild ,  Guenter Stecher ,  Markus Schuh ,  Dana Seidlova-Wuttk . L’alternativa non estrogenica per il trattamento dei disturbi climaterici. J Steroid Biochem Mol Biol. 2014

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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Che cos’è l’alopecia areata

Che cos’è l’alopecia areata

L’alopecia areata è una malattia autoimmune (l’organismo aggredisce una parte di sè) che non comporta un rischio reale per la vita, ma allo stesso tempo condiziona lo stile e la qualità di vita di una persona in quanto il perdere i capelli a chiazze o in tutta l’area della testa diventa un segno di riconoscimento, un problema estetico e sociale a volte complicato da superare soprattutto nel sesso femminile.

L’alopecia areata si caratterizza per la comparsa di piccole chiazze glabre e lisce che tendono ad allargarsi su tutta l’area con una direzione di espansione verso il centro della testa (ofiasi)

Vitamina D e Alopecia Areata

Zinco e Alopecia Areata

L’alopecia areata si presenta spesso e con maggior frequenza o prima della pubertà o tra i venti e i quaranta anni. Un fatto positivo che le chiazze non sono cicatriziali e sono spesso reversibili.

L’area protuberante (Bulge) all’altezza dell’inserzione del muscolo erettore del pelo, dove si differenziano le cellule staminali per dare vita a una nuova fase anagen e alla produzione dei cheratinociti e dei melanociti, viene risparmiata e preservata.

Infatti nel 70% dei casi si ha una remissione spontanea e i capelli ricrescono, in circa il 10-30% dei soggetti l’alopecia areata si estende ulteriormente, può diventare cronica o recidivante. In meno dell’1% dei casi si ha la perdita totale di tutti i peli del corpo e viene detta Universale.

Opzioni Terapeutiche nell’Alopecia Areata

Induttori di crescita

Latanoprost, bimatoprost, travopost (topici)

Minoxidil (topici)

Immunosoppressori

Steroidi (topici, intralesionali, sistemici)

ciclosporina

Fototerapia (Puva)

Mostarda azotata (topica)

Laser (eccimeri)

Immunomodulatori

Irritanti Antralina topica

Apteni sensibilizzanti topici (Difenciprone, DNCB)

Tracolimus topico

Immumodulatori biologici (sistemici):

Efalizumab, alefacept, etanercept

Acido azelaico topico

imiquimod

Altri: Methotrexate, Zinco, Inosiplex, Sulfasalazina, Fumaderm, H1 receptor.

Altri: Antagonisti, antidepressivi, aromaterapia, allicina, crioterapia, infrarossi, capsaicina

Bakar O.- Gurbuz O. JAAD 2007 e Giornale Italiano di Tricologia n.24 2009

ASSOCIAZIONE MEDITERRANEA ALOPECIA AREATA

SOCIETA’ ITALIANA DI TRICOLOGIA