Calvizie femminile

L’essere nata femmina è un dono: alla donna viene conferita la capacità di dare la vita e statisticamente ha una salute migliore e una vita più lunga. Un tempo, inoltre, le donne raramente subivano il “calvario”  di affrontare appunto il problema delle calvizie.

Nella società moderna, dove la donna si sostituisce spesso volente o nolente al ruolo maschile, si è diffusa la calvizie femminile: come se le donne si volessero far carico anche di uno dei pochi problemi specifici del genere maschile: la perdita dei capelli.

L’aspetto psicologico del problema, è un argomento molto delicato, in quanto per una donna la salute dei capelli assume una maggior rilevanza che nell’uomo, essendo indice di bellezza e femminilità.

Di conseguenza l’alopecia da lieve a moderata getta, giustamente, la donna in uno stato di profonda preoccupazione e disagio che ingenera per stress un aggravio del problema, all’interno di un circolo vizioso che si autoalimenta e da cui pare difficile uscirne.

Innanzitutto, affrontare con consapevolezza il problema e il relativo disagio psicologico è il primo atto di coraggio che la donna deve intraprendere per risolverlo.

Inoltre sapere che si può guarire e che il corpo è capace di fare piccoli miracoli, se solo gli diamo fiducia e attenzione, è già garantirsi la vittoria.

Per fare questo però non si può prescindere dall’aspetto inconscio collegato al problema. La psiche e il corpo viaggiano all’unisono, soprattutto in questo contesto: quindi oltre alle cure, all’alimentazione, ai farmaci naturali e non, per prima norma cominciamo ad accudire con amore la femmina che è in noi…

tratto da “Psicosomatica e alopecia femminile”

Capelli sani per sempre” Claudia Rossi, Fabrizio Fantini 

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