In attesa che le terapie producano il loro effetto o dopo un trapianto è molto utile l’utilizzo di polverine di cheratina. Sono utili per coprire il diradamento in un momento di bisogno, in occasione di un colloquio di lavoro o se dobbiamo partecipare a un incontro pubblico e siamo preoccupati per la nostra capigliatura un po diradata
Come ho detto sono prodotti a base di cheratina e altri componenti che si legano elettrostaticamente ai capelli e si depositano sul cuoio capelluto rendendo più spessi i capelli più sottili e coprendo le aree lucide e più rade.
Questi prodotti vengono utilizzati da personaggi dello spettacolo e della televisione per coprire il diradamento. Possono essere utili per coprire i capelli dopo intervento di autotrapianto perché non si vedano le crosticine rimaste dopo i primi giorni.
K-Max
I capelli sembrano più folti perché le microfibre si legano elettrostaticamente ai capelli rimasti
Funziona bene anche i casi di ampio diradamento, ma non nelle aree completamente prive di capelli o vellus
Si applicano con i capelli asciutti o umidi, successivamente ci si può pettinare e rimuovere le fibre in eccesso
Vengono rimossi facilmente con lo shampoo
Esistono varie tonalità di colori
Questi prodotti si presentano sotto forma di una polverina secca
costano poco (dai 15 ai 40 euro)
Se volete invece un risultato che duri nel tempo (circa due anni), meglio optare per la Tricopigmentazione
Torniamo alle Veneri del paleolitico, ma se facessimo viaggiare a ritroso nel tempo fino ai tempi della Venere di Brassempouy una agguerrita equipe di chirurghi della calvizie, quale sarebbe l’ideale di capigliatura da realizzare, l’attaccatura in voga a quei tempi? La nostra equipe di chirurghi avrebbe una bella gatta da pelare e queste sarebbero le capigliature da riprodurre a quei tempi!!!!
Venere di Brassempouy (30.000 anni fa)
Ora a parte le battute di spirito e l’impossibilità di arrivare a delle attaccature frontali così “basse” già trentamila anni fa la capigliatura aveva acquisito un chiaro significato simbolico. Le finalità sacre e magiche della Venere-dea madre sono ulteriormente accentuate da una capigliatura con “permanente!!!
Nel medioevo gli usi e i costumi cambiano in maniera radicale. La Chiesa costringeva le donne a stare con i capelli coperti da un copricapo o da una cuffia annodata sotto il mento. Gli uomini adottavano tagli corti.
Nel Rinascimento le acconciature delle nobil donne erano ricche di ornamenti, i capelli venivano raccolti con fasce impreziosite da monili e diademi, oppure lasciati lunghi dietro le spalle e sempre acconciati con cura e maestria. Nel 1600 nella corte di Francia comincia l’era delle grandi parrucche e dei posticci. Re luigi XIII, per coprire la sua calvizie incipiente indossa in pubblico una delle prime parrucche.
La rivoluzione francese cancella i fasti e i privilegi materiali delle dame di corte e per almeno una quarantina di anni si bandirono ciprie, belletti e acconciature sontuose e bizzarre. nelle classi più agiate la moda delle capigliature raffinate verticali resistette fino agli inizi del 900. Verso gli anni venti del secolo scorso cominciò la moda dei capelli alla maschietta e l’uso costante della permanente.
Busto di Giulio Cesare
Nel proseguire del XX secolo con l’avvento del cinema e della televisione i modelli da seguire e le pettinature da riprodurre cambiano con una velocità mai vista. Se nell’antichità un certo tipo di acconciatura poteva durare secoli o decenni le tendenze di oggi hanno vita assai più breve così come i protagonisti nel firmamento di celluloide.
I punti di riferimento da imitare e seguire non sono più i grandi faraoni e le regine dell’antichità, ma le dive del cinema o i grandi campioni dello sport. Un caso emblematico di cosa voglia dire perdere i capelli per un divo dei giorni nostri è la vicenda di Andrè Agassi, uno dei più grandi campioni della storia del tennis e idolo delle ragazzine fin da giovane anche grazie alla sua chioma fluente.
Nefertiti copriva la calvizie con il suo famoso copricapo verticale, luigi XIII re di Francia istituì addirittura la moda delle parrucche per giustificare la sua, Giulio Cesare si difendeva dal diradamento con la pettinatura classica e con la corona d’alloro.
Ora i tempi sono cambiati e un giovane di vent’anni può affrontare le terapie anticalvizie con maggior fiducia grazie ai nuovi farmaci e alle sofisticate tecniche chirurgiche. Senza più criteri rigidi e severi che imponeva la società organizzata in classi sociali ben definite, gli uomini e le donne di oggi possono scegliere l’acconciatura preferita e esprimere la propria individualità in maniera libera e personale.”
Tratto da “Le singolari differenze simboliche delle acconciature nella storia e nell’arte” Fabrizio Fantini leggi la prima parte
PREVENIRE E CONTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI-TECNICHE NUOVE EDIZIONI
E’ vietata la riproduzione anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore -Tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini
Il tuorlo d’uovo è una fonte ricca di vitamine, aminoacidi essenziali, ferro e acidi grassi polinsaturi come l’acido linolenico. Le vitamine presenti nel tuorlo d’uovo sono tiamina, riboflavina, Niacina, Biotina, vitamina A, acido folico.
Il grande valore nutrizionale del tuorlo d’uovo è confermato dalla quantità e qualità degli aminoacidi essenziali presenti.
Aminoacidi
valore per 100 gr
Lisina
7.91
Istidina
2.49
Arginina
6.98
Acido aspartico
9.64
Treonina
5.23
Serina
7.48
Acido glutammico
11.93
Prolina
4.34
Glicina
3.10
Alanina
5.55
Cistina
2.08
Valina
6.29
Metionina
2.67
Isoleucina
5.33
Leucina
8.52
Tirosina
4.24
Fenilalanina
4.47
Triptofano
1.50
Indice Chimico
144
Aminoacido limitante
Leucina
Fonte: INRAN 2019
Una lozione nutriente al tuorlo d’uovo per capelli grassi
Provate questa antica e semplicissima ricetta usata da sempre dai nostri nonni e bisnonni.
Prima cosa copritevi con un vecchio asciugamano per coprire le spalle e il pavimento! Preparate uno shampoo all’olio di semi di lino per lavaggi frequenti senza lauryl o laureth solfato o similari. Prendete un uovo e separate il tuorlo dall’albume. Fate attenzione a isolare bene il tuorlo senza residui di albume, ricco di avidina in grado di disattivare l’azione benefica della Biotina del tuorlo. Mettete in un piatto fondo uno o due tuorli e aggiungete 10-15 gocce di limone.
Mescolate il tutto e cominciate a prendere la miscela con le mani protette dai guanti: appoggiate delicatamente sui capelli e sul cuoio capelluto senza massaggiare ma in maniera tale che entri in contatto con il cuoio capelluto, se avete i capelli molto lunghi cercare di arrivare soprattutto sul cuoio capelluto. Dopo il leggerissimo pseudo massaggio arriva il momento più difficile, vale a dire sopportare l’odore forte dell’uovo per almeno 15-20 minuti! vedrete comunque che se siamo nella stagione calda i capelli cominceranno a “nutrirsi e seccarsi allo stesso tempo”. Ora sarete sicuramente un pò in difficoltà sia per l’odore forte sia per la paura di far cadere la miscela per terra.
E’ il momento di risciacquarsi nel lavandino o nella doccia i capelli con abbondante acqua calda (non troppo calda) e partire con lo shampoo. Dopo questo trattamento avrete i capelli più lucidi e forti, e privi di eccessi di sebo. (attenzione non bisogna eccedere con il limone e non bisogna usare la lozione più di una volta ogni quindici giorni, i capelli non devono essere nel periodo di caduta stagionale o soffrire per altre patologie come ad esempio le dermatiti o il telogen effluvium, questo è un rimedio della “nonna” se non troverete giovamento non ripetere “l’esperimento”! fatemi saper su facebook! fantini fabrizio, pagina facebook Capelli Sani)
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
L’alopecia areata è una malattia autoimmune (l’organismo aggredisce una parte di sè) che non comporta un rischio reale per la vita, ma allo stesso tempo condiziona lo stile e la qualità di vita di una persona in quanto il perdere i capelli a chiazze o in tutta l’area della testa diventa un segno di riconoscimento, un problema estetico e sociale a volte complicato da superare soprattutto nel sesso femminile.
L’alopecia areata si caratterizza per la comparsa di piccole chiazze glabre e lisce che tendono ad allargarsi su tutta l’area con una direzione di espansione verso il centro della testa (ofiasi)
L’alopecia areata si presenta spesso e con maggior frequenza o prima della pubertà o tra i venti e i quaranta anni. Un fatto positivo che le chiazze non sono cicatriziali e sono spesso reversibili.
L’area protuberante (Bulge) all’altezza dell’inserzione del muscolo erettore del pelo, dove si differenziano le cellule staminali per dare vita a una nuova fase anagen e alla produzione dei cheratinociti e dei melanociti, viene risparmiata e preservata.
Infatti nel 70% dei casi si ha una remissione spontanea e i capelli ricrescono, in circa il 10-30% dei soggetti l’alopecia areata si estende ulteriormente, può diventare cronica o recidivante. In meno dell’1% dei casi si ha la perdita totale di tutti i peli del corpo e viene detta Universale.
L’eccesso di sebo è uno degli inestetismi meno graditi alle persone, la pelle del viso è lucida e i capelli risultano unti e talvolta maleodoranti.
Le cause sono molteplici, per questo è necessaria una diagnosi medica per individuarle.
Ma cosa possiamo fare per ottenere un risultato estetico appagante?
Sono molte le persone che si rivolgono a una estetista qualificata per migliorare l’aspetto della propria pelle mediante prodotti specifici e pulizie del viso.
Meno sono le persone che si affidano a un operatore tricologo qualificato per migliorare l’aspetto dei capelli.
Innanzitutto è necessario valutare la quantità e il tipo di sebo prodotto con un sebometro e una microcamera, stabilire il numero di sedute di trattamento e scegliere i prodotti più idonei.
Si deve fare molta attenzione a non asportare il sebo in modo aggressivo per non alterare il delicato equilibrio del nostro cuoio capelluto. Ricordiamoci che il sebo nella giusta quantità svolge una funzione protettiva sulla nostra pelle.
La pulizia del cuoio capelluto è sostanzialmente come quella del viso. Si prepara la cute con il casco vaporizzatore* con ozono per qualche minuto, si applica una lozione dermopurificante a base di estratti secchi, si effettua un massaggio di scollamento e poi si riposiziona il casco vaporizzatore per altri 10 – 15 minuti.
Una volta che i tappi sebacei si sono sciolti, si asportano con un detergente mirato, si procede con un emulsione ristrutturante sullo stelo e infine si applica una lozione idratante e lenitiva su tutto il cuoio capelluto, senza risciacquo.
Questo trattamento può essere ripetuto settimanalmente per un mese o due poi si passa a un trattamento mensile di mantenimento. Per chi preferisce un trattamento domiciliare, è possibile utilizzare una lozione pre-shampoo a base di oli essenziali dermopurificanti.
Ci vorrà più tempo per ottenere un risultato, ma sarà altrettanto soddisfacente. Da non sottovalutare è la scelta dei prodotti domiciliari per detergere il cuoio capelluto. Ricordiamoci sempre che i capelli sono un annesso cutaneo, mantenere un equilibrato stato fisiologico della cute ci permette di avere capelli più belli.
Autore di questo articolo
Manuela Fracassi Tricologo professionista Membro della Società italiana di Tricologia www.manuelafracassi.it
*Il casco vaporizzatore è un apparecchio che utilizza l’energia termica. Il vapore prodotto dilata i follicoli e rende più efficaci i trattamenti mirati a rimuovere le impurità e il sebo.
Ogni capsula molle contiene 320 mg di estratto lipido-sterolico di Serenoa repens* (7-11: 1).
*Estratto oleoso originato da frutti di Serenoa repens (Bartram) Small. Solvente di estrazione: esano
Eccipienti con effetti noti: etile para-ossibenzoato sodico, propile para-ossibenzoato sodico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Capsule molli per uso orale.
Le capsule molli sono beige e contengono un olio di colore giallo tendente al verde.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Turbe funzionali dell’ipertrofia prostatica benigna nel maschio adulto.
Gli effetti di Permixon si manifestano sulla sintomatologia propria dell’ipertrofia prostatica benigna: pollachiuria, nicturia, disuria, diminuzione del volume e della forza del getto, sensazione di incompleto svuotamento vescicale e di dolorosa tensione perineale.
Nei casi in cui la malattia necessiti una soluzione terapeutica chirurgica, la somministrazione di Permixon, migliorando le condizioni cliniche del paziente, ne facilita l’operabilità.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Modo di somministrazione:
Per uso orale. Prendere con un bicchiere d’acqua.
Posologia:
Secondo prescrizione medica. In linea generale: 1 capsula molle da 320 mg 1-2 volte al giorno, a seconda della gravità.
La posologia può essere variata secondo il giudizio del medico. E’ consigliabile che la terapia venga proseguita per un lungo periodo di tempo, comunque non inferiore ai 30 giorni.
Popolazione pediatrica:
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Permixon nella popolazione pediatrica.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencati al paragrafo 6.1.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Per valutare i possibili effetti dell’estratto lipido-sterolico di Serenoa repens sull’attività del citocromo P450 sono stati condotti due studi in vitro che indicano un’inibizione non significativa su CYP1A2, CYP2D6, CYP2B6, CYP2E1, CYP3A4; un’inibizione modesta su CYP2C8, CYP2C19 e un’ inibizione moderata su CYP2C9.
04.6 Gravidanza e allattamento
Permixon è destinato esclusivamente all’uso negli uomini. Il prodotto non è indicato in gravidanza e durante l’allattamento.PUBBLICITÀ
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Permixon non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
La tabella seguente riporta gli effetti indesiderati osservati in sette studi clinici, condotti su un totale di 3.593 pazienti: 2.127 trattati con Permixon, per i quali la valutazione di causalità era non “esclusa”.
Gli effetti indesiderati sono riportati di seguito secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi ed elencati di seguito per classi di frequenza come: molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Nessuna reazione avversa era di frequenza “molto rara”, “rara” o “molto comune” e pertanto le relative colonne non sono presenti nella tabella.
Comune
Non comune
Patologie del sistema nervoso
Cefalea
Patologie gastrointestinali
Dolori addominali
Nausea
Patologie epatobiliari
Aumento della gamma-glutamil transferasi Aumento delle transaminasi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rash cutaneo
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Ginecomastia
Durante gli studi clinici sono stati osservati solo moderati aumenti nelle transaminasi e l’aumento nei test di funzionalità epatica era senza significatività clinica.
Inoltre, nell’esperienza post-marketing è stato riportato edema con una frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
È stata osservata ginecomastia, ma era reversibile dopo l’interruzione del trattamento.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite :
Permixon (estratto lipido-sterolico di serenoa repens)) è un farmaco in grado di esplicare un valido controllo sui disturbi funzionali connessi con l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), di cui influenza diversi meccanismi patogenetici.
L’IPB è correlata con la proliferazione delle componenti stromali ed epiteliali prostatiche, la cui epoca di esordio coincide con la 4a -5a decade di vita.
La prevalenza di questa malattia aumenta progressivamente con l’età fino ad interessare il 90% degli uomini di 80 anni.
L’insorgenza dell’IPB riconosce un’origine multifattoriale in cui giocano un ruolo fondamentale vari ormoni sessuali.
La prostata è un organo ormono-dipendente il cui metabolismo è particolarmente sensibile all’azione del DHT (di-idro-testosterone), prodotto ad opera della 5-alfa-reduttasi testosterone, di cui rappresenta il metabolita attivo.
Studi di farmacologia hanno confermato l’azione inibitoria, svolta da Permixon sulle 5-alfa-reduttasi. Parallelamente Permixon si è dimostrato attivo nell’impedire il legame del DHT ai propri recettori cellulari.
Il farmaco non interferisce con l’asse ipotalamo-ipofisario.
Ulteriori ricerche di farmacologia hanno evidenziato effetti anti-infiammatori di Permixon mediati dall’inibizione della fosfolipasi A2, responsabile attraverso la trasformazione dei fosfolipidi in acido arachidonico, della prima tappa della produzione delle prostaglandine, sostanze mediatrici dei fenomeni infiammatori. In particolare, interferendo con la componente flogistica vascolare (permeabilità capillare e aggregazione piastrinica).
Permixon manifesta effetti di tipo antiedemigeno e risulta utile nella correzione delle alterazioni minzionali connesse con l’ostruzione cervico- prostatica indotta dai fenomeni congestizi intra e peri-adenomatosi. Recenti studi sull’eziopatogenesi dell’IPB hanno preso in considerazione il ruolo svolto dagli estrogeni quali fattori favorenti l’attività metabolica della porzione stromale prostatica, che a sua volta influenzerebbe la crescita della porzione epiteliale.
La crescita della porzione stromale periuretrale giustifica, inoltre, molteplici aspetti della sintomatologia clinica dell’IPB. Permixon ha dimostrato di possedere un’attività che si esplica attraverso la riduzione dei recettori intranucleari per gli estrogeni.
L’analisi dei risultati ottenuti con l’impiego clinico di Permixon ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di numerosi parametri urodinamici entro 60-90 giorni dall’inizio del trattamento, con riduzione del residuo vescicale post-minzionale.
Sostanziali miglioramenti della sintomatologia soggettiva si verificano entro 30 giorni dall’inizio del trattamento.
Le proprietà anti-infiammatorie di Permixon, interferenti con la fase vascolare della flogosi, ne rendono utile l’impiego in quelle fasi della malattia in cui eventuali processi prostatitici intercorrenti si accompagnano ad una spiccata componente edematosa a carico del tessuto prostatico.
Studi clinici a lungo termine hanno dimostrato la stabilità degli effetti terapeutici di Permixon.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Studi di farmacocinetica indicano che gli acidi grassi (acido laurico, acido miristico e oleico) componenti dell’estratto lipidico sterolico sono significativamente assorbiti dal tratto gastroenterico con variabilità individuale.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi non clinici di tossicità a dose singola e ripetuta, genotossicità, e tossicità della riproduzione.
Nessuno studio è stato eseguito per valutare il potenziale cancerogeno.
Il resveratrolo non è solo una sostanza molto interessante per l’azione sul metabolismo mitocondriale e energetico della cellula, ma esplica numerose funzioni che elencherò in questa sezione.
Il Resveratrolo non dovrebbe mai mancare nella dieta anti calvizie per le sue proprietà anti-invecchiamento, antiossidanti, immunomodulanti, antinfiammatorie 1) e antivirali. Grazie a queste molteplici azioni il resveratrolo è studiato anche nei Coronavirus, compreso il Mers-Cov2 e sono in corso studi anche sul CoV-19 alcuni dei quali già pubblicati in associazione con l’indometacina. Facciamo un riassunto dei coronavirus
I coronavirus sono virus a RNA con capsula che causano malattie respiratorie di gravità variabile dal raffreddore comune alla polmonite fatale.
La maggior parte dei Coronavirus causa malattie negli animali. Esistono 7 tipi di coronavirus responsabili di malattie negli esseri umani.
Quattro di queste 7 infezioni da coronavirus umano causano lievi sintomi delle vie aeree superiori, come ad esempio il raffreddore
Alcuni coronavirus causano infezioni respiratorie molto gravi, e talvolta fatali, nell’uomo rispetto ad altri coronavirus e hanno causato gravi focolai di polmonite mortale nel XXI secolo:
Il Sars-Cov2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che ha iniziato a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 e si è diffuso in tutto il mondo.
Il coronavirus Mers-Covè stato identificato nel 2012 come la causa della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Middle East respiratory syndrome [MERS]).
Il coronavirus Sars-Cov della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) è stato identificato come la causa eziologica di un focolaio di sindrome respiratoria acuta grave.
Questi coronavirus che causano gravi infezioni respiratorie sono patogeni zoonotici, che iniziano negli animali infetti e vengono trasmessi dagli animali alle persone.
Inibizione in vitro dell’infezione da MERS-CoV da parte del resveratrolo- Shih-Chao Line alt. Ph.D. Program in Medical Biotechnology, National Chung Hsing University, Taichung, Taiwan.
In questo studio pubblicato nel 2017 sulla rivista BMC Infect Dis. si è verificata l’efficacia in vitro del Resveratrolo come inibitore del Coronavirus Mers-CoV
Contesto: la sindrome respiratoria mediorientale coronavirus (MERS-CoV) è un patogeno virale emergente che causa grave morbilità e mortalità.
Ad oggi, non esistono vaccini approvati o autorizzati o medicinali antivirali che possono essere utilizzati per il trattamento di pazienti con infezione da MERS-CoV. Qui, abbiamo analizzato le attività antivirali del resveratrolo, un composto naturale presente nei semi d’uva e nella buccia e nel vino rosso, contro l’infezione da MERS-CoV.
Metodi: Abbiamo eseguito saggi per valutare i tassi di sopravvivenza delle cellule infette da MERS. Inoltre, i test quantitativi hanno determinato l’RNA virale intracellulare e l’espressione proteica. Per la produttività virale, sono state confermate le proprietà antivirali del resveratrolo contro MERS-CoV.
Risultati:
Il resveratrolo ha inibito in modo significativo l’infezione da MERS-CoV e la sopravvivenza cellulare prolungata dopo l’infezione da virus. Abbiamo anche scoperto che l’espressione della proteina nucleocapside (N) essenziale per la replicazione di MERS-CoV era diminuita dopo il trattamento con resveratrolo.
Inoltre, il resveratrolo ha down-regolato l’apoptosi indotta da MERS-CoV in vitro. Con la somministrazione consecutiva di resveratrolo, siamo stati in grado di ridurre la concentrazione di resveratrolo ottenendo al contempo efficacia inibitoria contro MERS-CoV.
Conclusione: in questo studio, abbiamo prima dimostrato che il resveratrolo è un potente agente anti-MERS in vitro. Riteniamo che il resveratrolo possa essere un potenziale agente antivirale contro l’infezione da MERS-CoV nel prossimo futuro.
Il Resveratrolo ha dimostrato di inibire le prostaglandine PGD2, tra le maggior responsabili della calvizie insieme al Dht in quanto in grado di aumentare l’infiammazione a livello delle cellule staminali del Bulge, non sono comunque ancora stati effettuati studi specifici sul cuoio capelluto e sulla alopecia androgenetica
Immured è un nutraceutico a base di resveratrolo in grado di aumentare le difese dell’organismo
La vitamina A è una delle vitamine più importanti per i capelli, in quanto permette la formazione di mucopolisaccaridi, sostanze essenziali del derma e delle guaine del pelo. È fondamentale per mantenere l’integrità delle membrane epiteliali e difende la pelle e i capelli dalle aggressioni da sostanze tossiche.
Regola la sintesi di cheratine, indispensabili per la struttura e la resistenza del pelo.
Mantiene l’integrità delle membrane epiteliali
Modula l’azione delle ghiandole sebacee
Protegge gli acidi grassi dall’ossidazione e neutralizza i radicali liberi
È necessaria nella sintesi degli ormoni steroidei, agendo come importante coenzima.
Contrasta l’ossidazione della Vitamina C
Stimola l’azione del sistema immunitario
Mantiene sani i capelli, le unghie, la cute e i denti
Permette una corretta visione notturna
Un deficit di vitamina A provoca secchezza cutanea e progressiva atrofia delle ghiandole sebacee e sudoripare. I capelli diventano fragili, opachi, senza forza e con danneggiamento delle loro guaine.
La ipervitaminosi da vitamina A può essere frequente in chi fa uso di retinoidi per curare l’acne e altre affezioni. In altri casi sarebbe infatti importante utilizzare integratori di Beta carotene che non presentano questi effetti collaterali.
Fabbisogno vitamina A
600-700 RE al giorno
L’ipervitaminosi provoca sintomi molto simili a quelli del deficit, e cioè secchezza, prurito, desquamazione e indebolimento dei capelli e annebbiamento della vista.
Le fonti principali di vitamina A sono di origine animale: olio di fegato di pesce, tuorlo d’uovo, latte e latticini, carne bianca. L’abuso di alcool, caffè, l’utilizzo di cortisonici possono contrastare e inattivare l’azione della vitamina A e del beta carotene.
Il beta carotene è una provitamina che viene convertita in vitamina A nell’intestino nella quantità necessaria all’organismo senza quindi rischi di sovradosaggi. E’ in grado di neutralizzare i radicali liberi e di proteggere la pelle e il cuoio capelluto dai danni causati dai raggi solari.
Precursore della Vitamina A
Contrasta i danni ossidativi causati dai radicali liberi
Blocca l’ O+ , radicale libero in grado di danneggiare la pelle e i capelli
Contrasta i danni cellulari dovuti al fumo di sigaretta che, come sappiamo, è dannoso anche per i capelli
I carotenoidi sono presenti abbondantemente nei frutti e negli ortaggi di colore verde arancione come pomodori, carote ecc.
La vitamina A può essere potenziata o distrutta da vari fattori, ne elenchiamo i principali nella seguente tabella.
Sostanze favorevoli Vitamine del gruppo B Vitamine C, D, E Calcio, Fosforo; Zinco
Sostanze dannose Eccesso di Vitamina D e ferro Cortisone Alcool, caffè, luce e ossigeno
Sintomi da carenza Capelli fragili e opachi Secchezza cutanea Problemi di visione notturna
La menopausa è un periodo della vita in cui si hanno delle profonde modificazioni a livello ormonale, psicologico ed emotivo. La qualità di vita e lo stato di salute in questi ultimi decenni sono notevolmente aumentate e una donna in menopausa è una donna biologicamente giovane con delle esigenze per quanto riguarda l’aspetto fisico e la propria salute ancora maggiori.
Durante la menopausa i cambiamenti fisiologici maggiori riguardano una riduzione drastica delle secrezioni ovariche di estrogeni e di progesterone, ormoni “amici” dei capelli, che possono essere la causa scatenante dell’insorgenza di una alopecia androgenetica femminile o di una carenza di estrone follicolare, già in atto, ma mai evidenziate. clicca qui per approfondire
A questo problema ormonale si associa un rallentamento della attività e dell’efficienza del sistema immunitario, dell’apparato scheletrico, della cute e dei capelli. Questi squilibri ormonali sono spesso fonte di forti alterazioni dello stato umorale e psicologico e sappiamo bene come lo stress non sia certo un fattore positivo per la salute dei capelli.
A tutto ciò si aggiunge anche una carenza di alcuni minerali che si perdono durante la menopausa come il calcio, il magnesio e il silicio. Anche in questo caso il dermatologo dovrà valutare insieme al ginecologo il quadro endocrino e nutrizionale. Decidere di effettuare, se necessarie, delle integrazioni di minerali e vitamine. Sarà necessario curare particolarmente lo stile di vita, cercando di evitare l’alcool, fumo e lo stress e una alimentazione non adeguata. Anche l’utilizzo di decolorazioni, tinture e permanenti dovrà essere limitato.
Se si perdono i capelli valutare il quadro endocrino e nutrizionale con degli esami del sangue. vedi gli esami da effettuare La soluzione potrebbe essere una lozione agli estrogeni e idrocortisone butirrato con la supervisione di un medico esperto in tricologia.
Evitare alcol, fumo e stress. Bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale. Consumare the verde. Consumare vino rosso massimo una volta al giorno, ricco di resveratrolo (oppure resveratrolo concentrato e biodisponibile come revifast), molecola antinvecchiamento. Curarsi la mente e il corpo con attività fisica, camminare o correre 30 minuti 4 volte alla settimana con esercizi aerobici con piccoli pesi (2 o 3 kg), con meditazione, streching, lettura, viaggi, decidere le cose che ci fanno stare veramente bene compreso l’amore e l’attività sessuale.
Curare l’alimentazione, evitare cibi ad alto indice glicemico (pane, pasta di pizza, pasta fatta in casa, zuccheri raffinati…tutte cose buone insomma). Evitare i grassi saturi dei formaggi, insaccati, carne rossa. Preferire pesce azzurro, omega 3 nella frutta secca (non esagerare!), tagli magri della carne, fette di tacchino ecc. Clicca qui per approfondire
Non esagerare con decolorazioni e tinture, in un particolare periodo di perdita di capelli ridurre il tempo di posa anche solo di pochi minuti e aumentare il lasso di tempo prima di rifare la tintura, in quei frangenti per aspettare la tintura vera e propria ci può aiutare una tintura temporanea senza ammoniaca o un hennè
Valutare in questo periodo di coronavirus (se non avete potuto rifare tintura) se i capelli hanno avuto un miglioramento e un po di respiro! Questo significherebbe che tardare anche di poco la tintura e diminuire di un po di minuti il tempo di posa potrebbero essere utili
“La Policistosi ovarica“: una Sindrome Endocrino-Metabolica a cui dare del LEI
A cura del dottor Maurizio Bevini, ginecologo
La Sindrome dell’Ovaio policistico è un “ DISORDINE ENDOCRINO-METABOLICO che interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva. Il 30% delle giovani donne con PCOS ha problemi di acne e perdita di capelli. Il quadro clinico della PCOS, acronimo della Sindrome dell’Ovaio policistico, è fondamentalmente caratterizzato di una combinazione mista di:
Oligoanovulatorietà
Iperandrogenismo clinico e/o Biochimico
aspetto ecografico policistico delle Ovaie. Il 40-70% delle donne affette da PCOS presentano anche Obesità Androide e dislipidemia
Insulino resistenza e iperinsulinemia compensatoria (nel 70% dei casi)
OVAIO PCOS: INCREMENTO DELL’AREA STROMALE DI OLTRE 1/3 copyright M.Bevini
L’iperandrogenismo è una delle più comuni alterazioni della funzione endocrina nella donna. Spesso si ha irsutismo, perdita di capelli, acne e seborrea della cute e dei capelli. A questa condizione si associano spesso i classici disturbi del ciclo mestruale, quali anovulazione, oligoamenorrea, e a volte purtroppo metroraggie La virilizzazione vera e propria è un fenomeno più raro e associato alle patologie delle ghiandole surrenali
In questo quadro clinico la sindrome dell’ovaio policistico non va trascurata e può essere considerata la maggior responsabile dell’iperandrogenismo sub-clinico.