Resveratrolo e capelli

Resveratrolo e capelli

Il resveratrolo è un polifenolo molto studiato in questi ultimi decenni grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antivirali e antinvecchiamento.

Nella nostra lotta contro il diradamento dei capelli non può mancare una sostanza così ricca di proprietà benefiche per l’organismo, in grado di garantire il meraviglioso e complesso equilibrio metabolico del nostro corpo. Sappiamo bene che la prima regola per garantire la salute della pelle e dei capelli è quella di mantenere in perfetto equilibrio l’omeostasi del nostro organismo

Il resveratrolo è in grado di contrastare le dislipidemie, riducendo il colesterolo LDL e i triglicerdidi. Grazie alla sua azione “epigenetica” riduce la glicemia e in vitro ha dimostrato di contrastare la proliferazione delle cellule tumorali modulando l’apoptosi cellulare (morte programmata)

Il resveratrolo è in grado di ottimizzare il metabolismo energetico del mitocondrio, la centralina energetica delle nostre cellule di cui parleremo ampiamente più avanti.

Il Resveratrolo si trova nel vino rosso, nel cacao, nelle arachidi, nel mirtillo nelle radici del Poligonum cuspidatum. A parte quest’ultimo le quantità presenti in queste fonti alimentari sono minime (e in alcuni vini rossi non superano 2 mg/l) e sembrano non essere sufficienti per un effetto biologico, il vero problema è che il Resveratrolo è poco solubile in acqua, quindi scarsamente biodisponibile. la maggior parte degli studi sono stati effettuati in vitro, mentre le cose cambiano in vivo con dati contrastanti da soggetto a soggetto.

Eppure anni fa il così detto “paradosso francese” dimostrò che nelle popolazioni della valle dove veniva coltivato il Bordeaux la popolazione aveva un rischio minore di eventi cardiovascolari anche se consumava cibi ad alto contenuto di grassi saturi.

Sembrava che il beneficio ottenuto fosse dovuto al resveratrolo e agli altri componenti naturali che riuscivano a ad agire in sinergia tra loro. Ulteriori studi non hanno mai fatto chiarezza sulla reale efficacia del vino rosso, in ogni caso essendo una bevanda alcolica non bisogna berne più di due bicchieri al giorno.

Molti centri di ricerca hanno cercato di formulare delle preparazioni nutraceutiche a partire dal Poligonum Cuspidatum. La dispersione solida di resveratrolo supportata da particelle di idrossido di Magnesio ha dimostrato di aumentare la concentrazione totale di resveratrolo nel sangue rispetto a quei soggetti che avevano assunto la stessa quantità di resveratrolo puro. Gli studi sono stati effettuati da una equipe dell’Università di Perugia e pubblicati nel 2019 sul Journal Botechnology 2019, in Press. Il gruppo di ricerca ha dimostrato che con questa formulazione innovativa finalmente il resveratrolo estratto dal poligonum cuspidatum è attivo e riesce a espletare anche in vivo la sua azione benefica.

Il Resveratrolo ha dimostrato di inibire le prostaglandine PGD2, tra le maggior responsabili della calvizie insieme al Dht in quanto in grado di aumentare l’infiammazione a livello delle cellule staminali del Bulge, non sono comunque ancora stati effettuati studi specifici sul cuoio capelluto e sulla alopecia androgenetica

La prostaglandina PGD2 inibisce la neogenesi dei follicoli piliferi indotta da ferita tramite il recettore Gpr44. Journal of Investigative  Dermatology. Aprile 2013. Autori: Nelson AM, Loy DE, Lawson JA, Katseff AS, Fitzgerald GA, LA Garza. Dipartimento di Dermatologia, Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD, USA.

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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Vitamina B5 e capelli

Vitamina B 5 (acido pantotenico)

Il nome Pantotenico deriva dal greco Pantos, che significa “tutto-ovunque”, infatti la vitamina B5 è presente un po in quasi tutti gli alimenti, anche se bisogna cercare di non disattivarla con eccessi di caffeina, fumo e alcool.

L’acido pantotenico è insieme alla cisteina e all’ATP il costituente del coenzima A, molecola fondamentale per il metabolismo degli acidi grassi, degli zuccheri, degli aminoacidi e dei composti steroidei.

La vitamina B 5una delle vitamine dei capelli per antonomasia, ha avuto spesso la nomea di vitamina anticaduta e anticanutimento anche se questa azione è stata dimostrata solamente in studi sui ratti e non sull’uomo.

  • Permette un costante rinnovamento cellulare cutaneo e migliora lo stato dei capelli
  • È essenziale per il metabolismo di acidi grassi , proteine e zuccheri
Fabbisogno vitamina B 5
  3-12 mg al giorno  
  • Contribuisce a mantenere efficienti le ghiandole surrenali e i suoi ormoni come il cortisolo, l’adrenalina ecc.
  • Favorisce l’utilizzo del Paba (acido aminoparabenzoico)

L’acido Pantotenico, come accennato all’inizio, è presente un po’ in tutti gli alimenti e quindi non avremo problemi nell’assunzione della giusta quantità: carne, cereali integrali, verdure e ortaggi, lievito di birra, noci e uova.

Carenze e iperdosaggi sono rari e bisogna solo stare attenti a non depauperare il nostro organismo di sostanze vitaminiche con abuso di caffè, alcool, fumo e antibiotici.

Sostanze favorevoli   Vitamina del gruppo B Vitamina CSostanze dannose   fumo caffè, alcool, estrogeni,  e sulfamidici.Sintomi da carenza   Caduta dei capelli, disturbi digestivi, ipoglicemia e ulcera duodenale.

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” copyright Fabrizio Fantini

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L’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare

L’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare

Esiste davvero l’alopecia androgenetica femminile, cioè l’alopecia da carente attività dell’estrone follicolare? Due sono gli ormoni intra-follicolari essenziali alla regolazione del ciclo del capello: diidrotestosterone ed estrone.  Il diidrotestosterone riduce l’attività dell’adenilciclasi fino portare il follicolo in catagen il capello in telogen.

L’estrone incrementa l’attività dell’adenilciclasi, mantenendo così le mitosi della matrice, la durata dell’anagen ed attivando le cellule staminali all’inizio dell’anagen stesso.

È ormai comunemente accettato che l’alopecia androgenetica maschile sia associata a un incremento dell’attività della 5 alfa riduttasi che porta, su base genetica, a un incremento locale della produzione di diidrotestosterone. 

Questo però è stato dimostrato principalmente, se non esclusivamente, nei maschi e poi, a mio parere impropriamente, esteso alle donne, parlando di alopecia androgenetica femminile. Ma per poter parlare di androgenetica occorre che vi siano due condizioni sine qua non:

1.   una situazione di familiarità, se non di ereditarietà;

2.   la presenza di androgeni in quantità significativa.

Di fatto, perché una donna sia ereditariamente calva occorre che la madre sia calva e lo sia non per alopecia areata o telogen effluvio. Inoltre, i livelli ormonali degli androgeni nella donna sana sono sem- pre molto più bassi di quelli presenti nel maschio.

Anche il maschio in terapia con finasteride o dutasteride ha livelli di DHT circa dieci volte superiori a quelli di una donna sana con alopecia, il che difficilmente permette di definire l’alopecia femminile come “androgenetica”.

Così, per spiegare l’insorgenza di una alopecia (androgenetica?) in donne peraltro sane e con bassi livelli di ormoni androgeni circolanti si è teorizzato, fra gli anni Settanta e Ottanta, “un incremento di utilizzo metabolico del testosterone (T) e della sua conversione a livello cutaneo in diidrotestosterone (DHT)” (Walter P. Ungher).

Si è poi teorizzato che queste donne avessero “una più spiccata  sensibilità  follicolare (?)  all’azione degli  androgeni  circolanti” (Thomsen 1979; Mahoudeau; Bardin; Kirschner 1971 – 79).

Infine, si è pensato che queste donne avessero bassi livelli di Sex Hormone Binding Globulin (Anderson 1974).

Se si considera il processo di calvizie come androgeno-dipendente, l’alopecia androgenetica dovrebbe essere limitata alle sole aree recettrici degli androgeni. Nel cuoio capelluto, questi recettori sono stati individuati solo nell’area frontale e nel vertice, non nell’area temporale e occipitale; in effetti, negli uomini l’alopecia androgenetica si presenta solo in queste zone caratteristiche.

L’alopecia femminile appare diversa da quella maschile anche clinicamente:

1.   il pattern è centrifugo, di solito a tipo Ludwig;

2.   nelle donne l’alopecia è generalmente diffusa anche alle zone non androgeno-dipendenti e il diradamento colpisce anche zone, come la nuca, che nel maschio vengono risparmiate;

3.   la miniaturizzazione follicolare è diversa; non vi è, almeno all’inizio, una grande perdita di profondità, ma piuttosto di spessore, e i capelli diventano sottili ma rimangono lunghi;

4.   non si arriva quasi mai a una vera calvizie: spesso si tratta di condizioni di ipotrichia;

5.   gli inibitori della 5 alfa riduttasi appaiono pressoché inefficaci o poco efficaci nelle donne.

Dal punto di vista terapeutico, dosi farmacologiche di estrogeni (gravidanza, contraccezione) hanno spesso un effetto benefico su molti casi di alopecia femminile. Essi, di solito associati ad antiandrogeni simili al progesterone, sono stati usati estensivamente e con buoni risultati, tuttavia mai dimostrati in sede di trial clinici.

Fatta eccezione per qualche raro caso di anomala produzione ormonale surrenalica o ovarica per difetto enzimatico o per tumore secernente, nelle donne l’alopecia appare molto diversa da quella maschile e presumibilmente dovuta a situazioni endocrino-metaboliche diverse.

L’alopecia femminile tipo Ludwig è, a mio parere, quasi sempre la conseguenza di un telogen effluvium oppure è una alopecia da carente attività dell’estrone follicolare!

Alcune ragazze presentano capelli fini e diradati su tutto il cuoio capelluto (ma più sul vertice e nella zona frontale). La madre è (spesso) nelle stesse condizioni. Queste ragazze hanno tuttavia mestruo e fertilità normale, senza ec- cesso di androgeni circolanti, per cui non è possibile reperire chiari elementi che ci facciano deporre per un telogen effluvium. Questo ci fa pensare a casi di resistenza periferica familiare o di deficit di produzione intrafollicolare di estrone (deficit di 17 steroido ossidori- duttasi,  aromatasi, 3 alfa riduttasi).  Sono cioè ipotrichie o alopecie carenziali.

Il tutto non è solo accademia, ma ha risvolti terapeutici fondamentali. Gli inibitori della 5alfa riduttasi sono inefficaci nelle donne perché sbagliano il bersaglio, cercando di inibire il metabolismo di un ormone che quasi non c’è. Invece, una terapia topica con estrone o con 17 alfa estradiolo può dimostrarsi efficace in molti casi e i risultati a un anno sono documentabili se il medico o la paziente hanno fatto una fotografia.

Quando invece l’alopecia della donna interessa realmente e solo il vertice con la “chierica” ed ancor più la zona frontoparietale con la “stempiatura”, si parla di alopecia a pattern maschile e si dovrà sospettare una fonte di androgeni.

Non basta la presenza di un comune “ovaio micropolicistico” (che non è una malattia!) a provocare un’androgenetica femminile a tipo AGA, ma occorre qualcosa di più importante, come un ovaio polici- stico vero, un tumore ovarico o surrenalico secernente androgeni, un deficit enzimatico surrenalico come il deficit di 21 idrossilasi.

Si può così teorizzare un’alopecia androgenetica vera, frequente nel maschio e rara nella donna, da conversione del testosterone in diidrotestosterone e un’alopecia carenziale da deficit di azione dell’estrone, frequente nella donna e più rara ma possibile anche nel maschio

Autore dell’articolo

Prof. Andrea Marliani
Fondatore della Società italiana di tricologia
Dermatologo ed endocrinologo

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Quali sono le sostanze naturali utili per la salute dei capelli?

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La  calvizie comune ha la particolarità di essere spesso un processo lungo e graduale, peggiorando a causa di infiammazione, telogen effluvium, dermatite seborroica, alimentazione e stile di vita inadeguati.  Numerosi studi hanno dimostrato che alcuni estratti di piante medicinali sono in grado di avere una azione antinfiammatoria, antimicrobica e anche di contrastare la 5 alfa reduttasi enzima responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ormone che come sappiamo è il maggior responsabile della calvizie comune e del conseguente diradamento dei capelli. 

Urtica Dioica

Il Tè verde, i fitosteroli derivati da alcune piante come la serenoa repens (palma nana seghettata), il pygeum africanum, l’ortica e la soia contrastano l’azione del DHT. Altre sostanze come la vitamina B6, lo zinco e l’acido azelaico bloccano la 5 alfa reduttasi a livello topico. Gli estratti del seme dell’uva, gli estratti dell’orzo, hanno la capacità di agire sulla riepitelizzazione e sull’induzione della fase di crescita del capello. Il germe di grano e il lievito di birra possono costituire una valida integrazione di aminoacidi, vitamine, oligoelementi e sostanze antiossidanti. La carnitina è in grado di contrastare lo stress ossidativo e riequilibrare il ciclo del capello.  Il Ginseng invece ci può aiutare nei momenti di forte stress fisico e mentale. Alcuni autori ipotizzano che i fitosteroli estratti da alcuni vegetali, di cui si è dimostrata l’efficacia nel trattare l’ipertrofia prostatica, potrebbero essere utili anche per la calvizie comune anche se sarebbe fondamentale prima di tutto avere certezze sulle modalità di estrazione dei principi attivi 

Carnitina 

La carnitina è fondamentale per la produzione di energia, regolando il metabolismo delle cellule viventi non solo trasportando acidi grassi nel mitocondrio ma svolgendo una infinità di compiti nell’ambito dei processi fisiologici degli organismi viventi. Nell’ambito tricologico i primi studi effettuati sul metabolismo del follicolo pilifero confermano che la carnitina è in grado di diminuire l’infiammazione e i radicali liberi, che come sappiamo, accelerano il decorso della alopecia androgenetica. Modulando l’apoptosi delle cellule cheratiniche del follicolo pilifero, è in grado di mantenere efficiente la così delicata fase catagen del ciclo del capello. Avere a disposizione un nutriente privo di effetti collaterali e sovradosaggi in grado di essere benefico per l’equilibrio metabolico dell’organismo e del ciclo del capello potrà diventare in futuro un nuovo strumento per prevenire le affezioni del cuoio capelluto.

Gli studi specifici sulla Carnitina e la calvizie sono stati effettuati dal dipartimento di dermatologia dell’Università di Amburgo (Foitzik K. 2007)e dall’ Advanced Restoration Technologies di Phoenix (USA, 2009). 

 Serenoa Repens  La Serenoa Repens è un fitocomplesso presente in commercio, sia come specialità medicinale, che come preparato erboristico con differenze  nella percentuale dei principi attivi. Gli studi clinici sull’ipertrofia prostatica che confermano anche la buona tollerabilità sono stati effettuati con dosaggi che variavano da 160 a 320 mg (estratto secco titolato con acidi grassi e fitosteroli superiori all’85%) •Ha dimostrato di inibire la 5 alfa reduttasi di tipo 1 e 2 e quindi può essere utile per contrastare la calvizie comune. Sottoforma di capsule la Serenoa va utilizzata a dosaggi che variano tra i 90 e i 320 mg al giorno. Urtica Dioica •L’ortica svolge un’azione rivitalizzante sul cuoio capelluto ed è usata spesso in shampo e lozioni tonificanti per i capelli. Le radici hanno proprietà antiforfora e antiseborroica. Se ne utilizzano anche le capsule o le compresse con dosaggi dai 50 ai 100 mg solitamente in associazione con il Pygeum. Non ci sono studi specifici sui capelli anche se la betasitosterina ha dimostrato di ridurre l’attività del DHT.  L’ortica, fin dai tempi più antichi, è stata la pianta più utilizzata per preparare decotti, infusi, impacchi per la cura dei capelli. 

Mela annurca

The verde

Il tè verde inibisce selettivamente l’isoenzima di tipo 1 della 5 alfa reduttasi con un meccanismo di tipo non steroideo e quindi contrasta l’azione del DHT a livello della ghiandola sebacea. È una bevanda ricca di sostanze e vitamine antiossidanti  che dovrebbe essere sempre presente in una dieta ideale anche per il suo minor contenuto di caffeina (8-36 mg) sia rispetto al tè normale (12-50 mg), che al caffè (100-150 mg). Studi di laboratorio hanno dimostrato che il tè verde è un inibitore della  crescita delle cellule tumorali. Altri studi fanno ipotizzare un’azione antinfiammatoria, antimicrobica, e di riduzione del colesterolo e degli eventi cardiovascolari.

Acidi Grassi Polinsaturi Omega 3 

Gli effetti biologici benefici degli omega 3 sono stati scoperti studiando il rischio cardiovascolare di popolazioni eschimesi della Groenlandia che mangiavano ingenti quantità di pesce “grasso” come il pesce azzurro, salmoni e merluzzi. Le stesse popolazioni, emigrate nei paesi industrializzati come la Danimarca che avevano abbandonato le abitudini alimentari abituali presentavano un maggior rischio cardiovascolare e una incidenza più elevata di dermatite atopica e psoriasi, malattie cutanee rare nella popolazione esquimese.

Abbiamo visto nel capitolo sull’alimentazione come gli acidi grassi omega 3 siano fondamentali per ottimizzare i messaggi ormonali del nostro corpo, in quanto precursori degli eicosanoidi “buoni” meno infiammatori e vasodilatatori.

Gli acidi grassi polinsaturi sono sostanze così dette “essenziali”, perché l’organismo non è in grado di produrle e occorre introdurle con l’alimentazione.

Mela Annurca

L’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2.   In uno studio recente effettuato al dipeartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha diostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che sull’uomo tramite una lozione topica. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo.

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Autotrapianto di capelli: Esperienza diretta in sala operatoria

Autotrapianto di capelli: Esperienza diretta in sala operatoria

Mi presento nell’ambulatorio del dott. Balsamo alle ore 12,30, a intervento già iniziato (inizio operazione 11,40). Dopo avermi fornito di camice bianco, mascherina e dotato anche di guanti di lattice, il professore mi spiega che ha appena terminato la fase di suturazione della ferita nella zona del prelievo (una losanga di cute circa 12-14 cm per 1 cm).

Il paziente ha un bendaggio nella zona nucale per proteggere i punti di sutura. Sono passati pochi minuti dal prelievo e la prima cosa che attira la mia attenzione è che il paziente non è per niente agitato né dolorante, anzi mi saluta cordialmente seduto sulla poltrona chirurgica dove continuerà l’intervento.

Prima dell’intervento

Dopo un anno dall’ Intervento

Per gentile concessione del prof. Balsamo

In seguito il dottore e le infermiere cominciano a dividere la losanga di pelle appena prelevata, fino a frazionarla in micro e minigraft.

Il lavoro richiede tempo e molta precisione, oltre che una perfetta conoscenza della tecnica di divisione della losanga. Verso le 13,10 il chirurgo prepara la zona ricevente iniettando un anestetico, la xilocaina, lungo la linea frontale. L’anestesia dura circa un minuto e mezzo; le iniezioni vengono effettuate distanziate di circa 5 cm, in modo da effettuare meno fori possibili (circa 7-8). Questa è forse la fase più fastidiosa e dolorosa per il paziente, che però dopo pochi secondi dalla fine delle iniezioni torna completamente tranquillo e rilassato.

Per non far sanguinare eccessivamente la cute, il dottore inietta la xilocaina in associazione con adrenalina, che determina una vasocostrizione della zona ricevente. Poi il chirurgo prosegue praticando microincisioni nella cute, che serviranno per accogliere i follicoli prelevati precedentemente.

Il dottore mi spiega come sia importante l’angolo d’incisione del bisturi, per rispettare il più possibile l’inclinazione naturale dei capelli e avere così il miglior risultato estetico possibile. Le incisioni vengono effettuate a distanza di pochi mm l’una dall’altra, partendo dall’attaccatura fino alla parte sopra la testa. Il paziente non sente dolore e per gran parte dell’operazione dorme un sonno tranquillo!

La fase d’incisione dura circa un’ora ed è fondamentale per la buona riuscita finale. Si intuisce quanto il prof. Balsamo ci tenga al paziente nel realizzare un buon intervento.

Comincio a capire come questo tipo di operazione richieda una miscela di competenza, concentrazione, precisione certosina ed esperienza. Ogni “foro” viene effettuato singolarmente e a distanze regolari; la maggior attenzione viene riservata all’attaccatura della fronte.

Nella fase successiva i follicoli, disposti all’interno di quattro vaschette, vengono introdotti uno per uno nelle incisioni appena preparate. L’infermiera regge la vaschetta con i follicoli tenendola circa all’altezza del capo del paziente, mentre il chirurgo con fare deciso e sicuro, “pesca” il follicolo e lo spinge con un movimento veloce dentro l’incisione. Ogni incisione viene suggerita dall’infermiera, in modo tale che il chirurgo non debba preoccuparsi troppo di scegliere il punto giusto.

Ore 18 fine dell’intervento

Senza queste capacità e competenze, l’intervento tecnicamente potrebbe comunque riuscire, senza però raggiungere il risultato estetico desiderato dal medico e dal paziente

Considerazioni

L’autotrapianto è un lavoro di equipe ed è fondamentale la perfetta sincronizzazione degli automatismi tra anestesista, chirurgo, infermieri. Probabilmente è per questo che è così difficile effettuare un trapianto perfetto. Ad esempio l’ultima fase, che dura ben due ore ed apparente- mente così semplice da vedere, richiede invece capacità tecniche notevoli e doti di determinazione e pazienza nel mantenere la concentrazione costante fino alla fine dell’operazione.

Prima, per gent.le concessione del prof. Marco Toscani

Uno dei fattori che fa veramente la differenza e permette al chirurgo di ottenere il risultato tanto agognato è la passione. Parlando e avendo spesso contatti diretti con i prof. Toscani, Tesauro, Gambino e altri specialisti della Società italiana di Tricologia, si percepisce nei loro occhi quanto il loro lavoro sia mosso da una grande passione oltre che professionalità e disponibilità. L’obiettivo primario è soddisfare il paziente con realismo e franchezza. Qui sotto potete anche vedere la situazione il giorno dopo grazie alle foto del Pro. M.Toscani per farvi un’idea precisa di uno degli aspetti più richiesti dai miei lettori e che tratterò negli articoli futuri : Il giorno dopo il trapianto

Dopo un giorno, per gent.le concessione prof. Marco Toscani
Dopo sei mesi vietata la riproduzione (Marco Toscani)

In sintesi

1 Dopo la rasatura si effettua un’iniezione di anestetico nella zona posteriore    ore 11.40
2 Asportazione della losanga di pelle e suturazione della zona donatrice  
3 Gli infermieri sezionano al microscopio la losanga di pelle in micro e minigraft  
4 Il chirurgo effettua varie anestesie nella zona calva aggiungendo adrenalina per impedire l’eccessivo sanguinamento  
5 Dopo pochi minuti il chirurgo effettua centinaia di incisioni sulla zona calva dove saranno impiantati i follicoli  
6 Il chirurgo innesta uno per uno i follicoli all’interno delle incisioni Ore 18 fine intervento

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelliScarica l’indice del libroDownload

Leggi di più sul libro Prevenire e contrastare la caduta dei capelli

Un ringraziamento per le foto al prof. Marco Toscani e al prof. Catello Balsamo. Il prof. Balsamo ha terminato la sua attività da pochi anni

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Alopecia Androgenetica

Alopecia Androgenetica

la calvizie più frequente e che colpisce quasi il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni  è definita più correttamente alopecia androgenetica; i termini andro e genetica stanno a significare che occorrono due condizioni perché la calvizie possa insorgere, gli ormoni maschili (androgeni) e la predisposizione ereditaria.

Il testosterone è fondamentale per la maturazione sessuale, responsabile dell’aumento della massa muscolare, del desiderio  sessuale e dello sviluppo dei caratteri secondari maschili.

il Diidrotestosterone è un ormone fino a 20 anni fa meno famoso del testosterone e che in questi ultimi tempi tutti cercano di bloccare! Durante lo sviluppo sessuale il DHT va di pari passo con il testosterone agendo sulla crescita di vari organi androgeno dipendenti, come ad esempio la prostata e facendo crescere i peli della barba, del pube, delle orecchie e delle narici.

TestosteroneDiidrotestosterone (DHT)  
Sviluppo organi sessuali maschiliComparsa peli della barba, delle orecchie e delle narici.
SpermatogenesiIpertrofia prostatica benigna
Aumento massa muscolare e modificazione della voceAcne
Sviluppo peli ascellari e pubiciCalvizie comune  (nei soggetti predisposti geneticamente)  
Desiderio e attività sessualeIngrossamento della prostata dopo i cinquant’anni (Ipertrofia prostatica benigna) nei soggetti predisposti geneticamente

Tabella 1.1 (tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli“)

Il DHT deriva dal testosterone grazie a un enzima, la 5-alfa-reduttasi che con le sue due forme (isoenzima II e isoenzima I) catalizza la trasformazione del testosterone in vari organi del corpo.

La 5-alfa-reduttasi  di tipo I “promuove” la reazione a livello della ghiandola sebacea, mentre quella di tipo II agisce a livello della prostata e del follicolo pilifero trasformando Dottor Jekill, il testosterone, in DHT, il nostro Mister Hide!

Il DHT ha una affinità per questi recettori 5 volte superiore a quella del testosterone e il complesso DHT-recettore è molto più stabile. Quindi il DHT, grazie a questo recettore entra nel nucleo delle cellule della matrice del follicolo pilifero e interagendo con il Dna manda il messaggio di produrre meno proteine per la formazione del capello.

In poche parole nei soggetti predisposti geneticamente, l’ormone DHT permette di attivare il messaggio genetico per la calvizie (A. Marliani).

La calvizie comune è una malattia multifattoriale in cui entrano in gioco un gruppo di geni differenti e con espressività diversa in ogni individuo.

Un complesso e delicato insieme di messaggi ormonali e reazioni   metaboliche permette al follicolo pilifero di compiere il suo ciclo correttamente. Le cellule della matrice, deputate alla produzione del capello, utilizzano il glucosio come fonte di energia.

Per poter produrre questa energia a partire dal glucosio occorre l’AMP ciclico, una specie di “sergente maggiore” molecolare che all’interno della cellula riceve gli ordini dai propri superiori (il messaggio ormonale) e li trasmette costantemente (L’AMP ciclico è un secondo messaggero).

Qualsiasi fattore che disturbi il messaggio ormonale in prossimità delle cellule o la produzione di AMP ciclico porterà a una alterazione nella produzione di cheratina. Nel trascorrere degli anni lo stress e una alimentazione inadeguata possono influire in maniera  negativa sul equilibrio ormonale dell’organismo e  anche sulla vita  e la salute del capello.

Una alimentazione e uno di stile di vita corretti possono mantenere in perfetto equilibrio anche la produzione di prostaglandine, tra cui la PGD2, la prostaglandina coinvolta nei processi infiammatori del follicolo pilifero in grado di peggiorare la Calvizie comune.

Non è possibile sapere in che misura questi fattori incidano sul peggioramento della calvizie e sul processo di diradamento, in quanto ognuno di noi possiede un profilo metabolico e ormonale personale, ma una cosa è certa uno stile di vita e una alimentazione corretta sono le basi per poter rendere efficaci le strategie anticalvizie che prenderemo in considerazione in questa pubblicazione.

Tratto da “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini

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Finasteride Spray cutaneo 2,275 mg/ml – scheda tecnica

Finasteride Spray cutaneo 2,275 mg/ml – scheda tecnica

Caretopic è un farmaco a base del principio attivo Finasteride. E’ commercializzato in Italia dall’azienda Difa-Cooper S.p.A..

Caretopic può essere prescritto con Ricetta RR – medicinali soggetti a prescrizione medica.

Confezioni

Caretopic 2,275 mg/ml spray cutaneo, soluzione 1 flacone 18 ml

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Difa-Cooper S.p.A.

Ricetta: RR – medicinali soggetti a prescrizione medica

Classe: C

Principio attivo: Finasteride

Gruppo terapeutico: Ipertrofia prostatica benigna, Alopecia

ATC: D11AX10 – Finasteride

Forma farmaceutica: spray per uso esterno

Indicazioni

CARETOPIC è indicato per il trattamento topico negli uomini adulti di età compresa tra 18 e 41 anni, con caduta dei capelli da lieve a moderata (alopecia androgenetica) per aumentare la crescita dei capelli e prevenire l’ulteriore caduta.

Posologia

Posologia

CARETOPIC deve essere applicato una volta al giorno sulle zone calve del cuoio capelluto. A seconda delle dimensioni della calvizie, è possibile utilizzare da 1 a 4 erogazioni non sovrapposte (da 50 a 200 microlitri di soluzione).

La dose selezionata per l’entità della calvizie non deve essere aumentata oltre il massimo di 4 erogazioni. L’efficacia e la durata del trattamento devono essere continuamente valutate dal medico curante. Generalmente, sono necessari da 3 a 6 mesi di trattamento una volta al giorno prima che ci si possa aspettare l’evidenza della crescita dei capelli. Si raccomanda l’uso continuo per ottenere i benefici. Non c’è esperienza clinica con CARETOPIC oltre i 6 mesi.

Il flacone contiene fino a 180 erogazioni (erogazione di 50 microlitri ciascuna), sufficienti per 45 giorni di trattamento quando viene somministrata la dose massima di 4 erogazioni una volta al giorno, 60 giorni di trattamento per 3 erogazioni una volta al giorno, 90 giorni di trattamento per 2 erogazioni una volta al giorno e 180 giorni di trattamento per 1 erogazione una volta al giorno. Il flacone non deve essere utilizzato oltre le 180 erogazioni poiché potrebbe causare l’erogazione di una dose insufficiente. I pazienti devono essere informati di conseguenza.

Pazienti con compromissione renale o epatica

Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale o epatica (vedere paragrafo 5.2)

Popolazione pediatrica

La sicurezza ed efficacia di CARETOPIC nei bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni non è stata stabilita (vedere paragrafo 4.4).

Di Benjah-bmm27

Modo di somministrazione

CARETOPIC è per uso cutaneo. Deve essere utilizzato solo sul cuoio capelluto.

Assemblaggio dell’applicatore spray

La confezione di CARETOPIC contiene 2 componenti separati: un flacone con una pompa dosatrice collegata e un cono. Questi componenti richiedono l’assemblaggio prima del primo utilizzo.

Prima di utilizzare CARETOPIC per la prima volta, la pompa deve essere caricata mediante 4 erogazioni complete, dirigendo la soluzione spruzzata verso il lavandino del bagno (il lavandino deve essere risciacquato successivamente). Quando CARETOPIC non è stato utilizzato per almeno 2 settimane, la pompa deve essere ricaricata mediante 1 erogazione completa. Oltre a questo, non è necessario agitare il flacone o caricare la pompa ad ogni utilizzo.

Manipolazione dell’applicatore spray

CARETOPIC deve essere somministrato dal paziente stesso. I capelli e il cuoio capelluto devono essere completamente asciutti prima dell’applicazione della soluzione. La soluzione non deve essere spruzzata verso il viso e non deve entrare in contatto con le mani o qualsiasi parte del corpo diversa dall’area da trattare sul cuoio capelluto. In caso di contatto involontario con la soluzione, la parte del corpo interessata deve essere lavata accuratamente.

Quando si spruzza il cuoio capelluto, il cono deve essere a contatto con il cuoio capelluto per evitare la dispersione della Finasteride nell’aria. L’area del cuoio capelluto calvo coperta dal cono limita l’area massima di trattamento per 1 applicazione. Per coprire un’area maggiore del diametro del cono possono essere prescritte 2, 3 o 4 applicazioni. In questi casi, prima di applicare la seconda, terza o quarta erogazione, il cono deve essere spostato in un’area del cuoio capelluto vicino, ma non a contatto, con l’area di eventuali erogazioni precedenti per evitare la sovrapposizione dello spray.

Immediatamente dopo l’applicazione il paziente deve evitare il contatto tra il cuoio capelluto trattato e le superfici (ad esempio cuscini, caschi, cappelli, ecc.) fino a quando la soluzione non si è asciugata. Una volta applicato, CARETOPIC deve essere lasciato sulla zona trattata per almeno 6 ore.

Vedere paragrafo 4.4 per informazioni se il paziente può essere in contatto con una donna incinta o una donna che potrebbe rimanere incinta, o bambini e adolescenti.

Controindicazioni

CARETOPIC non è destinato all’uso da parte delle donne.

Donne in gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza (vedere paragrafi 4.4, 4.6 e 5.3). Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Possibile trasferimento di CARETOPIC

Le donne in gravidanza o che potrebbero rimanere incinte non devono entrare in contatto con CARETOPIC, o il cuoio capelluto o le superfici esposte a CARETOPIC, a causa della possibilità di assorbimento della Finasteride e del conseguente rischio potenziale per un feto maschio (vedere paragrafo 5.3). In caso di contatto involontario con la soluzione, la parte del corpo interessata deve essere lavata accuratamente.

I bambini e gli adolescenti di età inferiore a 18 anni non devono entrare in contatto con CARETOPIC, o il cuoio capelluto o le superfici esposte a CARETOPIC, a causa della possibilità di assorbimento della finasteride e delle sue potenziali reazioni avverse (vedere paragrafo 5.1). In caso di contatto involontario con la soluzione, la parte del corpo interessata deve essere lavata accuratamente.

Effetti sull’antigene prostatico specifico (PSA)

Negli studi clinici con finasteride 1 mg per via orale in uomini di età compresa tra 18 e 41 anni, il valore medio dell’antigene prostatico specifico (PSA) sierico è diminuito da 0,7 ng / ml al basale a 0,5 ng/ml al mese 12. Sebbene ci sia molto bassa esposizione sistemica alla finasteride dopo somministrazione topica rispetto alla somministrazione orale (vedere paragrafo 5.2), non sono disponibili dati sull’effetto di CARETOPIC sui livelli di PSA e questo deve essere considerato quando si interpretano i risultati dei test del PSA.

Effetti sul diidrotestosterone (DHT) nel siero

Il diidrotestosterone è un androgeno, un metabolita e la forma biologicamente più attiva di testosterone. Nello studio clinico di fase III alla settimana 24, c’è stata una diminuzione del DHT nel siero nel gruppo CARETOPIC. La diminuzione percentuale della concentrazione sierica media di DHT rispetto al basale era maggiore nel gruppo della finasteride orale, ma la diminuzione era clinicamente significativa sia con CARETOPIC (34,5%) che con finasteride orale (55,6%), indicando così la possibilità di reazioni avverse sistemiche di natura sessuale correlato a una diminuzione del DHT, sebbene con minore probabilità di CARETOPIC rispetto alla finasteride orale (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Deve essere rispettato lo schema di dosaggio (vedere paragrafo 4.2).

Tumore al seno

Non sono stati segnalati casi di cancro al seno in pazienti trattati con CARETOPIC negli studi clinici. Tuttavia, poiché il cancro al seno negli uomini è un rischio noto con la finasteride orale, i pazienti devono essere istruiti a segnalare prontamente qualsiasi cambiamento nel tessuto mammario come noduli, dolore, ginecomastia o secrezione dal capezzolo.

Alterazioni dell’umore e depressione

Non ci sono state segnalazioni di alterazioni dell’umore o depressione nei pazienti trattati con CARETOPIC negli studi clinici. Tuttavia, poiché in pazienti trattati con finasteride 1 mg per via orale sono stati segnalati alterazioni dell’umore, inclusi umore depresso, depressione e, meno frequentemente, idee suicide, i pazienti devono essere istruiti a consultare un medico se manifestano sintomi psichiatrici.

Contenuto di etanolo

CARETOPIC contiene 25 mg di etanolo (96%) in ciascuna erogazione che equivale a 0,5 mg/microlitri (55%). Può causare sensazione di bruciore sulla pelle danneggiata.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non sono stati effettuati studi di interazione con CARETOPIC. La finasteride topica determina bassi livelli sistemici di finasteride (vedere paragrafo 5.2), che è metabolizzato dal citocromo P450 3A4 (CYP3A4). Un effetto clinicamente rilevante dell’uso concomitante di induttori o inibitori del CYP3A4 sulla finasteride topica o della finasteride topica su altri trattamenti metabolizzati da questo enzima è improbabile.

L’uso concomitante di CARETOPIC con altri prodotti topici, come cosmetici, creme solari o altri medicinali per uso topico, sulla stessa area non è stato studiato. Evitare l’uso di tali prodotti sulle aree trattate con CARETOPIC.

Non sono disponibili dati sull’uso concomitante di CARETOPIC e finasteride orale 1 mg o minoxidil topico nella perdita di capelli maschile.

Fertilità, gravidanza e allattamento

CARETOPIC non è destinato all’uso da parte delle donne.

Gravidanza

CARETOPIC è controindicato nelle donne in gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza a causa del rischio di teratogenicità in gravidanza per feti maschi (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.3).

Le donne in gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza non devono entrare in contatto con CARETOPIC, o il cuoio capelluto o le superfici esposte a CARETOPIC, a causa della possibilità di assorbimento della Finasteride e del conseguente rischio potenziale per un feto maschio (vedere paragrafo 5.3). In caso di contatto involontario con la soluzione, la parte del corpo interessata deve essere lavata accuratamente.

Allattamento

Non applicabile, poiché CARETOPIC è indicato per il trattamento topico di uomini adulti.

Fertilità

La fertilità nell’uomo non è stata studiata con CARETOPIC.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

CARETOPIC non altera la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

 Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo di sicurezza di CARETOPIC si basa sui dati di 229 pazienti con alopecia androgenetica e 97 soggetti sani che sono stati esposti a CARETOPIC nel programma di sviluppo clinico. Nello studio clinico di fase III 181 pazienti sono stati esposti a CARETOPIC per un massimo di 6 mesi, 181 pazienti trattati con placebo e 84 pazienti con Finasteride orale. In questo studio sono stati riportati prurito ed eritema, la maggior parte dei quali si sono verificati sul cuoio capelluto. Il prurito si è verificato in 5 pazienti (2,8%) e l’eritema in 4 (2,2%) dei 181 pazienti trattati con CARETOPIC.

Elenco tabulato delle reazioni avverse

Le reazioni avverse segnalate durante il programma di sviluppo clinico sono elencate di seguito utilizzando le seguenti categorie di frequenza: Molto comune (≥1 / 10); comune (da ≥1 / 100 a <1/10); non comune (da ≥1 / 1.000 a <1/100); raro (da ≥1 / 10.000 a <1 / 1.000); molto raro (<1 / 10.000); non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi

Frequenza

Reazioni avverse

Patologie della cute

e del tessuto sottocutaneo

Comune

Prurito

Comune

Eritema

Indagini

Molto comune

Diminuzione del diidrotestosterone

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Per la finasteride orale, sono elencate le reazioni avverse di natura sessuale (diminuzione della libido, disfunzione erettile e disturbi dell’eiaculazione [inclusa la diminuzione del volume dell’eiaculato]).

Nello studio principale clinico di Fase III per CARETOPIC, sono stati riportati anche tali eventi avversi di natura sessuale correlati al trattamento (perdita di libido, diminuzione della libido, disfunzione erettile, disfunzione sessuale) e hanno avuto una frequenza complessiva del 2,8% nei pazienti trattati con CARETOPIC, 3,3% nei pazienti trattati con placebo e 4,8% nei pazienti trattati con finasteride orale 1 mg. Vedere anche i paragrafi 4.4 e 5.1.

Ulteriori reazioni avverse sistemiche riportate in relazione alla finasteride orale durante gli studi clinici e/o dopo la commercializzazione possono anche essere possibili con CARETOPIC: reazioni di ipersensibilità, inclusi eruzione cutanea, prurito, orticaria e angioedema; depressione; ansia; palpitazioni; aumento degli enzimi epatici; dolorabilità e ingrossamento del seno; dolore ai testicoli; ematospermia; e infertilità.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

L’assorbimento della Finasteride applicato localmente è molto basso. In caso di sovradosaggio si prevede che i livelli sierici di DHT diminuiscano, il che potrebbe comportare una maggiore probabilità di effetti sistemici.

Non è raccomandato alcun trattamento specifico del sovradosaggio con CARETOPIC.

Scadenza

2 anni

Dopo la prima apertura del flacone: 6 mesi.

Conservazione

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

CARETOPIC contiene etanolo, che è infiammabile. CARETOPIC non deve essere spruzzato vicino a fiamme libere o mentre si fuma.

Elenco degli eccipienti

Etanolo (96%)

Glicole propilenico

Idrossipropilchitosano

Acqua purificata

Foglietto Illustrativo

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Fonti Ufficiali

Ministero della salute

EMA

AIFA

Farmaci e Telogen effluvium

Farmaci e Telogen effluvium

Questo è un elenco dei principali farmaci che potrebbero dare problemi ai capelli e Telogen effluvium, cioè una caduta di capelli temporanea e copiosa su tutta la testa. Spesso non ci facciamo caso, ma potrebbe essere un farmaco che assumiamo costantemente a provocare problemi. L’importante è valutare con il proprio medico questa eventualità e cercare di sostituirlo, se è possibile, con un altro farmaco con le stesse caratteristiche di efficacia ma senza questo fastidioso effetto collaterale.

Alcuni farmaci di questa tabella sono molto usati come alcuni antipertensivi ad esempio il captopril e l’enalapril (ace inibitori), oppure calcio antagonisti come l’amiodarone. Antifungini come il fluconazolo, i cumarinici come il Cumadyn, l’allopurinolo per ridurre l’acido urico in eccesso, gli ormoni androgeni che spesso vengono proposti illegalmente nelle palestre per potenziare la muscolatura, l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene e l’indometacina (antinfiammatori), le eparine per fluidificare il sangue.

Farmaci che possono provocare Telogen effluvium


Acido acetilsalicilico
Acido nicotinico
Acido valproico
Albendazolo
Allopurinolo
Amiodarone
Androgeni
Anfetamine
Bismuto
Borati
Bromocriptina
Butirrofenoli
Captopril
Carbimazolo
Carbamazepina
Chinacrina
cimetidina
clofribrato
clomifene
cloranfenicolo
clorochina
contraccettivi orali
cumarinici
danazolo
desipramina
destano
enalapril
eparinoidi
etambutolo
etionamide
etretinato
fenindione
fenofibrato
fluconazole
fluochetyna
gentamicina
ibuprofene
idantoina
inipramina
immunoglobuline
indometacina
interferone


isozianide
isotretinoina
itraconazolo
levodopa
litio
maprotilina
mepacrina
mercurio
metildopa
metirapone
metisergide
metoprololo
minoxidil
nadololo
nitrofurantoina
piridostinina
propanololo
Sali d’oro
Salicilati
Selenio
Sulfalazina
Tallio
Terfenadiana
Tiamfenicolo
Tiocianato di potassio
Tiouracile
Tramilcipronina
Trimetadione
Triparonolo
Vitamina A

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni
http://fabriziofantini.com/libri/
Come combattere seborrea, dermatite seborroica, forfora

Come combattere seborrea, dermatite seborroica, forfora

Secondo pilastro: combattere dermatite seborroica e forfora se presenti

Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:

2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi

In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.

L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli

Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni  locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Forfora e capelli grassi

La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.

La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.

http://fabriziofantini.com/iacoderm-shampoo-ds/

Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)

•  Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.

•  Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.

•  Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Consigli per contrastare forfora e seborrea: continua…troverete l’intero capitolo su Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” (pag.18.-28) Tecniche nuove edizioni

The verde e capelli

The verde e capelli

Tè verde (camellia sinensis)

Nella preparazione del tè verde al contrario del tè normale le foglie non vengono fatte fermentare. Dopo l’essiccazione mediante aria calda le foglie vengono torrefatte per bloccare la fermentazione. Questo è un passaggio importante nella produzione che permette al tè verde di possedere una maggior quantità di sostanze e vitamine antiossidanti.

Studi di laboratorio del Dr Hirota Fujiuki dell’Istitituto Saitama di ricerca sul cancro a Komuro in Giappone hanno dimostrato che il tè verde è un forte antiossidante e inibitore della  crescita delle cellule tumorali. La percentuale di casi di tumore alla prostata nella popolazione cinese è correlata all’assunzione del tè verde e conferma le proprietà benefiche di questa erba medicinale. Il Medical college di Calcutta ha condotto uno studio che ha dimostrato che il tè verde è in grado di abbassare il colesterolo e contrastare l’infarto cardiaco.

I principi attivi del tè verde hanno anche una azione antinfiammatoria e antimicrobica, uno studio dell’Università di Tokio ha evidenziato che i principi attivi di questa bevanda contrastano l’insorgere delle carie dentarie avendo azione battericida sullo streptococcus mutans.

Il tè verde ha anche un’azione di inibizione della 5 alfa reduttasi di tipo 1, grazie a due sostanze in esso contenute, l’epigallocatechina-3-gallato e l’epicatechina-3-gallato.

Il tè verde ha quindi una possibile azione antiandrogena soprattutto a livello della ghiandola sebacea. Queste due sostanze sono dei tannini che hanno una azione di tipo non steroideo e bloccano con un meccanismo non competitivo, le attività della 5 alfa reduttasi di tipo 1.

Questa azione sulla ghiandola sebacea ne fa ipotizzare un effetto di modulazione e riequilibrio sulla produzione del sebo, anche se non ha dimostrato di agire a livello topico, come del resto per ora quasi tutte le sostanze antiandrogene non ormonali, utilizzate comunemente nei trattamenti cosmetici.

Meccanismi d’azione del Tè Verde

1) Contrasta l’azione del DHT a livello della ghiandola sebacea

Inibendo la 5 alfa reduttasi di tipo 1 a livello della ghiandola sebacea, contrasta l’azione del DHT che, prodotto in eccesso provoca un aumento della secrezione sebacea e soprattutto uno squilibrio nei suoi componenti.

2) Potente azione antiossidante

L’epigallocatechina 3 gallato (EGCG) lo stesso polifenolo capace di contrastare l’azione della 5 alfa redattasi, è probabilmente la sostanza capace di una forte azione antiossidante, sia in vitro, sia in alcuni studi in vivo. Il tè verde è in grado di inattivare alcuni agenti carcinogeni pericolosi, come le nitrosammine e alcuni dannosi idrocarburi aromatici.

3) Stimola l’irrorazione sanguigna e la rigenerazione della pelle

4) Azione antinfiammatoria e antimicrobica

5) Moderata azione di riduzione del tasso di colesterolo nel sangue

6) Utile integratore di ferro, zinco, fluoro, vitamina C e altri importanti               oligoelementi

Il tè verde non ha effetti collaterali, il contenuto di caffeina è nettamente minore sia del tè normale che del caffè. È molto importante consumarlo tiepido in quanto l’assunzione di bevande troppo calde con temperature che variano tra i 55  e 70 gradi potrebbe essere dannosa per la mucosa esofagea.

SostanzaFoglie di Tè verde
ComponentiEpigallocatechina-3-gallato e epicatechina-3-gallato, caffeina, vitamine e oligoelementi.
Studi scientificiÈ stato dimostrato che epigallocatechina-3- gallato e epicatechina-3-gallato in vitro inibiscono la 5 alfa reduttasi di tipo 1 ma non l’isoenzima di tipo 2 

Preparazione:

Portare l’acqua ad ebollizione, attendere che la temperatura scenda fino a 60 gradi , versare il tè e lasciare in infusione 3 minuti. Non consumare la bevanda troppo calda. Esiste anche sotto forma di capsule e compresse.

Conclusioni:

 Il tè verde inibisce selettivamente l’isoenzima di tipo 1 della 5 alfa reduttasi con un meccanismo di tipo non steroideo e quindi contrasta l’azione del DHT a livello della ghiandola sebacea.

È una bevanda ricca di sostanze e vitamine antiossidanti  che dovrebbe essere sempre presente in una dieta ideale anche per il suo minor contenuto di caffeina (8-36 mg) sia rispetto al tè normale (12-50 mg), che al caffè (100-150 mg). Studi di laboratorio hanno dimostrato che il tè verde è un inibitore della  crescita delle cellule tumorali. Altri studi fanno ipotizzare un’azione antinfiammatoria, antimicrobica, e di riduzione del colesterolo e degli eventi cardiovascolari.

Tratto da “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” Tecniche Nuove Edizioni Scarica l’indice del libroDownload

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini- “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” nuova edizione-Tecniche Nuove Edizioni©