L’eccesso di sebo è uno degli inestetismi meno graditi alle persone, la pelle del viso è lucida e i capelli risultano unti e talvolta maleodoranti.
Le cause sono molteplici, per questo è necessaria una diagnosi medica per individuarle.
Ma cosa possiamo fare per ottenere un risultato estetico appagante?
Sono molte le persone che si rivolgono a una estetista qualificata per migliorare l’aspetto della propria pelle mediante prodotti specifici e pulizie del viso.
Meno sono le persone che si affidano a un operatore tricologo qualificato per migliorare l’aspetto dei capelli.
Innanzitutto è necessario valutare la quantità e il tipo di sebo prodotto con un sebometro e una microcamera, stabilire il numero di sedute di trattamento e scegliere i prodotti più idonei.
Si deve fare molta attenzione a non asportare il sebo in modo aggressivo per non alterare il delicato equilibrio del nostro cuoio capelluto. Ricordiamoci che il sebo nella giusta quantità svolge una funzione protettiva sulla nostra pelle.
La pulizia del cuoio capelluto è sostanzialmente come quella del viso. Si prepara la cute con il casco vaporizzatore* con ozono per qualche minuto, si applica una lozione dermopurificante a base di estratti secchi, si effettua un massaggio di scollamento e poi si riposiziona il casco vaporizzatore per altri 10 – 15 minuti.
Una volta che i tappi sebacei si sono sciolti, si asportano con un detergente mirato, si procede con un emulsione ristrutturante sullo stelo e infine si applica una lozione idratante e lenitiva su tutto il cuoio capelluto, senza risciacquo.
Questo trattamento può essere ripetuto settimanalmente per un mese o due poi si passa a un trattamento mensile di mantenimento. Per chi preferisce un trattamento domiciliare, è possibile utilizzare una lozione pre-shampoo a base di oli essenziali dermopurificanti.
Ci vorrà più tempo per ottenere un risultato, ma sarà altrettanto soddisfacente. Da non sottovalutare è la scelta dei prodotti domiciliari per detergere il cuoio capelluto. Ricordiamoci sempre che i capelli sono un annesso cutaneo, mantenere un equilibrato stato fisiologico della cute ci permette di avere capelli più belli.
Autore di questo articolo
Manuela Fracassi Tricologo professionista Membro della Società italiana di Tricologia www.manuelafracassi.it
*Il casco vaporizzatore è un apparecchio che utilizza l’energia termica. Il vapore prodotto dilata i follicoli e rende più efficaci i trattamenti mirati a rimuovere le impurità e il sebo.
Ogni capsula molle contiene 320 mg di estratto lipido-sterolico di Serenoa repens* (7-11: 1).
*Estratto oleoso originato da frutti di Serenoa repens (Bartram) Small. Solvente di estrazione: esano
Eccipienti con effetti noti: etile para-ossibenzoato sodico, propile para-ossibenzoato sodico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Capsule molli per uso orale.
Le capsule molli sono beige e contengono un olio di colore giallo tendente al verde.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Turbe funzionali dell’ipertrofia prostatica benigna nel maschio adulto.
Gli effetti di Permixon si manifestano sulla sintomatologia propria dell’ipertrofia prostatica benigna: pollachiuria, nicturia, disuria, diminuzione del volume e della forza del getto, sensazione di incompleto svuotamento vescicale e di dolorosa tensione perineale.
Nei casi in cui la malattia necessiti una soluzione terapeutica chirurgica, la somministrazione di Permixon, migliorando le condizioni cliniche del paziente, ne facilita l’operabilità.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Modo di somministrazione:
Per uso orale. Prendere con un bicchiere d’acqua.
Posologia:
Secondo prescrizione medica. In linea generale: 1 capsula molle da 320 mg 1-2 volte al giorno, a seconda della gravità.
La posologia può essere variata secondo il giudizio del medico. E’ consigliabile che la terapia venga proseguita per un lungo periodo di tempo, comunque non inferiore ai 30 giorni.
Popolazione pediatrica:
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Permixon nella popolazione pediatrica.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, elencati al paragrafo 6.1.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Per valutare i possibili effetti dell’estratto lipido-sterolico di Serenoa repens sull’attività del citocromo P450 sono stati condotti due studi in vitro che indicano un’inibizione non significativa su CYP1A2, CYP2D6, CYP2B6, CYP2E1, CYP3A4; un’inibizione modesta su CYP2C8, CYP2C19 e un’ inibizione moderata su CYP2C9.
04.6 Gravidanza e allattamento
Permixon è destinato esclusivamente all’uso negli uomini. Il prodotto non è indicato in gravidanza e durante l’allattamento.PUBBLICITÀ
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Permixon non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
La tabella seguente riporta gli effetti indesiderati osservati in sette studi clinici, condotti su un totale di 3.593 pazienti: 2.127 trattati con Permixon, per i quali la valutazione di causalità era non “esclusa”.
Gli effetti indesiderati sono riportati di seguito secondo la classificazione MedDRA per sistemi e organi ed elencati di seguito per classi di frequenza come: molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1.000 a < 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Nessuna reazione avversa era di frequenza “molto rara”, “rara” o “molto comune” e pertanto le relative colonne non sono presenti nella tabella.
Comune
Non comune
Patologie del sistema nervoso
Cefalea
Patologie gastrointestinali
Dolori addominali
Nausea
Patologie epatobiliari
Aumento della gamma-glutamil transferasi Aumento delle transaminasi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rash cutaneo
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Ginecomastia
Durante gli studi clinici sono stati osservati solo moderati aumenti nelle transaminasi e l’aumento nei test di funzionalità epatica era senza significatività clinica.
Inoltre, nell’esperienza post-marketing è stato riportato edema con una frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
È stata osservata ginecomastia, ma era reversibile dopo l’interruzione del trattamento.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite :
Permixon (estratto lipido-sterolico di serenoa repens)) è un farmaco in grado di esplicare un valido controllo sui disturbi funzionali connessi con l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), di cui influenza diversi meccanismi patogenetici.
L’IPB è correlata con la proliferazione delle componenti stromali ed epiteliali prostatiche, la cui epoca di esordio coincide con la 4a -5a decade di vita.
La prevalenza di questa malattia aumenta progressivamente con l’età fino ad interessare il 90% degli uomini di 80 anni.
L’insorgenza dell’IPB riconosce un’origine multifattoriale in cui giocano un ruolo fondamentale vari ormoni sessuali.
La prostata è un organo ormono-dipendente il cui metabolismo è particolarmente sensibile all’azione del DHT (di-idro-testosterone), prodotto ad opera della 5-alfa-reduttasi testosterone, di cui rappresenta il metabolita attivo.
Studi di farmacologia hanno confermato l’azione inibitoria, svolta da Permixon sulle 5-alfa-reduttasi. Parallelamente Permixon si è dimostrato attivo nell’impedire il legame del DHT ai propri recettori cellulari.
Il farmaco non interferisce con l’asse ipotalamo-ipofisario.
Ulteriori ricerche di farmacologia hanno evidenziato effetti anti-infiammatori di Permixon mediati dall’inibizione della fosfolipasi A2, responsabile attraverso la trasformazione dei fosfolipidi in acido arachidonico, della prima tappa della produzione delle prostaglandine, sostanze mediatrici dei fenomeni infiammatori. In particolare, interferendo con la componente flogistica vascolare (permeabilità capillare e aggregazione piastrinica).
Permixon manifesta effetti di tipo antiedemigeno e risulta utile nella correzione delle alterazioni minzionali connesse con l’ostruzione cervico- prostatica indotta dai fenomeni congestizi intra e peri-adenomatosi. Recenti studi sull’eziopatogenesi dell’IPB hanno preso in considerazione il ruolo svolto dagli estrogeni quali fattori favorenti l’attività metabolica della porzione stromale prostatica, che a sua volta influenzerebbe la crescita della porzione epiteliale.
La crescita della porzione stromale periuretrale giustifica, inoltre, molteplici aspetti della sintomatologia clinica dell’IPB. Permixon ha dimostrato di possedere un’attività che si esplica attraverso la riduzione dei recettori intranucleari per gli estrogeni.
L’analisi dei risultati ottenuti con l’impiego clinico di Permixon ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di numerosi parametri urodinamici entro 60-90 giorni dall’inizio del trattamento, con riduzione del residuo vescicale post-minzionale.
Sostanziali miglioramenti della sintomatologia soggettiva si verificano entro 30 giorni dall’inizio del trattamento.
Le proprietà anti-infiammatorie di Permixon, interferenti con la fase vascolare della flogosi, ne rendono utile l’impiego in quelle fasi della malattia in cui eventuali processi prostatitici intercorrenti si accompagnano ad una spiccata componente edematosa a carico del tessuto prostatico.
Studi clinici a lungo termine hanno dimostrato la stabilità degli effetti terapeutici di Permixon.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Studi di farmacocinetica indicano che gli acidi grassi (acido laurico, acido miristico e oleico) componenti dell’estratto lipidico sterolico sono significativamente assorbiti dal tratto gastroenterico con variabilità individuale.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi non clinici di tossicità a dose singola e ripetuta, genotossicità, e tossicità della riproduzione.
Nessuno studio è stato eseguito per valutare il potenziale cancerogeno.
Il resveratrolo non è solo una sostanza molto interessante per l’azione sul metabolismo mitocondriale e energetico della cellula, ma esplica numerose funzioni che elencherò in questa sezione.
Il Resveratrolo non dovrebbe mai mancare nella dieta anti calvizie per le sue proprietà anti-invecchiamento, antiossidanti, immunomodulanti, antinfiammatorie 1) e antivirali. Grazie a queste molteplici azioni il resveratrolo è studiato anche nei Coronavirus, compreso il Mers-Cov2 e sono in corso studi anche sul CoV-19 alcuni dei quali già pubblicati in associazione con l’indometacina. Facciamo un riassunto dei coronavirus
I coronavirus sono virus a RNA con capsula che causano malattie respiratorie di gravità variabile dal raffreddore comune alla polmonite fatale.
La maggior parte dei Coronavirus causa malattie negli animali. Esistono 7 tipi di coronavirus responsabili di malattie negli esseri umani.
Quattro di queste 7 infezioni da coronavirus umano causano lievi sintomi delle vie aeree superiori, come ad esempio il raffreddore
Alcuni coronavirus causano infezioni respiratorie molto gravi, e talvolta fatali, nell’uomo rispetto ad altri coronavirus e hanno causato gravi focolai di polmonite mortale nel XXI secolo:
Il Sars-Cov2 è un nuovo coronavirus identificato come la causa della malattia da coronavirus nel 2019 (COVID-19) che ha iniziato a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 e si è diffuso in tutto il mondo.
Il coronavirus Mers-Covè stato identificato nel 2012 come la causa della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Middle East respiratory syndrome [MERS]).
Il coronavirus Sars-Cov della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) è stato identificato come la causa eziologica di un focolaio di sindrome respiratoria acuta grave.
Questi coronavirus che causano gravi infezioni respiratorie sono patogeni zoonotici, che iniziano negli animali infetti e vengono trasmessi dagli animali alle persone.
Inibizione in vitro dell’infezione da MERS-CoV da parte del resveratrolo- Shih-Chao Line alt. Ph.D. Program in Medical Biotechnology, National Chung Hsing University, Taichung, Taiwan.
In questo studio pubblicato nel 2017 sulla rivista BMC Infect Dis. si è verificata l’efficacia in vitro del Resveratrolo come inibitore del Coronavirus Mers-CoV
Contesto: la sindrome respiratoria mediorientale coronavirus (MERS-CoV) è un patogeno virale emergente che causa grave morbilità e mortalità.
Ad oggi, non esistono vaccini approvati o autorizzati o medicinali antivirali che possono essere utilizzati per il trattamento di pazienti con infezione da MERS-CoV. Qui, abbiamo analizzato le attività antivirali del resveratrolo, un composto naturale presente nei semi d’uva e nella buccia e nel vino rosso, contro l’infezione da MERS-CoV.
Metodi: Abbiamo eseguito saggi per valutare i tassi di sopravvivenza delle cellule infette da MERS. Inoltre, i test quantitativi hanno determinato l’RNA virale intracellulare e l’espressione proteica. Per la produttività virale, sono state confermate le proprietà antivirali del resveratrolo contro MERS-CoV.
Risultati:
Il resveratrolo ha inibito in modo significativo l’infezione da MERS-CoV e la sopravvivenza cellulare prolungata dopo l’infezione da virus. Abbiamo anche scoperto che l’espressione della proteina nucleocapside (N) essenziale per la replicazione di MERS-CoV era diminuita dopo il trattamento con resveratrolo.
Inoltre, il resveratrolo ha down-regolato l’apoptosi indotta da MERS-CoV in vitro. Con la somministrazione consecutiva di resveratrolo, siamo stati in grado di ridurre la concentrazione di resveratrolo ottenendo al contempo efficacia inibitoria contro MERS-CoV.
Conclusione: in questo studio, abbiamo prima dimostrato che il resveratrolo è un potente agente anti-MERS in vitro. Riteniamo che il resveratrolo possa essere un potenziale agente antivirale contro l’infezione da MERS-CoV nel prossimo futuro.
Il Resveratrolo ha dimostrato di inibire le prostaglandine PGD2, tra le maggior responsabili della calvizie insieme al Dht in quanto in grado di aumentare l’infiammazione a livello delle cellule staminali del Bulge, non sono comunque ancora stati effettuati studi specifici sul cuoio capelluto e sulla alopecia androgenetica
Immured è un nutraceutico a base di resveratrolo in grado di aumentare le difese dell’organismo
La vitamina A è una delle vitamine più importanti per i capelli, in quanto permette la formazione di mucopolisaccaridi, sostanze essenziali del derma e delle guaine del pelo. È fondamentale per mantenere l’integrità delle membrane epiteliali e difende la pelle e i capelli dalle aggressioni da sostanze tossiche.
Regola la sintesi di cheratine, indispensabili per la struttura e la resistenza del pelo.
Mantiene l’integrità delle membrane epiteliali
Modula l’azione delle ghiandole sebacee
Protegge gli acidi grassi dall’ossidazione e neutralizza i radicali liberi
È necessaria nella sintesi degli ormoni steroidei, agendo come importante coenzima.
Contrasta l’ossidazione della Vitamina C
Stimola l’azione del sistema immunitario
Mantiene sani i capelli, le unghie, la cute e i denti
Permette una corretta visione notturna
Un deficit di vitamina A provoca secchezza cutanea e progressiva atrofia delle ghiandole sebacee e sudoripare. I capelli diventano fragili, opachi, senza forza e con danneggiamento delle loro guaine.
La ipervitaminosi da vitamina A può essere frequente in chi fa uso di retinoidi per curare l’acne e altre affezioni. In altri casi sarebbe infatti importante utilizzare integratori di Beta carotene che non presentano questi effetti collaterali.
Fabbisogno vitamina A
600-700 RE al giorno
L’ipervitaminosi provoca sintomi molto simili a quelli del deficit, e cioè secchezza, prurito, desquamazione e indebolimento dei capelli e annebbiamento della vista.
Le fonti principali di vitamina A sono di origine animale: olio di fegato di pesce, tuorlo d’uovo, latte e latticini, carne bianca. L’abuso di alcool, caffè, l’utilizzo di cortisonici possono contrastare e inattivare l’azione della vitamina A e del beta carotene.
Il beta carotene è una provitamina che viene convertita in vitamina A nell’intestino nella quantità necessaria all’organismo senza quindi rischi di sovradosaggi. E’ in grado di neutralizzare i radicali liberi e di proteggere la pelle e il cuoio capelluto dai danni causati dai raggi solari.
Precursore della Vitamina A
Contrasta i danni ossidativi causati dai radicali liberi
Blocca l’ O+ , radicale libero in grado di danneggiare la pelle e i capelli
Contrasta i danni cellulari dovuti al fumo di sigaretta che, come sappiamo, è dannoso anche per i capelli
I carotenoidi sono presenti abbondantemente nei frutti e negli ortaggi di colore verde arancione come pomodori, carote ecc.
La vitamina A può essere potenziata o distrutta da vari fattori, ne elenchiamo i principali nella seguente tabella.
Sostanze favorevoli Vitamine del gruppo B Vitamine C, D, E Calcio, Fosforo; Zinco
Sostanze dannose Eccesso di Vitamina D e ferro Cortisone Alcool, caffè, luce e ossigeno
Sintomi da carenza Capelli fragili e opachi Secchezza cutanea Problemi di visione notturna
La menopausa è un periodo della vita in cui si hanno delle profonde modificazioni a livello ormonale, psicologico ed emotivo. La qualità di vita e lo stato di salute in questi ultimi decenni sono notevolmente aumentate e una donna in menopausa è una donna biologicamente giovane con delle esigenze per quanto riguarda l’aspetto fisico e la propria salute ancora maggiori.
Durante la menopausa i cambiamenti fisiologici maggiori riguardano una riduzione drastica delle secrezioni ovariche di estrogeni e di progesterone, ormoni “amici” dei capelli, che possono essere la causa scatenante dell’insorgenza di una alopecia androgenetica femminile o di una carenza di estrone follicolare, già in atto, ma mai evidenziate. clicca qui per approfondire
A questo problema ormonale si associa un rallentamento della attività e dell’efficienza del sistema immunitario, dell’apparato scheletrico, della cute e dei capelli. Questi squilibri ormonali sono spesso fonte di forti alterazioni dello stato umorale e psicologico e sappiamo bene come lo stress non sia certo un fattore positivo per la salute dei capelli.
A tutto ciò si aggiunge anche una carenza di alcuni minerali che si perdono durante la menopausa come il calcio, il magnesio e il silicio. Anche in questo caso il dermatologo dovrà valutare insieme al ginecologo il quadro endocrino e nutrizionale. Decidere di effettuare, se necessarie, delle integrazioni di minerali e vitamine. Sarà necessario curare particolarmente lo stile di vita, cercando di evitare l’alcool, fumo e lo stress e una alimentazione non adeguata. Anche l’utilizzo di decolorazioni, tinture e permanenti dovrà essere limitato.
Se si perdono i capelli valutare il quadro endocrino e nutrizionale con degli esami del sangue. vedi gli esami da effettuare La soluzione potrebbe essere una lozione agli estrogeni e idrocortisone butirrato con la supervisione di un medico esperto in tricologia.
Evitare alcol, fumo e stress. Bere almeno un litro e mezzo di acqua naturale. Consumare the verde. Consumare vino rosso massimo una volta al giorno, ricco di resveratrolo (oppure resveratrolo concentrato e biodisponibile come revifast), molecola antinvecchiamento. Curarsi la mente e il corpo con attività fisica, camminare o correre 30 minuti 4 volte alla settimana con esercizi aerobici con piccoli pesi (2 o 3 kg), con meditazione, streching, lettura, viaggi, decidere le cose che ci fanno stare veramente bene compreso l’amore e l’attività sessuale.
Curare l’alimentazione, evitare cibi ad alto indice glicemico (pane, pasta di pizza, pasta fatta in casa, zuccheri raffinati…tutte cose buone insomma). Evitare i grassi saturi dei formaggi, insaccati, carne rossa. Preferire pesce azzurro, omega 3 nella frutta secca (non esagerare!), tagli magri della carne, fette di tacchino ecc. Clicca qui per approfondire
Non esagerare con decolorazioni e tinture, in un particolare periodo di perdita di capelli ridurre il tempo di posa anche solo di pochi minuti e aumentare il lasso di tempo prima di rifare la tintura, in quei frangenti per aspettare la tintura vera e propria ci può aiutare una tintura temporanea senza ammoniaca o un hennè
Valutare in questo periodo di coronavirus (se non avete potuto rifare tintura) se i capelli hanno avuto un miglioramento e un po di respiro! Questo significherebbe che tardare anche di poco la tintura e diminuire di un po di minuti il tempo di posa potrebbero essere utili
“La Policistosi ovarica“: una Sindrome Endocrino-Metabolica a cui dare del LEI
A cura del dottor Maurizio Bevini, ginecologo
La Sindrome dell’Ovaio policistico è un “ DISORDINE ENDOCRINO-METABOLICO che interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva. Il 30% delle giovani donne con PCOS ha problemi di acne e perdita di capelli. Il quadro clinico della PCOS, acronimo della Sindrome dell’Ovaio policistico, è fondamentalmente caratterizzato di una combinazione mista di:
Oligoanovulatorietà
Iperandrogenismo clinico e/o Biochimico
aspetto ecografico policistico delle Ovaie. Il 40-70% delle donne affette da PCOS presentano anche Obesità Androide e dislipidemia
Insulino resistenza e iperinsulinemia compensatoria (nel 70% dei casi)
OVAIO PCOS: INCREMENTO DELL’AREA STROMALE DI OLTRE 1/3 copyright M.Bevini
L’iperandrogenismo è una delle più comuni alterazioni della funzione endocrina nella donna. Spesso si ha irsutismo, perdita di capelli, acne e seborrea della cute e dei capelli. A questa condizione si associano spesso i classici disturbi del ciclo mestruale, quali anovulazione, oligoamenorrea, e a volte purtroppo metroraggie La virilizzazione vera e propria è un fenomeno più raro e associato alle patologie delle ghiandole surrenali
In questo quadro clinico la sindrome dell’ovaio policistico non va trascurata e può essere considerata la maggior responsabile dell’iperandrogenismo sub-clinico.
La calvizie comune e il telogen effluvium: due scomodi alleati
Abbiamo visto come il DHT sia “l’esecutore materiale” del messaggio genetico per la calvizie. Molti geni sono coinvolti nel determinare l’insorgere della alopecia androgenetica. Ogni individuo eredita dai genitori e dai nonni più o meno geni predisponenti che influenzeranno l’età di esordio e la gravità della calvizie comune.
Alla nascita sarà già scritto che nella sgradita “lotteria” chi avrà più numeri estratti (geni per la calvizie) sarà in questo caso meno fortunato (maggior gravità e precoce esordio). Il sesso maschile naturalmente è in questo caso svantaggiato in quanto il messaggio genetico è legato alla presenza di androgeni e quindi il numero di geni necessari per la calvizie è minore rispetto alla donna. E’ stato dimostrato che il tasso di testosterone nel sangue di uomini con o senza calvizie sono pressoché identici e comunque non sono necessari livelli extrafisiologici di ormoni maschili per determinare la calvizie comune.:
Purtroppo è ormai risaputo che l’uomo calvo non è più virile dell’uomo con i capelli e quindi in questo caso non vale neanche il proverbio “sfortunati al gioco, fortunati in amore”!!
Oltre che contrastare la dermatite seborroica, forfora e infiammazione è fondamentale individuare e risolvere un eventuale telogen effluviumperdita temporanea di capelli che contribuisce a peggiorare la calvizie.
Spesso alla calvizie comune si associa il telogen effluvium. Ma che cos’è il telogen effluvium? Il telogen effluvium consiste in una caduta diffusa e copiosa di capelli nella fase di riposo (telogen). Un’anemia, l’azione di alcuni farmaci, lo stress, uno stato febbrile e alcune malattie interferiscono con l’attività mitotica delle cellule germinative della matrice. A causa di questi fattori dannosi, numerosi follicoli su tutto l’area del cuoio capelluto si “rifugiano” prematuramente nella fase di riposo (telogen) per poi cadere insieme dopo tre mesi. Il follicolo entra forzatamente nella fase di riposo superando l’insulto senza ulteriori danni.
Abbiamo visto quali sono i frequenti motivi di telogen effluvium spesso cronico: diete sbilanciate, farmaci, stress, squilibri ormonali, lampade UV e esposizione ai raggi solari.
Cause più frequenti di telogen effluvium cronico Esposizione raggi solari Esposizione lampade abbronzanti Stress cronico effetti collaterali di alcuni farmaci Fumo di sigaretta Diete restrittive o inadeguate Dermatite seborroica
E’ fondamentale curare entrambe le patologie in quanto spesso la causa della caduta in telogen è ricorrente e la perdita diffusa diventa un fenomeno cronico che contribuisce a rendere la calvizie molto più grave.
È possibile individuare e differenziare calvizie comune e Telogen effluvium? Bisogna precisare innanzitutto che solo un dermatologo potrà individuare se si è affetti da entrambi i problemi oppure no. La calvizie comune ha un esordio che gli esperti chiamano giustamente “subdolo”, cioè non si ha un inizio vero e proprio della caduta dei capelli ma un assottigliamento graduale che porterà poi a un diradamento sempre più marcato. Nel telogen effluvium si ha un ricordo abbastanza preciso dell’inizio della caduta dei capelli che avviene, come abbiamo detto precedentemente, in tutto il capo. Nella calvizie comune non si hanno sintomi specifici mentre nel telogen effluvium a volte si può avere un dolore “a punture d’aghi”, definito tricodinia.
Nella
alopecia androgenetica i capelli che cadono sono di varie lunghezze e di minor
spessore, mentre se siamo in presenza solo di un telogen effluvium i capelli
caduti sono numerosi e hanno dimensioni normali.
Calvizie comune
Telogen effluvium
Sintomi
nessuno
A volte dolore al capo tipo “a puntura d’aghi”
Esordio
Mancanza di ricordo
Ricordo preciso
Qualità dei capelli caduti
Varie dimensioni di capelli miniaturizzati
Capelli normali
Quantità capelli caduti
< 100 al giorno
100-400 al giorno
Decorso
subdolo
Allarmante
Diradamento
Zona temporale e del vertice
Diffuso
Tratto da “prevenire e “Contrastare la caduta dei capelli” e “Capelli sani“
Il nuovo e unico nutraceutico per formulazione, indicato come coadiuvante per le ipercromie, le iperpigmentazioni post infiammatorie (dermatiti, ustioni solari e non) macchie senili e melanosi del volto.
Azione antiinfiammatoria (pino marittimo)
Inibizione del processo di iperpigmentazione (glucosamina)
Riduzione della sintesi di melanina (melograno)
Riduzione dell’eccesso di melanina (collagene)
Riduzione delle ipercromie (vitamina C)
INDICAZIONI: Iacoderm è un integratore alimentare a base di base di Glucosammina, Collagene, Melograno, Pino, e Vitamina C. Il Melograno risulta utile come antiossidante; la Vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
La glucosammina è un monosaccaride amminico presente nell’organismo umano a livello delle cartilagini, dove rappresenta un precursore di molecole biologicamente preziose, quali le glicoproteine e i glicosamminoglicani come l’acido ialuronico e l’eparan-solfato. Queste macromolecole hanno un ruolo fondamentale nella strutturazione tridimensionale della matrice e si possono definire il mattone costituente il tessuto cartilagineo.
COLLAGENE
Il collagene è una delle proteine più abbondanti presenti nell’organismo e si concentra soprattutto a livello di ossa, tendini, cartilagini, pelle, membrane e vasi sanguigni ed è il principale responsabile del turgore e dell’elasticità cutanea.
A livello cutaneo il collagene contribuisce a mantenere la compattezza, la tonicità ed il tono della cute, riducendo al minimo la presenza delle rughe e prevenendone la formazione. La quantità di collagene presente nell’organismo diminuisce con l’invecchiamento poiché aumenta la sua degradazione; la pelle diviene meno compatta e più sottile e di conseguenza si presenta soggetta ad un maggior rischio dello sviluppo di rughe, smagliature, infezioni, mentre il colorito ed il cambiamento della pigmentazione possono portare ad inestetismi come ad esempio delle macchie scure.
PINO
Dalla corteccia di Pino viene estratto principalmente il picnogenolo che è una miscela di sostanze antiossidanti, le cui proprietà sono essenzialmente antiossidanti, antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche e capillarotrope
MELOGRANO
Recenti ricerche hanno individuato diverse sostanze attive nel melograno quali Acido Ellagico, polifenoli, di cui fenoli semplici, tanniti e flavonidi, tutti potenti antiradicali liberi con azione anti-age. Inoltre l’acido ellagico e l’acido ascorbico contenuti nel melograno inibiscono la melanogenesi.
Modalità d’uso: Si consiglia l’assunzione di due compresse al dì.
Fabrizio Fantini, laureato in Biologia e divulgatore scientifico, membro della Società italiana di Tricologia, è docente al Corso di Alta Formazione in Tricologia del Sitri a Firenze
Fermare la caduta dei capelli e invertire il processo di diradamento:
In questi anni la medicina e la chirurgia della calvizie hanno compiuto notevoli progressi e questo ci permette di fruire di nuove armi per contrastare la calvizie comune e cercare di invertire il processo di diradamento tipico di questa affezione. In questo blog saranno prese in considerazione le reali novità nel campo delle patologie dei capelli, mantenendo la stessa filosofia, con l’impegno costante di tenervi sempre aggiornati
La convinzione comune che una persona con la calvizie potesse fare ben poco per poter salvare i propri capelli ora è cambiata, e quello che avevo previsto una decina di anni fa è in parte avvenuto, lo stile di vita, l’alimentazione e la lotta contro lo stress sono diventati dei fattori fondamentali per poter rendere sempre più efficaci le nuove strategie anticalvizie che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
10 milioni di persone hanno questo problema
In Italia sono almeno otto milioni di uomini e due milioni di donne che hanno problemi di capelli. La calvizie femminile ha poco a che fare con l’alopecia androgenetica. Le cause possono essere tante e diverse, vedremo cosa fare e quali strategie adottare in una sezione a parte. Saranno prese in considerazione le novità più interessanti e le prospettive future per poter favorire la ricrescita e la salute dei capelli
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Un approccio semplice ed utile nella terapia della Alopecia Androgenetica è quello dell’utilizzo locale dell’Idrocortisone.
I vantaggi sono dovuti alla azione antiinfiammatoria del farmaco e alla sua azione sul metabolismo energetico del bulbo pilifero. In caso di seborrea controlla l’eritema e la desquamazione.
Riduce la attività enzimatica della 5 alfa reduttasi legandosi ai recettori degli androgeni. Attiva la neoglicogenesi delle cellule del bulbo pilifero. Contrasta i fenomeni infiammatori perifollicolari e previene la fibrosi.
Usato in terapia intervallata, es due tre volte la settimana, è praticamente privo di effetti collaterali. Può essere associato ad altre terapie (Finasteride, Minoxidil o Estrone) e presenta un basso costo.
Contrasta la infiammazione, il prurito e a desquamazione presenti nella Dermatite Seborroica che spesso si associa alla Alopecia Androgenetica.
Va usato sotto controllo medico, come tutti i farmaci topici o per via generale impiegati nel trattamento della Calvizie.