Da non confondere con il Polygonum Cuspidatum, Il Polygonum multiflorum è un rimedio della medicina tradizionale orientale potenzialmente utile per contrastare la caduta dei capelli mediante una preparazione topica.
La medicina antica cinese fin dal 800 dc lo annovera tra le piante con proprietà toniche per la salute: “trarre beneficio dall’essenza, rafforzare il tuo spirito, proteggere la tua bellezza, scurire i capelli ed estendere la tua vita”. Nel Compendio della Materia Medica (Shizhen Li, 1578 d.C.), per descriverlo sono state usate le parole “potrebbe giovare all’essenza, ai reni, alla milza, alle ossa e ai capelli.
I suoi principi attivi si estraggono dalle radici e il più importante è il toracrisone. Alcuni studi in vitro e in vivo condotti in Asia (Weng-hon Lin e altri, 2015) su cavie di laboratorio hanno confermato che l’estratto delle radici di Polygonum multiflorum aumenta in maniera significativa la superossido dismutasi (potente antiossidante) e promuove la crescita delle cellule della papilla dermica mediante l’attivazione del VGEF, fattore di crescita endoteliale, favorendo anche il passaggio dei follicoli dallo stadio Catagen/telogen alla fase anagen. La formulazione topica sarebbe in grado di stimolare il fattore Shh, molecola morfogenetica fondamentale per il corretto sviluppo embrionale dell’organismo e in grado di controllare anche la divisione delle cellule staminali adulte. Si consiglia di usare l’estratto solo come lozione topica.
L’ortica, antico rimedio per la cura dei capelli, conosciuta da sempre per le sue proprietà depurative ed antinfiammatorie ha dimostrato di contenere principi attivi potenzialmente utili per contrastare la caduta dei capelli.
La pianta è alta circa un metro ed è caratterizzata dalla disposizione opposta delle foglie, dotate di peli urticanti nella loro parte inferiore.
Spesso si trova al margine dei sentieri e delle pietraie ed è presente in tutta la macchia mediterranea.
Si utilizzano tutte le parti della pianta, radici, e foglie. Come altre sostanze vegetali le sue radici contengono fitosteroli come la betasitosterina in grado di contrastare l’azione del DHT. Studi scientifici hanno confermato l’efficacia sulla ipertrofia prostatica in associazione con il pygeum africanum e la serenoa repens.
La pianta è ricca in clorofilla, acido gallico, istamina, acetilcolina, carotene, vitamina C e tanti oligoelementi come silicio, ferro, potassio, calcio, manganese. L’istamina è probabilmente in grado di attivare l’adenilciclasi di membrana e quindi l’ AMP ciclico promuovendo la sintesi di energia (A. Marliani).
Le radici contengono anche polifenoli, lignani e lectani, sostanze con azione antiossidante.
L’ortica, fin dai tempi più antichi, è stata la pianta più utilizzata per preparare decotti, infusi, impacchi per la cura dei capelli. Elenchiamo alcune delle ricette più famose sottolineando come l’azione di queste è puramente cosmetica!
Lozione per capelli grassi, fragili e con forfora Si prepara un decotto delle radici di ortica: Si fa bollire in un litro e mezzo di acqua 350 gr di radici frantumate e si aggiunge anche 250 gr di aceto nero per 10 minuti. La lozione fatta freddare si friziona molto delicatamente sui capelli
Lozione per riattivare la crescita Decotto misto di radici di ortica, bardana, rucola, 30 gr di ogni radice. Bollire in un litro d’acqua per 10 minuti. Frizionare delicatamente sul cuoio capelluto
Lozione per combattere la forfora Succo di ortica fresca, 50 gr con due cucchiai di olio di ricino. Si usa come una lozione
Impacco per capelli grassi Infuso di foglie (20 gr) di Ortica in mezzo litro di acqua. Dopo la bollitura lasciare in infusione (15 minuti) le foglie frantumate. Fare impacco con le foglie per 15 minuti, coprendosi con una cuffia da bagno, alla fine lavare i capelli con uno shampo delicato.
Frizione per riattivare la crescita Succo di foglie fresche di ortica (50 gr)
Maschera per capelli secchi Si stemperano in un po d’acqua le polveri con un cucchiaio fino ad ottenere un impasto adatto per l’impacco (non troppo liquido). Si applica poi la miscela sui capelli bagnati separandoli bene in modo che agisca anche sul cuoio capelluto. Far agire per 10 minuti e poi procedere con uno shampo delicato. Polvere di foglie di ortica 40 gr polvere di foglie di betulla 40 gr polvere di semi di psillio 35 gr
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Esistono numerosi fattori che peggiorano lo stato dei nostri capelli e in alcuni casi sono in grado aggravare la calvizie comune. Ilfumo, l’esposizione ai raggi solari nelle ore più calde, le lampade abbronzanti senza una protezione adeguata, uno stile di vita sottoposto continuamente allo stress, all’abuso di alcool e di caffeina con scarsa presenza di frutta e verdura nell’alimentazione sono i principali nemici dei nostri capelli.
Spesso nel sesso femminile i capelli crescono ma non come vorremmo, la crescita è lenta e non soddisfacente, i parametri sembrano tutti nella norma, eppure la capigliatura stenta a riacquistare vigore, ci sono alcuni fattori borderline che potremmo individuare grazie a una maggiore attenzione ai livelli delle vitamine e degli oligoelementi più importanti:
Verificare insieme allo specialista gli ormoni tiroidei e tramite alcuni esami del sangue la presenza di un ovaio policistico
I range ottimali per la salute dei capelli di alcune vitamine e oligoelementi sono più restrittivi, se i valori di questi sono borderline, la prima a soffrire è la capigliatura! (verifica i valori)
Affrontare lo stress e le pressioni a cui ci sottopone la vita quotidiana
Nel sesso maschile a volte non basta bloccare l’azione del DHT, per essere sicuri di preservare al meglio lo stato dei capelli bisognerà per forza seguire uno stile di vita virtuoso che ci permetterà di avere maggiori risultati e soddisfazioni.
Sarebbe altrimenti come assumere farmaci anticolesterolo e per la pressione pretendendo di continuare a mangiare grassi e cibi salati, abusare di alcool, fumo e caffeina, illudendoci che sarà sufficiente l’efficacia del farmaco per salvaguardarci da qualsiasi rischio per la salute.
Fattori dannosi per salute dei capelli
Fumo attivo e passivo Esposizione non corretta ai raggi solari senza adeguata protezione Esposizione alle lampade abbronzanti senza adeguata protezione Abuso di Alcool Abuso di caffeina Alimentazione con poca frutta e verdura Stress e vita sregolata Diete dimagranti squilibrate
Vedremo poi come affrontare alcune condizioni che possono essere potenzialmente dannose per lo stato dei nostri capelli. È importante sapere come lavare e asciugare i capelli, se utilizzare o meno un balsamo, come comportarsi se si effettua un’attività fisica costante.
Il polline è la parte germinativa maschile del fiore e si presenta come una polvere finissima spesso gialla o di colore più bruno. Le api, durante la loro attività di bottinatrici, si caricano di queste minuscole palline appiccicose, portandole da fiore in fiore favorendo l’impollinazione. Anche le api si nutrono di questa preziosa fonte di vitamine e aminoacidi essenziali ad alta concentrazione.
il polline è una fonte preziosa di aminoacidi essenziali e flavonoidi utili per la salute dei capelli
I pollini si classificano in anemofili e entomofili: la differenza consiste che gli entomofili vengono trasportati dalle api grazie alla loro maggior viscosità, mentre gli anemofili meno viscosi e più leggeri vengono veicolati dal vento per poter raggiungere il fiore da impollinare
La composizione del polline varia a seconda della provenienza, inoltre è fondamentale che sia elaborato dalle api proveniente dall’alveare.
Il polline si caratterizza dalla alta percentuale di aminoacidi essenziali, vitamine e dalla bassa percentuale di grassi. Presenti in buona quantità anche i flavonoidi tra i quali la quercitina, potente antiossidante e antinfiamamtorio e la rutina, la sostanza più attiva in grado di aumentare la microcircolazione dei vasi sanguigni.
L’alto contenuto dell’aminoacido leucina aiuta l’organismo a disintossicarsi, mentre aminoacidi e vitamine lo rendono un nutriente energizzante, antidepressivo e riequilibrante
La ricca presenza di vitamine e flavonoidi è in grado di potenziare le azioni benefiche della vitamina C sui capelli e sull’organismo in generale
Il Polline vanta nella sua composizione pressochè tutte le vitamine più importanti per la salute dei capelli: Vitamina C, Niacina, acido pantotenico, acido folico. tiamina, riboflavina, piridossina
**La principale difficoltà nell’applicazione del polline d’api nella moderna fitomedicina è legata all’ampia variazione specie-specifica nella sua composizione. Pertanto, le variazioni possono contribuire in modo diverso alle proprietà del polline d’api e all’attività biologica e quindi agli effetti terapeutici
**J Sci Food Agric . 2016 ottobre; 2016 19 aprile. “Proprietà biologiche e terapeutiche del polline d’api” Bożena Denisow, Marta Denisow-Pietrzyk
Numerosi oligoelementi essenziali, fondamentali per le funzioni biologiche dell’organismo: potassio, calcio, magnesio, silicio, fosforo, manganese, ferro, zolfo e zinco.
Come consumarlo: basta la quantità di un cucchiaino da caffè, circa 10 gr al mattino durante la colazione
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
La calvizie comune ha la particolarità di essere spesso un processo lungo e graduale, peggiorando a causa di infiammazione, telogen effluvium, dermatite seborroica, alimentazione e stile di vita inadeguati. Numerosi studi hanno dimostrato che alcuni estratti di piante medicinali sono in grado di avere una azione antinfiammatoria, antimicrobica e anche di contrastare la 5 alfa reduttasi enzima responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ormone che come sappiamo è il maggior responsabile della calvizie comune e del conseguente diradamento dei capelli.
Il Tè verde, i fitosteroli derivati da alcune piante come la serenoa repens (palma nana seghettata), il pygeum africanum, l’ortica e la soia contrastano l’azione del DHT. Altre sostanze come la vitamina B6, lo zinco e l’acido azelaico bloccano la 5 alfa reduttasi a livello topico. Gli estratti del seme dell’uva, gli estratti dell’orzo, hanno la capacità di agire sulla riepitelizzazione e sull’induzione della fase di crescita del capello. Il germe di grano e il lievito di birra possono costituire una valida integrazione di aminoacidi, vitamine, oligoelementi e sostanze antiossidanti. La carnitina è in grado di contrastare lo stress ossidativo e riequilibrare il ciclo del capello. Il Ginseng invece ci può aiutare nei momenti di forte stress fisico e mentale. Alcuni autori ipotizzano che i fitosteroli estratti da alcuni vegetali, di cui si è dimostrata l’efficacia nel trattare l’ipertrofia prostatica, potrebbero essere utili anche per la calvizie comune anche se sarebbe fondamentale prima di tutto avere certezze sulle modalità di estrazione dei principi attivi
La carnitina è fondamentale per la produzione di energia, regolando il metabolismo delle cellule viventi non solo trasportando acidi grassi nel mitocondrio ma svolgendo una infinità di compiti nell’ambito dei processi fisiologici degli organismi viventi. Nell’ambito tricologico i primi studi effettuati sul metabolismo del follicolo pilifero confermano che la carnitina è in grado di diminuire l’infiammazione e i radicali liberi, che come sappiamo, accelerano il decorso della alopecia androgenetica. Modulando l’apoptosi delle cellule cheratiniche del follicolo pilifero, è in grado di mantenere efficiente la così delicata fase catagen del ciclo del capello. Avere a disposizione un nutriente privo di effetti collaterali e sovradosaggi in grado di essere benefico per l’equilibrio metabolico dell’organismo e del ciclo del capello potrà diventare in futuro un nuovo strumento per prevenire le affezioni del cuoio capelluto.
Serenoa Repens (clicca qui) La Serenoa Repens è un fitocomplesso presente in commercio, sia come specialità medicinale, che come preparato erboristico con differenze nella percentuale dei principi attivi. Gli studi clinici sull’ipertrofia prostatica che confermano anche la buona tollerabilità sono stati effettuati con dosaggi che variavano da 160 a 320 mg (estratto secco titolato con acidi grassi e fitosteroli superiori all’85%) •Ha dimostrato di inibire la 5 alfa reduttasi di tipo 1 e 2 e quindi può essere utile per contrastare la calvizie comune. Sottoforma di capsule la Serenoa va utilizzata a dosaggi che variano tra i 90 e i 320 mg al giorno.
L’ortica svolge un’azione rivitalizzante sul cuoio capelluto ed è usata spesso in shampo e lozioni tonificanti per i capelli. Le radici hanno proprietà antiforfora e antiseborroica. Se ne utilizzano anche le capsule o le compresse con dosaggi dai 50 ai 100 mg solitamente in associazione con il Pygeum. Non ci sono studi specifici sui capelli anche se la betasitosterina ha dimostrato di ridurre l’attività del DHT. L’ortica, fin dai tempi più antichi, è stata la pianta più utilizzata per preparare decotti, infusi, impacchi per la cura dei capelli.
Il tè verde inibisce selettivamente l’isoenzima di tipo 1 della 5 alfa reduttasi con un meccanismo di tipo non steroideo e quindi contrasta l’azione del DHT a livello della ghiandola sebacea. È una bevanda ricca di sostanze e vitamine antiossidanti che dovrebbe essere sempre presente in una dieta ideale anche per il suo minor contenuto di caffeina (8-36 mg) sia rispetto al tè normale (12-50 mg), che al caffè (100-150 mg). Studi di laboratorio hanno dimostrato che il tè verde è un inibitore della crescita delle cellule tumorali. Altri studi fanno ipotizzare un’azione antinfiammatoria, antimicrobica, e di riduzione del colesterolo e degli eventi cardiovascolari…
Gli effetti biologici benefici degli omega 3 sono stati scoperti studiando il rischio cardiovascolare di popolazioni eschimesi della Groenlandia che mangiavano ingenti quantità di pesce “grasso” come il pesce azzurro, salmoni e merluzzi. Le stesse popolazioni, emigrate nei paesi industrializzati come la Danimarca che avevano abbandonato le abitudini alimentari abituali presentavano un maggior rischio cardiovascolare e una incidenza più elevata di dermatite atopica e psoriasi, malattie cutanee rare nella popolazione esquimese.
Abbiamo visto nel capitolo sull’alimentazione come gli acidi grassi omega 3 siano fondamentali per ottimizzare i messaggi ormonali del nostro corpo, in quanto precursori degli eicosanoidi “buoni” meno infiammatori e vasodilatatori.
Gli acidi grassi polinsaturi sono sostanze così dette “essenziali”, perché l’organismo non è in grado di produrle e occorre introdurle con l’alimentazione.
Mela Annurca
L’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2. In uno studio recente effettuato al dipeartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha diostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che sull’uomo tramite una lozione topica. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo.
La calvizie il più delle volte non è una vera e proprio malattia e non comporta alcun problema alla nostra salute. Perché allora è così importante avere i capelli? In tutte le società umane, la capigliatura è sempre stata simbolo di bellezza e salute, forza e virilità.
L’attrazione fisica e l’aspetto esteriore sono profondamente condizionati dalla salute dei nostri capelli. È per questo motivo che dopo la pubertà lo stato della capigliatura è un fatto stramaledettamente importante e serio, tant’è vero che il sommo poeta Dante Alighieri ce lo ricorda nel Canto XXVI dell’Ulisse (vv 34-36) citando un passo della Bibbia
E qual colui che si vengiò con gli orsi
Vide il carro d’Elia al dipartire
Quando i cavalli al cielo erti levorsi 36
Il profeta Eliseo (qual colui), schernito da un gruppo di ragazzi per la sua calvizie, invoca contro di essi la punizione divina, dal bosco sbucarono due orsi che ne sbranarono quarantadue (IV re II 23-24). A Dante per descrivere il profeta Eliseo basta un verso, una riga sola. Colui che si vendicò con gli orsi…
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Con lo sviluppo e l’evoluzione delle civiltà dell’uomo anche i significati simbolici dei capelli si sono diversificati e differenziati di pari passo con l’evolvere della complessità della società odierna. Ma facciamo un passo indietro nella storia, o meglio nella preistoria. Pensate che sia stata inventata prima la ruota o il pettine?
Prima un opera d’ingegno così importante per i trasporti umani e la tecnologia o un semplice utensile per mettersi in ordine la capigliatura?
Beh probabilmente il pettine è stato inventato 15-20 mila anni prima della ruota cioè nel paleolitico superiore ai tempi in cui il Neanderteal aveva ormai già lasciato il posto all’homo sapiens sapiens, è in questo periodo che appaiono le prime incredibili Veneri del Paleolitico, sculture raffiguranti figure femminili scolpite con raffinata maestria , mentre bisognerà aspettare circa il 5 mila avanti Cristo per poter usufruire della ruota in Mesopotamia.
Le veneri del Paleolitico sono le più antiche raffigurazioni dell’essere umano e prova che già 30.000 anni fa il genere homo, (il robusto Neanderteal o il più raffinato sapiens sapiens) aveva già sviluppato il bisogno di produrre oggetti artistici non per utilità ma per soddisfare una prorompente esigenza estetica. La stessa esigenza estetica che accomuna noi sapiens nel 2020 dopo Cristo
Il particolare più importante e che accomuna tutte le veneri del paleolitico è la straordinaria rappresentazione della capigliatura che risulta l’elemento più curato e raffinato. Il più delle volte il volto non è rappresentato mentre i capelli sono scolpiti con dovizia di particolari e con estrema precisione, come ad esempio la venere di Willendorf dove i riccioli sono resi da questi nodi regolari, distanziati da piccoli fori tra l’uno e l’altro, creando un singolare effetto decorativo.
Venere di Willendorf
Da sempre la maggior parte dei popoli della terra ha dedicato una cura minuziosa e attenta della capigliatura diventando un aspetto così potente sul piano simbolico con vere e proprie differenziazioni sul piano sociale e culturale.
Nell’età antica spiccano per raffinatezza e complessità le acconciature della civiltà Minoica Cretese “(2000-1200 a.C.), culla del mondo occidentale. Gli egizi, fin dalla I dinastia (3100 av.), davano primaria importanza alla cura di sé e l’elaborazione complessa di raffinate acconciature supera il semplice gusto estetico per sottolineare invece un valore simbolico, sociale e religioso. una grandissima varietà di pitture, sculture e rilievi scandiscono le epoche storiche della plurimillenaria dinastia egiziana.
Nella antica Grecia la mitologia e i più sofisticati significati simbolici si arricchiscono in maniera e in forme così originali e complesse che influenzano ancora l’iconografia e l’immaginario dei giorni d’oggi.
Testa di Medusa, L.Bernini (Musei Capitolini)
Solo l’infinita bellezza dei capelli e delle forme di medusa, l’unica mortale delle tre gorgoni, avrebbe potuto far innamorare il grande Poseidone nel tempio di Atene.
La civiltà romana al pari di quella greca e egizia attribuisce alla cura dei capelli e al suo ornamento nuovi e complessi significati simbolici che caratterizzano il lungo periodo di dominazione romana del mondo conosciuto. La calvizie era considerata un nemico da sconfiggere e come vediamo anche nella società di oggi un segnale di debolezza, insuccesso e vecchiaia sia nell’uomo che nella donna. L’utilizzo di parrucche realizzate con capelli veri provenienti dalle colonie era di uso comune nelle classi agiate e usata anche dagli uomini, serviva per nascondere la calvizie..continua
Tratto da “Le singolari differenze simboliche delle acconciature nella storia e nell’arte” Fabrizio Fantini leggi seconda parte
E’ vietata la riproduzione anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore -Tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
“Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.
Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo
Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
In attesa che le terapie producano il loro effetto o dopo un trapianto è molto utile l’utilizzo di polverine di cheratina. Sono utili per coprire il diradamento in un momento di bisogno, in occasione di un colloquio di lavoro o se dobbiamo partecipare a un incontro pubblico e siamo preoccupati per la nostra capigliatura un po diradata
Come ho detto sono prodotti a base di cheratina e altri componenti che si legano elettrostaticamente ai capelli e si depositano sul cuoio capelluto rendendo più spessi i capelli più sottili e coprendo le aree lucide e più rade.
Questi prodotti vengono utilizzati da personaggi dello spettacolo e della televisione per coprire il diradamento. Possono essere utili per coprire i capelli dopo intervento di autotrapianto perché non si vedano le crosticine rimaste dopo i primi giorni.
K-Max
I capelli sembrano più folti perché le microfibre si legano elettrostaticamente ai capelli rimasti
Funziona bene anche i casi di ampio diradamento, ma non nelle aree completamente prive di capelli o vellus
Si applicano con i capelli asciutti o umidi, successivamente ci si può pettinare e rimuovere le fibre in eccesso
Vengono rimossi facilmente con lo shampoo
Esistono varie tonalità di colori
Questi prodotti si presentano sotto forma di una polverina secca
costano poco (dai 15 ai 40 euro)
Se volete invece un risultato che duri nel tempo (circa due anni), meglio optare per la Tricopigmentazione
Torniamo alle Veneri del paleolitico, ma se facessimo viaggiare a ritroso nel tempo fino ai tempi della Venere di Brassempouy una agguerrita equipe di chirurghi della calvizie, quale sarebbe l’ideale di capigliatura da realizzare, l’attaccatura in voga a quei tempi? La nostra equipe di chirurghi avrebbe una bella gatta da pelare e queste sarebbero le capigliature da riprodurre a quei tempi!!!!
Venere di Brassempouy (30.000 anni fa)
Ora a parte le battute di spirito e l’impossibilità di arrivare a delle attaccature frontali così “basse” già trentamila anni fa la capigliatura aveva acquisito un chiaro significato simbolico. Le finalità sacre e magiche della Venere-dea madre sono ulteriormente accentuate da una capigliatura con “permanente!!!
Nel medioevo gli usi e i costumi cambiano in maniera radicale. La Chiesa costringeva le donne a stare con i capelli coperti da un copricapo o da una cuffia annodata sotto il mento. Gli uomini adottavano tagli corti.
Nel Rinascimento le acconciature delle nobil donne erano ricche di ornamenti, i capelli venivano raccolti con fasce impreziosite da monili e diademi, oppure lasciati lunghi dietro le spalle e sempre acconciati con cura e maestria. Nel 1600 nella corte di Francia comincia l’era delle grandi parrucche e dei posticci. Re luigi XIII, per coprire la sua calvizie incipiente indossa in pubblico una delle prime parrucche.
La rivoluzione francese cancella i fasti e i privilegi materiali delle dame di corte e per almeno una quarantina di anni si bandirono ciprie, belletti e acconciature sontuose e bizzarre. nelle classi più agiate la moda delle capigliature raffinate verticali resistette fino agli inizi del 900. Verso gli anni venti del secolo scorso cominciò la moda dei capelli alla maschietta e l’uso costante della permanente.
Busto di Giulio Cesare
Nel proseguire del XX secolo con l’avvento del cinema e della televisione i modelli da seguire e le pettinature da riprodurre cambiano con una velocità mai vista. Se nell’antichità un certo tipo di acconciatura poteva durare secoli o decenni le tendenze di oggi hanno vita assai più breve così come i protagonisti nel firmamento di celluloide.
I punti di riferimento da imitare e seguire non sono più i grandi faraoni e le regine dell’antichità, ma le dive del cinema o i grandi campioni dello sport. Un caso emblematico di cosa voglia dire perdere i capelli per un divo dei giorni nostri è la vicenda di Andrè Agassi, uno dei più grandi campioni della storia del tennis e idolo delle ragazzine fin da giovane anche grazie alla sua chioma fluente.
Nefertiti copriva la calvizie con il suo famoso copricapo verticale, luigi XIII re di Francia istituì addirittura la moda delle parrucche per giustificare la sua, Giulio Cesare si difendeva dal diradamento con la pettinatura classica e con la corona d’alloro.
Ora i tempi sono cambiati e un giovane di vent’anni può affrontare le terapie anticalvizie con maggior fiducia grazie ai nuovi farmaci e alle sofisticate tecniche chirurgiche. Senza più criteri rigidi e severi che imponeva la società organizzata in classi sociali ben definite, gli uomini e le donne di oggi possono scegliere l’acconciatura preferita e esprimere la propria individualità in maniera libera e personale.”
Tratto da “Le singolari differenze simboliche delle acconciature nella storia e nell’arte” Fabrizio Fantini leggi la prima parte
PREVENIRE E CONTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI-TECNICHE NUOVE EDIZIONI
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Il tuorlo d’uovo è una fonte ricca di vitamine, aminoacidi essenziali, ferro e acidi grassi polinsaturi come l’acido linolenico. Le vitamine presenti nel tuorlo d’uovo sono tiamina, riboflavina, Niacina, Biotina, vitamina A, acido folico.
Il grande valore nutrizionale del tuorlo d’uovo è confermato dalla quantità e qualità degli aminoacidi essenziali presenti.
Aminoacidi
valore per 100 gr
Lisina
7.91
Istidina
2.49
Arginina
6.98
Acido aspartico
9.64
Treonina
5.23
Serina
7.48
Acido glutammico
11.93
Prolina
4.34
Glicina
3.10
Alanina
5.55
Cistina
2.08
Valina
6.29
Metionina
2.67
Isoleucina
5.33
Leucina
8.52
Tirosina
4.24
Fenilalanina
4.47
Triptofano
1.50
Indice Chimico
144
Aminoacido limitante
Leucina
Fonte: INRAN 2019
Una lozione nutriente al tuorlo d’uovo per capelli grassi
Provate questa antica e semplicissima ricetta usata da sempre dai nostri nonni e bisnonni.
Prima cosa copritevi con un vecchio asciugamano per coprire le spalle e il pavimento! Preparate uno shampoo all’olio di semi di lino per lavaggi frequenti senza lauryl o laureth solfato o similari. Prendete un uovo e separate il tuorlo dall’albume. Fate attenzione a isolare bene il tuorlo senza residui di albume, ricco di avidina in grado di disattivare l’azione benefica della Biotina del tuorlo. Mettete in un piatto fondo uno o due tuorli e aggiungete 10-15 gocce di limone.
Mescolate il tutto e cominciate a prendere la miscela con le mani protette dai guanti: appoggiate delicatamente sui capelli e sul cuoio capelluto senza massaggiare ma in maniera tale che entri in contatto con il cuoio capelluto, se avete i capelli molto lunghi cercare di arrivare soprattutto sul cuoio capelluto. Dopo il leggerissimo pseudo massaggio arriva il momento più difficile, vale a dire sopportare l’odore forte dell’uovo per almeno 15-20 minuti! vedrete comunque che se siamo nella stagione calda i capelli cominceranno a “nutrirsi e seccarsi allo stesso tempo”. Ora sarete sicuramente un pò in difficoltà sia per l’odore forte sia per la paura di far cadere la miscela per terra.
E’ il momento di risciacquarsi nel lavandino o nella doccia i capelli con abbondante acqua calda (non troppo calda) e partire con lo shampoo. Dopo questo trattamento avrete i capelli più lucidi e forti, e privi di eccessi di sebo. (attenzione non bisogna eccedere con il limone e non bisogna usare la lozione più di una volta ogni quindici giorni, i capelli non devono essere nel periodo di caduta stagionale o soffrire per altre patologie come ad esempio le dermatiti o il telogen effluvium, questo è un rimedio della “nonna” se non troverete giovamento non ripetere “l’esperimento”! fatemi saper su facebook! fantini fabrizio, pagina facebook Capelli Sani)
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
L’alopecia areata è una malattia autoimmune (l’organismo aggredisce una parte di sè) che non comporta un rischio reale per la vita, ma allo stesso tempo condiziona lo stile e la qualità di vita di una persona in quanto il perdere i capelli a chiazze o in tutta l’area della testa diventa un segno di riconoscimento, un problema estetico e sociale a volte complicato da superare soprattutto nel sesso femminile.
L’alopecia areata si caratterizza per la comparsa di piccole chiazze glabre e lisce che tendono ad allargarsi su tutta l’area con una direzione di espansione verso il centro della testa (ofiasi)
L’alopecia areata si presenta spesso e con maggior frequenza o prima della pubertà o tra i venti e i quaranta anni. Un fatto positivo che le chiazze non sono cicatriziali e sono spesso reversibili.
L’area protuberante (Bulge) all’altezza dell’inserzione del muscolo erettore del pelo, dove si differenziano le cellule staminali per dare vita a una nuova fase anagen e alla produzione dei cheratinociti e dei melanociti, viene risparmiata e preservata.
Infatti nel 70% dei casi si ha una remissione spontanea e i capelli ricrescono, in circa il 10-30% dei soggetti l’alopecia areata si estende ulteriormente, può diventare cronica o recidivante. In meno dell’1% dei casi si ha la perdita totale di tutti i peli del corpo e viene detta Universale.