Test genetico per l’alopecia androgenetica

Test genetico per l’alopecia androgenetica

Da qualche anno è disponibile in commercio un test per individuare la predisposizione alla calvizie ereditaria sia nel sesso maschile che femminile.

Sappiamo bene che l’alopecia androgenetica (Clicca qui per saperne di più) ha bisogno di due fattori perché possa manifestarsi: gli ormoni androgeni e la predisposizione ereditaria. Alcuni studi hanno individuato il gene AR per i recettori degli androgeni sul cromosoma X come uno dei maggiori responsabili della calvizie precoce nel sesso maschile e coinvolto anche nella calvizie

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Nella calvizie comune sono coinvolti numerosi fattori esogeni ed endogeni. La componente ereditaria è poligenica e questo giustifica la diversa espressività e le diverse forme di alopecia che si manifestano nella popolazione.

Le varianti del recettore degli androgeni possiedono una diversa capacità nella risposta degli androgeni e del DHT a livello del follicolo pilifero. Una maggior sensibilità alla recezione del DHT provoca una maggior miniaturizzazione del follicolo e una riduzione della durata di crescita del capello, con conseguente diradamento. Il test genetico individua le varianti del gene AR nel sesso maschile

Nel sesso maschile il test può essere utile per individuare un’alopecia androgenetica precoce e differenziarla da un telogen effluvium.

Nel sesso femminile il test individua il numero delle ripetizioni della sequenza CAG (citosina, adenina, guanina) nel gene per il recettore degli androgeni.

Nel sesso femminile questo test può essere utile per capire se la perdita dei capelli è dovuta a un’alopecia androgenetica o ad altri fattori come la carenza di ferro o di estrogeni.

Puoi trovare l’intero capitolo SUL TEST GENETICO nella Nuova Pubblicazione di Fabrizio Fantini:

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Ginseng, stress e ricrescita dei capelli

Ginseng, stress e ricrescita dei capelli

Il Ginseng è una delle piante asiatiche più apprezzate sia per l’efficacia che per la tollerabilità. La radice di questa pianta presenta una singolare conformazione che ricorda la figura umana ed è per questo che viene anche detta “radice d’uomo”.

Il Ginseng è considerata la sostanza “adattogena” per eccellenza, in quanto ha una attività armonizzante sul sistema nervoso e endocrino. Numerosi studi di ricercatori russi e tedeschi hanno dimostrato che è in grado di aumentare le difese dell’organismo amplificando la risposta nei confronti dello stress fisico e mentale.

I componenti principali sono delle saponine, i ginsenoidi, che hanno una struttura ormono-simile. Alcuni di questi Ginsenoidi (Rg1) agiscono sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni, modulando il sistema che regola lo stress. In questo modo gli ormoni dello stress vengono stimolati con l’intensità giusta e al momento opportuno con un riequilibrio successivo delle loro concentrazioni nel sangue.

Il ginseng è anche un efficace antiastenico fisico e psichico, ha un’azione sull’abbassamento del colesterolo e dei trigliceridi, aumenta le difese immunitarie. È stata riscontrata anche un’azione rivitalizzante sull’epidermide, migliorando la microcircolazione cutanea. Alcuni fitosteroli presenti nella sua composizione gli conferiscono anche un’attività estrogeno-simile.

Il ginseng può essere utilizzato come antistress occasionale per qualche giorno oppure per un periodo di un mese. Va utilizzato l’estratto secco standardizzato in ginsenoidi al 10/15% con dosaggi che variano tra gli 160 e i 240 mg al giorno. Il ginseng è stato annoverato dal Ministero della salute americano (FDA) tra le piante medicinali considerate sicure.

Deve essere evitata l’assunzione in soggetti con ipertensione, nervosi e iper-reattivi. Non deve essere utilizzato da bambini al di sotto dei 12 anni e durante la gravidanza. È meglio non somministrarlo in corso di terapia con anticoagulanti (Warfarin) o antidepressivi. Non utilizzarlo se si è affetti da una malattia e in questo caso sarà meglio consigliarsi con il medico curante.

Il ginseng può essere utilizzato come antistress occasionale per qualche giorno oppure per un periodo di un mese. Va utilizzato l’estratto secco standardizzato in ginsenoidi al 10/15% con dosaggi che variano tra gli 160 e i 240 mg al giorno.

Ginseng rosso coreano

Il Ginseg rosso coreano, oltre che essere una sostanza adattogena e quindi modulare gli ormoni dello stress prodotti dalle ghiandole surrenali ha dimostrato di essere utile per la salute dei capelli. Gli studi in vitro sono stati effettuati su cellule follicolari umane (Li Zi e altri, 2013).

Il ginseng rosso coreano ha dimostrato di riattivare la fase anagen agendo sulla inibizione della 5 alfa reduttasi, ma le sue proprietà anticaduta non si fermano a questo meccanismo: i suoi principi attivi (Ginsenoide Rb1 e RGE) sono in grado di attivare il fattore p53, un marcatore collegato al controllo della proliferazione delle cellule progenitrici dei cheratinociti della matrice e della guaina periferica esterna.

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli

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Zinco e Alopecia areata

Zinco e Alopecia areata

In uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista scientifica International journal of dermatology da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Dermatologia (Facoltà di Medicina) dell’Università del Cairo (1), è stata dimostrata una correlazione tra i livelli sierici di zinco e l’alopecia areata.

L’alopecia areata (AA) è una malattia non cicatriziale autoimmune e infiammatoria. Lo zinco è un oligoelemento coinvolto nel metabolismo del follicolo pilifero

Lo scopo dello studio era quello di valutare i livelli sierici di zinco nei pazienti con nuove lesioni diagnosticate e resistenti di AA rispetto ai controlli sani corrispondenti all’età e al sesso.

Semi di Zucca

Lo studio ha incluso 100 soggetti:

50 pazienti con AA divisi in due sottogruppi equamente distribuiti (25 pazienti con AA di recente insorgenza [sottogruppo 1] e 25 pazienti con AA resistente [sottogruppo 2])

50 sani abbinati per età e sesso controlli. I livelli sierici di zinco sono stati valutati in tutte le materie. Il confronto tra i livelli sierici medi di zinco è stato effettuato tra tutti i pazienti e i controlli, tra i sottogruppi dei pazienti, nonché tra il sottogruppo e i controlli del paziente.

http://fabriziofantini.com/libri/
Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Fabrizio Fantini
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Correlazioni tra il livello sierico di zinco e l’estensione dell’AA e la sua durata sono state eseguite anche in tutti i pazienti e nel sottogruppo di ciascun paziente.

Risultati:

è stato riscontrato un livello sierico di zinco significativamente più basso nei pazienti con AA rispetto ai controlli ed era significativamente più basso nei pazienti con AA resistente rispetto ai pazienti con AA di nuova diagnosi. Esistevano correlazioni inverse significative tra il livello sierico di zinco, la gravità dell’AA e la durata della malattia in tutti i pazienti, nonché nei pazienti con AA resistente.

Conclusione: nei pazienti con AA esisteva un livello sierico di zinco inferiore correlato inversamente alla durata della malattia, alla gravità della AA e alla sua resistenza alle terapie.

Pertanto, la valutazione del livello sierico di zinco nei pazienti con AA appare utile come indicatore di gravità, durata della malattia e resistenza alle terapie. Di conseguenza, i supplementi di zinco possono fornire un beneficio terapeutico.

  1. Evaluation of Serum Zinc Level in Patients With Newly Diagnosed and Resistant Alopecia Areata S A Abdel Fattah 1Mona M Atef 1Suzan M Q Al-Qaradaghi 1

© 2015 The International Society of Dermatology.

Lo Zinco è presente nella struttura del capello ed è componente della struttura delle proteine. È coinvolto in più di 60 reazioni enzimatiche ed è fondamentale anche per la superossidodismutasi, antiossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi.

Carenze di zinco possono considerarsi frequenti e sono causate da una dieta povera di carne, ricca di cereali e da abuso di alcool. La carne, i funghi, il tuorlo d’uovo, il cacao, il lievito di birra e i semi di zucca sono alcune delle principali fonti naturali. Alcuni farmaci come i corticosteroidi e alcuni antidepressivi interferiscono con il suo assorbimento o escrezione.

Una elevata quantità di zinco può ridurre l’assorbimento di rame in quanto entrambi utilizzano la stesso trasportatore proteico.

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni-Fabrizio Fantini, tutti i diritti riservati

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I sei Pilastri per combattere la calvizie, punto 2: dermatite seborroica, forfora e capelli grassi ♀♂

Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:

2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi

In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.

L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli

Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni  locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Forfora e capelli grassi

La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.

La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.

Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)

•  Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.

•  Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.

•  Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.

Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.

La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.

Fattori che aggravano, dermatite seborroica, forfora e seborrea

•  Alcolismo

•  Clima freddo e umido

•  Alterata secrezione sebacea

•  stress

•  Agenti chimici dannosi e trattamenti  cosmetici inadeguati

Consigli per contrastare forfora e seborrea

  • Lavare spesso i capelli con shampoo per lavaggi frequenti alternati eventualmente a shampoo medicati antiseborroici (una sola applicazione).
  • Per la forfora secca può essere anche utile utilizzare shampoo con sostanze idratanti ed emollienti.
  • Evitare l’utilizzo di shampoo troppo aggressivi, cosmetici inadeguati, sostanze inquinanti ed esposizioni eccessive ai raggi ultravioletti.
  • Non asciugare i capelli con aria troppo calda.
  • Non abusare di alcol.
  • Evitare un’alimentazione troppo ricca di grassi e fritti, cioccolato e nocciole.
  • Consumare maggiori quantità di pesce “grasso” (sgombro, tonno, merluzzo ecc.) ricco di omega 3.
  • Bere tè verde.
  • Consumare molta frutta e verdura di stagione.
  • Controllare lo stress con meditazione e attività fisica.
  • Evitare l’uso eccessivo di gel e gommine

Clicca qui per consigli utili sul lavaggio dei capelli

Clicca qui per la scelta dello shampoo

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 sei pilastri per combattere la calvizie

1 Fermare la caduta dei capelli e riattivare la fase di crescita: clicca qui Sesso maschile, clicca qui per il Sesso femminile

2 Contrastare dermatite seborroica , infiammazione e fibrosi

3Individuare e risolvere eventuale alopecia temporanea (telogen effluvium)

Controllo dell’equilibrio ormonale  con alimentazione equilibrata e modifica stile di vita

Riduzione dello stress mediante attività fisica e meditazione

6 *Autotrapianto e risoluzione chirurgica (se le strategie anticalvizie non hanno ottenuto il risultato sperato esiste l’opzione chirurgica, in questo caso sarà fondamentale scegliere un chirurgo esperto nella chirurgia della calvizie e conosciuto dalla comunità scientifica, chiedi consiglio al prof. Marco Toscani)

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli”” tutti i diritti riservati-Fabrizio Fantini© Tecniche Nuove Edizioni

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Vitamina D e alopecia areata

Vitamina D e alopecia areata

La vitamina D è una delle vitamine più importanti del nostro organismo per le sue capacità antinfiammatorie e immunomodulanti.

In questi ultimi decenni è stata oggetto di ampi studi sulla popolazione anche perchè spesso si è riscontrato una carenza generale a livello ematico delle sue concentrazioni, soprattutto nei periodi invernali o alle latitudini Nord dove l’irradiazione solare è minore.

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La vitamina D svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo osseo regolando i livelli sierici di calcio e fosforo.

La vitamina D inattiva assunta con la dieta o grazie alla sintesi dei cheratinociti della epidermide con l’esposizione dei raggi ultravioletti del sole, viene successivamente convertita nel fegato e nei reni nella forma attiva. I passaggi principali della sua produzione sono questi

  1. La provitamina D (7- deidrocolesterolo) viene convertita in Vitamina D3 dalle cellule cheratiniche della pelle a seguito dell’esposizione dei raggi ultravioletti (lunghezze d’onda tra 290 e 315 nm)
  2. La vitamina D3 arriva al fegato tramite il circolo ematico e viene convertita in Vitamina D2
  3. La vitamina D2 viene idrossilata nei reni in calcitriolo (1,25(OH)2 D3)

7-deidrocolesterolo: provitamina D

Colecalciferolo: Vitamina D3

ErgoCalciferolo: Vitamina D2

Calcitriolo: Vitamina D3 attiva

Il calcitriolo aumenta l’assorbimento del calcio nell’intestino favorendone i depositi nelle ossa, per quanto riguarda l’alimentazione la vitamina D è contenuta in discrete quantità negli oli e soprattutto nel pesce grasso (pesce azzurro).

Il metabolismo osseo viene controllato anche dal Paratormone che promuove l’escrezione renale di fosfato e attiva l’assorbimento di calcio in condizioni di ipocalcemia

In caso di ipercalcemia la calcitonina stimola l’escrezione di calcio e fosfato nelle urine e il deposito di calcio nelle ossa

Numerosi studi in questi ultimi decenni hanno correlato basse concentrazioni nel sangue di vitamina D al diabete di tipo I, all’obesità, alle malattie cardiovascolari , al Parkinson, alla depressione e alla distimia, alla sclerosi multipla e alle malattie autoimmuni

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A livello muscolare la vitamina D è in grado di favorire la contrazione muscolare, attivando meccanismi di trasporto del calcio a livello del reticolo sarcoplasmatico e stimolando la sintesi di proteine muscolari.

In effetti la Vitamina D è capace di esplicare svariate funzioni e tramite i VDR recettori ubiquitari e specifici nelle cellule del nostro organismo è in grado di entrare nel nucleo e promuovere la produzione di proteine, oppure si lega a un recettore della membrana cellulare e attiva l’AMP ciclico, l’inositolo o il disailglicerolo, secondi messaggeri cellulari in grado di attivare le risposte della cellula a determinati stimoli.

I recettori VDR per la vitamina D sono presenti nei macrofagi, nel tessuto renale, negli osteoblasti, nei cheratinociti, a livello del Colon, della Mammella e della prostata. La presenza dell’enzima 1 alfa-idrossilasi in questi altri distretti corporei implica una produzione paracrina (locale) di vitamina D attiva la cui funzione esula dalla omeostasi del tessuto osseo.

In questi casi la funzione della vitamina D attiva è quella di contribuire a modulare la crescita cellulare e antiproliferativa (antitumorale)

la presenza dei recettori VDR nel tessuto renale e la correlazione tra il deficit di vitamina D e i bassi livelli di renina, indicano che potrebbe essere coinvolta nella regolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone e quindi della pressione arteriosa.

Il recettore VDR è presente anche nelle isole del Pancreas, la vitamina D è in grado di promuovere la sintesi dell’insulina.

La Vitamina D è importante anche per il sistema immunitario in quanto agisce sui linfociti T e B e sulle cellule della linea monocita-macrofagica

La fonte principale di vitamina D è il sole, quindi occorre esporsi ai raggi solari almeno 15-30 minuti al giorno, lasciando liberi viso, mani e braccia senza creme protettive.

I cibi che contengono vitamina D non sono tanti: per quanto riguarda le fonti animali (vitamina D3) il pesce azzurro (tonno,salmone, sardine, sgombro) tuorlo d’uovo e latticini ne hanno quantità apprezzabili, mentre le fonti vegetali sono poche(vitamina D2) soprattutto gli oli vegetali.

La vitamina D2 di origine vegetale è meno biodisponibile rispetto alla D3 di origine animale, in quanto la proteina che trasporta il gruppo delle pro-vitamine D nel sangue per raggiungere il fegato, la DPB (Vitamin D binding protein) è più affine alla D3, e quindi la vitamina D attiva deriva maggiormente da quest’ultima.

Vitamina D e Alopecia Areata

Individuare una carenza di vitamina D in una alopecia areata può essere un fattore in più da non trascurare per poter cercare di risolvere questa patologia, non dannosa per la salute, ma spesso problematica perchè può far perdere autostima a livello psicologico e sociale.

La vitamina D modula la crescita e la differenziazione dei cheratinociti attraverso il legame con il recettore nucleare della vitamina D (VDR). I cheratinociti del follicolo pilifero negli studi sulle cavie sono immunoreattivi per VDR, mostrando la loro più alta attività nella fase anagen

S. Lee et al. ha condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di studi osservazionali sulla prevalenza della carenza di vitamina D e / o dei livelli sierici di vitamina D e AA . Questi autori hanno analizzato un totale di 14 studi che hanno coinvolto 1255 pazienti con AA e 784 pazienti di controllo senza AA. (J Eur Acad Dermatol Venereol. 2018)

Il livello medio di 25-idrossivitamina D [25 (OH) D] nel siero nei pazienti con AA era significativamente inferiore rispetto a quello nel gruppo di controllo non-AA, di 8,52 ng / dL (intervallo di confidenza al 95% da 11,53 a – 5,50 ng / dL ). La carenza di vitamina D era anche molto diffusa nei pazienti con AA, portando gli autori a suggerire che il livello di vitamina D deve essere misurato in pazienti con AA.

Daroach M_e altri hanno pubblicato uno studio di confronto tra 30 pazienti con alopecia areata e altrettanti senza questa patologia, valutando le carenze di vitamina D. Entrambi i gruppi erano carenti della vitamina: il gruppo con AA il 96,7% aveva una carenza di vitamina D e la concentrazione di questa non era correlata con la gravità e la durata della alopecia. Anche nel gruppo di controllo la carenza era nel 73,3% dei casi. (Int J Dermatol. 2018)

In uno studio recente pubblicato su Dermatology and Therapy dall’Unità di Dermatologia del Dipartimento di Scienze cliniche e molecolari di Ancona (giugno del 2020) in 35 pazienti con Alopecia areata lieve e moderata, il calcipotriolo in cerotto allo 0,005% (un analogo della vitamina D) ha dimostrato di essere analogo rispetto al cortisosteroide clobetasolo allo 0,05% ma con dei vantaggi importanti come le minori recidive e la migliore tollerabilità

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Olio essenziale di cipresso

Olio essenziale di cipresso

L’olio essenziale di Chamaecyparis, anche detto cipresso giapponese (Hinoki) è una pianta della famiglia delle Cipressacee. l’Hinoki ha dimostrato di stimolare la crescita dei capelli attivando il VEGF, un importante fattore di crescita presente sia nella papilla dermica sia a livello dei cheratinociti della guaina follicolare esterna; è anche in grado di mantenere efficiente la vascolarizzazione perifollicolare.

Altri studi effettuati su preparati (shampoo) a base di olii essenziali di Chamaecyparis obtusa hanno permesso di isolare i principi attivi che molto probabilmente sono gli attivatori del l’VEGF: l’eucarvone, il cuminolo e il calamenene, componenti presenti anche in altri olii essenziali estratti dal rosmarino, dal cumino e dall’eucalipto. Per questi motivi gli olii essenziali possono essere utili per contrastare la calvizie comune. se ne utilizzano poche gocce da diluire nello shampoo o nelle lozioni.

Clicca qui per saperne di più, ringrazio il dottor Andrea Cardini medico esperto di fitoterapia e oli essenziali

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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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Olio essenziale di Sandalo e capelli

Olio essenziale di Sandalo e capelli

Olio di Sandalo e ricrescita dei capelli, recettori olfattivi sul cuoio capelluto?

L’olio di sandalo, uno degli oli essenziali più conosciuti nel campo della Aromaterapia, è stato oggetto in questi ultimi anni di studi sulla ricrescita dei capelli. Numerosi dipartimenti di dermatologia  e centri di ricerca a Munster in Germania , Manchester (GB) e Miami (Usa) hanno individuato dei recettori olfattivi nella pelle e nel cuoio capelluto.

In particolare è stato dimostrato che il recettore olfattivo OR2AT4, è in grado di stimolare la crescita dei cheratinociti della pelle. L’epitelio dei follicoli piliferi umani e in particolare nella guaina della radice esterna.

La stimolazione specifica dell’odore di Sandalo ha prolungato la crescita dei capelli umani (ex vivo) modulando l’apoptosi delle cellule (morte cellulare programmata)  e aumentando la produzione di IGF-1, fattore di crescita in grado di prolungare la fase anagen.

il Sandalo, è un piccolo albero sempreverde originario dell’India e delle isole Indonesiane che si sviluppa in terreni assolati, aridi e sabbiosi. i suoi fiori sono piccoli e si riuniscono in piccoli gruppi a forma di pannocchia. Ne esistono numerose varietà tra le quali quella rossa, gialla e bianca.

Le principali proprietà dell’olio essenziale di sandalo lo annoverano tra le essenze più utilizzate per dare tono alla pelle, come astringente e antinfiammatorio nella medicina orientale veniva usato per contrastare l‘acne e l’eccesso del sebo. Ha anche un’azione antisettica polmonare e urinaria, antispastico, espettorante e afrodisiaco grazie al suo profumo sensuale. In occidente spesso è impiegato nella composizione di saponi, bagnoschiuma e profumi.

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In attesa che ulteriori studi confermino la efficacia indiscussa dell’olio essenziale di Sandalo sulla ricrescita dei capelli ne possiamo utilizzare le indubbie proprietà benefiche sul sistema nervoso. Infatti il sandalo viene spesso usato nei massaggi proprio grazie al suo odore legnoso che migliora il rilassamento contrastando lo stress e gli stati d’ansia.

La mattina un massaggio tonificante insieme all’olio di mandorle

Per stimolare il tono generale e il ritorno venoso, si può preparare una miscela con olio di mandorle e 3 gocce di olio essenziale di Sandalo. Massaggiare delicatamente partendo dagli arti inferiori fino all’addome e proseguendo fino agli arti superiori

Nel vaporizzatore come antimicrobico e antisettico dell’aria insieme all’incenso

Con un vaporizzatore per olii essenziali si possono vaporizzare 3-4 gocce di sandalo insieme a poche gocce di olio essenziale di incenso o limone. Riusciremo a sanare l’aria dal fumo, dallo smog e dagli agenti microbici.

Alla sera bagno rilassante antistress

Alla sera si possono diluire 8 gocce di olio di sandalo insieme a qualche goccia di olio essenziale di rosa per un bagno rilassante in grado di sciogliere le tensioni muscolari facilitando un sonno notturno tranquillo e sereno

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Microscopia in luce polarizzata, squalene e acido lattico

Microscopia in luce polarizzata, squalene e acido lattico

Squalene ed acido lattico cosa sono? ma soprattutto, cosa hanno a che fare con i capelli? 

Lo squalene è un idrocarburo e un triterpene presente nell’olio di fegato degli squali e in altri vegetali; tutti gli organismi superiori producono squalene, inclusi gli essere umani – l’acido lattico è un composto tossico prodotto dall’attività anaerobica dei muscoli

Le Guaine (epiteliale interna ed esterna nella fase Anagen) rappresentano un importante indice di salute del capello svolgendo funzioni fondamentali di ancoraggio,  supporto metabolico nutritivo del capello, influenza sulla forma definitiva delle fibre cheratiniche; la loro integrità è minacciata dal danno ossidativo:

in seguito a forti stress ossidativi, a forti consumi energetici, o ad alterazioni del ritmo sonno-veglia,  in condizioni di debito di ossigeno, l’Acido Piruvico prodotto dalla Glicolisi e l’Acetil Coe-A fondamentale nel metabolismo degli  Acidi  Grassi prendono la via anaerobia invece di alimentare il ciclo di Krebs, provocando l’accumulo in particolare di due sostanze chimiche: il lattato di ammonio e lo squalene;

Fig.1

Nella Fig.1 osserviamo degli Anagen fisiologicamente corretti con guaine interne ed esterne; nella fig.2 notiamo come le guaine dell’anagen siano quasi totalmente degradate, restano frammenti di guaine interne; nella fig.3 anagen totalmente privo delle guaine ormai corrose e l’acido lattico intacca e decortica il fusto; un recente studio condotto in collaborazione con l’Università di Camerino Facoltà di Chimica, ha permesso di affermare la presenza di entrambe queste sostanze, da prima solo ipotizzate!!

la tecnica analitica quantitativa HPLC associata ad un detector DAD ha permesso di quantificare nei soggetti analizzati   una quantità di squalene compresa fra  73 e 763 ng/follicolo – la variabilità di squalene determinata tramite HPLC è ben correlata con il danneggiamento delle guaine osservato mediante microscopia ottica in luce polarizzata:

soggetti con basse quantità di squalene (<100ng/follicolo) presentano guaine integre e assenza di deposito liquido riconducibile a squalene mentre soggetti con quantità superiore (>200-500ng/follicolo)presentano danneggiamento parziale – soggetti con quantità elevata (>500ng/follicolo) mostrano una completa assenza di guaine.

Fig.3

Entro il prossimo anno avremo la determinazione analitica anche dell’Acido lattico; questo studio è un piccolo grande tassello nella codificazione del rapporto “stress e capelli”.

Sul Giornale italiano di Tricologia di questo mese è presente l’articolo completo della ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Camerino (per iscrizioni alla Sitri: www.sitri.it)

Autore dell’articolo

GianLuigi Antognini

Studio dermatologico

Dott. Gaetano Agostinacchio

Fermare la caduta dei capelli  nel sesso maschile e femminile-Minoxidil ♀

Fermare la caduta dei capelli nel sesso maschile e femminile-Minoxidil ♀

Minoxidil

Il minoxidil lozione topica è uno dei pochi preparati farmaceutici in grado di far ricrescere i capelli in una buona percentuale di pazienti, ma attenzione la lozione è un farmaco, avrebbe bisogno di un parere del medico e la sua azione comporta anche degli eventuali effetti collaterali che ho elencato in fondo alla pagina.

  • Il minoxidil è un farmaco vasodilatatore e antipertensivo e quindi va utilizzato sotto attento controllo medico, è usato da anni anche per l’alopecia androgenetica
  • Il farmaco ferma e talvolta inverte il processo di miniaturizzazione del capello, agisce sulla infiammazione
  • La sua azione sulla ricrescita non dipende solo dall’effetto vasodilatatore  e non ha alcuna azione antiandrogena
  • La sua azione è limitata al solo periodo di trattamento; dopo sei mesi dalla sospensione la situazione ritorna più o meno quella iniziale
  • Va utilizzato al 2% in soluzione alcolica al 70% per almeno 9-12 mesi; si comincia a vedere un miglioramento dopo 4 mesi
  • E’ soprattutto efficace nella zona del vertice, poco a livello della attaccatura frontale
  • Alcuni studi confermano la maggior efficacia del minoxidil al 2% in associazione con l’acido retinoico
  • Il minoxidil al 5% è più efficace di quello al 2%, ma il rischio di effetti collaterali come l’ipertricosi è maggiore
  • Gli effetti collaterali più frequenti sono la dermatite allergica da contatto. Quando questa si verifica bisogna sospendere il trattamento
  • L’ipertricosi del volto, a volte presente nel sesso femminile, regredisce con la sospensione della terapia, essa è causata da un utilizzo improprio della lozione.
  • Il minoxidil è controindicato in gravidanza, in chi ha problemi cardiovascolari: coronaropatie, aritmie, scompenso cardiaco e valvulopatie

  • Esistono delle nuove formulazioni galeniche meno untuose e con maggior compliance preparate da alcune farmacie in Italia

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Minoxidil scheda tecnica

Perchè il laser è benefico per la salute dei capelli

Perchè il laser è benefico per la salute dei capelli

l’utilizzo del laser può diventare un prezioso supporto alle strategie anticalvizie per garantirsi una buona salute del cuoio capelluto in maniera non invasiva e naturale. L’efficacia del laser si basa sull’emissione di una luce fredda laser a bassa frequenza in grado di favorire la vascolarizzazione del microcircolo intorno al follicolo pilifero, incrementare l’attività del’ATP, molecola portatrice di energia e di conseguenza in grado di aumentare il metabolismo cellulare.

Gli studi effettuati negli Usa hanno dimostrato un aumento della fase anagen e dello spessore dei capelli in un considerevole numero di soggetti. La maggior parte dei pazienti aveva ottenuto un miglioramento nello stato di salute dei capelli dopo sei mesi di trattamento 10 minuti 2-3  volte alla settimana. Tutto ciò ha permesso a questa tecnologia di essere approvata dal FDA americano e dalla Enea europea.

http://fabriziofantini.com/libri
“Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” disponibile in tutte le librerie 305 pagine a colori

I risultati indicano che un fascio di luce fredda a questa frequenza è in grado di ottimizzare il metabolismo delle cellule del follicolo pilifero, eliminando in maniera più efficiente le scorie dannose del suo metabolismo.

I vantaggi dell’utilizzo del Laser e della luce Led è che non presentano effetti collaterali, non esistono casi di dolore o aumento di calore in quanto la luce emessa è a bassa frequenza, anche la semplicità e la metodica non invasiva sono altri due fattori positivi da non trascurare. Esistono in commercio varie fonti laser di diverse dimensioni e numero di Led presenti.

Il pettine laser si applica su tutto il cuoio capelluto 2-3 volte alla settimana dai 5 ai 15 minuti a seconda del numero dei led, lasciando agire il laser sulla zona interessata per circa quattro secondi. Non applicare il fascio laser su capelli umidi o dopo aver dato gel o lozioni. Non direzionare il fascio di luce verso gli occhi. Il pettine laser si può usare anche a casa e la durata dei diodi è circa di 10 anni.

Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli
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Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

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