Autotrapianto della zona frontale

La ridefinizione della linea frontale

Affrontiamo uno dei momenti più importanti di  un intervento di autotrapianto, in cui la sola abilità chirurgica dell’operatore non è sufficiente se non accompagnata da un equivalente senso artistico.

Fino a pochi anni fa si tendeva, nel ripristino e ridefinizione della linea frontale, al raggiungimento della perfezione assoluta attraverso la creazione di una linea frontale artificialmente simmetrica e una immediata densità frontale. L’esperienza ha però dimostrato che tale approccio sortisce risultati dall’aspetto innaturale. Provvedere a una eccessiva densità della zona è inoltre sconsigliabile, soprattutto se le zone donatrici sono limitate.

Autotrapianto zona Frontale (prof. Gambino Vincenzo)

Pur essendo l’intervento di autotrapianto sempre medesimo nella sua esecuzione, il risultato finale è, o meglio dovrebbe essere, sempre diverso proprio per il modo con cui si affronta il disegno della linea frontale da proporre al paziente (che ovviamente di noi si fida e anoi si affida).

Vi sono varie formule che indicano la collocazione della linea frontale. E’ sempre consigliabile tuttavia un approccio conservativo, da adattare alla forma del viso, all’età, all’estensione della calvizie, alla densità dell’area donatrice dello specifico soggetto.

Quadri diversi, cornici diverse. Per una naturalezza di insieme, si procede oggi alla creazione dei siti di ricezione secondo un percorso irregoalre e randomizzato.E’ abitudine dell’autore mettersi di continuo davanti al paziente in modo di avere una prospettiva anche frontale. E’ inoltre consuetudine, i pazienti che lo desiderano, mostrare in “ diretta” la realizzazione della hairline affidando loro uno specchio  ascoltandone commenti e suggerimenti.

Di norma chi scrive esegue, nei primi due centimentri di linea frontale, inciioni coronali all’interno delle quali verranno inseriti esclusivamente trapianti con singoli follicoli provenienti dalla zona laterale del capo, particolarmente adguati per via della loto maggior sottigliezza.

La distanza tra gli impianti è in rapporto alla densità finale che si desidera raggiungere, fermo restando quel gradiente crescente che consente di ottenere una maggiore naturalezza. Il reso delle incisioni sono sagittali e riceveranno le unità follicolari.

Autore di questo articolo

Prof. Vincenzo Gambino
Past President della International Society of Hair Restoration Surgery (I.S.H.R.S.)
Responsabile della Chirurgia della Calvizie, presso l’Unità di Dermatologia Cosmetologica dell’Ospedale San Raffaele di Milano
Past President e Socio Fondatore della Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri)

Argomenti in evidenza

Tricopigmentazione artistica e capelli
Ginseng e Ginseng rosso coreano
Carnitina e capelli
Resveratrolo e capelli
Melatonina e capelli
Chirurgia e capelli
Mela Annurca e capelli
Laser e capelli
Esperienza diretta in sala operatoria
Stress e capelli
Dermatite seborroica e forfora
Carenza di ferro

Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.

E’ vietata la riproduzione  anche parziale degli articoli di questo sito e delle foto senza l’autorizzazione dell’autore e della casa editrice- tutti i diritti sono riservati Fabrizio Fantini