Una volta bloccato almeno in parte il Diidrotestosterone e contrastato il progredire del diradamento, il nostro percorso non è finito qui. Questo è solo il primo pilastro su cui basare le strategie anticalvizie. Lo sappiamo bene, la calvizie è un nemico subdolo che peggiora facilmente a causa di dermatite seborroica, infiammazione, Telogen effluvium, stress, stile di vita e alimentazione non corretti, tutte facce della stessa medaglia. Come raggiungere il miglior stato di benessere per i capelli? Bisogna eliminare il problema della forfora e della seborrea, se presenti potrebbero inattivare i nostri sforzi, vediamo come:
2 pilastro Contrastare dermatite seborroica, forfora e capelli grassi
In questa sezione prendiamo in considerazione il problema della dermatite, della forfora e dell’infiammazione, spesso associate tra loro e che contribuiscono ad aggravare il diradamento nei soggetti predisposti che hanno questo problema.
L’utilizzo di shampoo specifici (clicca qui), formulati con sostanze antimicotiche, antiseborroiche e anti batteriche, consentirà di contrastare anche questa affezione, cercando di eliminare un altro fattore fastidioso e negativo per la salute dei capelli
Dermatite seborroica, forfora e capelli grassi, nemici di una chioma splendente
Dermatite seborroica
La dermatite seborroica è un’affezione che si sviluppa, nei soggetti predisposti geneticamente, in concomitanza con lo stress, il clima umido, l’alcolismo e l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, non è che mangiando grassi questi si depositino sul cuoio capelluto rendendolo untuoso! I grassi sono precursori di ormoni locali (eicosanoidi) che stimolano, diciamo così, l’infiammazione, la vasodilatazione o la vasocostrizione, e quindi anche il buon funzionamento della ghiandola sebacea. Più frequente nel sesso maschile, la dermatite seborroica provoca untuosità, capelli e cute grassa, a volte con forfora e piccole lesioni eritematose.
Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.
La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.
Forfora e capelli grassi
La seborrea e i capelli grassi si differenziano dalla vera e propria dermatite seborroica perché in questo caso non si manifesta eritema e infiammazione. I capelli e il cuoio capelluto si presentano untuosi e difficili da pettinare. Negli ultimi anni la presenza di shampoo per lavaggi frequenti con tensioattivi meno aggressivi ha permesso di affrontare e risolvere più facilmente questo problema.
La forfora consiste in una desquamazione eccessiva delle cellule della cute, con aumento del turnover riproduttivo, il che provoca un eccesso di strati cutanei con formazione delle classiche squame biancastre, le quali possono essere grasse o secche e in parte adese alla cute.
Utilizzo dello shampoo con antifungini (su consiglio del dermatologo)
• Lo shampoo (ad esempio con ketoconazolo) va utilizzato 1-2 volte alla settimana per un mese e poi 1 volta ogni quindici giorni.
• Lasciare in posa circa3 minuti (una sola applicazione)e risciacquare abbondantemente.
• Alternare con shampoo per lavaggi frequenti.
Il grasso e l’untuosità del cuoio capelluto diventano terreno fertile per la proliferazione di microrganismi a loro volta mediatori dell’infiammazione. È per questo motivo che la dermatite seborroica può peggiorare la calvizie, anche se i due fenomeni non sono per forza associati.
La dermatite seborroica si cura con degli shampoo medicati antifungini, su indicazione del dermatologo.
Messaggio apparentemente meno aggressivo e con più attenzione alla prevenzione
Pubblicità a tamburo battente sui social media e sul web
Creazione di forum fittizzi in cui si parla bene della nuova cura
Vendere il serviizio e la cura attraverso terzi e su internet
Tentativi di entrare nei congressi e nelle società di settore per acquisire credibilità
Riassumendo:
Diffidare di promesse miracolose
Chiedere se verrà fatta una visita da un dermatologo
Visite, tricogrammi e valutazioni diagnostiche sono di pertinenza del medico
Farsi spiegare di che tipo saranno le terapie
Non firmare contratti senza avere ben letto le clausole
Diffidare di preventivi con costi eccessivi
Attenzione ai forum e ai consigli della rete
Se si hanno dei dubbi si può chiedere consiglio alla federconsumatori (alla fine del testo saranno elencati gli indirizzi e i numeri di telefono delle sedi)
Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Librerie coop, oppure clicca qui per reperirlo online con lo sconto “Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” Tecniche Nuove Edizioni
Le sedi sono a Bologna, Modena e Rimini, Napoli e altre numerose città italiane. I loro servizi si avvalgono di pubblicità su televisioni private e radio, diversificando il messaggio: sui canali televisivi vengono presentati dei casi prima e dopo il trattamento con interviste ai diretti interessati. Nella pubblicità un signore in camice bianco, parlando in inglese con traduzione simultanea in italiano, spiega come la ricerca e lo studio dei capelli siano la loro principale attività.
Quest’ultimo si avvale delle migliori metodiche provenienti dagli Usa! (a questo punto appare una cartina geografica di una zona degli Stati Uniti dove si compiono le ricerche più avanzate). Non viene spiegato che tipo di trattamenti vengono effettuati e se verranno effettuate terapie mediche.
Per radio la pubblicità consiste nel dialogo tra due ragazze che parlando di un loro amico commentano: Enrico sarebbe così carino, peccato per i capelli così deboli. Regalagli una visita gratuita ecc.
Dopo aver prenotato telefonicamente un appuntamento mi reco alla sede, situata nel centro di Bologna. Il locale è diviso in due parti con un centro estetico dove vengo fatto accomodare e un altro locale dove mi sarà fatta la visita.
La visita non è effettuata da un dermatologo, ma da un signore in camice bianco che mi fa accomodare in una stanza dove mi viene fatto una specie di interrogatorio psicologico? Che lavoro faccio, dove lavoro, mi chiede che laurea ho, come ho fatto a conoscerli, quale era il mio problema!
Dopo una lunga spiegazione di come è fatto un capello mi viene osservato il cuoio capelluto e i capelli con una lente di ingrandimento collegata ad un monitor, (una specie di dermatoscopio) dove si può osservare come ci siano varie zone diradate dei capelli e come l’eccessivo grasso soffochi il capello e lo renda più debole!
Sono affetto da alopecia androgenetica, sentenzia il mio interlocutore che non si è ancora presentato e che saputo della mia esperienza nel campo farmaceutico comincia a perdere un pò di sicurezza.
Mi viene proposto con molta insistenza un ciclo di 12 sedute, una alla settimana senza spiegarmi che tipo di trattamenti erano e in cosa consisteva.
E senza darmi altre spiegazioni mi viene proposto di accettare subito per una “modica” cifra di 960 euro!, circa 150.000 lire a seduta. Dopo le mie ripetute domande, mi viene finalmente spiegato che il trattamento consiste in applicazioni di argilla più laser per aumentare la vascolarizzazione! Gli chiedo se esistono studi scientifici su queste metodiche per quanto riguarda la cura dei capelli, visto che mi prospetta risultati eccezionali: mi dice di non credere alle informazioni che si trovano su internet.
Altre tecniche da loro utilizzate nei casi più gravi sono quella dell’applicazione di ventose sempre per aumentare la vascolarizzazione e il trapianto effettuato da un loro collaboratore che si occupa di autotrapianto (circa 7000 euro),
operazione che tra parentesi avrebbe un ottimo risultato nel mio caso (ci credo, io non sono calvo!). Gli chiedo della finasteride: mi dice che non funziona.
Dopo i più svariati tentativi di convincermi ad accettare, proponendomi anche solo 6 sedute per poi decidere di continuare o meno, gli spiego che ci penserò e gli chiedo se lui era un dermatologo. Finalmente si presenta imbarazzato, dicendomi che per il mio caso non c’era bisogno di farmi visitare da un medico.
La costante e persuasiva insistenza del signore in camice bianco (più di un’ora di colloquio) dovrebbe insospettire chiunque, anche perché più che ricevere la proposta di un servizio mi sembra di subire la vendita porta a porta di una enciclopedia e l’imbarazzo è tanto. Capisco come molte persone in buona fede…continua
Puoi trovare l’intero capitolo sui venditori di false promesse con aggiornamenti e consigli del prof. Piero Tesauro, Presidente della Società italiana di tricologia di “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” (da pagina 237 a pagina 258)
La carenza di ferro è una delle cause più frequenti di Telogen Effluvium. A volte anche solo una lieve carenza di ferro può provocare telogen effluvium, senza che ci sia una anemia vera e propria. I valori normali del ferro nel sangue (sideremia) variano tra 0,4 e 1,5 mg/ml e l’ideale sarebbe che fossero al di sopra dei 0,6 mg/ml. La ferritinemia che corrisponde ai depositi del nostro organismo varia normalmente tra i 12 e 200 ng/ml, per la perfetta salute dei capelli sarebbe meglio che i valori fossero al di sopra dei 40 ng/ml
Cause frequenti di carenza di ferro
Diete dimagranti inadeguate Infezioni Post emorragie Abuso di caffeina Mestruazioni irregolari e abbondanti
Tratto da “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” Tecniche nuove edizioni: leggi di più
Lattoferrina
La lattoferrina è una glicoproteina deputata al trasporto del ferro. Si trova ad ampi dosaggi nel latte materno e ad alte concentrazioni nel colostro, la secrezione di latte materno nelle prime 24-48 ore dal parto. La lattoferrina può essere considerata un valido supporto non solo per contrastare la carenza di ferro e riequilibrare l’omeostasi del ferro, ma è stato dimostrato che presenta un’azione antiossidante, antibatterica e antimicotica, chelando lo ione ferrico e impedendo lo sviluppo di microrganismi dannosi per la salute come la candida albicans e lo Staphilococcus aureus
La Salvia, fin dall’antichità, era considerata la panacea per tanti disturbi e affezioni. L’olio essenziale può essere un utile rimedio per contrastare seborrea e capelli grassi. E’ usata proprio per le sue proprietà dermopurificanti, antisettiche e stimolanti.
-0,8-0,25% olio essenziale: alfa e beta pinene, beta Myrcene, alfa terpinene, , limonene, cineolo, gamma terpinene, paracymene, alfa e beta-turione (50%), canfora, linalolo, acetato di bornile, cariofillene, umulene, ossido di cariofillene (Pellecuer 1990)
-Acidi fenoli, triterpeni, beta sitosterolo e stigmaterolo, mucillagini, resine
l’olio essenziale puro e gli estratti alcolici vanno usati per uso esterno, e sono controindicati in gravidanza, nei bambini e durante l’allattamento
Come si usa:
Si può aggiungere una goccia di olio essenziale di Salvia nello shampoo di tutti i giorni, l’importante che lo shampoo sia delicato e senza tensioattivi irritanti.
Insieme all’aloe vera e ancora meglio aloe arborescens si può creare una maschera per capelli per capelli grassi e seborroici: bisogna massaggiare con molta delicatezza il cuoio capelluto . L’olio essenziale deve essere diluito in un balsamo non grasso, bastano una o due gocce. Dopo lo shampoo applicare il balsamo con due gocce di salvia e poi risciacquare
Curiosità:
Gli antichi greci ne proibivano l’utilizzo durante le olimpiadi perchè grazie alle proprietà energizzanti e eccitanti sembravano “dopare i concorrenti”
Nel sud della Francia esiste ancora questo detto: “Qui a de la sauge dan son jardin, n’a pas besoin de medicin” (Chi coltiva la salvia nel suo giardino non ha bisogno del medico)
“Il nostro corpo è abitato da oltre 600 generi e 10.000 specie diverse di batteri, 10 volte più numerosi delle cellule del nostro organismo“: FALSO
Anche se questa affermazione è tratta da un articolo recente, esistono già da anni studi come quello di Roy Sender che confermano quanto sia importante sapere l’ordine di grandezza delle cellule e dei batteri del nostro corpo e che questo rapporto di 10:1 sia frutto di un errore di calcolo risalente agli anni 70!!!
Con le stime riviste per il numero di cellule umane (3.0 ∙ 10 13 ) e batteriche (3.8 ∙ 10 13 ) nel corpo, invece si può fornire una stima aggiornata sulla popolazione di maschi standard di 70 kg. Questo valore B / H di circa 1: 1 (con l’intervallo di incertezza associato) dovrebbe sostituire i valori 10: 1 o 100:1
Vai alla fine dell’articolo per leggere le conclusioni di Sender e collaboratori.
Ma veniamo al Microbioma del follicolo pilifero
La pelle e i capelli umani ospitano una vasta gamma di microrganismi e l’equilibrio tra le forme commensali e quelle potenzialmente dannose è cruciale per la salute di pelle e capelli.
Il microbioma sulla superficie della pelle umana è stato ampiamente studiato, mentre esistono meno studi riguardo quello del derma e del follicolo pilifero. E’ stato scoperto che i follicoli piliferi ospitano il 25% della popolazione microbica cutanea.
Gli studi di sequenziamento del DNA hanno rivelato l’esistenza di microrganismi all’interno del derma, mentre i follicoli piliferi e le ghiandole eccrine ospitano comunità microbiche distinte. Pertanto, esiste un grande potenziale nello studio del microbioma del follicolo pilifero.
Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista scientifica Plos One ha dimostrato una maggior concentrazione di alcuni ceppi batterici (microbiota) nei soggetti con Alopecia androgenetica rispetto al gruppo di controllo che non perdeva i capelli.
L’obiettivo principale era quello di capire almeno in parte il ruolo della microflora batterica nella alopecia androgenetica. Infatti, oltre che la Malassezia e le sue sottospecie, il cuoio capelluto umano presenta numerose specie batteriche differenti in concentrazione nelle varie zone del follicolo pilifero (papilla dermica, zona mediana con bulge e inserzione muscolo erettore del pelo e zona superiore dell’infundibolo). I pazienti arruolati con alopecia androgenetica erano 20, il gruppo di controllo 10.
L’Istituto di Microbiologia medica e di dermatologia sperimentale dell’Università di Singapore ha anche analizzato il microbioma e le differenze geniche tra i vari ceppi. Nella zona intermedia dell’istmo era predominante il Burkholderia spp, mentre nelle altre zone non c’erano differenze significative. Solo nella zona del vertice dei capelli miniaturizzati con alopecia androgenetica è stata riscontrata una maggior concentrazione di Propionibacterium acnes rispetto alle aree del vertice dei soggetti sani senza perdita di capelli.
Ipotesi sul ruolo del Propionabacterium acnes
È stato a lungo ipotizzato che P. acnes sia coinvolto nella patogenesi dell’AGA: in questo studio segnaliamo per la prima volta un notevole aumento di P.acnes nei capelli miniaturizzati.
P. acnes è un comune patogeno opportunistico della superficie della pelle, ed è presente nel follicolo pilifero e nella ghiandola sebacea
Maggiori concentrazioni di P. acnes sono state individuate nel cuoio capelluto normale senza lesioni di pazienti con dermatite seborroica.
L’iperplasia delle ghiandole sebacee nell’AGA può aumentare la proliferazione di P. acnes in quanto il batterio si nutre di lipidi e acidi grassi. Come nell’acnes vulgaris, un’alterata composizione di sebo con un aumento dello squalene perossidato provoca la proliferazione di P. acnes e tali cambiamenti possono verificarsi anche nel caso di alopecia androgenetica
Il P. acnes induce risposte infiammatorie ed è noto come uno dei fattori causali per l’acnes vulgaris. È dimostrato che la sua virulenza nel follicolo pilifero causa la caduta dei capelli. Inoltre,come è stato sottolineato precedentemente, è interessante notare l’aumento dell’abbondanza di P. acnes nei campioni occipitali, suggerendo la possibilità che un aumento del sebo nel cuoio capelluto possa causare cambiamenti nel microbioma.
Inoltre, l’analisi filogenetica ha rivelato che P. acnes comprende quattro ceppi distinti, ciascuno con delle differenze nell’indurre risposte infiammatorie e con diversi gradi di virulenza. Saranno necessari ulteriori studi per capire il ruolo effettivo del P.acnes nella Alopecia androgenetica
Il microbiota cutaneo è l’insieme dei microrganismi simbiontici che occupa la pelle. Il microbioma è l’insieme dei geni del microbiota
Vi consiglio di diffidare di chi pubblica utilizzando la sua apparente autorità usando dei copia-incolla dagli articoli inediti di altri autori compreso quelli del sottoscritto.
Dott. Fabrizio Fantini
Questo è un estratto dello studio pubblicato su PLoS One. 2019; 14(5): e0216330, dal titolo “Microbiome in the hair follicle of androgenetic alopecia patients“
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Purtroppo non solo nell’ambito giornalistico, ma anche scientifico si sta propagando la brutta abitudine del COPIA-INCOLLA causa di una diffusione di informazioni scientifiche errate in quanto l’autore non controlla realmente la fonte. l’onestà e il rigore scientifici dovrebbe essere sempre alla base della ricerca e della divulgazione scientifica e non frutto di una lacunosa ricerca bibliografica
Ron Sender e collaboratori, autori dello studio, concludono che il rapporto 10 a 1 tra batteri e cellule umane è falso, in realtà il rapporto è più vicino a 1:1
“Dovremmo preoccuparci del numero assoluto di cellule umane nel corpo o del rapporto tra cellule batteriche e cellule umane? L’aggiornamento del rapporto tra batteri e cellule umane da 10: 1 o 100: 1 a più vicino a 1: 1 non toglie l’importanza biologica del microbiota. Tuttavia, siamo convinti che un numero ampiamente affermato dovrebbe essere basato sui migliori dati disponibili, servendo a mantenere rigoroso il discorso biologico quantitativo.
Lo studio dei numeri assoluti è rilevante anche per questioni biologiche specifiche. Ad esempio, uno studio recente ha mostrato come conoscere il numero di cellule in diversi tessuti possa essere un indicatore importante per comprendere la variazione del rischio di cancro tra i tessuti.
Altre applicazioni si riferiscono ai processi dinamici di sviluppo e accumulo di mutazioni. Infine, il tipo di focalizzazione numerica qui esercitata rivela e attira l’attenzione sulle lacune di conoscenza come la densità della popolazione batterica nel colon prossimale e quanto bene siano rappresentate dagli attuali metodi di analisi. Così, attraverso questo studio, siamo diventati consapevoli dei promettenti passi avanti nell’adempimento della massima delfica del “conosci te stesso” da una prospettiva quantitativa.
Ron Sender ,Shai Fuchs , e Ron Milo “Stime riviste per il numero di cellule umane e batteriche nel corpo” Biol. 2016 ago; 14 (8): e1002533.Pubblicato online il 19 agosto 2016. Doi: 10.1371 / journal.pbio.1002533PMCID: PMC499
L’olio essenziale di Melaleuca alternifoglia, è uno degli oli essenziali più conosciuti nell’ambito della Aromaterapia. Grazie alle sue proprietà germicide e antisettiche lo si utilizza per preparare creme topiche neutre per contrastare acne, brufoli e seborrea.
I marinai del Capitano Cook usarono le foglie di questo albero come tisana rinfrescante quando colonizzarono le coste meridionali dell’Australia, per questo motivo l’olio essenziale di melaleuca è chiamato Tea tree, anche se non c’entra niente con il the.
Il primo uso riferito della pianta M. alternifolia che presumibilmente sfruttò le proprietà antisettiche fu l’uso tradizionale degli aborigeni Bundjalung nel nord del New South Wales. Le foglie schiacciate degli “alberi del tea tree” venivano inalate per curare la tosse e il raffreddore o erano usate sulle ferite, dopo di che veniva applicato un cataplasma
Inoltre, le foglie dell’albero della Melaleuca erano utilizzate per preparare un infuso per curare il mal di gola o i disturbi della pelle
Impiegato in gran parte per le sue proprietà antimicrobiche, l’olio essenziale è aggiunto come ingrediente attivo in molte formulazioni topiche usate per trattare le infezioni cutanee. È ampiamente disponibile al banco in Australia, Europa e Nord America ed è commercializzato come rimedio per vari disturbi.
Componenti: l’olio di Melaleuca è composto principalmente da idrocarburi terpenici, principalmente monoterpeni, sesquiterpeni e alcoli associati. I terpeni sono idrocarburi volatili, aromatici e possono essere considerati polimeri di isoprene, che ha la formula C 5 H 8 .
Come si usa: lo shampoo con olio essenziale di Melaleuca al 5% ha dimostrato miglioramenti statisticamente significativi per quanto riguarda la comparsa di forfora, seborrea e prurito rispetto al controllo.
Si possono aggiungere due-tre gocce di olio essenziale di Melaleuca nello shampoo per contrastare la Malassezia furfur e la seborrea.
Complessivamente, l’olio essenziale di Melaleuca al 5% è ben tollerato e sembra essere efficace nel trattamento della forfora da lieve a moderata.
“Treatment of dandruff with 5% tea tree oil shampoo” Andrew C Satchell 1, Anne Saurajen, Craig Bell, Ross StC Barnetson.J Am Acad Dermatol 2002 Dec;
Antimicrobial effects of tea-tree oil and its major components on Staphylococcus aureus, Staph. epidermidis and Propionibacterium acnes” A Raman 1, U Weir, S F Bloomfield. Lett Appl Microbiol 1995 Oct;
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
L’essere nata femmina è un dono: alla donna viene conferita la capacità di dare la vita e statisticamente ha una salute migliore e una vita più lunga. Un tempo, inoltre, le donne raramente subivano il “calvario” di affrontare appunto il problema delle calvizie.
Nella società moderna, dove la donna si sostituisce spesso volente o nolente al ruolo maschile, si è diffusa la calvizie femminile: come se le donne si volessero far carico anche di uno dei pochi problemi specifici del genere maschile: la perdita dei capelli.
L’aspetto psicologico del problema, è un argomento molto delicato, in quanto per una donna la salute dei capelli assume una maggior rilevanza che nell’uomo, essendo indice di bellezza e femminilità.
Di conseguenza l’alopecia da lieve a moderata getta, giustamente, la donna in uno stato di profonda preoccupazione e disagio che ingenera per stress un aggravio del problema, all’interno di un circolo vizioso che si autoalimenta e da cui pare difficile uscirne.
Innanzitutto, affrontare con consapevolezza il problema e il relativo disagio psicologico è il primo atto di coraggio che la donna deve intraprendere per risolverlo.
Inoltre sapere che si può guarire e che il corpo è capace di fare piccoli miracoli, se solo gli diamo fiducia e attenzione, è già garantirsi la vittoria.
Per fare questo però non si può prescindere dall’aspetto inconscio collegato al problema. La psiche e il corpo viaggiano all’unisono, soprattutto in questo contesto: quindi oltre alle cure, all’alimentazione, ai farmaci naturali e non, per prima norma cominciamo ad accudire con amore la femmina che è in noi…
http://fabriziofantini.com/libri
Non si può risolvere una calvizie femminile e il relativo indotto psicologico se non si va a ricercarne le cause psichiche che l’hanno generata. La correlazione psiche-salute ormai da anni è riconosciuta come base su cui partire per ottenere guarigioni complete.
Le cause psichiche che possono aver dato il via alla perdita dei capelli sono fondamentalmente di 5 tipi:
TRAUMI
SEPARAZIONI AFFETTIVE
LUTTI
FALLIMENTI
STRESS di VARIA NATURA
Omeopatia, fiori di Bach, olii essenziali, fitoterapia, meditazione, rilassamento e massaggio al cuoio capelluto, attività sportiva e allungamenti, gestione del tempo libero queste sono le principali strategie per aiutare l’organismo a riequilibrare l’equilibrio corpo-mente
Nel sesso femminile è importante andare a indagare delle eventuali carenze vitaminiche o squilibri ormonali
La calvizie comune è una tipica situazione maschile, ma anche il sesso femminile è colpito dall’alopecia e più frequentemente di quanto si pensi.
Mentre nel sesso “forte” la calvizie si fa strada più frequentemente tra i 20 e 30 anni, nel “gentil” sesso comincia le sue apparizioni dopo i 30-35 anni, anche se in maniera meno frequente e meno grave. Nella donna la perdita di capelli è più omogenea e il diradamento coinvolge tutta l’area androgeno dipendente risparmiando però l’attaccatura dei capelli. Nel sesso femminile non avviene nella maggior parte dei casi l’arretramento della linea dei capelli tipico della situazione maschile (recessione frontotemporale). Per la donna è stata codificata la scala di Ludwig che permette di valutare tre gradi di diradamento.
Il Capitolo completo sulla Calvizie Femminile lo puoi trovare su “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” tecniche nuove edizioni, in tutte le librerie oppure online
Anche in questo caso entrano in gioco gli ormoni androgeni e spesso l’amplificazione della loro azione è dovuta a dei cambiamenti ormonali in cui gli ormoni estrogeni e il progesterone vengono prodotti in minor quantità e non possono esplicare la loro azione di difesa.
L’alopecia “androgenetica” femminile può iniziare quindi, proprio quando ci sono questi cambiamenti, ad esempio dopo la fine di una terapia contraccettiva o dopo un parto, cioè quando i tassi di estrogeni calano repentinamente. Nella donna in post menopausa si ha una diminuzione delle secrezioni ovariche con un aumento degli ormoni androgeni e una diminuzione di un enzima importante come l’aromatasi, capace di convertire testosterone in estrogeni.In menopausa si ha una probabile perdita di calcio, magnesio e silicio, minerali importanti anche per i capelli.
E’ molto importante valutare i parametri ematici (soprattutto il ferro e la Ferritina), in quanto i range di normalità in Tricologia sono un po più restrittivi
Valori normali in Medicina Valori normali in Tricologia
Albumina 3,5-5 gr/dl ›4,5 gr/dl
Calcemia 8,5-10 mg 9-10 mg
Ferritina 12-200 ng/ml ›40 ng/ml
Sideremia 40-16 mcg/dl ›60 mcg/dl
Acido folico 1,8-12 ng/ml ›3 ng/ml
Magnesio 1,3-2,1 mEq/L ›1,8 mEq/L
Proteine totali 6-8 g/dl ›6,5 g/dl
Rame 70-160 mcg/dl 80-120 mcg/dl
Vit. A 30-65 mcg/dl 40-65 mcg/dl
Vit. B 6 3,6-18 ng/ml ›5 ng/ml
Vit. B 12 220-940 pg/ml › 300 pg/ml
Vit. C 0,6-2,0 mg/dl ›8 mg/dl
Vit. D 1,5-3,5 ng/ml 2-3 ng/ml
Zinco 70-150 mcg/dl ›80 mcg/dl
Tab.
10.1 Fonte: “lezioni di Tricologia” 2003, A. Marliani
Nel sesso maschile, il tasso di androgeni circolanti nel sangue è più o meno uguale nel calvo e nel non calvo. Nel sesso femminile è invece importante andare ad indagare se la calvizie non sia dovuta ad un eccesso di androgeni dovuto ad alcune affezioni riguardanti le ghiandole endocrine. Soprattutto le ovaie, le surrenali e la tiroide influenzano in maniera determinante la produzione degli ormoni sessuali nel sesso femminile. Alcuni parametri potranno essere utili affinché l’endocrinologo e il dermatologo possano individuare un’eventuale disfunzione endocrina.
Esami
per individuare iperandrogenismo e alterazioni ormonali nel sesso femminile
Δ4 ANDROSTENEDIONEDHEA-S
(deidroepiandrosterone)3α-DIOL-GSHBG (proteina che
trasporta gli ormoni sessuali)LH (ormone luteinizzante)FSH (follicolo stimolante)PROLATTINATSH T4, T3
La dieta per mantenere sani i capelli consiglia porzioni da 90 g di pasta cotta al dente con poco condimento, circa una volta al giorno. Il pranzo è costituito da 120-150 g di pesce azzurro, oppure petto di pollo o tacchino, con 200 o 300 g di verdure come carote, peperoni, zucchine, un frutto e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva.
Non si deve trascurare l’utilizzo di un po’ di peperoncino, ricco di capsaicina e la curcumina presente ad esempio nel curry, sostanze benefiche per i capelli. Il pane integrale è da preferire e va dosato secondo la quantità di pasta introdotta: più si mangia pasta, meno si mangerà il pane.
I derivati della soia contribuiscono a mantenere sani i capelli, sia grazie al contenuto di aminoacidi essenziali, sia per la presenza di fitoestrogeni naturali. La soia, insieme a una dieta ricca di omega 3, povera di grassi saturi e ricca di cibi a basso indice glicemico, ha dimostrato di ridurre gli eccessi di ormoni androgeni nel sangue e quindi può essere considerata un’utile risorsa anche per la salute dei capelli
Attenzione alla soia transgenica, che è largamente coltivata nei paesi extraeuropei, mentre in Europa è obbligatorio che la derivazione transgenica sia evidenziata sull’etichetta.
Carote, pomodori, peperoni e cipolle sono tra gli alimenti con maggiori quantità di sostanze antiossidanti. Le bevande consigliate sono il vino rosso, massimo 1-2 bicchieri, acqua naturale o effervescente naturale. No ai superalcolici. Limitare Coca-Cola e bibite gasate. Dopo il pranzo si può bere un caffè o in alternativa una tazza di tè verde o di caffè d’orzo.
Mangia di più a pranzo e colazione
Esempio:
Piatto base con pasta integrale cotta al dente e con sugo al pomodoro, ad esempio con olive, capperi e germogli di soia
Una porzione piccola di petto di pollo con insalata e verdure cotte
Olio extravergine d’oliva
Erbe aromatiche, rosmarino
Un bicchiere di vino rosso di qualità, acqua naturale
Un frutto o fragole con limone
Piatto base con petto di pollo ai germogli di soia, tacchino o pesce azzurro a volontà
Una porzione di verdure alla griglia o cotte
Olio extravergine d’oliva
Erbe aromatiche
Due fette di pane integrale
Vino rosso o bianco e acqua naturale o effervescente naturale
E’ importante svegliarsi con calma e non troppo bruscamente. La sveglia dovrebbe avere una suoneria piacevole che non innervosisca. Stirarsi bene sul letto per poi alzarsi gradualmente.
Dopo la colazione andare in bagno per il lavaggio dei denti,massaggiare delicatamente le gengive con i polpastrelli. Applicare per cinque minuti il laser sulla zona frontale del cuoio capelluto e sulle aree più diradate
Risciacquare con acqua fresca il viso e fare una doccia con acqua non troppo calda. Il lavaggio dei capelli deve essere effettuato con una sola applicazione di shampoo. Cercare di sciacquare bene senza usare acqua troppo calda e alternando acqua calda e fredda.
Per chi ha i capelli secchi o sfibrati, usare un balsamo a base di olio di macadamia. Per chi ha i capelli grassi e li lava spesso o tutti i giorni applicare 2 volte alla settimana balsamo ai semi di lino.
Asciugare con asciugamano pulito e con un phon ad aria tiepida e lontana dalla capigliatura di circa 25 cm. Pettinare con un pettine personale e precedentemente pulito con acqua e sapone.
Colazione
Prima di cominciare la colazione è importante prendere l’abitudine di bere un bicchiere di acqua calda con un cucchiaino di succo di limone biologico.
Il limone è in grado di depurare l’organismo dalle scorie, eliminando le tossine attraverso la diuresi. Il limone deve essere biologico e spremuto sul momento, non bisogna esagerare comn le quantità e basta consumarlo due tre volte alla settimana
Dopo aver bevuto acqua o acqua calda con poco succo di limone biologico è consigliabile fare colazione con fette biscottate integrali e marmellata ai frutti di bosco, lamponi, mirtilli, prugne, fragole o albicocche. Oppure consumare pane tostato con prosciutto crudo privato della parte grassa. In alternativa, biscotti alla soia e cioccolato.
Per chi ama la frutta, si può iniziare la giornata con un’insalata di frutta: kiwi, mele, pere e pinoli, che apportano vitamine, zuccheri e acidi grassi polinsaturi, più un caffè o un tè verde.
Le bevande da preferire sono tè verde anche con limone, latte di soia al cioccolato, caffè d’orzo, tisane e infusi ai frutti di bosco.
Chi ama il caffè può consumarne due, massimo tre tazzine al giorno. Bisognerà non eccedere con lo zucchero raffinato, dando priorità allo zucchero di canna grezzo.
Nella prima parte della giornata è meglio consumare maggiori quantità di carboidrati, sia perché si necessita di maggior energia sia perché al mattino il nostro organismo produce maggiori quantità di cortisolo, che permette di contrastare l’accumulo di grasso dovuto al rilascio di insulina.
Non bisogna eccedere con il cappuccino, in quanto la miscela di latte e caffè provoca un miscuglio poco digeribile. Un’alternativa al caffelatte o al tè è il tè verde, bevanda ricca di sostanze antiossidanti, antinfiammatorie con meno caffeina rispetto al caffè e al tè nero. Alcuni tannini isolati nel tè verde ed esattamente l’epigallocatechina 3 gallato hanno dimostrato di inibire la 5 alfa reduttasi di tipo 1, che converte maggiori quantità di DHT a livello della ghiandola sebacea.
Quindi il tè verde può essere considerato una bevanda utile per la salute e per i nostri capelli. Naturalmente non bisogna eccedere con le quantità: due o tre tazze al giorno sono sufficienti. Anche il caffè d’orzo, ricco di sostanze antiossidanti può essere una buona alternativa.
Scegli le opzioni per la colazione
Esempio:
1. Fette biscottate o pane tostato integrali con marmellata ai frutti di bosco, marmellata alle prugne, alle albicocche. Tè verde alla menta, latte di soia al cioccolato, caffè
2. Biscotti di soia al cioccolato con tè verde o caffè d’orzo
3. Pane tostato integrale ai cereali con prosciutto crudo sgrassato, più un bicchiere di tè verde al limone o un caffè
4. insalata di mele, Kiwi, pere e pinoli, un goccio di limone più tè verde o un bicchiere di succo ai mirtilli
5. Yogurt magro con frutti di bosco
Meglio evitare di:
1. Consumare merende confezionate ricche di zuccheri raffinati in grado di depauperare l’organismo delle vitamine e dei nutrienti essenzaili. Le paste del bar vanno evitate, sia perché spesso sono riscaldate al mattino al microonde, sia perchè ricche di acidi grassi trans, dannosi per il nostro organismo. Il burro e i conservanti servono per renderle più soffici e meno deteriorabili, ma spesso rimangono nel bancone dalla sera prima, accumulando batteri e microrganismi.
2. Mangiare subito prima di lavarsi
3. Lavare i capelli con acqua troppo calda e fare due applicazioni di shampoo 4. Asciugare i capelli con aria troppo calda
Da qualche anno è disponibile in commercio un test per individuare la predisposizione alla calvizie ereditaria sia nel sesso maschile che femminile.
Sappiamo bene che l’alopecia androgenetica (Clicca qui per saperne di più) ha bisogno di due fattori perché possa manifestarsi: gli ormoni androgeni e la predisposizione ereditaria. Alcuni studi hanno individuato il gene AR per i recettori degli androgeni sul cromosoma X come uno dei maggiori responsabili della calvizie precoce nel sesso maschile e coinvolto anche nella calvizie
Nella calvizie comune sono coinvolti numerosi fattori esogeni ed endogeni. La componente ereditaria è poligenica e questo giustifica la diversa espressività e le diverse forme di alopecia che si manifestano nella popolazione.
Le varianti del recettore degli androgeni possiedono una diversa capacità nella risposta degli androgeni e del DHT a livello del follicolo pilifero. Una maggior sensibilità alla recezione del DHT provoca una maggior miniaturizzazione del follicolo e una riduzione della durata di crescita del capello, con conseguente diradamento. Il test genetico individua le varianti del gene AR nel sesso maschile
Nel sesso maschile il test può essere utile per individuare un’alopecia androgenetica precoce e differenziarla da un telogen effluvium.
Nel sesso femminile il test individua il numero delle ripetizioni della sequenza CAG (citosina, adenina, guanina) nel gene per il recettore degli androgeni.
Nel sesso femminile questo test può essere utile per capire se la perdita dei capelli è dovuta a un’alopecia androgenetica o ad altri fattori come la carenza di ferro o di estrogeni.
Puoi trovare l’intero capitolo SUL TEST GENETICO nella Nuova Pubblicazione di Fabrizio Fantini: